FUNE s.f./s.m.

0.1 fone, funa, fune, funi, funo, funy.

0.2 Lat. funis (DELI 2 s.v. fune).

0.3 Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.): 1.1 [2].

0.4 In testi tosc.: Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.); Doc. prat., 1275; Doc. sen., 1277-82; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.); Gloss. lat.-aret., XIV m.

In testi sett.: Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Poes. an. padov., p. 1369.

In testi mediani e merid.: Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.); Doc. orviet., 1339-68, [1348]; Doc. assis. (?), 1354; Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.); Anonimo Rom., Cronica, XIV; Stat. cass., XIV; Destr. de Troya, XIV (napol.); Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.); Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

0.5 Locuz. e fras. arte delle funi 1; fune di lana 1; fune di porpora 1; fune di seta 1; legare la lingua con la fune 3.2; legare la lingua con funi d'argento 3.2.1; mettere alla fune 1.4.1; rompere la fune 3.1; rompere la fune d'argento 3.1.1; scala di funi 1; sciogliere le funi 3; tirare a una fune 1.1; tirare la fune 1.1; tirare una fune 1.1; trarre a sé la fune 1.1.1.

0.7 1 Treccia di fili ritorti usata per legare, sostenere o tirare. 1.1 Fig. Fras. Tirare la fune: operare per il conseguimento di un risultato. 1.2 Cordicella usata al posto del cingolo dei monaci. 1.3 [Mar.] Manovra per la vela (drizza, scotta). 1.4 [Strumento d'impiccagione o di tortura]. 1.5 Corda tesa alle estremità della balestra per scagliare la freccia. 1.6 [Agr.] Treccia di fibre vegetali nella quale venivano inseriti i semi. 2 [Mis.] Strumento per misurare la profondità, l'altezza o la lunghezza. 3 Fig. Legame, vincolo. 3.1 Rompere la fune: morire. 3.2 Legare la lingua con la fune: far tacere.

0.8 Sara Ravani 16.03.2010.

1 Treccia di fili ritorti usata per legare, sostenere o tirare.

[1] Doc. prat., 1275, pag. 513.13: Puccio Schalabrino p(er)ch'a(n)doa sulla torre del palagio a rrilegare la fune della cha(n)pana, d. vj.

[2] Doc. sen., 1277-82, pag. 449.13: Ancho XVIII den. nel dì che chostò la fune e 'l chariuolo per la tenda nera denanzi da la bottiga.

[3] Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.), pag. 179.11: MCCCX In quisto millessimo dì IIIJ de settembre fuoro menate in Peroscia XXVIIJ pregione legate a una fune, egl quagle fuoro prese quando fo presa la Ffratta de l' ovescovo.

[4] Doc. orviet., 1339-68, [1348], pag. 125.35: Anq(ue) la fune dela ca(n)pana grossa, XX s.. Somma questa faccia lb. III s. XVII.

[5] Doc. assis. (?), 1354, pag. 51.19: Item per facetura de fune per le bestie s. .IIII. de. .VI.

[6] Novelle Panciatich., XIV m. (fior.), 142, pag. 146.21: Et quelli che 'l menava, s' avea legato per la masciella di sotto una certa fune, et molti domandavano de la condizione del chavallo, et chui era...

[7] Gl Gloss. lat.-aret., XIV m., pag. 308.17: hic funis, la fune.

[8] a Doc. fior., 1359-63, pag. 125.15: A dì viiij.o giuovedì pagai per braccia xij di fune et per due carruchole per achonciare in cuscina uno appichatoio da carne et in guardaspensa un altro s. iiij.o d. vj...

[9] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 10, cap. 17, vol. 3, pag. 228.16: L'uccellator mai aspettar non dee, che alcuno uccello che venga, in terra si ponga, ma quando sarà presso, tiri la fune e abbatta in terra l'uccello e piglilo.

[10] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 5, pag. 22.6: Alcune perzone fuoro che se appennicaro alle funi delle mole e per l'acqua campavano.

- Fune di lana.

