ESIZIO s.m.

0.1 exitia; f: esizio.

0.2 DEI s.v. esizio (lat. exitium).

0.3 f Tusculanae disp. volg., XIV in.; Poes. an. perug., c. 1350: 1.

0.4 Att. unica nel corpus.

0.7 1 Fine violenta; morte, rovina.

0.8 Milena Piermaria 02.10.2006.

1 Fine violenta; morte, rovina.

[1] f Tusculanae disp. volg., XIV in.: A colui el quale a altri ordina esizio, a sè essere ancora apparecchiata peste, sapere conviene. || Crusca (5) s.v. esizio (dal ms. Laur. 8).

[2] Poes. an. perug., c. 1350, 573, pag. 31: Sento la luce che non cie può parcere / dell'assessor colle malfagie leggie / per condanarne en perpetua carcere. / - Ciò ch'io mostrato t'ò sol voi che veggie / chi ve conduce nelgl'ultime exitia / o filgliuoi miei, chi me giudicha e reggie.