CONSUMARE (2) v.

0.1 consuma, consumada, consumado, consumai, consumando, consumao, consumar, consumare, consumarsi, consumasse, consumata, consumate, consumati, consumato, consumava, consumerai, consumi, consumò, consumossi.

0.2 Lat. consummare (DELI 2 s.v. consumare 2).

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.): 1.1.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.); Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; San Brendano ven., XIV.

In testi mediani e merid.: Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.).

0.5 Locuz. e fras. consumare il matrimonio 1.1; consumare glorioso matrimonio 1.1.1; consumare spirituale matrimonio 1.1.1; consumato è 1.3.1; è consumato 1.3.1.

0.7 1 Portare a termine, compiere (un'operazione, un'impresa, un viaggio, anche fig.). 1.1 Fras. Consumare il matrimonio: dare compimento alle nozze con l'atto sessuale. 1.2 Esaurire completamente un periodo di tempo; morire. 1.3 Elevarsi a perfezione, giungere a pieno compimento; avverarsi. 2 Fare, eseguire (un compito); commettere (un peccato).

0.8 Rossella Mosti 04.05.2003.

1 Portare a termine, compiere (un'operazione, un'impresa, un viaggio, anche fig.).

[1] Novellino, XIII u.v. (fior.), 8, pag. 147.5: e quelli lo [[scil.: il pane]] mordea, e così, il consumò di mangiare...

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 2.41, vol. 1, pag. 26: tal mi fec'ïo 'n quella oscura costa, / perché, pensando, consumai la 'mpresa / che fu nel cominciar cotanto tosta.

[3] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 10 rubr., pag. 72, col. 22.13: le quali [[reali virtudi]] sono necessarie a ogni religioso che desidera la sua peregrinatione nelle vestigie del nostro Signore Iesu Christo perfectamente consumare...

[4] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 15, pag. 379.19: ma qui con noi questo giorno, in quello che cominciato avemo, infino alla sua ultima ora consumate -.

[5] Gl Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 2, 37-42, pag. 64.21: Ch'a ciò pensando, cioè alla quale pensando, consumai la impresa; cioè arrecai a fine la liberazione della materia che dovea incominciare...

1.1 Fras. Consumare il matrimonio: dare compimento alle nozze con l'atto sessuale.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 23, pag. 273.1: Et anche, si posson partire contra la volontà dell'uno e dell'altro, quando 'l matrimonio non è consumato per carnale agiungnimento...

1.1.1 [In contesto fig.:] fras. Consumare glorioso, spirituale matrimonio: unirsi a Dio mediante consacrazione.

[1] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 4, pag. 41, col. 18.3: con desiderio di vedervi col nostro eterno triumphale e amoroso sposo Iesu nella superna chamera glorioso matrimonio consumare.

[2] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 4, pag. 44, col. 18.17: La XII si è uno inconsiderabile breve e ferventissimo acto d'amare e spirituale matrimonio con Christo gloriosamente consumato.

1.2 Esaurire completamente un periodo di tempo; morire.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 88.36, pag. 351: lo seconno stato è più eletto, / che 'n megliorar fa l'om perseverare; / ottimo lo terzo sopra eletto, / omo che consuma en ben finare.

[2] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 136.175, pag. 550: Ogni dì consumi e xenti: / e le vanne alegranze / de lo mondo e soe danze / fuzi como e da serpenti.

- Consumare la vita.

[3] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 1847, pag. 240: E guarda in tutte parti / ch'Amor già per su' arti / non t'infiammi lo core: / con ben grave dolore / consumeraitua vita...

1.2.1 Intrans. e pron. Aver termine, compiersi (detto di un periodo di tempo).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 20.3, vol. 3, pag. 327: Quando colui che tutto 'l mondo alluma / de l'emisperio nostro sì discende, / che 'l giorno d'ogne parte si consuma...

[2] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Ero, pag. 183.9: Ma dappoichè la luce del giorno è consumata, ed è venuta l'ora della notte...

[3] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 3, vol. 1, pag. 137.20: Poi che la notte fue consumata, e l'aurora avea cuminciato ad arrossire, io mi levo...

[4] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 3, cap. 17, pag. 428.8: Cierto molti corsi di tempo sono già consumati, poichè voi dovevate in grande potenzia correre con armi sopra i vostri nimici...

[5] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 98, pag. 485.32: e la notte, che già maggiore gl'incominciava a parere che l'altre, si consuma: e il chiaro giorno rallegra il mondo.

[6] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 1068, pag. 247: Correa mille trecento cinquanta sey passati; / Dello mese de novembero, ad nove dì consumati, / Fo una gran novella, intennete, cari frati, / Che abe lo re Aluisce con Messcina tractati.

