SCHIÙDERE (1) v.

0.1 schiude, schiudendo, schiuse, schiusero, schiuso; a: eschiudi.

0.2 Lat. excludere (DELI 2 s.v. schiudere).

0.3 Dante, Commedia, a. 1321: 1.1.

0.4 In testi tosc.: Dante, Commedia, a. 1321; a Simone da Cascina, XIV ex. (pis.).

0.7 1 Aprire per consentire l'ingresso o l'uscita di qno o qsa. 1.1 Consentire l'uscita di qno o qsa. 1.2 Aprire alla conoscenza.

0.8 Giulio Vaccaro 04.11.2006.

1 Aprire per consentire l'ingresso o l'uscita di qno o qsa.

[1] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 9, pag. 234.18: e quando la porta si [s]chiuse, e quelli se ne andarono non so dove: seguitateli tosto, e giugnereteli.

1.1 Consentire l'uscita di qno o qsa.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 30.27, vol. 1, pag. 510: quant' io vidi in due ombre smorte e nude, / che mordendo correvan di quel modo / che 'l porco quando del porcil si schiude.

[2] a Simone da Cascina, XIV ex. (pis.), Lib. 2 cap. 23, pag. 143.26: o felice, di santa cosciensia e giocundità, la quale il vermo di dentro eschiudi, dalla pregione del dolore libberi, da ogna immundisia purghi il cuore!

1.2 Aprire alla conoscenza.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 2.143, pag. 134: A lor divina mente non si schiude.

[2] Boccaccio, Argomenti, 1353/72 (?), Inf..50, pag. 236: Che sia Fortuna e la cagion de' vari / suoi movimenti Virgilio gli schiude...

[u.r. 15.10.2013]