CRUSCA s.f.

0.1 crusca, cruscha, crussa, crussca, crusscha, gruscha.

0.2 Germ. *krusca (DELI 2 s.v. crusca). || In La Crusca per Nencioni, pp. 443-452, Max Pfister scarta la tradizionale derivazione etimologica germanica a favore di una base prelatina *krusk(i)‑/*grusk(i)‑.

0.3 Doc. fior., 1286-90, [1287]: 1.

0.4 In testi tosc.: Doc. fior., 1286-90, [1287]; Doc. prat., 1296-1305.

0.5 Locuz. e fras. crusca migliata 1.2.

0.7 1 Residuo della macinazione dei cereali costituito dagli involucri frantumati dei semi, adoperato per l'alimentazione degli animali, come sostanza aggiuntiva nella panificazione, in preparati medicamentosi, ecc. 1.1 Fig. Cosa umile e di scarsa utilità. 1.2 Locuz. nom. Crusca migliata: signif. non accertato (mescolanza di crusca e miglio, o residuo della brillatura del miglio?).

0.8 Pär Larson 03.02.2003.

1 Residuo della macinazione dei cereali costituito dagli involucri frantumati dei semi, adoperato per l'alimentazione degli animali, come sostanza aggiuntiva nella panificazione, in preparati medicamentosi, ecc.

[1] Doc. fior., 1286-90, [1287], pag. 161.4: It. a frate Rugieri e al compangno, d. x. It. per rafano ke portò Bonuccio in villa, d. iiij. It. per j istaio di crussca per la villa, a l'uscita di febraio, d. xviij.

[2] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 74, pag. 112.16: Ancora v'àe un'altra maniera di rilegiosi, che fanno così aspra vita com'io vi conterò. Egli mai no mangiano altro che crusca di grano, e fannola istare i· molle nell'acqua calda uno poco, e poscia la menano e màngialla.

[3] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 3, cap. 1, pag. 138.28: Cruscha di grano sì è chalda e secha, e dona picciolo nodrimento e malvagio. Ma la colatura sua à virtude e propietade di nettare i menbri e le budella; quand'ella è messa in aqua chalda e bene istropiciata e colata, e poi cotta a maniera di gruello, sì à virtude di purghare il petto di grossi e di malvagi omori. [[...]] Ma cruscha d'orzo vale meglio, perciò che nodriscie più che quella del grano e rafredda.

[4] Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.), pag. 388.30: Questo dì del detto mese i detti Sei sì feciono peggiorare il pane in questo modo: che si stacciava con certi vagli che non riteneva altro che la cruscha bene grossa, e 'l grano è macinato trito e fassene assai più pane, ed era di peso once VJ in mezzo il pane.

[5] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XIII, cap. 73, vol. 3, pag. 469.28: X forni con palchi e chiuso a porte per lo Comune, ove per uomini e femmine di dì e di notte si facea pane della farina del grano del Comune sanza aburattare o trarne crusca, ch'era molto grosso e crudele a vedere e a mangiare...

[6] Gl Gloss. lat.-aret., XIV m., pag. 307.17: hec furfur, ris, la crusca.

[7] Ricette di Ruberto Bernardi, 1364 (fior.), pag. 31.5: La radisce de la malva, chotta e pesta chon sugna, e mesovi un pocho di cruscha; la malva overo la marchorella, chotta chon sungnia, e mangiare fritelle fatte di farina di grano e di scatapuçça, ti farà bene andare a çambra.

[8] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 255, pag. 96.38: Per continuo assedio i Fiorentini ed i Lucchesi stretta la città di Pistoia per modo che dentro si manicavano i cavalli, perocchè non aveano più pane nè di miglio nè di saggina nè di crusca e mangiarono cani ed altre brutture...

1.1 Fig. Cosa umile e di scarsa utilità.

[1] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 46, S. Gregorio, vol. 1, pag. 381.21: «Di ciò che voi avete voluto che vi sia mandato il libro de la sposizione di santo Giob al vostro studio ci rallegriamo, ma se voi disiderate d'ingrassare di dilizioso pato, leggete l'operette del beato Agostino paesano vostro e, a comparizione di quella netta farina non andate caendo la nostra crusca...

1.2 Locuz. nom. Crusca migliata: signif. non accertato (mescolanza di crusca e miglio, o residuo della brillatura del miglio?).

[1] Doc. prat., 1296-1305, pag. 325.33: Anche avemo dal detto Cisti di crusca, che ve(n)deo XIIJ staia, s. VIJ d. VIJ. Anche avemo da Ce(n)ni delo Snecchio p(er) l'anima di mo(n)na Alorita mollie che fue di Calca(n)gno, a dì IIJ di magio, s. XL. Anche avemo di cruscha milliata s. IJ.

[2] Doc. prat., 1293-1306, pag. 210.16: It(em) avemo da Possançia p(er) CXXXVJ istaia di crussamilliata e di grana, a dì XIIIJ di febraio, ll. V s. VIIIJ d. J.

[u.r. 30.11.2020]