DICHINAMENTO s.m.

0.1 dichinamento.

0.2 Da dichinare.

0.3 Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.).

N Att. solo fior.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Movimento verso il basso, declino (anche fig.). 2 Derivazione, sviluppo (?).

0.8 Elisa Guadagnini 21.09.2004.

1 Movimento verso il basso, declino (anche fig.).

[1] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XII, cap. 82, vol. 3, pag. 173.29: Vegnendo la detta gente di meser Mastino a Montagnana, per aguato fatto per li nostri gli asalirono e missogli inn isconfitta; [[...]], onde fu gran rotta allo stato di meser Mastino, nel suo dichinamento.

[2] Libro di Sidrach, a. 1383 (fior.), cap. 211, pag. 250.5: E lo fermamento si volgie d'intorno come la macina, e quella stella non si muove come la chiavichia; e si è più alta che tutte l'altre stelle, e perciò ci pare piccola. Ma allo dichinamento del fermamento ella monta, una volta l'anno, forsi uno palmo; e sì si ciela inmantenente che l'àe fatto.

2 Derivazione, sviluppo (?).

[1] f Giamboni, Trattati morali, 1261/1292 (tosc): e tutto dichinamento dell'amore fa da lui, abbiendo rispetto a lui; e perciò ama più Iddio, che niuna altra cosa, perché egli è sopra tutte le altre cose migliore. || GDLI s.v. declinamento.