CORRUZIONE s.f.

0.1 chorruzione, choruçione, churruzioni, churuzzione, conruzzione, corroctione, corroptione, corrozione, corrozzione, corruccione, corructione, corrupcioni, corrupçioni, corrupciun, corrupciuni, corrupciunj, corruptione, corruptïone, corruptioni, corruptium, corrussione, corrutione, corrutioni, corruzion, corruzïon, corruzione, corruzioni, corruzzione, corucion, corupcion, corupcione, corupcioni, coruptione, coruttione, coruzione, coruzioni, coruzzione, currutione, currutionj, curruzione, curuzzione. cfr. (0.6 N) torcioni.

0.2 Lat. corruptio, corruptionem (DELI 2 s.v. corruttela).

0.3 Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.): 1.

0.4 In testi tosc.: Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.); Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.); Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi); Virtù del ramerino (ed. Bénéteau), 1310 (fior.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.); Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.); Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.); Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

In testi mediani e merid.: Regimen Sanitatis, XIII (napol.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Stat. perug., 1342; Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.).

0.6 N La forma torcioni (ms. corcioni) in Thes. pauper. volg. (ed. Rapisarda), XIV (sic.): «fa passari torcioni di stintini», è stata poi considerata errore per corrucioni in Rapisarda, Recuperi lessicali, pp. 274-75.

0.7 1 Processo o azione di lento deterioramento materiale, di distruzione, estinzione. [In partic.:] disfacimento o alterazione organica, il putrefarsi (del corpo, della carne dopo la morte), il marcire di vivande o altro. Estens. Fine della vita, morte fisica. 1.1 L'essere destinato a venir meno, a finire; possibilità di morire, di guastarsi fisicamente. 1.2 Materia marcia, in putrefazione. 2 Alterazione dello stato di salute (del corpo o di una sua parte) per infezione, contagio; epidemia. 2.1 Malattia, affezione patologica di vario genere. 2.2 Alterazione di una condizione di sanità (in partic. dell'aria) per contaminazione, ammorbamento. 3 Violazione per inosservanza (di ciò che è decretato, prescritto, disposto da legge, patto ecc.). 3.1 Fig. Alterazione, violazione di uno stato di perfezione e di ordine. 3.2 Perdita della verginità (intesa come perdita di integrità e come peccato). 3.3 Pensiero o comportamento lussurioso. 4 Ciò che guasta l'integrità morale, che macchia la purezza spirituale; azione immorale, disonesta, peccaminosa; colpa. 4.1 Degenerazione morale e spirituale; per abbandono al vizio, al peccato, alla disonestà. 4.2 Atto o effetto dell'indurre ad agire disonestamente o contro un dovere, una fede o una convinzione. 5 Mutazione, trasformazione nella sostanza. 5.1 Alterazione della forma (di un testo, di un vocabolo) o falsificazione (di un signif., della verità).

0.8 Milena Piermaria 13.06.2005.

1 Processo o azione di lento deterioramento materiale, di distruzione, estinzione. [In partic.:] disfacimento o alterazione organica, il putrefarsi (del corpo, della carne dopo la morte), il marcire di vivande o altro. Estens. Fine della vita, morte fisica.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 5, cap. 8, pag. 127.3: E vedemo la generazione de li monti e la loro corruzione, com'elli se pono fare e desfare...

[2] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 2, cap. 50, vol. 1, pag. 382.15: Corrozione è quella opera di natura, per cui tutte cose sono menate a difinimento.

[3] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 7.126, vol. 3, pag. 115: Tu dici: «Io veggio l'acqua, io veggio il foco, / l'aere e la terra e tutte lor misture / venire a corruzione, e durar poco...

[4] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 9, 97-108, pag. 220, col. 2.12: E discernesi, çoè quell'ordene ch'è dato da Deo, ch'el mundo de suse, çoè li celi, torna quelo de çoso, çoè move a generatione e a corrutione gli elementi e li lementati.

[5] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 9, pag. 140.13: Il marmo è pietra frigidissima, e durissima, e sodissima, del quale fue il vaso de l'unguento de l'Angelo; conserva gli unguenti sanza coruzione...

[6] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 4, cap. 18, pag. 152.1: E se, quando pendono e' pomi dell'arbore, torcerai i ramitelli ivi su che le tegnono, tutto l'anno poi si serbano sanza corruzione.

