CONSIDERARE v.

0.1 cconsiderando, cconsiderare, chonsidarato, chonsidera, chonsiderando, chonsiderare, chonsiderarono, chonsiderata, chonsiderato, chonsiderava, comsiderata, conscidera, consciderando, consciderare, consciderata, consciderate, consciderato, consider, considera, considerà , considerà', considerada, considerade, considerado, considerai, considerala, considerallo, consideralo, considerammo, consideramo, consideramu, consideran, considerando, considerandogli, considerandola, considerandole, considerandoli, considerandolo, considerandosi, considerandoti, considerandu, consideranno, considerano, consideràno, consìderano, consideransi, considerante, considerantele, consideranti, considerao, considerar, considerarà , considerarai, considerare, consideraremo, considerari, considerarla, considerarle, considerarlo, consideraro, considerarò, consideraron, considerarono, consideraru, considerasi, considerasmo, considerasse, considerasseno, considerassi, considerassimo, considerassono, consideraste, considerasti, considerata, considerate, consideratelo, considerati, considerato, consideratu, considerau, considerava, consideravano, consideràvomo, considere, consideremo, considererà , considereranno, considererete, considererò, consideri, consideriam, consideriamo, consideriate, considerino, consìderino, considero, considerò, consideró, consideroe, considerorono, considerrà , considerrai, considerremo, considerrò, consideru, considirandu, considirare, considirata, considirati, considiri, considiriamo, considirimu, considra, considrai, considrando, considrandosi, considranno, considrarà , considrare, considrate, considri, considro, cosiderando, cosiderati, cumsidero, cunsidera, cunsiderari, cunsiderava, cunsideravanu, cunsideri, cunsideru, cunsidirandu.

0.2 Lat. considerare (DELI 2 s.v. considerare).

0.3 Tomaso di Sasso (ed. Contini), XIII pm. (tosc.): 2.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Tomaso di Sasso (ed. Contini), XIII pm. (tosc.); Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Stat. sen., c. 1303; Lett. pist., 1320-22; Doc. volt., 1329; Simintendi, a. 1333 (prat.); Stat. cort., a. 1345; Doc. amiat., 1374 (2).

In testi sett.: Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Doc. venez., 1310 (1); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Enselmino da Montebelluna, XIV pm. (trevis.).

In testi mediani e merid.: Regimen Sanitatis, XIII (napol.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Stat. perug., 1342; Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.); Anonimo Rom., Cronica, XIV; Stat. cass., XIV; Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Stat. palerm., 1343; Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.7 1 Esaminare qsa con attenzione per determinarne o tenerne in conto la natura, l'essenza o i suoi possibili effetti, conseguenze; fare oggetto di riflessione, di meditazione, di studio (anche fig.). 1.1 Fare oggetto di attenzione (con lo sguardo, l'udito; anche con partecipazione emotiva). 2 Tenere in conto, avere presente alla mente (come premessa di atti o ragionamenti); fare oggetto di valutazione, prendere in esame (ai fini di un atto, di una scelta, di un ragionamento). 2.1 Considerato, visto e considerato qsa: tenendo conto, avendo preso atto, in conseguenza di (per lo più come premessa di atti formali, deliberazioni, azioni). 2.2 Prendere in esame come opzione da scegliersi. 3 Fare oggetto di un'opinione o di un giudizio (determinati); intendere in un certo senso. 4 Rappresentarsi mentalmente, immaginare.

0.8 Ilaria Zamuner 21.03.2004.

1 Esaminare qsa con attenzione per determinarne o tenerne in conto la natura, l'essenza o i suoi possibili effetti, conseguenze; fare oggetto di riflessione, di meditazione, di studio (anche fig.).

[1] Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.), canz. 11.61, pag. 66: Considerando tutto quel ch'è detto / a quel ch'è a dir rispetto, / è l'ombra, al meo parere...

[2] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 60.19: Speciale è quella nella quale si considera d'alcuna cosa s'ella è utile o s'ell'è dannosa, non nominando alcuna certa persona.

