INFURIARE v.

0.1 infuria, infuriare, 'nfuria.

0.2 Da furia.

0.3 Dante, Commedia, a. 1321: 1.

0.4 In testi tosc.: Dante, Commedia, a. 1321.

In testi sett.: Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Comportarsi in modo violento, sregolato, inconsulto. 2 Provocare un'intensa irritazione. Provocare lo scatenarsi o il peggioramento di uno stato patologico.

0.8 Elisa Guadagnini 18.09.2007.

1 Comportarsi in modo violento, sregolato, inconsulto.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 12.27, vol. 1, pag. 194: Qual è quel toro che si slaccia in quella / c' ha ricevuto già 'l colpo mortale, / che gir non sa, ma qua e là saltella, / vid' io lo Minotauro far cotale; / e quello accorto gridò: «Corri al varco; / mentre ch'e' 'nfuria, è buon che tu ti cale».

[2] Gl Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 12, 16-27, pag. 326.7: Mentre che infuria; cioè che contende con la sua furia...

[3] Contemptu mundi (II), XIV sm. (tosc.), cap. 21, pag. 69.23: Tutti gli adulteri sono come el vaglio acceso dal quoco. E principi ànno cominciato a infuriare dal vino», «imperò che il ventre bene satollo volentieri abraccia la libidine e luxuria».

2 Provocare un'intensa irritazione. Provocare lo scatenarsi o il peggioramento di uno stato patologico.

[1] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. [5.1], pag. 7.36: La sustancia de la feca de l'ulio sì è [de vertù] terrea. E la vertù segonda sì è a resolvere. E la vertù terça sì è a curare le ulceracion del corpo secco da natura. E fa infiamare overe infuriare le ulceracion humide.