[7] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 4, cap. 3, pag. 131.15: 'A zo ki Deu pruvassi li homini, sì li fichi simiglanti a lj bestij, pir tantu ca la corrupciunj di li homini è asimiglanti a killa di li bestij, et è una midemj cundiciunj di li homini e di li bestij' ?

[8] Cavalca, Atti Apostoli, a. 1342 (pis.), cap. 3, pag. 24.15: cioè, dico, provedendo disse le predette parole e predisse della resurrezione di Cristo, in ciò che dice che non fu derelitto nell'inferno, e la sua carne non vide corruzione.

[9] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 28, par. 9, vol. 2, pag. 184.11: A Deu nichil est impossibile. Item, in killu tempu cessirà lu motu di lu chelu, cessirà la successioni di la generacioni, addunca cessirà la corrupcioni.

[10] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 5, pag. 6.23: E le olive nuve, le quale è meço de le maùre e de quelle che no è maùre e che à colore de smaraldo, strençe el ventre. E le olive maùre e negre è apte a corucion. E sì è rie p(er) lo stomego.

[11] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 114.8: Ma l'altre cose che stago sopra la spera del foco le fece Dio de la quinta materia et però quelle so nobilissime et non recepo corruptione.

[12] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 22, pag. 200.18: E cossì per quilli miati et per queste composiciune lo cuorpo de Hector se manteneva senza corructione, e de muorto parea quase vivo inde la essentia soa.

1.1 L'essere destinato a venir meno, a finire; possibilità di morire, di guastarsi fisicamente.

[1] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 19, vol. 1, pag. 140.15: Non è dunque segno di malizia di Dio la corruzione, e il difetto di questi beni temporali...

[2] ? Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 6, pag. 620.20: Considera l'angelica natura, creata sanza corpo e sanza veruna gravezza e sanza corruzione...

[3] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 2, cap. 9, par. 7, pag. 212.7: «In ringienerazione, questo è quando i morti risuciteranno o rriviveranno sanza conruzzione».

[4] Cicerchia, Risurrez., XIV sm. (sen.), cant. 1, ott. 85.5, pag. 404: Allor disse il Signor: - I' son colui / che vive e regna, e in me non è fine. / Corporalmente crucifisso fui / con gran martire, e 'l mïo corpo è sine / corruzïon, perch'è deità 'n lui...

1.2 Materia marcia, in putrefazione.

[1] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 44, vol. 2, pag. 74.33: certi vermi [[...]] nascono di corruzione di corpi di uomini, e di animali, e di legni, e di pomi...

2 Alterazione dello stato di salute (del corpo o di una sua parte) per infezione, contagio; epidemia.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 5, cap. 10, pag. 295.14: de' detti raunamenti de' grilli uscìo crudele puzzo, e di maiore pistolenzia che dire si potesse, unde igualemente di tutti gli animali tanta pistolenzia si seguitò che degli uccelli e delle pecore e altre bestie, per quella corruzione corrotte...

[2] Giovanni Villani (ed. Moutier) a. 1348 (fior.), L. 11, cap. 33, vol. 6, pag. 74.17: Nel detto anno e istate, fu in Firenze una grande corruzione di male di vaiuolo, che tutti i fanciulli di Firenze e del contado ne furo maculati diversamente...

[3] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 42, pag. 295.4: La tigna è la malatia con che nasce il fanciullo: procede dala corruzione dela madre.

[4] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 69, terz. 74, vol. 3, pag. 272: Nel dett'anno, del mese di Febbraio, / per tutta Italia fu corruzione / di febbre, che per freddo empiè lo staio.

2.1 Malattia, affezione patologica di vario genere.

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 11, pag. 40.30: tuttosiaciò che ciascuna disuguellianza e desordinanza delli umori del corpo dell'uomo non tolga la vita, tuttavia ella dispone il corpo ed órdinalo a malattía e a corruzione...

[2] Quatro partite del corpo, 1310 (fior.), pag. 244.12: e prima diremo della prima parte, cioè del capo, e delle sue corruzioni e rimedi.