[3] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 6, pt. 4, cap. 4, pag. 167.17: E chi considerarà e porrà bene mente enn- esso, trovaralli questa via più destinata e designata, e più manifesta che en nullo altro animale...

[4] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. I, pt. 2, cap. 3, pag. 39.7: La terça via ke non sieno rationali se prende considerando l'angelo in sé. L'angelo è sub(stanti)a separata da ongne [materia], non abisongna corpo per lo quale se sostenti, non abisongna corpo né fantasie al suo intendare acciò ke intenda secondo la sua scientia...

[5] Regimen Sanitatis, XIII (napol.), 147, pag. 567: Quamvis l'airo concedate dello multo mangiare, / una regola donote ben bona e salutare: / la força de to stomaco digi considerare / e tanto cibo donale quanto poça paidare...

[6] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 43, pag. 223.5: se di questa febre volemo vedere e conoscere, sì potemo per quattro vie: l'una si è se consideriamo il principio di questa febbre, apresso se consideriamo il modo, apresso se consideriamo il congiunto, poi se consideriamo l'efetto.

[7] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 79.51, pag. 389: Cossì tempo ò perduo / che De' m'avea conceuo; / poi quando veni 'n la per fin / penssai tener aotro camin, / enfra mi considerando: / «Morir dei e no sa' quando...

[8] Lett. pist., 1320-22, 12, pag. 52.21: Dolsonosi molto per quello che scrivesti, e no' pare che consideri la vergongnia e la bassanza che tornerebe a te e a noi, se facessi quello che ài scricto...

[9] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 3, vol. 1, pag. 110.16: Mentre che 'l vincitore considera la grandezza del vinto nemico, subitamente fue udita una voce; e non si poteo conoscere onde...

[10] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 13, pag. 636.31: E considera e pensa e sappi che cosa è pace di mente: quiete d'anima non può giammai venire da vizio, né da difetto, né veruna pace.

[11] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 26, pag. 110.2: quandu li autri vichini soy li mandavanu oblacione, illu mandau cum li autri la oblacione sua midemi, cridendu ki killu patre sanctu non canuschissi lu prisentu soy. Quandu kisti oblacioni foru portati davanti killu patre sanctu, illu li cunsiderava tucti...

[12] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 6, cap. 9, vol. 2, pag. 96.1: Di lu quali si la sua prima etati si considera beni multi joki, multi delicanzi se truverannu, li quali non li foru ad impeditu que issu non fussi principi di la patria...

[13] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 8, pag. 38.21: [13] Che se tu guardi ben e vò' considerà' gl'infermi e gli malai chi son pin de fastidio, quamvisde' che cibi ben parai e viande bonne soave e dolçe ghe fian portae innance, hi le prendan con gran penna e sentan gran horror e no gh'àn deleto, ma ghe par pur ch'i debian fir metui al curlo.

[14] Stat. perug., 1342, L. 4, cap. 130, par. 1, vol. 2, pag. 496.25: Conciosiacosaché tra tutte le cose le qual se considerano a la salute e bellecça de la citade, la bellecça e le nettecçe de le vie più spesso s'attendano, e entra l'altre cose le quale en la cità rendono le vie socçe e non nette è l'acqua mora la quale essce de l'ulive e de le tengneture...

[15] Enselmino da Montebelluna, XIV pm. (trevis.), 1273, pag. 82: È questa quela de chui me dizesti / per l'anzol tuo che duse la novela, / che de la toa vertù me obombraresti? / Chonsidera se questa è la gonela / che al suo fiol Josep Rachel fe instesa, / varda et oserva s'ela te par quela!

1.1 Fare oggetto di attenzione (con lo sguardo, l'udito; anche con partecipazione emotiva).

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 41, pag. 73.6: E dicendo queste parole, vedemmo che la Fede Giudea tolse cinquanta cavalieri savi e scalteriti di guerra, e mandògli a provedere l'oste della Fede Cristiana. E quando furo in luogo che pottero vedere, la guardaro e consideraro assai; e quando l'ebbero veduta e ben guatata, sí si maravigliaro molto come cosí era cresciuta...

