CANALE s.m.

0.1 canaglie, canal, canale, canali, canalo, cannali, chanali.

0.2 Lat. canalis, canalem (DELI 2 s.v. canale).

0.3 Doc. montier., 1219: 1.

0.4 In testi tosc. e corsi: Doc. montier., 1219; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Fiore, XIII u.q. (fior.); Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi); Doc. pist., 1354; Doc. cors., XIV.

In testi sett.: Doc. venez., 1253; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

In testi mediani e merid.: Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.); Stat. perug., 1342; Anonimo Rom., Cronica, XIV.

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.7 1 Condotto o fossato scavato artificialmente in cui scorre acqua di varia provenienza. 1.1 [Con rif. alla massa liquida in movimento, e in partic. alla sua abbondanza]. 1.2 [Con rif. alla massa in movimento (anche fig.):] corso impetuoso, empito. 2 Condotto (ligneo o in muratura) adibito allo scorrimento (spec. di liquidi). 2.1 Estens. Via che guida il transito (di oggetti, anche fig., che si muovono per scorrimento). 2.2 [Agr.] Tino (o altro tipo di contenitore) per la pigiatura dell'uva; torchio per il vino (gen. al plur., anche femm.). 2.3 [Miner.] Pozzo verticale scavato per collegare la superficie (di un monte) con una vena mineraria. 3 Negli insediamenti della laguna veneta, stretto tratto d'acqua navigabile tra isole. 4 [Geogr.] Tratto di mare chiuso tra due terre emerse.

0.8 Elisa Guadagnini 07.11.2005.

1 Condotto o fossato scavato artificialmente in cui scorre acqua di varia provenienza.

[1] Doc. montier., 1219, pag. 49.27: It. sì ponemo ke sia tenuto da tutte le fosse del mo(n)te di Mo(n)tieli, exceptato il canale del piano e-l canale del bosco, ke de le quat(r)o volte (e) da ine in sune sì debiano dare due corbelli...

[2] Doc. venez., 1253, pag. 6.2: In la qual bradia sé metudi IIJ casali habitatori et çascun caxal ha la mitade ananti lo corso del canal aprovo la via...

[3] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 3, cap. 100, vol. 2, pag. 51.19: Et se la detta vena si può reducere o vero derivare nel bottino del canale di fonte Branda, menisi et derivisi et facciasi, sì che si metta in fonte Branda...

[4] Libro segreto di Arnoldo, 1308-12 (fior.), [1310], pag. 405.8: Chostonne in deficare una toriciolla e casa e fare canali di pietra a l'Avello.

[5] Paolino Pieri, Merlino (ed. Cursietti), p. 1310-a. 1330 (fior.), 33, pag. 34.32: Dal quarto lato fé fare una cavata per forza, che andava da l'uno mare a l'altro a modo d'un canale, con ponti levatoi bene incatenati, sì che il luogo era dadovero forte...

[6] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 2, cap. 1, vol. 1, pag. 65.13: Gneiu Pompeyu, ananti di tutti facendunci curriri aqua per canali, amancau lu fervuri di la stati.

[7] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XII, cap. 64, vol. 3, pag. 145.18: sapiendo che meser Mastino era in parte ch'elli non potea aver acqua per la sua oste, se non di quella del canale, ordinò che tutta l'ordura dell'oste di Bovolento al continuo si gittasse nel canale...

[8] Gl Senisio, Declarus, 1348 (sic.), 21v, pag. 39.19: Aquogium gii... aqueductus, canali.

[9] Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.), cap. 2, pag. 17.3: lo terzo affanno, ch'io voglio dare loro, sie questo che elli dividano il fiume per canali, li quali canali intrino nelli fossati delle terre.

[10] Doc. sen., 1294-1375, [1352], pag. 237.11: la qual fonte trabocare non possa, ma essa fare si debba uno canale per lo quale tucta quella acqua che la decta fonte non fusse necessaria, usare possa...

[11] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 26, par. 2, vol. 2, pag. 113.12: comu da un canali, cursiru dui rivi, l'unu di sangui et l'autru di acqua.

[12] Giovanni dalle Celle, Lettere, 1347/94 (fior.), [1378/81] 32, pag. 430.18: se ttu se' savio, fatti conca e non canale; imperò che 'l canale riceve e subito rende, ma la conca aspetta tanto che s'empia...'

[13] Gl Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 30, 58-69, pag. 770.35: Facendo i lor canali freddi e molli; questo dice, perché li fossati et altri luoghi cavati, onde corrono li rivi, stanno freddi e molli per l'acque fredde che vi corrono...

