CONTREMIRE v.

0.1 contremėe, contremiscano; f: contremisco.

0.2 Lat. contremere (DEI s.v. contremere).

0.3 f Jacopone, XIII ui.di.: 1; Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.).

0.7 1 Tremare violentemente (di paura).

0.8 Valentina Gritti 24.11.2003.

1 Tremare violentemente (di paura).

[1] f Jacopone, XIII ui.di.: Quando lui sentii venire, / lo sportello venni a aprire / e brigossi di fuggire; / di che tutto contremisco. || TB s.v. contremiscere.

[2] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2, cap. 1, pag. 168.4: Gaudino i peccatori che hanno rifugio a consolatore benigno in perdonare e in assolvere; contremiscano li pessimi eretici che [hanno] assaltata la luce della sapienza, la quale istruggerā e confonderā ogni errore tenebroso; allegrinsi i pargoli e benigni ch'ānno santissimo Padre, le cui preghiere da Dio non torneranno vane in accrescimento di fede, in riposo di pace...

[3] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 9, proemio, pag. 124.32: Dice adunque l'Autore, che imaginando solamente la ferventezza della spera del fuoco, per la quale dovea passare, tutto il corpo ne contremėe: imaginatio facit quandoque casum.

[u.r. 23.11.2020]