[2] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 224.38: l'imperador solo pervignando al mare, el preghà alguni che lo recevesse in nave, digando sí esser un deli chavalieri de l'imperador; li quali abiandol recevudo in nave, considerando la disposicion e la belleza de quello, li parlava in lengua griegha, crezando quello non intendere, che lu fosse l'imperador...

[3] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 124, pag. 510.18: « Riguardando io questa imagine e considerando la bellezza d'essa, sovente di te mi ricordava...

[4] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 18, pag. 208.11: Quanno lo tribuno sappe che Scarpetta era muorto e che llo puopolo non traieva allo sio stormare, consideranno la campana de Santo Agnilo Pescivennolo sonare, sospirava forte tutto raffredato, piagneva, non sapeva que se facessi.

[5] Storia distr. Troia (ed. Gorra), XIV pm. (tosc.), cap. 11, pag. 466.12: Inperciò avendo grande angoscia di questo aspettare, di ciò [in]paziente era, e considerava quanto lo sole aveva a calare, chè aveva in questo poco del calare del sole tanta pena, che lo spazio del vespro a ssera le pareva bene due giorni...

[6] Bibbia (05), XIV-XV (tosc.), Sal 16, vol. 5, pag. 179.11: Considera con l'orecchie tue la mia orazione, e non nelli labbri d'inganno.

2 Tenere in conto, avere presente alla mente (come premessa di atti o ragionamenti); fare oggetto di valutazione, prendere in esame (ai fini di un atto, di una scelta, di un ragionamento).

[1] Tomaso di Sasso (ed. Contini), XIII pm. (tosc.), canz..16, pag. 91: Moro considerando / che sia l'amore, che tanto m'allaccia: / non trovo chi lo saccia, - ond'io mi schianto.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 1, cap. 4, pag. 133.24: Considerando quello che dett'è, cioè che 'l matrimonio è cosa naturale, e che naturalmente die essere usato, può parere e dubitare alcuno, che quelli che non si vuole ammogliare né accompagnarsi con femmina, sia troppo da biasmare...

[3] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 64, pag. 178.3: considerando e pensando lo fermo proponimento lo quale eo aio a far perpetualmente tuto quello ke sia vostro placere e volere, securamente me creio poter levar denanti da voi, e voi pregare...

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 10.2, pag. 32: «Peccator, chi t'ha fidato, che de me non hai temenza? / Non consider, peccatore, ch'eo te posso annabissare? / Ed hai fatto tal fallore ch'eo sì l'ho cascion de fare: / hol voluto comportare, che tornasse a penetenza».

[5] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 6, cap. 44, vol. 3, pag. 137.12: E simigliantemente li buoni, ovvero li grandi, quando lasciano di curare le cose che son buone, acciocchè la loro signoria non esca della loro schiatta, e non considerano lo loro onore, e il loro merito, e la loro dignità, sì si muta lo loro principato al principato della comunità...

[6] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.), cap. 63, pag. 117.4: E Galeotto intendendo queste parole e intendendo la cortesia di T. e cconsiderando che avea lo peggio dela battaglia, disse Galeotto a T.: «Per tanto ti perdono io perch'io veggio che ttu se' uno de' migliori cavalieri del mondo.

[7] Stat. sen., c. 1303, cap. 75, pag. 126.9: E sieno tenuti li detti signori li detti terminatori che sì debono elegere, secondo che detto è, fare giurare le predette cose fare a buona fede senza fraude, non considerando odio nè amore nè prezo nè prego.

[8] Doc. venez., 1310 (1), pag. 66.14: Io Blasio Bon siando in Isegrado io me redusi a memoria de l'anema mia et cosiderando que io son in le man de Dio sì me caçè in cor de ordenar et de scrivre de mia man propria com'io voio que sia fato dapò la mia morte lo plu tosto que se porà...