[3] Virtù del ramerino (ed. Bénéteau), 1310 (fior.), pag. 249.20: S'alquna corruzione d'alito avesse l'uomo, overo che chiamare non potesse, faccia bracia di ramerino ed in quella bracia ardi del pane e di quello pane arostito usi di mangi[a]re.

[4] Lapidario estense, XIV pm. (trevis./friul.), Prologo, pag. 142.27: Et aven ch'el mal guarisse o ch'el vi zova o el guarise no per virtute di queste malvasitate, ma per vertute della sua grande fede e perch'el non è condenato ancore a la morte, anch'el sia agravato del male per mala guarda de sé o per caxion della natura. La qual receve coruptione per molte caxione, le quale pò essere mudança di venti, puza grande, coniu[n]tion de planeti, nation de stella novella, tropo caldo, tropo fredo...

[5] Ricette di Ruberto Bernardi, 1364 (fior.), pag. 47.7: E prima diremo della prima parte: del chapo e delle sue choruçione e rimedi.

[6] Gregorio d'Arezzo (?), Fiori di med., 1340/60 (tosc.), pag. 30.23: Ancora manichate pochi fructi, masimamente de' recenti, però che generano sangue crudo et aquoso, secondo lo detto d'Avicenna; lo quale sangue è apparecchiato a corrupçioni et a febri.

- Alterazione umorale.

[7] Regimen Sanitatis, XIII (napol.), 124, pag. 567: Per lo bene che voli[o]te e per devocione / dico che si' sollicito de la purgacione, / ca lo tiempo requédello e vogllo la raisone / che evacuare degiase quella corruccione, / la quale fecero li fructi estivi / a quilli che -nde foro talentivi.

- Danneggiamento fisico o funzionale (del corpo o degli organi).

[8] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 33, 67-81, pag. 740, col. 1.16: In quella celeste visione della divina essentia è tuto 'l contrario; ché tanto quanto piú si mira tanto si doventa piú possente, e removese da omne corrutione...

2.2 Alterazione di una condizione di sanità (in partic. dell'aria) per contaminazione, ammorbamento.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 6, pt. 4, cap. 3, pag. 164.22: E per questa via ponno avenire l'epidimie e·llo mondo, e anco la coruzione de l'aere e altro; ché noi trovamo uno anno èssare una epidimia e·lli buoi, e enfermare quasi tutti e morirene molti...

[2] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 91, pag. 270.5: Tutte le cose avranno fine, o per forza di venti, che sospigneranno quello, che le sostiene, o per forza d'acqua, o di fuoco, o di vecchiezza, contr'alla quale neuna cosa può durare, o per corruzione d'aere, ch'ucciderà le genti, e farà diserti i luoghi abitati.

[3] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 29, 58-66, pag. 695, col. 1.6: La allegoría de la ditta fabula si è che lle persone de quella ditta Egina si erano molto corrotte in vicio de luxuria, per lo qual peccado Deo ci mandò corruzione d'aiere e pestilenzie, per le quae tutta la terra fo desabitada.

[4] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 7, pag. 621.21: Ancora tutti i peccati attuali; ancora ne sono nati tutti i mali corporali: ogni infermitá di qualunque condizione sia, ogni corruzione d'aria, di terra e d'acqua, ed ogni nocimento che noi avemo dall'aria, da fuoco, da acqua, da terra, indi procedette...

[5] Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.), cap. 85, pag. 169.13: In questi tempi in una contrada di Grecia chiamata Egina venne sì grande corruzione d'aria e sì grande pestilenzia, secondo che scrive Ovidio nel settimo libro del metamorfoseos, che ogni uomo quasi morette.

[6] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 21, pag. 193.19: in quilli iuorni era la 'state, la quale fo sì scalfante et affannosa che per lo suo gran calore sopervenne a li Grieci, chi stavano a lo campo scopierti, grande mortaletate, per la quale multi de lloro nde foro muorti per infermetate de corroctione de ayro.

[7] Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.), 16, pag. 57.34: Fato papa e veçando ch'el no cessava la pestilencia, el fe fare ancora una processione cerca lo tempio de la resurecione, e fe portare una ymagine de la verçene Maria, la qual empinçè Luca evangelista, et incontenente la corruptione de l'aera e la pestilencia dava logo visibelmente a l'ymagene, e lo tempo fo vegnù tuto...