[11] Bestiario Tesoro volg., XIV pm. (sen.), cap. 68, pag. 324.10: Se tue legherai lo bue che non sia mansueto con fune di lana, diventarae mansueto incontanente.

[12] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 23, pag. 151.2: Et necessario è l'unu pede de retro cum funede lana se leghe ch(e) nulla manera poçça gire ennanti, et questo se fane ad conservare la sanitade delle gambe.

- [Come simbolo di lusso:] fune di porpora, seta.

[13] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 7, cap. 5, pag. 440.20: e fue ancora di tanta lussuria sanza freno, che colle reti dell' oro pescò, che con funi di porpore si traevano; e di freddi e caldi unguenti si lavava...

[14] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 181.13: Questo [[Nerone]] lo Romano Imperio deformà e smenemà; el piscava chon rede d'oro, le quale con fune de seda vegniva descese.

- Scala di funi: scala di corda.

[15] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2, cap. 12, pag. 220.5: Tu con iscura notte e con iscale di funi come ladrone e infino allato del muro di Feltona, nostro castello, passaste il gran fosso...

[16] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 8, cap. 148, vol. 1, pag. 623.1: e con iscale di funi salirono in su le mura...

[17] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 30, terz. 63, vol. 2, pag. 73: e colle navi, / ch' avien menate passarono i fossi, / e con iscale di funi soavi, / da certe guardie, ch'egli avean commossi, / saliron suso...

[18] Ranieri Sardo, 1354-99 (pis.), pag. 200.16: La domenicha notte sopra il lunedì, sonato matino, la dicta gente chon ischale di lengnio et di fune [[...]] si montaro in sulle mura della porta di San Zeno...

- Arte delle funi: mestiere del funaio.

[19] Stat. perug., 1342, L. 4, cap. 13, par. 1, vol. 2, pag. 351.22: Nullo possa operare arte de fune e de selle d'asene en la piacça del comuno de Peroscia.

- [In contesto metaf.].

[20] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. IV, cap. 23: [29] et se essendo due, se alcuno li asal[glia], sì si puono difendere, che la f[u]ne che [àe] tre doppie [no(n)] si ro[m]pe agevileme(n)te.

[21] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 30, pag. 92.6: Ké nonn- è dubio, ma certeça è, ke lla fune, quando ella è reduplicata, plù forte è ke quando è sempla e una.

[22] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), cap. 41, pag. 280.35: E no è dubio che la fune, quanto el'è redopiata e torta più forte, tanto più stre[n]çe e tenne fermo...

1.1 Fig. Fras. Tirare la fune: operare per il conseguimento di un risultato.

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 32, terz. 34, vol. 2, pag. 92: Questi fue amator del ben comune, / con lealtà più, che non fe Fabbrizio, / e sempre del ben far tirò la fune; / ma potè più, che la virtude, il vizio.

- Fras. Tirare una fune (tirare una sola fune): agire concordemente per lo stesso scopo.

[2] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 176, pag. 182: ma tutti per comune / tirassero una fune / di pace e di benfare, / ché già non può scampare / terra rotta di parte.

[3] A. Pucci, Due rime, p. 1343 (fior.), 2.59, pag. 59: I' non so ben chi si fosse coloro / Che soferisson tanti gravi pesi, / Ch'ottocento miglia' di fiorin d'oro / Vennero in mano al duca in dieci mesi, / Che no ne furon spesi / Meza l'ottava parte in ben comune: / Onde tutt'una fune / Tiraron gli amator de la cittade...

[4] Lett. fior., 1375 (6), 2, pag. 173.5: Recano bombarde e ferramenta da combattere terre e sono grandissima gente, maggiore che non si diceva, e per quello che dicano vinciaranno le città per le loro discordie; e molto parlano de la nostra, dicendo: voi non tirate una fune, e chiamate l' uno e l' altro ghibellini...

- Fras. Tirare a una fune.

[5] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 89, terz. 43, vol. 4, pag. 159: E così tutti tiraro a una fune, / dicendo: Mettasi avere, e persona, / se riparar vogliamo alle fortune.

