ARSO agg./s.m.

0.1 arce, arsa, arse, arsi, arso, arssu, arsu.

0.2 V. ardere.

0.3 Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.): 1.5.

0.4 In testi tosc.: Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Bestiario toscano, XIII ex. (pis.); Conti morali (ed. Segre), XIII ex. (sen.); Zucchero, Santà , 1310 (fior.); Stat. pist., 1313; Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.).

In testi mediani e merid.: Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.); Stat. perug., 1342; Destr. de Troya, XIV (napol.); Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.7 1 Che ha subito una combustione (e quindi è per lo più distrutto o gravemente danneggiato). 1.1 Trattato artificialmente ad alte temperature. 1.2 Carente di acqua per gli effetti del calore atmosferico o di una combustione. 1.3 Ad altissima temperatura. 1.4 Che trasmette una sensazione di bruciore; infiammato. 1.5 Fig. Privo di carità cristiana. 1.6 Fig. Soggetto alla passione amorosa. 2 Sost. Odore di ciò che ha subito una combustione. Sapere di arso: emanare tale odore.

0.8 Francesco Sestito 06.04.2005.

1 Che ha subito una combustione (e quindi è per lo più distrutto o gravemente danneggiato).

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 7, cap. 43, pag. 523.9: E ricordare non mi debbo de' Galli in questo raunamento, i quali continuamente per uno spazio d'anno le attrite ceneri dell'arsa e disfatta cittade possedettero.

[2] Conti morali (ed. Segre), XIII ex. (sen.), 3, pag. 491.26: E mandate per lui, che voi trovarete ch'elli hane quattro dita arse de le mani.

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 3, cap. 16, pag. 128.30: L'uno si metteva in mare per scampare dal fuoco; l'altro s'atteneva a una tavola mezza arsa.

[4] Comm. Rim. Am. (B), a. 1313 (fior.), ch. 177, pag. 874.6: Bene lo sai, però che Troia ne giace arsa, e dice che, avegna che ciascuna fosse bellissima, cioè Giuno e Pallas, tuttavia poste a ·llato a Venus, nulla parvono appo liei.

[5] Stat. pist., 1313, cap. 16, pag. 187.9: sia licito a' ditti operari di dare, quando parrà loro, alle povere p(er)sone et a' poveri kerici della cittade e del contado, delle cande[le] in p(ar)te arse p(er) fare luminaria alle loro altari.

[6] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 868, pag. 385, col. 2: christiani giero racto / quasi furunimente / tenendo pella gente / loro corpora [cercaro,] / inlese le trovaro / che ja no erano arse / nè pellu focu sparse.

[7] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 66.18: lo caldo m'ha costretta la bocca: ecco, ragguarda gli arsi capelli: io hoe lo fummo negli occhi...

[8] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 4, cap. 33, pag. 157.20: et kista flamma arsi tucti li ossa de kistu malvasu, et scavau tucta la terra de lu munimentu arsu.

[9] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 3, cap. 3, vol. 1, pag. 118.12: issu ardia cussì forti que lu uduri di corpu arssu endevenia a li naski di quilli ki stavannu inturnu...

[10] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 48, par. 58, vol. 1, pag. 191.25: el priore e el convento de santo Semone [[...]] aggiano dal comuno de Peroscia cento livre de denare per amore d'Eddio per lemosena per la refectione de le case arse.

[11] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 31, pag. 267.37: cadendo fulghi de cielo e ferendo percossosamente, le nave spartendose l'una dall'altra trovarose tutte arce in mare e sobetamente annegate...

[12] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 4, cap. 50, pag. 278.26: lo segrestam de la çexa vi' per revelatium che quella femena era menâ davanti a l'otar e era segâ per meço, e l'una parte, çoè da la centura in su, era arsa e l'atra da lì in çu non era tocâ.

1.1 Trattato artificialmente ad alte temperature.

[1] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 80, pag. 91.27: Dice filosofo che l'ossa de leofante arse caccia li serpenti e tutte le veninose bestie.

