CRIMINARE v.

0.1 criminata, criminati, criminavano.

0.2 Lat. criminari o criminare (DEI s.v. crimine).

0.3 Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.): 1.

0.4 Att. solo in Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 [Dir.] Accusare di un crimine davanti al giudice. 2 Accusare (di una colpa).

0.8 Valentina Gritti 13.03.2004.

1 [Dir.] Accusare di un crimine davanti al giudice.

[1] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 3, cap. 92, vol. 1, pag. 440.22: La 'ndustria de' Cancellieri, coll'aiuto del capitano, fece tanto, che balìa fu data a certi uomini tutti della parte de' Cancellieri, i quali intesono ad abattere in comune lo stato de' Panciatichi, e di presente agiunsono al numero del consiglio del Comune, che avea XL uomini della parte de' Cancellieri; e intendendo di fare più inanzi, i Panciatichi per paura, e per non esser criminati dal capitano se ne vennono a Firenze: li altri cittadini vedendosi ingannati da quelli della balìa corsono all'arme, e abarrarono le vie, e catuno s'aforzava per combattere e per difendere.

2 Accusare (di una colpa).

[1] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 3, cap. 95, vol. 1, pag. 444.3: Era messer Carlo, figliuolo che ffu di messer Anfonso di Spagna, acresciuto dalla 'nfanzia in compagnia de· rre Giovanni di Francia, ed era divenuto cavaliere di gran cuore e ardire, e valoroso in fatti d'arme, pieno di virtù e di cortesia, e adorno del corpo, e di belli costumi, ed era fatto conistabole di Francia, e i· rre li mostrava singulare amore, e inanzi agli altri baroni seguitava il consiglio di costui; e chi volea male parlare, criminavano i· rre di disordinato amore in questo giovane: e del grande stato di costui nacque materia di grande invidia, che lli portavano li altri maggiori baroni.

[u.r. 30.11.2020]