DOMINIO s.m.

0.1 deméno, demino, demìno, dimíni, diminio, dimino, dimìno, dimíno, domìn', domini, dominii, dominio, dominiu, domino, domìno, domminio, donminio.

0.2 DELI 2 s.v. dominare (lat. dominium).

0.3 Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.): 3 [7].

0.4 In testi tosc., toscanizzati e corsi: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.); Guglielmo Beroardi, Rime, a. 1282 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Meo dei Tolomei, Rime, XIII/XIV (sen.); Poes. an. pis., XIV in. (?) (2); Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi); Doc. volt., 1322; Stat. pis., a. 1327; Doc. cors., XIV.

In testi sett.: Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Memoriali bologn., 1279-1300, (1299-1300); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Vita di S. Petronio, 1287-1330 (bologn.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; a Doc. ver., 1381 (4); Dondi dall'Orologio, Rime, XIV (padov.).

In testi mediani e merid.: Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.); Stat. perug., 1342; Pancrazio di Domenico, XIV m. (viterb.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.); Anonimo Rom., Cronica, XIV.

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Per consiglio del pieno dominio > consiglio.

Locuz. e fras. a dominio 3; a dominio di 1, 3; al dominio di 1; avere a proprio dominio 1; avere al proprio dominio 1, 1.1, 3; avere dominio 1, 2; avere dominio sopra 2; avere in dominio 1, 1.1, 3; avere nel proprio dominio 1.1; chiedere in dominio 3; in dominio 1; sotto il dominio di 1; tenere al dominio 1, 3; tenere al proprio dominio 1; tenere in dominio 2, 3; tenere dominio 1; volere al dominio 3.

0.7 1 Piena autorità (di diritto o di fatto) su un territorio o su una o più persone. Potere politico, supremazia. 1.1 [Con rif. al potere esercitato dall'amore, da un sentimento o dalla persona amata]. 1.2 [Con rif. al potere superiore esercitato da Dio o, all'opposto, dal diavolo]. 1.3 [Detto della morte:] locuz. verb. Avere in dominio qno: prenderne possesso. 1.4 [Astr.] [Dei corpi celesti:] influsso esercitato sulle cose terrene. 2 L'essere superiore ad altri (per caratteristiche fisiche o morali). 3 Proprietà di un bene (materiale o spirituale) e facoltà di disporne; possesso. 4 Territorio sul quale si domina. 4.1 Territorio di pertinenza di una città dominante.

0.8 Paola Picecchi 25.11.2006.

1 Piena autorità (di diritto o di fatto) su un territorio o su una o più persone. Potere politico, supremazia.

[1] Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.), son. 8.5, vol. 1, pag. 274: Chi sì non fa, pò perder so dimino / e li seguaci trovasi periti: / però muti voler chi no l'ha fino, / e guardi a' tempi che li son transiti.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio mensium, 509, pag. 20: Dal me' domino vegio ke me vorí depon, / Per quel ke vu credhí ke vu g'abiei cason...

[3] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 8, cap. 8, pag. 207.18: secondo lo signore, c'ha bailia e signoria sopra lo dominio del suo servo.

[4] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 199.1: e fornido de l'alturio dele fortissime zente, le quale ello ave suiugade al so dominio, ello intendeva a destrur el Roman Imperio...

[5] Doc. volt., 1322, 5, pag. 15.30: Sappiate, singnori Dodici del popolo di Volterre, consiglieri del consiglio del pieno dominio, capitani, consiglieri et gonfalonieri de' Secento del Comune et popolo di Volterre...

[6] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 10, pag. 41.20: Et lu Conti, prindendu lu dominiu di lu castellu di la terra, furniu beni lu castellu di genti et di vittuagla et vìnnisi in Trayna.

[7] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 215, pag. 45: Quando fo capitano misere Luchesino / Che facta aveva la fonte mintri abe lo domino, / Quella della Rivera che getta l'acqua ad plino, / Misser Guelfo era stato suo judice fino.

[8] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 1, pag. 10.3: Como missore Nicola de Rienzi tornao in Roma e reassonse lo dominio con moite alegrezze e como fu occiso per lo puopolo de Roma crudamente.

- Locuz. prep. A, al dominio di qno.

[9] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 24, pag. 125.10: Dice che ll'avaro le guarda, e hanne paura e temele e ènne servo, ma il giusto omo n'è segnore, che lle sparge e dà ove si conviene, e usale tutte a suo dominio.