[2] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 1, cap. 11, pag. 95.13: prendete un poco di cienere overo un poco di sale o filugielo o seta arsa o lino arso overo ispungna arsa o lana arsa, e spargiere sopr'essa...

[3] Ricettario Laurenziano, XIV m. (sen.), 8, pag. 156.16: Lo calcagno de la vaccha, arso et cotto con mele, et dato a bere, cura la milça infiata.

[4] Thes. pauper. volg. (ed. Rapisarda), XIV (sic.), cap. 108, pag. 69.2: Pigla mastica e menta e rosi sichi e pani arsu e assensu, tantu di l'unu quantu di l'autru, acqua rusata, sucu di menta e fandi implastu caudu e mitilu supra lu fiancu.

[5] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 130, pag. 260.16: Et poi la d(ic)ta pulve et d(e) lu rame arsa ce se sp(ar)ga, adiu(n)tuce la pulve d(e) l'arsenico.

1.2 Carente di acqua per gli effetti del calore atmosferico o di una combustione.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 23, pag. 39.20: li savi chiamaro quella via zona perusta; e potemola chiamare per rascione via perusta, emperciò ch'ell'è en modo d'una via la quale fosse arsa.

[2] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 5, cap. 48, vol. 2, pag. 65.10: I Galli, non ch'altro, furono gravati di pestilenza, però ch'erano attendati tra montagnuole in luogo basso, arso e secco, e pieno di vapori...

1.2.1 Terra arsa, terrestre arso.

[1] Metaura volg., XIV m. (fior.), L. 2, cap. 27, ch., pag. 284.21: E 'l sale è di spetie di terra arsa secondo che noi proveremo nel quarto libro, e perciò si risolve dal freddo e da l'umido e costrignesi dal caldo e dal secco.

[2] Metaura volg., XIV m. (fior.), L. 2, cap. 29, ch., pag. 288.8: E quest'acqua quando è cotta redde il sale sottile e bianchissimo e dilettevole più de li altri sali, imperciò che 'l sottile terreo mescolato co l'acqua e arso imbianca: onde il terrestre arso mescolato coll'acqua è bianco, come veggiamo nella calcina.

1.3 Ad altissima temperatura.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 14.141, vol. 1, pag. 240: fa che di retro a me vegne: / li margini fan via, che non son arsi, / e sopra loro ogne vapor si spegne.

1.4 Che trasmette una sensazione di bruciore; infiammato.

[1] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 2, pag. 37.8: Cassandra, la figlia di re Priamu, era tirata per li trizi fora da lu templu di Minerva et auzava li soi ochi in celu, li quali eranu arsi di lagrimi.

1.5 Fig. Privo di carità cristiana.

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 2810, pag. 272: Ma dico apertamente / che l'om ch'è troppo scarso / credo c'ha 'l cor tutt'arso, / ché 'n puovere persone / e 'n on che si' in pregione / non ha nulla pietade: / tutto in inferno cade.

1.6 Fig. Soggetto alla passione amorosa.

[1] Boccaccio, Amorosa Visione, c. 1342, c. 40.77, pag. 176: Essa sopra la verde primavera / si riposava con altre dintorno [[...]] rimirando talor, fra sè ridendo / ver me di me, che arso m'accendeva / di nova fiamma ancora lei vedendo.

- [Rif. all'amore divino].

[2] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1375] lett. 49, pag. 187.8: Così fa la sposa inamorata di Cristo, arsa nella divina carità: sempre guadagna, e mai none sta otiosa.

2 Sost. Odore di ciò che ha subito una combustione. Sapere di arso: emanare tale odore.

[1] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 34, pag. 165.25: le vestimente né le calce né le lor muande eran muae niente né strinae né cambiòn color né perdèn lo pel, e metevan-le al naxo e no saxevan d'arso né rendevan fetor ma saxevan de bon.

[u.r. 16.07.2008]