[6] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 986, pag. 437.15: Di questa impresa li Genovesi nel generale furono assai lodati, comecchè dei morsi avessero, secondo le volontà delle genti, chi tira ad una fune, e chi a un'altra.

1.1.1 Fras. Trarre a sé la fune: prendere il comando.

[1] A. Pucci, O lucchesi, 1370 (fior.), st. 12.9, pag. 21: E po' fu tanto saggio / Quel dell' Agnel, che di man del Comune / A sè trasse la fune, / E dov' eran signor fur soggiogati.

1.2 Cordicella usata al posto del cingolo dei monaci.

[1] Stat. cass., XIV, pag. 57.21: In quillo loco dove dormene li monachi sy deve ardere la candela a fine <de> a iurne. Dormany vestity (et) cincti co lu cingulo voy co le funy...

1.3 [Mar.] Manovra per la vela (drizza, scotta).

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 3, cap. 22, pag. 313.10: La sesta cosa si è, che i marinieri abbiano un ferro fatto com'una falce, il quale ferro è molto tagliente, ed esso gittino alle corde ed alle fune della vela e taglinle, acciò che i nemici abbiano meno forza di difèndarsi.

[2] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 2, 1-18, pag. 43.22: mi dimostran l'Orse; cioè le funi colle quali debbo governare la vela, acciò che vada a orsa et a poggia secondo che si conviene alla materia.

1.3.1 [Mar.] Cima d'attracco.

[1] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 3, pag. 224.15: Allora comando che le fune sieno isciolte dal lido; e fuggiamo per le ispumose onde per mezzo le terre de' nimici verso quella parte che il vento e 'l nocchiere ci tirano.

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 20.111, vol. 1, pag. 342: Allor mi disse: «Quel che da la gota / porge la barba in su le spalle brune, / fu - quando Grecia fu di maschi vòta, / sì ch'a pena rimaser per le cune - / augure, e diede 'l punto con Calcanta / in Aulide a tagliar la prima fune.

[3] Jacopo Alighieri, Inf. (ed. Bellomo), 1321-22 (fior.), 20, pag. 170.20: E fatto cotal sacrificio in alcuna terra marina di Grecia, nominata Aulide, con alcuno altro aguro, nominato Calcanta, il punto della mossa del navilio generalmente provide, tagliando in prima del principal legno la legata sua fune...

[4] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 11, vol. 3, pag. 39.19: E mentre ch'ella sta qui; e mentre ch'ella disse, Quivi si sciolsero le funi, In questo luogo partendosi mi baciò...

[5] Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.), pag. 444.20: e disciolte le funi e l' ancore sublevate, le vele distese, in alto pelago si mettono e con felice navigazione giunsero all'isole per loro desiderate di Ciclade...

[6] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 20, pag. 103.7: e fatto questo Heuripoli lo disse che sichuramente navichassero, e, quando gli parbe el punto del partirsi, andò esso medesimo e tagliò la prima fune de' legni...

[7] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 3, pag. 100.10: Ma fuggite, o miseri, fuggite e rompete la fune della riva...

[8] Cavalca, Atti Apostoli, a. 1342 (pis.), cap. 32, pag. 183.15: Allora quegli masnadieri, per comandamento del Tribuno, corsono, e tagliarono la fune della scafa innanzi che nullo marinaio vi discendesse, e lasciaronla andare...

[9] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 7, pag. 96.32: E finitu quisto parlamiento lo universo exiercito incontinente montao alle nave, e Paris e Deifebo co llacrime reciputa la licentia da lo patre poy intraro alle nave, sì che foro assolte le fune, reposte l'anchore da lo mare e le vele levate in alto delle nave.

1.4 [Strumento d'impiccagione o di tortura].

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 5, cap. 15, pag. 310.1: e gli uomini, messo a catuno una fune in collo, in su gli albori fuoro impesi, sicchè 'l vincitore neuna preda, e colui che fue vinto neuna misericordia cognobbe.