3 Violazione per inosservanza (di ciò che è decretato, prescritto, disposto da legge, patto ecc.).

[1] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 3, par. 1, vol. 1, pag. 18.30: E se la podestade e 'l capetanio quiste cose non faronno, paghe ciascuno de loro del suo trecento livre de denare. E 'l scendeco del comuno de le predicte condannagione sé per niuno modo entromecta e, se se entrometesse, paghe ciascuno de loro doiecento livre de denare e nientemeno la sententia data contra ei sopredicte per la podestade e capetanio a esecutione sença corruptione se mande.

[2] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 10, cap. 60, vol. 2, pag. 531.4: Sentissi che di ciò contra i Fiorentini prese grave sdegno, affermando che erano cagione del suo danno e vergogna per lo mantenere della strada, ma no· se ne scoperse, però che tutto ch'irato fosse ben conosceva ch'a' Fiorentini era licito di così fare sanza curruzione di pace.

- [Detto della donna, per antonomasia:] colei che ha compiuto violazione, che ha infranto la legge di Dio.

[3] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 35, cap. 1, par. 3, pag. 491.19: Origene, in homilia. Femmina capo di peccato, arme del dimonio, cacciamento di paradiso, madre di fallo, corruzione della legge antica.

3.1 Fig. Alterazione, violazione di uno stato di perfezione e di ordine.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 4, cap. 3, pag. 112.15: E cum ciò sia cosa che 'l cielo sia perfetto, non è rascione ch'e·lo cielo sia forza né violenzia, che retardi e empenga l'uno l'altro; e là o' è la forza e la violenza, per rascione ine dea èssare la corruzione, la quale non pò èssare, emperciò ch'elli è perfetto.

[2] Chiose falso Boccaccio, Purg., 1375 (fior.), c. 30, pag. 490.6: E dicie nel primo cielo, perché in quel luogho non è né nughole né veruna chorruzione né di tempo né d'altro.

3.2 Perdita della verginità (intesa come perdita di integrità e come peccato).

[1] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 3.9, vol. 1, pag. 95: La nostra redemptïone / prese encarnatïone / k'è sença corruptïone / de te, donna sanctissima.

[2] Gl Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 73, pag. 355.21: però che questa concezione fue sine semine, sine libidine, sine corructione, et sine rubore; cioè che fu sanza seme d'omo, sanza concupiscenzia, sanza corruzione, e sanza vergogna.

[3] Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 17, pag. 139.32: Della sexta cosa, cioè della corruzione della verginitade, or questa è forte questione, se in quello paradiso per lo matrimonio fusse ritenuta la verginità e non corrotta, u fusse corrotta.

[4] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. I, pag. 75.26 In verità ella fu vinta per forsa, e cusì si convien credere, ma sì volse ella esser vinta per forza. E la maitina li disse: - Sta !- volendo Accilles andarsene e avendo già posto gió la rocca e le forte arme preso. 'V'è ora quella forza, o Deianira? Perché con lusinghe istieni l'autor de la tua corruptione?

[5] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 1, pag. 211.11: Quando lo marito si crede menar moglie che vergine sia, aperta poi la verità della corruzione, al suo marito sempre sarà odiosa e poco da lui pregiata...

3.3 Pensiero o comportamento lussurioso.

[2] Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.), 3, pag. 221.34: Lo vicio de luxuria. Lo septimo e l'ultimo sì è luxuria; e questo sa ben çascauno. Unde tute volte che tu ài corupcion, veiando, per caxon che tu ge dii, come è per penseri, per vedere, per tocare, per tropo mandegare e per ogne altra caxone, sì pecchi in luxuria, e maximamente quando tu çaxi cum altri cha cum toa moiere.

3.3.1 Emissione di liquido seminale.

[1] Jacopo Alighieri, Inf. (ed. Bellomo), 1321-22 (fior.), 12, pag. 132.17: alcuno uomo, nominato Ixión, per alcun tempo sforzandosi di congiungersi carnalmente con Iunone, moglie di Giove, e non possendo perché era iddea, tra' nuvoli sua corruzione sparta trascorse, della quale diversi animali in due nature formati si gene[ra]rono...

