CALMA s.f.

0.1 calma.

0.2 DELI 2 s.v. calma (lat. tardo caumam, dal gr. kauma 'ardore').

0.3 Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342: 1.

0.4 In testi sett.: Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Ardore, vampa del fitto meriggio. 2 Signif. non accertato (nell'espressione santa calma).

0.8 Elena Artale 08.11.2005.

1 Ardore, vampa del fitto meriggio. || (Salvioni, Ann. lomb., «Arch. glott. ital.», XII, 1892, p. 393).

[1] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 29, pag. 139.14: e non aran pù fame né sentiran mae see né gli scoterà sol né gli bruxerà calma perçoché l'agnello çoè Cristo innocente hi reçe e gli menna a le fresche fontanne de gle aque de vita...

2 Signif. non accertato (nell'espressione santa calma). || Impossibile stabilire se si tratti di un'immagine ardita per designare Dio, dettata da esigenze di rima, o di fraintendimento dell'originale.

[1] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 19.76, pag. 131: A cossì forte ponto non rispondo, / perché il Figliolo de la sancta calma / ne la gloria del Padre viràe quivi, / con gli ançoli portando a noi la palma. || Cfr. Mt., 16.27: «Filius enim hominis venturus est in gloria Patris sui cum angelis suis».

[u.r. 14.01.2009]