[9] Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.), pag. 19.37: Non per romper treva questo fazo, ma per che Enea soctile mectase a le fortecze de la nostra citate; questa sagecta lo farà plu avisato, considerato che nuy ce adonemo de soe malitie».

[10] Doc. volt., 1329, 12, pag. 28.20: Singnori, ch'avete piene le saccha e' granai ed avete dr. da comprarne, considerate che Dio ve l'à date. Aviate pietà de' poveri, siate misericordiosi! Considerate a choloro che non ànno che manichare e muoiono di fame!

[11] <Cavalca, Disc. Spir., a. 1342 (pis.)>, cap. 4, pag. 34.24: Lo terzo grado è gloria perfetta, e confermata in vita eterna. Onde chi ben considera l'eccellenza, e perfezione di questa cotale gloria, agevolmente dispregia la vanagloria di questo Mondo.

[12] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 29, pag. 133.12: Ragguarda, uomo, quanto Iddio t'ama, e considera il beneficio che t'ha fatto.

[13] Stat. palerm., 1343, cap. 15, pag. 25.22: Ancora urdinamu e firmamu, considerandu ki Deu non voli essiri sirvutu si non per amuri, ki cui fallissi cuntra li dicti capituli et urdinamenti, non li sia reputatu a culpa di anima...

[14] Stat. cort., a. 1345, cap. 6, pag. 131.10: per sengno de ciò lavi el priore a loro i piei et ellino a lui, con umele bascio ad essi piei, considerando et recordandose conme fece Dio a' suoi descepogli.

[15] Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.), 71, pag. 117: e se le volglie loro siran concorde / troppo averem che far considerando / a quante cetr'artiraran le corde.

[16] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 2.60, pag. 547: A me par essere d'aver ciò ben degno, / considerando a servir cui m'engegno.

[17] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), [c. 1340] son. 3.4, pag. 117: Singnuri, l'anno della carestìa / Deve mettere sinno ad multa gente / Per tre rasciuni prencepalemente; / Chi questo non considera, è paczìa.

[18] Doc. amiat., 1374 (2), pag. 115.4: Mo(n)na Fiore di Pietro, inferma del corpo e ssana de la mente, considera(n)do l'umana fragilità, no(n) vole(n)do morire entestata, ordina (e) fa suo testam(en)to (e) questa vuole che ssia la ssua ultima volu(n)tà.

[19] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 9, par. 10, pag. 49.10: Questo dovemo sempre sapere, che altre e altre moltitudini, inn altre e diverse regioni e inn altre e altro tenpo è disposato ad altro e diverse pulicie, e ssoffera altro singnoregiamento, siccome dicie Aristotole nel terzo di Puliticha, nel VIIIJ chapitolo, le quali cose sono e debbon essere intese e considerate de' conduttori e portatori della leggie e instituori de' singnoregiamenti e donazioni.

[20] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 38, pag. 164.5: In delli pollit(r)i p(er)ciò è da considerar quelle cose ch(e) mustra singni de bona industria; inp(r)imam(en)te è da considerar(e) ch(e) li cavalli sia alegre, ligiere. Ancora ch(e) agia le corpora mangne, longne, et musculose, et robusti.

2.1 Considerato, visto e considerato qsa: tenendo conto, avendo preso atto, in conseguenza di (per lo più come premessa di atti formali, deliberazioni, azioni).

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 3, cap. 104, vol. 2, pag. 53.6: Et la podestà sia tenuto denuntiare li contrafacenti, secondo che allui parrà, considerata la qualità del peccato.

[2] Stat. fior., 1320, pag. 538.13: e 'l detto Notaio possa tòrre della provisione e stanziamento pertengnente ad alcuna singhulare persona, overo persone, recandolo in piuvicho, infino in soldi venti de fiorini piccioli, et meno, consideratala qualitade della provisione et dello stanziamento.