4 Ciò che guasta l'integrità morale, che macchia la purezza spirituale; azione immorale, disonesta, peccaminosa; colpa.

[1] Conti di antichi cavalieri, XIII u.q. (aret.), 3, pag. 71.14: E Scipione disse un dì, rascionandose de dissiderio carnale, che mai de victoria ch'elli avessi avuta per lo comuno de Roma noe avuta avea alegrezza êllo core suo quanta ave che mai carnale volere no 'l mosse né vense. Unde esso murio puro senza corruzione d'operatione carnale.

[2] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 5, cap. 17, pag. 108.7: E anche più, che' loro figliuoli sono comuni a tutte. Elle sono tutte caste e vergini, e senza nulla corruzione di lussuria fanno figliuoli in grande quantità.

[3] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 69, pag. 339.19: Come ne la bestia, che 'l corpo ubidisce allo spirito e corrono al cibo e aiutansi, così sarà in vita eterna, e molto meglio; e però ti dissi che sarà sanificata, ché sarà purgata da ogne corruzione e mala concupiscenzia.

[4] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 87, pag. 251.17: Il bene attiene al savio solamente, perocché gli conviene essere sanza corruzione, e avere buono animo.

[5] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 12, cap. 6, pag. 84, col. 18.12: Quando i sentimenti giocundano nelle virtudi nelle quali si soleano crociare, allhora può essere decto al servo di Dio veramente sancto e innocente e senza corruptione...

[6] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 4, cap. 39, pag. 293.23: E con ciò sia cosa che ora li giusti non abbiano compassione agli ingiusti dannati quando anco temono d'essere giudicati elli, quanto maggiormente allora, quando già posti nel sicuro e già liberi di ogni corruzione più intimamente e più strettamente sono uniti alla giustizia divina?

[7] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 7, pag. 99.8: Desiderao Helena de insire de la casa soa e gire a vedere Citharea, che sotto pretiexto de volere andare a la sollempnitate de quella festa andasse a vedere uno homo barbarico e silvestro per suo dilecto, ché la visione di quillo homo a lluy foy corruptione de gran vergogna, per la quale fuoronde muorti tanta Grieci e tanta gente Troyana.

- Corruzione della carne: peccato carnale; lussuria.

[8] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. III, cap. 33, pag. 297.37: Ancora più voglio andare inançi, che sì nel vecchio come nel giovane, sì nel cherico come nel laico, sì nel pedone come nel cavaliere, sì nella femmina come nel maschio, la castitade e l'onestade e la puritade del corpo si loda e la coruttione della carne si danna.

4.1 Degenerazione morale e spirituale; per abbandono al vizio, al peccato, alla disonestà.

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 11, pag. 206.22: Questa perversione e corruzione d'appitito è chiamata incontinenza, e questo è propriamente quando hae vero giudicio in sè di quello ch'è da ffare...

[2] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 2, prol., pag. 37.16: Minisprezandu lu mundu et la scola et li parenti et la hereditate sua, e desiderandu sulamenti de plachiri a Deu, chircau et prise unu habitu de sancta conversationi; et partiuse da lu mundu, sapendu la via de Deu, e non sapendu pir opirationj lj currutionj de lu mundu.

[3] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), Prologo, vol. 1, pag. 4.1: Ma in questo dee mettere ciascuno intendevolmente il suo cuore e suo pensiero, quale vita gli antichi menaro, per quali uomini e quali costumi fu acquistato e accresciuto l'imperio e la signoria e per pace e per guerra; e come elli cominciaro a discordarsi insieme per corruzione di costumi e per difalta di disciplina...

[4] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), 23, pag. 88.16: Ma per mia immaginazione credo che dubitassero la generale corruzione del mondo, sotto il mantello della falsa ipocrisia, della quale, oime, chi si può guardare?

[5] Cavalca, Specchio de' peccati, c. 1340 (pis.), cap. 2, pag. 13.4: E perchè 'l cuore, poich'è corrotto da malo amore, la sua corruzione manifesta per la lingua, e leggermente si cade nell'opera, seguita ora di vedere de' peccati, li quali per le dette tre concupiscenzie si commettono nell'opera.

[6] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 4, cap. 44, pag. 274.3: E cum ço sea cosa che aora li iusti non abiam compasium a li iniusti, quando ancora temem de esser iudicai elli, quanto maormenti alora, quando çà misi in le seguro e liberi d'ogni corruptium, pu intimamenti e pu streitamenti sum unî a la iusticia divina?

