FORMICAIO s.m.

0.1 formicaio, formicaro, formichaio.

0.2 Da formica.

0.3 Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.): 1.

0.4 In testi tosc.: Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.); Chiose falso Boccaccio, Inf., 1375 (fior.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.).

0.6 N Il lemma č att. come topon. in carte mediolatine di area aret. e lucch. (1074, 1072): cfr. GDT, p. 279.

Doc. esaustiva.

0.7 1 Comunitā o nido di formiche.

0.8 Elisa Guadagnini 07.10.2007.

1 Comunitā o nido di formiche.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 85.27, pag. 344: Qual pazo vorrėa fare, per formicar campare, / en formica tornare per formicaro engrato?

[2] Chiose falso Boccaccio, Inf., 1375 (fior.), c. 29, pag. 237.23: E il re si partė e andō ad abitare a boschi e dicie che, stando egli appič d'una gran quercia, vide in su questa quercia et appič un gran formichaio.

[3] f Thes. pauper. volg., XIV: La polvere del formicaio mischiata con olio, sana la scabbia, e la raschia. || Crusca (3) s.v. formicaio.

- [Con rif. alla popolositā e al continuo brulichio tipici di un nido di formiche, con valore fig.].

[4] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 5, cap. 22.26, pag. 399: Grande il paese e sonvi genti tante, / che pare un formicaio e, se ben vidi, / poveri alberghi v'hanno per sembiante.

- Estens. Nido o brulichio (di animali di piccola taglia).

[5] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 2, pag. 612.6: Deh! non vedi che 'l tuo cuore č fatto a modo d'uno mulino, il quale sempre si volge? Non vedi che č fatto a modo d'un formicaio di scarpioni, ovvero stalla di porci? Dove č la constanzia della mente?

[u.r. 25.01.2008]