[10] Doc. aret., 1337, 769, pag. 649.9: Domandasi che tutte le rasgioni del Comune de Areço in cità, in contado e de fore sieno mantenute e raquistate per lo Comune de Fiorença sì ch' elle possano venire al dominio del populo de Fiorença...

[11] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 16, pag. 77.18: Fè lo paraiso terrestro cussì nobel, fè lo prumar homo con la prumera femena e dè-ghe 'l paraixo e 'l mondo a lor dominio.

- Locuz. avv. In dominio. Dare in dominio.

[12] Intelligenza (ed. Berisso), XIII/XIV (tosc.), 164.4, pag. 68: Pompeio feci' una schiera di sua gente / quasi a guisa d'un ferro di molino: / Dominzio ha 'l capo destro imprimamente, / il sinistro a Lentulùs diè in dimino.

- Locuz. prep. Sotto il dominio di qsa o qno.

[13] Enrico Dandolo, Cron. Venexia, 1360-62 (venez.), pag. 267.4: Et in quel luogo la più parte si reduseno, benché multi rimaseno pur ad habitar le dicte contrade, niente men tuti era soto el dominio di quela.

[14] Enrico Dandolo, Cron. Venexia, 1360-62 (venez.), pag. 293.21: Et l' imperio fo partido per questo muodo, che la parte de mar de Costantinopoli, soto il dominio del patriarcha lasado, per meser lo duxe permanesse...

- Locuz. verb. Avere in dominio; avere, tenere a / al proprio dominio (in partic. un territorio; qno).

[15] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.), cap. 139, pag. 248.25: Ed appresso sì disse sì come T. avea tutta la Pititta Brettangna al suo dimino...

[16] Meo dei Tolomei, Rime, XIII/XIV (sen.), 17.5, pag. 67: E sse giamma' egli m' eb[b]e 'n dimino, / or è da mme di lunga da mercato, / perché di lu' i' mi trovo 'ngannato...

[17] Cino da Pistoia (ed. Marti), a. 1336 (tosc.), 157.5, pag. 828: che fue di quello che ebbe in dimino / già tutta quasi la Saracinia, / vi posso dar, chéd io l' aggio in balìa, / se 'l don non vi paresse piccolino.

[18] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 30, pag. 152.12: e dicie che, quantunque egli abbia secchiaia grande sença fine, per avere essa fonte a suo dimino, non cambierebbe per vedere Guido e Alexandro in quello luogo, ove è egli.

[19] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 14.29, pag. 42: D'ogni valor la sua vita correda; / un anno e trenta tenne al suo dimino / lo regno tutto, per quel che si creda.

- Locuz. verb. Avere, tenere dominio (su qsa o qno).

[20] Intelligenza (ed. Berisso), XIII/XIV (tosc.), 80.6, pag. 35: E poi si stabilir tre dittatori / che sovr' al consolato ebber dimino.

[21] Dondi dall'Orologio, Rime, XIV (padov.), 36.13, pag. 85: ma in Dio por speme, et con justicia et zielo / tener domin[o], qual fie constante et pieno / di gran leticia, al caldo tempo e al zielo.

1.1 [Con rif. al potere esercitato dall'amore, da un sentimento o dalla persona amata].

[1] Pier della Vigna (ed. Contini), a. 1249 (tosc.), 3.48, pag. 127: Donqua vivendo eo / ve[n]gio del danno meo, / servendo Amor ch'a la Morte fa guerra; / e a lui servirag[g]io / mentre ch'eo viverag[g]io: / in suo domìn' rimembranza mi serra.

[2] Poes. an. (ed. Panvini), XIII (tosc.), 44.64, pag. 562: e cavalcar lo mondo / e 'l ciel menare ad estro / potrei, s[ì] alto e fino / è il suo dimino - e di vertù possente.

[3] Poes. an. pis., XIV in. (?) (2), 224, pag. 80: «I' te l'ò detto e dicho / ch'i' vo' fa[r] sacrificio a Dio divino / col sangue mio, e stimo men d'un ficho / Giov' e tormenti: fane tuo dimino!».

- [Detto dell'amore:] locuz. verb. Avere in dominio qno.