[7] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 10, 10-21, pag. 281.4: allora si chiuderanno [i sepolcri]] quando vi sieno l'anime coi corpi, che non ve ne saranno più ad entrare, perché sarà consumato lo secolo...

[8] San Brendano ven., XIV, pag. 54.20: E siando consumado li XL dì, eli aveva manzado ogna cosa...

[9] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 6, cap. 17, pag. 123.8: fu data opera che quelle cose le quali composte non fossero, consumato il dì si riservassino il dì seguente.

1.2.2 Sost. Fine; morte.

[1] Poes. an. urbin., XIII, 17.32, pag. 577: Fai lo core amoroso, / famolent'e angossoso, / e cquasi desïoso / fin a lo consumare.

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 3.2, pag. 9: Audite una 'ntenzone ch'è 'nfra l'anema e 'l corpo, / battaglia dura troppo fin a lo consumare.

[3] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 91, pag. 268.3: Neuna gran cosa fu giammai consumata sanz'alcun indugio nel suo consumare...

[4] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 14.156, pag. 96: Gli fassi che se arcoglie et èn bruxati / de çiçanie, cossì seràe nel foco / nel consumar del secol giudicati...

1.3 Elevarsi a perfezione, giungere a pieno compimento; avverarsi.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 86, pag. 412.4: «Consumatum est.» Ne la morte del Figliuolo di Dio si compié e consumossi perfettamente tutta la nostra salute, e tutte le profezie e Scritture.

[2] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 7, pag. 61, col. 22.21: Onde per lo celestiale amore la spirituale volontà in sua perfectione consuma.

[3] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 11, pag. 74, col. 18.27: che io truovo in alquante excessive creature le corporali e mentali virtudi per prolixo intervallo di tempo excellentemente operate: e gli stati della mente per solempnissime contemplationi consumati...

[4] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1374] lett. 23, pag. 96.24: Quasi voglia dire el dolce Gesù: «Io ò consumato e adempito ciò che è scritto di me...

[5] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 38.101, pag. 260: mo, abïando udito, àe contrafacto / al dover suo, et apresso odïato / me e 'l Padre meo, açiò ch'el se consuma / quel che 'n l'antica legge s'àe trovato...

[6] Cicerchia, Risurrez., XIV sm. (sen.), cant. 2, ott. 117.8, pag. 434: - Non sapete com'è necessitade / che quel ch'è di me scritto ne la lege / di Möisè s'adempia 'n veritade, / salmi e profeti, e per l'umana grege / Cristo patisse morte e 'nfirmitade, / e che resuscitasse 'l terzo die? / Consumate in me son le profezie.

1.3.1 Assol. Fras. È consumato, consumato è: (tutto) è compiuto (con rif. a Io. 19.30). || Traduce il lat. consummatum est.

[1] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 1622, pag. 60: E quando el n'ave ben cercao / Ali çudei disse: «l'è consumao

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De scriptura rubra, 410, pag. 148: D'quella bevanda amara quand el n'av assazao, / «L'è consumao», dis quello...

[3] Orazione ven., XIII, pag. 134.1: Mo eo ve prego, dolce quelo corpo de Cristo! siando su quel alboro de la croxe afito, vu fosse sì duramentre passionado, ke vu disese che l'era consumado.

[4] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 16.212, pag. 188: e disse: 'El'è consumao'.

[5] Laudario S.M. d. Scala, XIII ex./XIV po.q. (tosc.), 6.202, pag. 42: Di dolor vorre' morire, / c'allor diss':consumato'.

[6] Gl Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 44, pag. 208.4: Onde quasi come saziato, quando venne a morire disse: Consumato è; cioè, compiuta è l'opera dell'umana redenzione, della quale io aveva gran desiderio.

1.3.2 Compiere il proprio sviluppo, giungere a maturazione (rif. al baco da seta).

[1] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 26, pag. 753.6: 63 E l'erbe, mostranti ne' campi ancora i loro colori, fece conoscere come, in quelle lane operantesi, le muterebbono in varii, e i piccioli aragni faccenti più preziose fila, usi di consumarsi in esse, cominciarono ad essere rubati da cupide mani.

2 Fare, eseguire (un compito); commettere (un peccato).

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 11, pag. 221.16: Et, quando la concupiscienza à impregniato, parturiscie peccato; et quando 'l peccato è consumato, ingenera morte.

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. II, cap. 5: et poi che lo disiderio è co(n)fermato parturisce peccato, et qua(n)do lo peccato e(st) (con)sumato genera morte.

[3] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 6, cap. 1, vol. 2, pag. 59.13: 6. Ma Quintu Fabiu Maximu Servilianu, consumati et chumputi li soy officij per gravitati di censura, incirkava di puniri so filyu, lu quali era di dubia castitati...

[u.r. 19.11.2020]