DÈCIMA (1) s.f.

0.1 decema, deceme, dechima, dechimi, decima, decime, decimi, desema, deseme, desima, desime, desma, desme, desmes, dexema, dexeme, dexime, dexme, diecima.

0.2 DELI 2 s.v. decimo (lat. decimum).

0.3 Formula di confessione umbra, 1065 (norc.): 2.

0.4 In testi tosc. e corsi: Doc. cors., XII; Doc. pist., c. 1200; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Doc. sen., 1289; Doc. prat., 1288-90; Lett. fior., 1291; Stat. sang., 1334.

In testi sett.: Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.); Parafr. pav. del Neminem laedi; Doc. moden., 1353.

In testi mediani e merid.: Formula di confessione umbra, 1065 (norc.); Perugia e Corciano, c. 1350 (perug.).

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.7 1 Tassazione dovuta dal possessore di un fondo o di altro bene a chi glielo ha dato in concessione, corrispondente in origine alla decima parte di quanto ricavato. 2 [Dir.] Tributo dovuto dai fedeli alle istituzioni ecclesiastiche come compenso per le attività svolte da tali istituzioni. 2.1 [Dir.] Tassazione dovuta a un'istituzione ecclesiastica come onere per l'usufrutto di terre o proprietà possedute da quella stessa istituzione.3 Quantità corrispondente alla decima parte di un insieme.

0.8 Marco Berisso 22.03.2004.

1 Tassazione dovuta dal possessore di un fondo o di altro bene a chi glielo ha dato in concessione, corrispondente in origine alla decima parte di quanto ricavato.

[1] Doc. prat., 1288-90, pag. 164.21: lb. IIIJ s. X tor.. Ebbi, i quali ricevetti da mes(er) Ciata(r)di di Scola (e) da mes(er) Matteo Bruno, collettori della decima di no(n)n asenti di Kie(r)mo(n)te, dì XXVIIJ di giungno otta(n)ta otto, ke (n)ne fuoro lb. settece(n)to tor. piccioli e lb. cinquece(n)to kie(r)mo(n)tesi e scucelli, ke lli ca(m)biai a d. sei livra; vagliono i(n) soma lb. MCLXXXVIJ s. X tor.

[2] Lett. fior., 1291, pag. 596.15: e questo vi diciamo vegiendo la mala diliveranza c'ànno in Fiandra, che per le vendite che di là si facciano, neuno confortamento ne possiamo avere, e ancora crediamo che moneta sarà cara uguanno per lo fatto de' d. de la decima che 'l P(a)p(a) dae ora nuovamente a· rre d'Inghilterra, i quali d. converrà ch'esscano di mano di nostre gienti; però che, noi crediamo chi ssi troverà i· moneta ne potrà bene fare suo avantagio, e sì di cambio, e ancora in cotesta medesima mercatantia.

[3] Stat. sen., 1280-97, par. 45, pag. 15.10: Item, statuimo che neuno del detto Comune sia tenuto di pagare la decima d'ogne richiamo el quale fusse fatto di lui per alcuna promessione la quale avesse facta per cagione del Comune, ad alcuna persona del detto Comune.

[4] Stat. sang., 1334, 30, pag. 127.5: Ancho ordiniamo che se alcuno si richiamasse de l'altro, che lo consolo li faccia comandamento che llo debbia pagare infra lo terço die. E che lo creditore li debbi rinunçare al consolo passato el termine. E paghi al ca[ma]rlingo de l'arte la decima, ciò è due soldi per livra. E sia tenuto lo consolo d'andare al iudice del capitano e farsi dare lo messo e farlo pengnorare a petitione del creditore, a pena al consolo di soldi diece per ongni volta. E lo simigliante s'intenda questa pena nelle condannagioni che farà el consolo.

[4] San Brendano tosc., XIV (ven.>tosc.), pag. 167.21: e perché Maria Maddalena ispande unguento prezioso per Iesù Cristo, e unguendoli il capo e ' piedi una sera in casa [di] Simone lebbroso, e era tanto unguento che montava trecento danari d'argento, e io di ciò mi crucciai malamente per ciò ch'io non potevo avere la decima che mi v[en]iva, e pensai di non perdere la decima di quello unguendo, e vennemi in cuore di falsare la compagnia e di tradire lo mio Signore e di darlo per trenta danari.

- Estens. Offerta dovuta ad una divinità.