- Stato di disordine sociale.

[7] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 4, par. 4, pag. 23.1: E però che 'ntra lgli uomini così raghunati avenghono sovente riotte e disensioni, le quali non erano regolate ristrette e corrette per la regola e freno di giustizia, elleno ingieneravano batalgle e sseparazioni e disscieveranza d'uomini, e per conseguente la churuzzione della città alla perfine conviene da capo stabolire nella città la reghola de' giusti e lle guardie e esseghutore o ffacitore di quelle.

4.1.1 [Relig.] Condizione umana di peccato, di inclinazione al male.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 43, pag. 224.7: questi due omori corrotti, uno dentro e uno di fuori, quel dentro sì 'l chiamano i savi e i santi corructio veritatis, quel di fuori si è la corruzione de la carne, le concupiscenzie, ch'avenne per lo peccato naturale, cioè per lo peccato orriginale che guastò la natura.

[2] Jacopo Passavanti, Specchio, c. 1355 (fior.), dist. 5, cap. 7, pag. 164.20: Dal quale come tutti traiamo l'essere naturale, così traiamo l'originale corruzione, contraria all'originale giustizia: per la quale tutta la massa peccatrice dell'umana natura ragionevolmente e giustamente è dannata.

[3] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 2, 2, pag. 52, col. 1.27: Imperciocchè quando l'anima nella prima natività carnale, quando è infusa nel corpo riceve queste corruzioni della carne, per le quali spesse volte trascorre nelle cose di sotto...

[4] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 9, vol. 1, pag. 35.20: Tanta esti la humana corruptioni, ki nullu homu per propria virtuti avi cori mundu, et nullu homu per propria virtuti si poti liberari da kistu cori inmundu?

- Estens. Stato, condizione di imperfezione, di limitatezza propria della natura dell'uomo, in quanto mortale.

[5] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 3, cap. 3, pag. 380.13: e sono cierto che nel mio dire sarà alcuno difetto; perocchè Salamone dicie, che noi uomini viventi al mondo sempre siamo atti a fallare per l'umana corruzione che è in noi, lo quale difetto sia a me e non a lui imputato.

4.2 Atto o effetto dell'indurre ad agire disonestamente o contro un dovere, una fede o una convinzione.

[1] Giovanni Villani (ed. Moutier) a. 1348 (fior.), L. 11, cap. 35, vol. 6, pag. 76.21: e la parte de' Sanesi s'accostaro col detto Zampaglione loro capitano, e dissesi per corruzione di moneta.

5 Mutazione, trasformazione nella sostanza.

[1] Gl Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 21, pag. 164.17: E che lo peccato sia morte, sì ssi dimostra. Or che è morte? È corrussione d'una cosa in altra. E lo peccato fa corrussione e così mutassione, però che la corrussione è mutamento di sustansia...

5.1 Alterazione della forma (di un testo, di un vocabolo) o falsificazione (di un signif., della verità).

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 2, cap. 262, vol. 1, pag. 501.3: sì che nel detto officio non sieno alcuni laici, et lo detto statuto del Piato sia tanto intrigato et confuso, sì per cagione de la falsità et de la corruptione de la scrittura, come ancora per cagione de le parole che trattano de l'officio di tre consoli del Piato...

[2] Stat. sen., c. 1331, cap. 1, pag. 5.1: Le quali provvisioni, constituzioni, correzioni, statuti et ordinamenti in perpetuo senza corruzione overo scemamento durare debbano...

[3] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 98.2: Dico che il senso della nostra Comedia è simigliante alla carne del paone, perciò che esso, o morale o teologo che tu il dèi a quale parte più del libro ti piace, è semplice e immutabile verità, la quale non solamente corruzione non può ricevere, ma quanto più si ricerca, maggiore odore della sua incorruttibile soavità porge a' riguardanti.

[4] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 43, pag. 299.12: Cortona è molto antica città e fu edificata per li primi abitatori di Talia al tempo di Iano e di Turno, per lo quale la città fu prima chiamata Turna, e poi per la corruzione del vocabolo fu ed è chiamata Cortona, e in essa fu già la sedia reale d'Italia.

[u.r. 27.09.2019]