[2] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 5, cap. 19, pag. 112.3: E se l'uomo prende le funi con che l'uomo è stato impiccato, e gittale dinanzi dai loro nidi, mai non si partirebbono d'intorno.

[3] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 69, vol. 1, pag. 160.4: donde pigliòe una fune, e missesela in gola, e per me' ivi da quello fico s' inpiccò.

[4] Guido da Pisa, Fatti di Enea, XIV pm. (pis.), cap. 56, pag. 108.3: e uscita per dolore e per ira quasi di sè, si squarciò la porpore ch' avea indosso, e appiccato ch'ebbe una fune con uno cappio corsoio alla trave, s' impiccò per la gola.

[5] Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.), 813, pag. 61: Alora Iuda traditore / se partìo con grande dolore; / et una fune tosto prese, / et per la gola sì s'apese.

[6] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 234, pag. 88.8: Fulcieri, ch'era uomo corrente e rigido, di subito tutti quelli che costui nomò fece pigliare, e cominciò a marturiare uno Tignoso de' Macci, il quale forse non sapendo la cosa, o forse per troppo martorio morì sulla fune nanzichè dicesse niente.

[7] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 45, S. Mattia, vol. 1, pag. 370.17: E quelli gli legarono le mani di dietro al dosso e, postogli la fune in collo, crudelmente il tormentarono, e così il missono in prigione.

[8] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 180.10: et volendo essa ancora morire insemi colli dicti soi figlioli, se mese la fune allo collo, la quale legao uno loco eminente et allo gectare che fece nello aero della soa persona se tirao con seco ambedui soi figlioli, li quali alli soi pedi tenea legati...

1.4.1 Fras. Mettere alla fune: torturare.

[1] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 936, pag. 418.30: Messo alla fune, in effetto si confessò essere perciò venuto; ma più volte volendo che alla stanga lo raffermasse, mai non raffermò, ma sempre dicea, non essere nulla vero.

1.5 Corda tesa alle estremità della balestra per scagliare la freccia.

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 22, pag. 167.1: Il balestro con funi di nervi si tende, il quale, quanto le sue braccia più averà lunghe, cioè quanto maggiore sarà il balestro, tanto più alla lunga le quadrella saetta...

1.6 [Agr.] Treccia di fibre vegetali nella quale venivano inseriti i semi.

[1] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 1, cap. 34, pag. 40.3: e poi fa due filari di solcelli dilungi l' uno dall'altro tre piedi, e addentro più, e metti iventro le dette funi di reste, e ricuopri con lieve terra...

[2] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 2, cap. 28, vol. 1, pag. 222.7: e allora in quel luogo ove la siepe di dee fare, si facciano due solchi di lungi l'uno dall'altro tre piedi, d'altezza un mezzo, e per ciascuno si sotterrino con leggier terra le funi co' semi.

2 [Mis.] Strumento per misurare la profondità, l'altezza o la lunghezza.

[1] a Jacopo da Firenze, Tract. algorismi, 1307 (fior.), cap. VI, pag. 28.23: Et tanto vuole esser lunga la fune ch'agiunga dall'orlo del fosso infino in cima della torre, cioè braccia 58 et 9/29 di braccio.

[2] Stat. pis., a. 1327, L. 4, cap. 16, pag. 195.47: et qual boctino si trovasse taule, legniame, o sparrone, o margula, che desse ajuto a la fone quando si scandigliasse, sia dato per volta da li Maestri del Monte, et non sia boctino...

[3] a Paolo Gherardi, Liber habaci, XIV pm. (fior.), [16], pag. 138.18: per l'alteça della torre xl via xl fanno Mcj.C. e per l'ampieça del fosso xxx via xxx fanno viiij.C., ragiungni insieme fanno ij.M. e v.C., truova radice di ij.M. e v.C. che può 'ssere l ed ày che questa fune è lungha braccia l.