[5] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 1, cap. 2, vol. 1, pag. 20.35: 10. In la quali ira nin per aventura incapassi, Thimasiteu, principi de li Liparoti, altramenti provitti a sì et a la patria per utili consilyu. Ca, pillyata in lu mari da certi soy citadini, qui eranu cursari, una grandi cuppa d'auru, la quali Rumani avianu dedicata a lu deu Apollo Phytiu a nomu de decimi et ià scumossu lu populu de li cursari a partiri la cuppa, cusì tostu commu issu truvau [cussì la restituiu et ad Apollo la transmisi].

2 [Dir.] Tributo dovuto dai fedeli alle istituzioni ecclesiastiche come compenso per le attività svolte da tali istituzioni (amministrazione dei sacramenti, esercizio delle funzioni religiose, ecc.).

[1] Formula di confessione umbra, 1065 (norc.), pag. 93.6: Acc(usome) dela decema (et) dela p(r)imitia (et) de offertione, ke no la dei sì ccomo far dibbi. M(iserere).

[2] Doc. cors., XII, pag. 123.1: Et investiro la lor decima in alto lo altare de S(an)c(t)o Gavino, p(ro) a(n)ima illor(um) (et) de illor(um) morti.

[3] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 535, pag. 581: Le primicie e le deseme se dé dar via alò, / e 'l debito, qi l'à, pag[h]e 'l ananz q'el pò.

[4] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de elymosinis, 55, pag. 239: Le dexme e le premitie legalment debla dar, / La Vergene Maria con grand cor debla amar.

[5] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. II, cap. 20: [26] Et se tu dè 'l beneficio altrui, u se d'altrui lo ricevi, se(m)pre ti mostra allegro, che disse Yh(es)ù Siràc: fa' lo tuo vizo allegro in ongna dato, (et) in allegressa santifica le tuoi decime.

[6] Doc. sen., 1289, pag. 49.6: Anco lasso a la chiesa di sancto Angelo a Tressa per perfacimento d'usure et di decime non pagate et per merito dell'anima del mio pate et de la mia ij peçi di terra c'abo da la costa contra a la chiesa, che la via va tuta d'intorno ai detti due peçi et a l'altra terra ch'è fra le dette vie, che non è mia.

[7] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 214.2: Ello eciamdio vense li Svevi e li Barbari e Eudon dux de Equitania, e chossì alle per fine Equitania e Bergogna suiugà e sotomesse a sí; e conzò fosse chossa che a ello fosse contrastado per molte batalgie, ello spolgia e robà molte chiesie, dagando le deceme ali cavalieri. Per la qual chossa sant'Anchiero veschovo de Aurelia poi l'anema de quello vete in l'inferno.

[8] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 12, 88-96, pag. 285, col. 1.2: Non decimas... redarguendo tai dispensationi a probitate de san Domenego dixe ch'ello non addomandò quelle desime che sono di poveri de Deo.

[9] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2, cap. 1, pag. 170.9: E così stando per ispazio di quattro anni, apparve uno accidente in Inghilterra sopra gli cherici, li quali delle loro decime male rispondevano alla Chiesa, e stavano in molta disubbidienza.

[10] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 16, pag. 79.32: [18] Et perçoché De' è quel sutil maestre chi ogne ano mua l'aqua in diversi vin e de le venne abscose in le viaçe trà for lo sangue de que el inpe gl'uve, e l'è quel bon maistre chi carega le olive e l'è quel maistre chi ogne ano renova one biava e lemi, perçò el volsse che in segno de çò e per recognossençça hi portassan d'ogne fruito la dexema a la soa casa, e che hi so' ministri le devessan recever e dispensar-le chomo 'l Segnor voleva.

[11] Perugia e Corciano, c. 1350 (perug.), cap. 44, pag. 139.6: Mo dicie lo conto como la cità de Peroscia per amore de Orleviere e de la polçella Prosemana fo liberata da onne tributo che devesse pagare per niuno tempo e del tempo che devea venire; e fo deliberata da onne tributo temporale, salvo che Carlo volse che non fosse liberata espirtualemente cosa veruna se devesse pagare per nome de decima a li perlate, quando che aspettasse a annema, tanto altro, cioè per modo de decima ai preite secolare.

[12] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 27, pag. 121.3: Lu conti Rugeri, videndu chi per la gracia di Deu illu havia aquistatu Sichilia, ecceptu Butera et Notu, a zo chi non fussi ingratu di tantu beneficiu datu da Deu, incomenzau esseri pluy devotu chi non solia; fachendu iudicii iusti, amari iusticia et la veritati, frequentari li ecclesii et diri li laudi di Deu cum devocioni, dari la dechima di tutti li soy renditi a li ecclesii, essendu consolaturi di li viduy et di li orfani, et di li renditi fari ecclesii per tutta Sichilia, in diversi parti, di li soy dinari, a zo chi pluy tostu si fachissiru.