[3] Stat. pis., 1321, cap. 119, pag. 299.5: condennando a soldi XX di denari pisani, in fine in libre X di denari pisani, et oltra, ad arbitrio dei dicti consuli; consideratala qualità del facto et de la persona.

[4] Stat. assis., 1329, cap. 7, pag. 169.42: Ma se la cosa serà publica, e de ciò infamia ne sia nata, vada all Carcere de Sancto Francesco, cioè ello monte colla disciplina, e altramente ad albitrio del priore sia punito, considerato la qualità e la quantità del peccato e delle persone, nientemeno la pena sopradicta sia tenuto de pagare...

[5] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 8, cap. 1, vol. 2, pag. 147.12: La qual cosa viduta et considerata, transpurtau tucta la questiuni da severitati a clemencia et a mansuetudini.

[6] Stat. sen., 1343 (2), L. 3, pag. 128.31: Et qualunque chon falsa misura misurarà, overo con falso peso o con false bilancie pesarà, sia punito in X libr. e più all'abitrio [sic] de' consoli, considerata la conditione de la persona et la qualità del fatto...

[7] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. V (ii), par. 81, pag. 343.33: Oltre a questo, e le cose inducenti all'atto libidinoso e la libidine, considerata la qualità di questo vento, oltre alla freddeza, sono ottimamente da lui punite.

2.2 Prendere in esame come opzione da scegliersi.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 26: [6] Considera du(n)qua che no(n) pigli troppo, che in p(ro)verbio si dice: chi troppo abracia pogho stri(n)ge...

3 Fare oggetto di un'opinione o di un giudizio (determinati); intendere in un certo senso.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 26, pag. 352.21: [La fortezza] è considerata ricevimento di periculi, e lungo sofferimento di fatiche.

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 2, pag. 269.2: sapere si conviene che 'rima' si può doppiamente considerare, cioè largamente e strettamente: strettamente s'intende pur per quella concordanza che nell'ultima e penultima sillaba fare si suole...

[3] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. III, 2, pag. 125.4: Il nascimento e 'l cadimento de' segni in due modi si può considerare: cioè secondo i poeti e secondo li astrologi.

[4] Jacopo Alighieri, Inf. (ed. Bellomo), 1321-22 (fior.), 11, pag. 126.21: Ma perché la violenza non è tanto colpa dell'uomo quanto è la froda, però nel primo de' seguenti tre gradi considerata si pone...

[5] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 1, cap. 1, pag. 48.24: E così consideravano, che non dovessero durare li imperii umani, se bene e fermamente le signorie non servissero alla divina potenza.

[6] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 4, pag. 11.2: Guillelmu, primu frati di li Normandi, a zo chi fussi consideratu comu cavaleri valenti, illu cum la sua genti sulamenti, czo è cum li soy frati, andau innanti et combattiu cum quilli sissanta milia Sichiliani...

4 Rappresentarsi mentalmente, immaginare.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 6, pt. 1, cap. 2, pag. 144.4: noi dovesmo conósciare e considerare l'alto Deo né la sua potenzia né la sua grandezza; emperciò che per l'operazione del cielo se conosce l'alto Deo e la potenza e la grandezza sua, e per altro modo non se pò conósciare...

[2] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 33, pag. 250.31: Or, considera che farebbe lo coltello lungo uno braccio che fusse ficto in corpo d'uno homo? Certo, sommo dolore sarebbe.

[3] Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.), 20, pag. 97.26: Alora consideràno diligentemente lo modo de la crucifixion. In prima sì metèno doe scale, una dentro a o lato drito e l'altra da o lato senestro, su le quale muntòe i crucificadori cum i chiodi e cum i marteli.

[4] Discorso sulla Passione, XIV sm. (castell.), pag. 161.19: E 'mprima co(n)sidera e enmagina nella mente tua quante gloriose chose che fuoro fatte e(n) questa (santa) cena.

[u.r. 18.11.2020]