[14] Doc. cors., XIV, 4, pag. 197.12: et debet habere lo supradicto Guido vel sua herede la quarta parte de tuto ciò che lo molino guadagna e XII meçi de [...]ada ogni anno de lo comunale per sua spesa, mezo grano et mezo orzo [...] vel sua herede facesse et le mazine de li canali de lo mulino [...] la corte dui homini quando facesse si opo si fusse...

[15] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 15, pag. 136.10: Innelli dìe fra Onniasanti e Natale, forza da dìe otto, durao lo crescere dell'acqua la quale terribilemente iessiva li usati tiermini dello lietto dello sio canale.

1.1 [Con rif. alla massa liquida in movimento, e in partic. alla sua abbondanza].

[1] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 129, pag. 376, col. 2: Lo sangue delli animali / correa como canali, / che allora se occideano, / che sacrificare voleano.

[2] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 14, pag. 70.22: Et a quella mensa habondava chomo aqua ogne deleto e piaxer de gola: gli vin e le vernace, le nobel stellarie parivan un canal...

1.2 [Con rif. alla massa in movimento (anche fig.):] corso impetuoso, empito.

[1] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 18, pag. 85.37: tuto 'l fiume e tuto 'l canal de nostro amor dé correr drichio a De' e da De' se dé po' sparçer a le soe ymagin, ma inprumeramente a quella chi è in nu e dapo' a gl'altre.

- [Con rif. a un fiume:] spostamento di una massa d'acqua in una direzione det., corrente.

[2] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 12, pag. 54.23: Che la pobia forte e lo canal del fiume chi corre a moho de quaré de balestra e gli venti grandissimi no poèn crolar la casa fondaa su la prea...

[3] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 16, pag. 141.1: Quanno lo legno fu in mieso dello canale dello Tevere, nello luoco che iace fra Uostia e Puorto, lo legno staieva, non se moveva.

2 Condotto (ligneo o in muratura) adibito allo scorrimento (spec. di liquidi).

[1] Fiore, XIII u.q. (fior.), 28.13, pag. 58: E sì vi fece far quat[t]ro portali / Con gran tor[r]i di sopra imbertescate, / Ch'unque nel mondo non fur fatte tali; / E porte caditoie v'avea ordinate, / Che venian per condotto di canali: / L'altr'eran tutte di ferro sprangate.

[2] Doc. orviet.-umbr.merid., 1312, pag. 37.2: De tegolis et canalibus. Per ciascuna soma de tegole, canali, coppi et simili cose, VIII d.

[3] Stat. pis., a. 1327, L. 2, cap. 78, pag. 122.4: nessuna persona possa nè debbia avere alcuno conducto nè tenere canale in ballatojo, unde esca alcuna acqua d'acquatojo o di casa, la quale vegnia in vie, burghe o chiasso puplico adosso del suo vicino.

[4] Stat. perug., 1342, L. 4, cap. 91, par. 4, vol. 2, pag. 448.18: E etiandio a ciascuno de la dicta arte sia licito de fare onn'artefitio e magisterio de la dicta arte el quale vorrà, sença pena, e spetialmente canaglie overo caneglie, matone piegate per pocço e etiandio altre huopere grosse.

[5] Doc. pist., 1354, pag. 60.13: Item demo a tre uomini per due dì ch'andarono in boscho per tagliare lo legniame per li chanali e le piane per li chorsoi con Pauleto libre tre L. 3 s. 0.

[6] Senisio, Caternu, 1371-81 (sic.), vol. 1, pag. 67.6: Item per cunzari lu canali di lu plumbu tr. iij.

[7] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 18, pag. 188.4: per le nare dello cavallo de Constantino, lo quale era de brunzo, per canali de piommo ordinati iessìo vino roscio per froscia ritta e per la manca iessìo acqua e cadeva indeficientemente in la conca piena.

2.1 Estens. Via che guida il transito (di oggetti, anche fig., che si muovono per scorrimento).

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. IV, pt. 3, cap. 5, pag. 93.13: lo stomaco purga per lo canale de la bocca superfluità leve spumosa exurgente per la decotione dei cibi...

[2] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 38, pag. 200.20: Le parole de la confessione, ch'escono del canale de la bocca, è un fiume c'hae a llavare l'anima sommamente.

[3] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 25, pag. 426.15: Dragone [[...]] hae cresta con piccola bocca, e stretti canali della gorgia, per li quali trae l'alito, e mette la lingua...

[4] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 92, pag. 179.18: - Questi cinque stati predetti sonno come cinque principali canali de' quali e' quattro dánno abondanzia e infinite varietá di lagrime, che tutte dánno vita, se sonno esercitate in virtú...

[5] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 185, pag. 193.15: Segondo che dixe Aben Mesuei el siseleos è caldo e secco a la fin del segondo [gra']. E taia e ressolve li humori flematici e viscosi e congellè. E perçò lo avre tutte le opillatiom e le vie dei canale opilladi e çoa a tute le passiom flematice.

