DECANO s.m.

0.1 dagan, decani, decano, decanu, decany, degan, degani. cfr. (0.6 N) bondiano.

0.2 DELI 2 s.v. decano (lat. decanum).

0.3 St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.): 1.

0.4 In testi tosc.: Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.); San Brendano pis., XIII/XIV.

In testi sett.: Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Stat. venez., 1344.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.); Stat. cass., XIV.

In testi sic.: Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.6 N Bondiano in Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.) «tu sera' madre d'un bonetissimo fiolo, el qual serà bondiano de le conse de Deo», da distinguersi in bon diano, è un errore del ms. BNCF Magl. XXXVIII.10 emendato da Verlato, Le Vite di Santi, p. 535 in «bon [guar]diano».

0.7 1 [Milit.] Nell'esercito romano, comandante di un drappello formato da dieci soldati. 2 [Relig.] Chi all'interno di una comunità monastica è messo a capo di un gruppo di dieci confratelli. 3 [Relig.] Alto dignitario ecclesiastico preposto alla cura di una chiesa cattedrale.

0.8 Marco Berisso 22.03.2004.

1 [Milit.] Nell'esercito romano, comandante di un drappello formato da dieci soldati.

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 90.18: Ordinao li degnitati in Roma, enprima fece decani, senatori, centurioni, primi pilarii e manipuli. Decani so quelli ke .x. cavalieri ao so soa guardia senatori so quelli ke governano la rempiubica e ne li libri ke sse scriveano li facti de Roma le nomina loro se scriveano de lectere d'auro.

[2] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 9, pag. 50.19: Erano ancora Decani, cioè a dieci cavalieri preposti, i quali capo de' contubernali, cioè de' compagni erano chiamati.

- Estens. Ufficiale di alto grado.

[3] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 27, pag. 132.12: Imperaor re da coronna principi conti baron marchesi duxi valvassor capitannij consoli poestae capitannij tribun centurion degan cavaler a speron d'oro, çuxi conseglier noar e çaschaun offixio da rece' provincie regnami citate borghi castelle e vile, fin al menor messo de comun o de vila che sia e bandior tanbornin e alepo: tuti son ordenai a conservar e a defender 'sto nobelissimo fruito d'amor ordenao.

2 [Relig.] Chi all'interno di una comunità monastica è messo a capo di un gruppo di dieci confratelli.

[1] San Brendano pis., XIII/XIV, pag. 75.12: Et un die, quando 'l mio decano, ciò è officiale, m'avesse disengnato 'l luogo d'una sepoltura per uno difunto, a cciò ch'io ve 'l sotterrasse, apparvemi un vecchio che non connosciea, il qual mi disse: «Non vi far cotesta fossa, ch'ell'è altrui sepoltura».

[2] Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.), cap. 11, pag. 421.28: e nullo è ardito andare all'altro, eccetto quelli decani, ciascuno de' quali può, se vede, che sia bisogno, visitare i suoi dieci, che sono a lui commessi, massimamente per confortare quale sentisse tentato, e ammonirlo, e consolarlo.

[3] Stat. venez., 1344, cap. 35, pag. 375.12: Item volemo et ordenemo che çascun nostro frar lo qual serà eleto in alcun officio, o gastoldo, o degan, o in altro officio, si debia recever quello benignamento. E chi quello officio refudasse, sia fuora dela scuola, salvo iusto inpedimento e questo sia in discrecion del gastoldo e di compagni.

[4] San Brendano ven., XIV, pag. 192.14: E come vene da sera, elo me parete uno vetran ch'io non cognoseva e parlàme digandome così: «O frar mio, anch'elo te sia comandado dal degan che tu fazi doman una fosa per sotorar uno morto, sì (no) la fa, inperché che quelo luogo è d'altri, anche ti non lo sapi».

[5] Stat. cass., XIV, pag. 55.25: Si maior fuerit congregacio, eligantur de ipsis fratres boni testimonii et sancte conversacionis et constituantur decani, qui sollicitudinem gerant super decanias suas in omnibus secundum mandata Dei et precepta abbatis sui. Si la congregacione seray maiore <siane> de issy siane schilti <de essy> fratre de bono testimonio et de s(an)c(t)a (con)versacione, et syany ordinati decani, li quali i(n) tuti li cose ayan sollicitudine sup(re) <lore> decanie soe <i(n) tutte le cose> secundo li co(m)mandamente de Dio et li co(m)mandamenti de la abbate soe.

3 [Relig.] Alto dignitario ecclesiastico preposto alla cura di una chiesa cattedrale.

[1] Doc. fior., 1348-50, pag. 47.29: Sono per cambio di fior. DCXL d'oro che ricievettono in Vignone, adì III di marzo detto, da messer Ghobellino de Ynhusen, chalonacho traiecterio, procuratore di messer lo Decano e Chapitolo della chiesa di Chologne, per la rendita del calonachato di Cologne...

[2] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 27, pag. 122.4: In la chitati di Saragusa fichi lu simili, dandu a la Ecclesia, et fichi fari unu episcopu chi havia nomu Rugeri, decanu di la Ecclesia di Trayna.

[u.r. 18.12.2017]