DIABÒLICO agg.

0.1 diabolica, dïabolica, diabolice, diabolicha, diaboliche, diabolichi, diabolicho, diabolici, diabolico, diavolica, diavoliche, dyabolica, dyabolico, dyabolicu.

0.2 DELI 2 s.v. diabolico (lat. eccl. diabolicum).

0.3 Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.): 3.

0.4 In testi tosc.: Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Stat. sen., 1305; Paolino Pieri, Cronica, 1305 c. (fior.); Zucchero, Santà , 1310 (fior.); Stat. lucch., XIV pm.

In testi sett.: Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.).

In testi mediani e merid.: Storie Exultet barb., XIII ex. (abruzz.); Stat. tod., 1305 (?); Stat. perug., 1342; Poes. an. perug., c. 1350; Anonimo Rom., Cronica, XIV.

In testi sic.: Stat. catan., c. 1344.

0.5 Locuz. e fras. arte diabolica 1.1; regni diabolici 1.2; scienza diabolica 1.1.

0.7 1 Che è ispirato o deriva direttamente dal diavolo, cristianamente inteso come signore del male e della tentazione. 2 [Con rif. alla proverbiale bruttezza del diavolo:] di aspetto repellente, orripilante. 3 Radicalmente negativo dal punto di vista morale, che attiene al peccato (cristianamente inteso).

0.8 Elisa Guadagnini 08.04.2004.

1 Che è ispirato o deriva direttamente dal diavolo, cristianamente inteso come signore del male e della tentazione.

[1] Storie Exultet barb., XIII ex. (abruzz.), 6, pag. 122.16: [[Eva et Addam]] cascharu en peccatu et culpa per temptatione diabolica, facta ad modum de serpe el corpu et lu visu ad modum de una femmena...

[2] Paolino Pieri, Cronica, 1305 c. (fior.), pag. 44.24: Et poi a la sommossa di Palermo, che parve opera Divina ovvero Diavolica, tutte le terre di Sicilia fecero il somigliante, sichè in meno d'otto dì in tutta la Sicilia non rimase neuno Francesco.

[3] Stat. tod., 1305 (?), pag. 281.39: Ancho provedemo e ordenamo et che al postucto volemo che quisto capitulo sia observato emperciò che 'l ioco della çara ène arte dyabolica e fo ordenata et facta dal nemico de Dio, el quale ène sempre solicito ad empedementire omne cosa che sia nostra salvatione...

[4] San Brendano pis., XIII/XIV, pag. 47.8: Et dormendo li frati, vide sancto Blandano opra facta dal diaule, ciò è uno garzone lo quale era factura diabolica, che avea uno freno in mano et giocava dinansi al dicto frate.

[5] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 9, 130-138, pag. 168, col. 1.22: Non ruçò sí come fee la porta del Purg.: per la quale cosa se pò notare o ch'ella no s'avre molto spesso, o quel sono abia a figurare le tentazioni diabolice che ne fano raguardare indredo, çoè tornare in lo peccato.

[6] Paolino Pieri, Merlino (ed. Cursietti), p. 1310-a. 1330 (fior.), 3, pag. 6.24: [10] La madre di costoro, volendo quello riturare, perché era ad alti [salì] in su uno trespolo, lo quale per operazione diabolica le si travolse sotto, e cadde in terra e percosse il collo in terra, in modo che di sùbito morì sanza potere parlare.

[7] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 3, L. 2, pag. 36, col. 22.9: Molti e diversi e pericolosi inganni si ricevono ne' sentimenti: e quali sono in quattro differentie dati. Il primo si è deceptione diabolica.

[8] Stat. perug., 1342, III.122.1, vol. 2, pag. 174.7: Acioké alcuno per monemento proprio per istigatione diabolica l'arme non piglie overo prenda del comuno e del popolo de Peroscia overo l'arme de lo imperio, statuimo e ordenamo ke quignunque [[...]] l'arme del comuno e del popolo de Peroscia prenda [[...]] sença licentia, [[...]] del capo sia punito, sì ke muoia...

[9] Stat. catan., c. 1344, cap. 6, pag. 35.8: Et lu priolu haia cura di adunarisi cui, forsi per ingannu dyabolicu, si astinissi di tantu sacramentu, maximamenti in li predicti sollemnitati, oy in li altri iorni, lassandu passari multu tempu.

[10] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. I, cap. 9, vol. 1, pag. 15.14: Dal quale idolo ebbono risposto, o per commessione divina o per artificio diabolico, che Dardano dovesse andare a conquistare altre terre e paesi, e Italo dovesse rimanere in Fiesole e nel paese d'Italia.

[11] Stat. lucch., XIV pm., pag. 73.34: Et se alcuno dei frati lo quale non si portasse bene et dal suo maestro overo dalli altri frati sarà due volte overo tre correcto overo amonito et per instigatione diabolica non si vorrà admendare et obedire, sia mandato ad noi ad piedi con la carta nella quale si contegna lo suo peccato.

[12] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 2, 16, pag. 37.8: El se leçe ke una abadessa era in uno monester, la qual era odiosa a tute le seror del monester, perchè ela era tropo fervente sença discretion ad oservar la regola. Ma per instigation diabolica ella s'engravedà cum un so servidor...

[13] Apollonio di Tiro, XIV m. (tosc.-venez.), incipit, pag. 2.12: Et la çovençella disse: La perversitade et la intentaçione diabolicha ha fatto questo mal.

[14] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 3, 4, pag. 80, col. 1.16: E allora viene meno lo spirito per questi diletti, i quali per incitazione diabolica sono offerti da' sensi...

