FATALE agg.

0.1 fatal, fatale, fatali.

0.2 DELI 2 s.v. fato (lat. fatalem).

0.3 Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.): 2.

0.4 In testi tosc.: Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.); Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.); Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.).

In testi mediani e merid.: Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Marino Ceccoli, XIV pm. (perug.).

In testi sic.: Angelo di Capua, 1316/37 (mess.).

0.7 1 Decretato, assegnato dal destino; che è manifestazione del volere divino. 1.1 [Detto di una persona, un eroe:] prescelto dal fato per det. imprese, che ha un posto decisivo nello svolgersi di avvenimenti. 2 Che stabilisce le sorti di qno o qsa, decisivo; che determina lo svolgersi dei fati. 2.1 [Rif. alle Parche]. 3 Che ha caratteristiche soprannaturali, qualità o proprietà meravigliose, in virtù di incantesimi; fatato. 4 [Rif. alla donna amata:] che suscita ardente passione.

0.8 Sara Ravani 30.07.2008.

1 Decretato, assegnato dal destino; che è manifestazione del volere divino.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 5.22, vol. 1, pag. 79: E 'l duca mio a lui: «Perché pur gride? / Non impedir lo suo fatale andare: / vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare».

[2] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 4, cap. 6, pag. 163.7: Questo ordine fatale il cielo muove, e le stelle e gli elementi tra loro insieme tempera, e con vicendevole commutazione trasforma...

[3] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 15, vol. 3, pag. 207.26: E a pena abiendo compiuto di cercare le terre che guardano gli liti, trovoe lo fatale nascimento del fiume Esero...

[4] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 3, pag. 58.9: Sikì nui partenduni da ipsi sicundu la fatali disposicioni, intrammu in mari et adirizammu nostru viaiu versu Italia, lu quali era plui certu caminu...

[5] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), tenz. 16, 5.2, pag. 809: Non pense, quel che scrisse esser pur uno / enfedel creder, che cosa fatale / a qual vòle andar sù non rompa l'ale, / né giónga peso al scender de ciascuno.

[6] Marino Ceccoli, XIV pm. (perug.), tenz. 16, 4.2, pag. 808: La prescienzia de Quel ch'è terzo ed uno, / per che provveggia l'ordene fatale, / non v'impedisse arbitrio spander l'ale / sovra lo propio desio de ciascuno.

1.1 [Detto di una persona, un eroe:] prescelto dal fato per det. imprese, che ha un posto decisivo nello svolgersi di avvenimenti.

[1] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 11, pag. 746.28: Il re Latino medesimo, vedendo Enea fatale, per gran pianto viene meno: Latino chiama consiglio de' suoi a raccontare quelle cose che rapportano...

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 1, cap. 22, vol. 1, pag. 32.23: ne la quale contrada avea boschi e selve grandissime, e per quelle andando Enea, per fatale guida della Sibilla Erittea menato fu a vedere l'inferno e le pene che vi sono, e poi il limbo...

[3] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 10, cap. 28, pag. 492.1: quando riguardavano sè due volte in battaglia vinti, e Siface preso, e sè cacciati di Spagna, cacciati d'Italia, e tutte quelle cose essere avvenute per la virtù e consiglio d'uno, cioè Scipione, lui sì come fatale duca nato al disfacimento loro avevano in orrore.

2 Che stabilisce le sorti di qno o qsa, decisivo; che determina lo svolgersi dei fati.

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 3, cap. 11, pag. 110.5: Poste dinanzi le più lievi arti della battaglia, la ragione degli ammaestramenti della cavalleria c'invita al fatale e crudele die a tutte le nazioni, e popoli della pubblica battaglia, e non certana vittoria...

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 2, pag. 45.15: Trascende e passa le mura della città di Troja la fatale compositione del cavallo, piena d'uomini armati.

[3] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 48, vol. 2, pag. 105.12: Lo decimo è lo errore delli Priscillianisti, e delli Matematici, che dicono, che gli uomini nascono a certe costellazioni fatali; sicchè per necessità sono costretti di fare secondo la sua costellazione.

[4] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 17.11, pag. 19: ma gli spiriti miei s'aghiaccian poi / ch'i' veggio, al departir, gli atti soavi / torcer da me le mie fatali stelle.

2.1 [Rif. alle Parche].

[1] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Medea, pag. 111.1: Certo allora le fatali serocchie, le quali dispensavano li mortali avvenimenti, doveano a ritroso volgere le mie fusa; imperciocchè io Medea poteva allora morire onestamente.

[2] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 3, cap. 20, pag. 279.22: fui costretto di partirmi da te: nella quale partita, tu mia e io sempre tuo, per la somma potenza di Citerea, giurammo di stare, mentre Lachesis, fatale dea, la vita ne nutricasse.

3 Che ha caratteristiche soprannaturali, qualità o proprietà meravigliose, in virtù di incantesimi; fatato.

[1] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 8, ott. 74.2, pag. 522: Questo vedendo Giapeto feroce, / che da l'alber fatale aveva tratta / possa durabil.

4 [Rif. alla donna amata:] che suscita ardente passione.

[1] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 141.5, pag. 196: così sempre io corro al fatal mio sole / degli occhi onde mi vèn tanta dolcezza / che 'l fren de la ragion Amor non prezza, / e chi discerne è vinto da chi vòle.