DISSOMIGLIATO agg.

0.1 desemeiao, dissemegliato, dissimigliate, dissimigllata, dissomigliati.

0.2 V. dissomigliare.

0.3 Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.).

In testi sett.: Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Che non somiglia (a qno o qsa). 2 Che è mutato nell'aspetto, che ha perso la sua forma; sfigurato.

0.8 Francesca Di Stefano 16.06.2005.

1 Che non somiglia (a qno o qsa).

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 1016, pag. 211: e tanti altri animali / ch' io non posso dir quali, / che son sì divisati / e sì dissomigliati / di corpo e di fazzone, / di sì fera ragione / e di sì strana taglia / ch' io non credo, san' faglia, / ch' alcuno omo vivente / potesse veramente / per lingua o per scritture / recittar le figure / de le bestie ed uccelli, / tanto son, laidi e belli.

[2] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 26, vol. 3, pag. 318.12: Onde perciò disse Orazio, che ad uomo tristo si conviene tristo parlare; a corrucciato, parole di cruccio e di minaccie; a quelli che si sollazzano, parole di sollazzo; al savio, parole savie; ma se la parola è divisata e dissimigllata dall'essere di colui che la dice, tutte le genti se ne gabberanno.

[3] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 1, 24.13, vol. 1, pag. 299: La mia intention delibro, / ché vegnon qui doctrine messidate / tra le dissimigliate, / ma tutte utili et a saver belle.

2 Che è mutato nell'aspetto, che ha perso la sua forma; sfigurato.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de passione sancti Iob, 212, pag. 285: Quam tost i viden Iob cosí desfigurao, / Stagand intro ledame levros tut e implagao, / I no cognoven Iob, tant è 'l desemeiao.

[2] Bestiario moralizz., XIII (tosc./aret.-castell.), 18.3, pag. 776: Tanto fa l'orsa el parto divisato / k' a nulla creatura resimillia; / vedendolo cusì dissemegliato, / mantenente a la bocca lo ripiglia, / tanto lo mena enfin ke l'à formato.