[6] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 20, 19-30, pag. 521.35: finge l'autore che le lagrime, che cadeano dal volto in sulla concavità delle spalle, entrassono nel canale delle reni, e così andassono giù tra il fesso delle natiche.

2.2 [Agr.] Tino (o altro tipo di contenitore) per la pigiatura dell'uva; torchio per il vino (gen. al plur., anche femm.).

[1] Albertano volg., 1275 (fior.), L. I, cap. 6, pag. 72.3: [48] «Honora du(n)que D(omi)nedio dela tua sustantia (e) dele primitie di tutte le tue biade; (e) li tuoi granai s'empiera(n)no di saturitade (e) le tue canali soprabondera(n)no di vino», sì come disse Salamone. || Cfr. Prov. 3, 10: «vino torcularia redundabunt».

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. I, cap. 6: [52] li tuoi granai si impierano di saturitade, et li tuoi canali sopraabo(n)derano di vino, sì come Salamone disse.

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 1, cap. 18, pag. 26.8: La cella del vino de' essere dalla parte del settentrione, fredda, ed oscura, di lungi da bagni, forni, stalle, casolari, cisterne, acque, e da ogni cosa che malo fiato generasse. E sia sì edificata che non la vinca il vento, e 'l freddo. E facciasi sì grande, che dall'uno lato s'alluoghino li canali da pigiare il vino in luogo più alterello, sicchè per tre gradi si salga per iscaletta dalla cella alli canali. E da ogni lato della scaletta abbiano li canali i loro doccioni là onde il vino esca in vasi, o canaletti ivi a' piedi deputati a ciò. || Cfr. Palladio, Op. Agr., I, 18: «forma calcatorium loco habeat altiore constructum, ad quod inter duos lacus, qui ad excipienda uina hincinde depressi sint, gradibus tribus fere ascendatur aut quattuor».

[4] a Doc. fior., 1359-63, pag. 60.11: Mccclx sabato a dì xvij d'octobre. [[...]] diedi al detto Bartolo, presente messer l'abate per achattatura di canali da vino et per tina di già è tre anni, contanti lb. j s. j d. vj.

[5] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. S. Eugenia), XIV (fior.), L. 4, cap. 20, pag. 390.10: [1] Apressimandosi il tenpo della vendemia, [2] da aparechiare e acconsiare sono [i] tini in que' luoghi dove usanza èe il vino co' suoi raspi e acini bollire, in altri i canali.

[6] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 67, Ascensione, vol. 2, pag. 623.20: La seconda quistione che fecero i sovrani angeli a Cristo, si è che dissero: "Perché dunque è rosso il vestimento tuo, e le vestimenta tue sono come quelle di quelli che pigiano ne' canali?"

[7] Bibbia (06), XIV-XV (tosc.), Is 16, vol. 6, pag. 442.11: [10] E la letizia e la allegrezza sarà tolta di Carmelo, cioè di quello monte, e non si rallegrerà nelle vigne; e non ancora calcherà lo vino nel canale, quello che soleva calcare; io hoe tolta la voce de' calcatori. || Cfr. Is, 16, 10: «vinum in torculari non calcabit».

2.3 [Miner.] Pozzo verticale scavato per collegare la superficie (di un monte) con una vena mineraria. || Meno prob. 'galleria': cfr. Baudi di Vesme, pp. CL-CLII. Come termine miner. il lemma compare solo in Stat. pis., a. 1327.

[1] Stat. pis., a. 1327, L. 4, cap. 18, pag. 197.49: Ordiniamo, che alcuno boctino, segno, cantina, dorgomena, o canale, o fossa, o alcuno altro lavoro d' argintiera, non si possa difendere per alcuna ragionatura che facto avesse per lo libbro di Villa, s' ella non fusse lavorata.

3 Negli insediamenti della laguna veneta, stretto tratto d'acqua navigabile tra isole.

[1] Lio Mazor, Appendice 1312 (venez.), pag. 44.5: et viti Alban vegnir ço per lo canal; et viti ch'el duseva da III a IIII pertege in barcha.

[2] Stat. venez., 1366, cap. 148, pag. 68.8: platti et altri navilii occupano et cludeno lo Canale de Riolto molto...

[3] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), 59.7: vegnir co·la so gondola en canal, / un'ora, ben cent'anni li parette!

4 [Geogr.] Tratto di mare chiuso tra due terre emerse.

[1] Portolano Marc., XIII (ven.), pag. 237.3: Cui move de Sasne et est fora milliaria X usque XV, navega dentro tramontana et maistro ven ali canali de Cataro milliaria X usque XV...

[u.r. 15.05.2021]