[13] Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.), 19, pag. 79.29: e lo settimo die, che le dexime de g' imperadori fidesseno dà in g' edificii de le giesie...

2.1 [Dir.] Tassazione dovuta a un'istituzione ecclesiastica come onere per l'usufrutto di terre o proprietà possedute da quella stessa istituzione.

[1] Doc. pist., c. 1200, pag. 18.23: Decima et pensione(m) de Arlotho. Alpicione dr. xxviiii ( e) del due anni l'uno una spalla (e) una callina, (e) om(n)i anno m(ezzo) staio de orzeo, e kifuori. In casa del Castellani om(n)i anno uno staio de orzeo ( e) una spalla, e kifuori, l'uno anno s. ii (et) alio dr. xiiii.

[2] Doc. cors., 1248, pag. 152.1: Anni d(omi)ni m(i)ll(e) cc xlviii inditio(n)e x. Car(tam) reco(r)datio(n)ie facim(us) qualit(er) venit p(res)b(ite)r Guido di S(ancte) Reparate actu(m) loco ad Avo(r)tica (et) dede a Vilanello di Avo(r)tica (et) a la rede di Iani di Amico lo clauso di Ca(m)po Iacono (et) la vinia a pastine(n)do in tali vero tenore: a re(n)de(n)do [lo] [me]ço vino (et) di la decima la meza di tute some(n)çalie q(ui) vi seminasi (et) a q(ui) la viniam fusi XX.ti utrate (et) Vilanelo la volesi p(ar)tire p(ar)tire [sic] la vinia q(ui) fusi pastinata, (et) la ecl(esi)a esere tenuta di p(re)ndere la la [sic] sua medietate (et) la sua medietate remanere a li pastinadori fra(n)cam(en)te se(n)za nulo tenore (et) le p(ro)pagine remanere co(n) l'escito (et) postia pastinare ad uso di pastinato.

[3] Doc. fior., 1295-1332, pag. 97.18: Anche dee pagare la decima della pieve e di San Lonardo, secondamente che tocherà per livera e per soldo coll'altro podere che tiene Vanni. Anche dee mectere ongni anno cinquanta propagine, e noi dobiamo pagare la metà.

[4] Doc. moden., 1353, par. 54, pag. 204.10: Anchora seme contenti che ugni ficto de Vescovà e ugni desema la qualle nu erane tenuti de pagare e che ugni pagame[n]to che nu fe' in lo tempo de la pressente divisione se dibiane pagare per nu e per le nostre resse da qui inançe zaschadenu per mità et ceterra et cet.

[5] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 8, cap. 95, vol. 2, pag. 255.27: Nel MCCLXXXXII, a dì XVIIII di dicembre, il popolo di Santo Iacopo a Montale e di Sa· Martino di Castro per sentenza di lodo potero usare i detti beni XIIII anni, dando la decima di tutto il frutto e certo censo al detto monistero.

[6] Senisio, Caternu, 1371-81 (sic.), vol. 1, pag. 3.5: Timor Domini est equaliter divitem et pau[pe]rem lance iusticie iudicare. In anno ij.e ind. inpruntamu ad Calogiru Purchellu per cunzari la vigna di la Turrecta in furmentu et in lana tr. xiiij et eciamdeu la dechima di la sua vigna di lu annu di la ij.a ind. per la quali fu liberu di prixuni. Lu inventariu di li cosi di lu Burgettu in la sacristia su in li fogli xxiij et in foliis clxxxxviiij.

3 Quantità corrispondente alla decima parte di un insieme.

[1] Bibbia (01), XIV-XV (tosc.), Lv 14, vol. 1, pag. 517.8: E lavata da capo la vestimenta tutta e lo corpo, [10] l'ottavo dì torrà due agnelli senza macula, e una pecora d'un anno senza macula, e tre decime di farina, cioè di crusca, nello sacrificio, unte d'olio, e da parte uno staro d'olio.

[2] Bibbia (01), XIV-XV (tosc.), Lv 23, vol. 1, pag. 563.8: [13] E saranno offerte le altre cose liquide con esso; cioè offerrassi due decime di farina bagnata d'olio, incenso del Signore e odore soavissimo, del vino la quarta parte della misura chiamata Hin.

[u.r. 09.01.2009]