[4] Paolo dell'Abbaco, Trattato, a. 1374 (fior.), 161, pag. 133.30: Una torre è alta 40 braccia e a piè di questa torre si è un foxxo, e non xo quanto s' è llargho, ma è leghato una fune alla vetta della torre ch'è lungha 50 braccia e ttruovo ch' ella giungne a punto in sull' aprodo del fosso dall' altro lato.

3 Fig. Legame, vincolo.

[1] Garzo, S. Chiara, XIII sm. (fior.>pis.), 154, pag. 23: « Quello viddi dir nol sappo, / infra me me ne disfaccio; / quei m' à presa al su' laccio, / et sensa fune m' à legata».

[2] Mare amoroso, XIII ui.di. (fior.), 92, pag. 490: Ché li cavelli vostri son più biondi / che fila d' auro o che fior d' aulentino, / e son le funi che ·m tegnon 'lacciato...

[3] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 7, pag. 57r.21: Le funi che legano insieme e virtuosi amanti sono quattro.

[4] <Cavalca, Disc. Spir., a. 1342 (pis.)>, cap. 18, pag. 148.19: Le proprie iniquitadi prendono l' empio, e ciascuno è legato con le funi de' proprj peccati nella maniera, che era legato s. Agostino innanzi la conversione.

[5] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 14, pag. 65.11: Onde dice il Salmista: Le funi del peccato m' hanno legato.

[6] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), 32, pag. 115.7: Questo è perchè Dio v'à legati colla sua santa fune, l'amore e la carità vera, e io di ciò mi rallegro con Dio e ringrazio...

[7] Boccaccio, Rime, a. 1375, pt. II [Dubbie], 38.61, pag. 208: Tu sempre fuggi da ragion, con fone / tenendo presi gl' ingannati affetti, / e sì li tieni stretti: / però dipinto se', come tu pigli, / co' piedi armati di pungenti artigli.

- Masch.

[8] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 37.240, pag. 256: Avete udito il verbo / che meo non è, ma de cui solve il funo / che qui me messe.

[9] Bibbia (03), XIV-XV (tosc.), 2 Re 22, vol. 3, pag. 281.13: [6] Gli funi dello inferno mi cerchiarono, e vennero innanzi a me gli lacci della morte.

- Sciogliere le funi.

[10] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 13.12, pag. 81: Ma 'l fin i' credo scioglier queste funa / O dar rimedio a' miei gravosi affanni, / Se tempo aspetto con umil soffrire.

[11] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 32.114, pag. 221: Questo, vedendo lor no(n) pò rispondê / al debito pagar, se sua fortuna / non provedesse il venisse de altrunde, / non dimandoe a quelli cosa alcuna, / ma da la pura sorta et dal guadagno / contento fue de soglie(r)gli la funa.

3.1 Rompere la fune: morire.

[1] Poes. an. padov., p. 1369, 13, pag. 54: Ma se la fune rompo, / proverò vostra personna, / la qual speso rasonna / de me' dano.

3.1.1 Rompere la fune d'argento: lasciare la vita terrena.

[1] Bibbia (06), XIV-XV (tosc.), Ec 12, vol. 6, pag. 46.6: [6] Inanzi che si rompa la fune dell'argento, e ricorra la vitta dell'oro, e sia disfragellata la idria in su la fontana, e sia spezzata la ruota su la cisterna...

3.2 Legare la lingua con la fune: far tacere.

[1] Bibbia (05), XIV-XV (tosc.), Gb 40, vol. 5, pag. 136.4: [19] Ne' suoi occhii come amo piglierae lui, e con li stili forerae li suoi orecchi. [20] Or potrai tu trarre Leviatan coll' amo, e colla fune legarai la lingua sua?

3.2.1 [Prov.] Legare la lingua con funi d'argento: far tacere corrompendo.

[1] Libro Jacopo da Cessole, XIV m. (tosc.), II, cap. 3, pag. 28.9: La lingua de' giudici de' piati è in questo modo acconciata a fare danno altrui nell'allegazioni, se tu non la leghi, come si suole dire, con funi d'ariento; et ancora gli avvocati et i procuratori vendono il loro tacere.

[u.r. 25.01.2022]