1.1 Fras. Arte, scienza diabolica: negromanzia.

[1] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 143.172, pag. 605: Se devinar o incantar, / aguri o [di]viniae trar, / o faocímele far faesti / o se far le consentisti, / qualche arte diabolica / contra la santa fe catoli[c]a, / ché tuti queli chi zo fam / son re' e faozi cristian...

[2] Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.), cap. 7, pag. 35.14: Qui è da sapere che questo segno, che facevan li magi, fu fatto per arte diabolica...

[3] Jacopo Passavanti, Tratt. scienza, c. 1355 (fior.), pag. 297.7: La terza scienzia si è la scienzia diabolica; e chiamasi scienzia diabolica in due modi: cioè, o la scienzia la quale ha il diavolo delle cose ch'egli sa; o vero la scienzia per la quale l'uomo sa o vuole sapere quello che sa il diavolo o dal diavolo.

[4] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 19, pag. 310.13: Simon Mago, il qual era nigromante e per arte diabolica facea vedere multe cosse maravigliose.

1.2 Fras. Regni diabolici: inferno.

[1] Neri Pagliaresi, XIV sm. (sen.), pt. 13, 18.6, pag. 167: Barlaàm, per Cristo più servire / (el cui servir, chi 'l fa, convien che regni), / e per fuggir l'infinito martire, / el qual s'ha poi ne' diabolici regni, / è più a dentro nel cupo deserto / c'altro remito che ci sia per certo.

2 [Con rif. alla proverbiale bruttezza del diavolo:] di aspetto repellente, orripilante.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 136 rubr., pag. 300.18: Prova maestro Alberto, che le donne fiorentine con loro sottigliezza sono i migliori dipintori del mondo, e ancora quelle, che ogni figura diabolica fanno diventare angelica, e visi contraffatti e torti maravigliosamente dirizzare.

3 Radicalmente negativo dal punto di vista morale, che attiene al peccato (cristianamente inteso).

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 29: [15] Umana cosa è peccare (et) diabolica perseverare in del peccato».

[2] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc.), L. V, pt. 12, pag. 176.11: Secondo, [[il vizio della discordia]] è gravoso per la similitudine diabolicha la quale prende [[...]], onde il seminatore della discordia e zenzania è simile al dimonio.

[3] Stat. sen., 1305, cap. 55, pag. 78.19: E se [[...]] chello cotal frate peccatore così amonito e corretto fusse sì legato de catena diabolica, che dal peccato o vero delitto cotale non se ritenesse e ristesse in tutto; sia tenuto el Rettore del detto Spedale in chella volta fare generale Capitolo di tutti li frati...

[4] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), [Pt. 4. Fisonomia], pag. 182.19: dell'uomo il quale è reo e infingniesi d'esere buono nullo v'àe rimedio; inperò che tanto il fecie Idio di corpo e d'anima [[...]] che [[...]] volendo elli abandonare le virtudi e fare disutili e viziose cose può, cholla indingniazione d'Idio, perdere la sua gientil natura, chanbiandolla e trasformandola in diabolicha natura.

[5] Poes. an. perug., c. 1350, 532, pag. 30: Egli è humano de pecar nel vitio / ma di perseverar neglie suoi modi / parme che sia diabolicho initio.

- Pagano.

[6] Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.), par. 3, pag. 3.6: e però che questa novella pare una favola, cioè che gli dii mangino, è da sapere che li sacerdoti de' templi della gente pagana, per avarizia e per cupiditade, affermavano che gli dii mangiavano, per potere, per lo decto inganno, ricevere offerte e prebende dal popolo, e vogliendo il semplice popolo pascere gli decti idii, apparechiavano nel templo diverse vivande [[...]]; e quando la chiesa si serrava, il popolo si partiva e partivansi li sacerdoti; allora le decte vivande n'erano portate per dyabolico errore.

[7] Fazio degli Uberti, Rime varie, a. 1367 (tosc.), 9. O sola eletta, 60, pag. 54: Poi te recorda come el fe' ardente / col Spirito Santo la turba apostolica / a sofferir per noi morte innocente: / ché volendo ampliar la Fé cattolica, / non temêr mai affanno né martiro, / per annullar la fede diabolica.

- Deviante rispetto a ciò che è retto (anche in senso politico), eretico.

[8] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Antonio, cap. 17, pag. 147.24: guardatevi che la sincerità della vostra fede non sia maculata dalla perfidia arriana; che questa loro dottrina non è appostolica, anzi diabolica e bestiale...

[9] Canzoniere del sec. XIV, a. 1369 (tosc.occ.), 21.49, pag. 46: Acqua di Lethe o seme di pappavaro / non fa dormir, non permuta né svaria / Colui in chui reparia / tucta vertù, justitia avendo quomino; / lassa far lui, che pur vorrà che tomino / color ch'àno lo spirito diabolico, / ghibellino, yperbolico: / non saperano ordire o sì contexere, / che più non sappia Dio rompere e stessere.

3.1 [Rif. a persona:] che possiede le medesime caratteristiche morali del diavolo, malvagio o maliziosamente astuto.

[1] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 7, par. 2, vol. 1, pag. 100.25: dyabolicu homu esti, et peiu di diavulu, killu lu quali non cridi ki Deu de pani poti fari la sua carni.

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 70, terz. 66, vol. 3, pag. 282: Ond'io protesto, e dico veramente, / che 'l Baver tiene spirito diabolico, / e 'l suo dicreto val men, che niente...

[3] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 12, pag. 96.6: Tutta dìe devisava gabelle. Mai non vedesti sì diabolico spirito. Più era questo sottile nella gabella che non fu Aristotile nella filosofia.

[u.r. 20.04.2010]