[4] Guinizzelli (ed. Contini), a. 1276 (tosc.), 2.68, pag. 456: e saccio ch'ogni saggio e' porto fino / d'Amor che m'ha 'n dimino, / ch'ogni parola che a ciò fòri porto / pare uno corpo morto / feruto a la sconfitta del meo core, / che fugge la battaglia u' vince Amore.

- Locuz. verb. Avere in, nel / al proprio dominio (l'amato).

[5] Giac. Pugliese, Rime (ed. Panvini), XIII pm. (tosc.), 5.68, pag. 191: Poi che m'ài al tuo dimino, / piglia di me tal ve[n]gianza, / che 'l libro di Giacomino / lo dica per rimembranza, / amore.

[6] Guglielmo Beroardi, Rime, a. 1282 (fior.), 1.49, pag. 87: Dunqua sonetto fino, / cantando in tuo latino - va' in Florenza; / a chi m'ave 'n dimino / di' ch'eo tuttora 'nchino - sua valenza.

[7] Memoriali bologn., 1279-1300, (1299-1300) App. e.33, pag. 95: E già fa lungo tempo sono stato / nel vostro amor sí forte inamorato / che vi deveria prender peccato / di me taupino, / ché voi m'avete nel vostro dominio / assai piú che 'l veglio l'assessino, / e di servire a voi sempre affino / ogna dia.

1.2 [Con rif. al potere superiore esercitato da Dio o, all'opposto, dal diavolo].

[1] Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.), 127, pag. 24: Guarda che de mi no agia possexione, / nunquam per cascione no agia ingenio, / et ià vedere no pocza meo dominiu.

[2] Jacopo Alighieri, Inf. (ed. Bellomo), 1321-22 (fior.), 34, pag. 221.13: Per lo quale Giuda, sí come traditore di piú alto dominio, la presente ultima qualità Giudecca si chiama.

1.3 [Detto della morte:] locuz. verb. Avere in dominio qno: prenderne possesso.

[1] Stoppa de' Bostichi, Se la Fort., XIV pm. (fior.), 48, pag. 680: E infra gli altri assai / dov' è il cortese e ricco Saladino, / che non tornò già mai / poscia che Morte l' ebbe in suo dimino?

1.4 [Astr.] [Dei corpi celesti:] influsso esercitato sulle cose terrene.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 2, cap. 5, pag. 88.13: E anco venne collo segno del tauro, a parere ch'ella fosse utile e·llo mondo, e anco a parere che Venere avesse dominio e·lli animali per cascione de la lussuria.

2 L'essere superiore ad altri (per caratteristiche fisiche o morali).

[1] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. V (ii), par. 41, pag. 334.34: Solevano gli Italiani, mentre che le troppe dilicatezze non gli effeminarono, dare le leggi, le fogge e' costumi e' modi del vivere a tutto il mondo, nella qual cosa apariva la nostra nobilità, la nostra preeminenzia, il dominio e la potenza...

- Locuz. verb. Tenere in dominio qno.

[2] Giac. Pugliese, Rime (ed. Panvini), XIII pm. (tosc.), 4.30, pag. 188: Canzonetta, va a quella ch'è dea, / che l'altre donne tene in dimino / da Lamagna imfino in Agulea...

- Locuz. verb. Avere dominio sopra qno.

[3] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 8, cap. 18, pag. 228.7: come l'omo aluminato ha dominio sopra lo cieco.

3 Proprietà di un bene (materiale o spirituale) e facoltà di disporne; possesso.

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 3, vol. 1, pag. 39.33: et li compratori d'essi beni abiano et possegano essi liberamente et licitamente, et vero dominio d'essi beni per cotale compra s'aquisti a loro.

[2] Stat. pis., a. 1327, L. 3, cap. 54, pag. 159.53: et darli a lo decto comperatore lo dominio et possessione della cosa venduta...

[3] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 4, cap. 4, vol. 1, pag. 170.25: ca lu dominiu di li cosi esti usatu discurriri, ma la pussissiuni di la bona menti non ricippi nullu scurrimentu oy in cursu di adversitati.

[4] Stat. perug., 1342, L. 2, cap. 28, par. 3, vol. 1, pag. 395.21: Per lo edicto de quisto modo giudecamo che se alcuno mustrerà piubeco estromento en lo quale se contenga de confessione da fare overo guarentigia e 'l pacto de la reservatione del dominio overo de la posessione...

[5] a Doc. ver., 1381 (4), pag. 423.14: e altri beni mobelli e alt(r)e peze de terra sì como di beni de mes(er) Nicalò Iustinian da Venexia solame(n)tre p(er) l'utelo dominio e dapo', compro lo direto dominio da B(er)tholame' di Bonzigi da V(er)ona...

- Locuz. prep. A dominio di qno.

[6] Atrovare del vivo e del morto, a. 1375 (emil.), III, st. 16.2, pag. 166: Dise lo vivo: - Laso mi tapino, / che dese para de robe ho a mio demìno!

- Locuz. verb. Avere in dominio una virtù, una dote: esserne dotati.

[7] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), 35.7, pag. 356: né l'amatisto, né 'l carbonchio fino, / lo qual è molto risprendente cosa, / non àno tante belezze in domino / quant'à in sé la mia donna amorosa.

[8] Laud. Battuti Modena, a. 1377 (emil.), 49.33, pag. 106: non crì-tu che podesse avere in meo diminio / la força e la possança de l'angelo cherubino, / da sam Michele archangelo chi è cotanto fino, / chi adesso i ançirave quelo bon spirito divino?

- Locuz. verb. Tenere in dominio una virtù: conservarla intatta.

[9] Pancrazio di Domenico, XIV m. (viterb.), [madr. 2].8, pag. 155: Cossì, allegramente, / come ciello 'n giardino / quando sta 'le verdure, / tu, ch'ài le belleçe, / tientile 'n tuo domìno...

- Locuz. verb. Avere in, al proprio dominio qsa: averla a propria disposizione.

[10] Fiore, XIII u.q. (fior.), 199.14, pag. 400: All'uscio c[h]'apre verso del giardino, / Ben chetamente tu te ne ver[r]ai; / Ed i' sì me ne vo 'l dritto camino, / E sì farò c[h]'aperto il troverai, / Sì che ttu avrai il fior in tuo dimino».

[11] Intelligenza (ed. Berisso), XIII/XIV (tosc.), 209.8, pag. 86: Al matin li assalio servo Fortino: / Cesare non avea l'arme 'n dimino, / gridò a' suoi cavalier disceverati.

[12] Vita di S. Petronio, 1287-1330 (bologn.), cap. 3, pag. 22.10: çoè che tute le intrade e le inside de l'imperio mio, che tu le abii al to diminio e comandamento e che tu ne possi fare ço che tu vòi...

- Tenere, volere, avere al proprio dominio; chiedere in dominio la persona amata o desiderata: averne o volerne avere possesso spirituale e fisico.

[13] Cielo d'Alcamo, Contrasto, 1231/50 (sic.>tosc.), 55, pag. 180: Conteco stao la sera e lo maitino: / besogn'è ch'io ti tenga al meo dimino

[14] Lapo Gianni, XIII ex./1328 (fior.), 17.1, pag. 603: Amor, eo chero mia donna in domìno, / l' Arno balsamo fino, / le mura di Firenze inargentate, / le rughe di cristallo lastricate, / fortezze alt' e merlate, / mio fedel fosse ciaschedun latino...

[15] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 144, pag. 540.17: e contagli sì come suo figliuolo Morderete avea assediata la reina Ginevra al castello d'Urbano, e ciò facea perchè la volea al suo dimino.

[16] Perugia e Corciano, c. 1350 (perug.), cap. 32, pag. 129.9: E puoie che l'Argoglioso fo posato alcuno giorno, non troppo per gelosia che avea tosto a tornare a la polçella per averla a suo dominio...

4 Territorio sul quale si domina.

[1] Gatto lupesco, XIII sm. (fior.), 62, pag. 290: Io me ne vo in terra d'Egitto, / e voi' cercare Saracinia / e tutta terra pagania, / e Arabici e 'Braici e Tedeschi / [e. -eschi] / e 'l soldano e 'l Saladino / e 'l Veglio e tutto suo dimino...

[2] Doc. cors., XIV, 3, pag. 196.12: E lo dicto messer lo vescovo si retene in suo dominio [..]sa far castello e casa assa deffensione infra lo circulo...

4.1 Territorio di pertinenza di una città dominante.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 7, cap. 4, pag. 188.18: e trovaremo li abetatori d'una cità e deméno en regimenti e en atti ' e·llo parlare èssare svariati...