FREGIARE v.

0.1 fregi, fregia, fregiando, fregiano, fregiare, fregiasi, fregiata, fregiate, fregiati, fregiato, fregiavan, fregio, fresati, frescia, fresgiato, frisase, frisciata, frisiado; f: fregiarò.

0.2 Da fregio 1.

0.3 Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.): 2.

0.4 In testi tosc.: <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.); Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi).

In testi sett.: Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.).

0.6 N Le att. in Francesco da Buti sono cit. dantesche.

0.7 1 Ornare una veste o un panno con fregi per decorarli e abbellirli. 1.1 Estens. Ornare una parte del corpo allo scopo di darsi vanto. 1.2 Fig. Ornare, rendere più pregiato. 2 Ornare qno (con sogg. l'ornamento). 2.1 Fig. Ornare qsa o qno in modo da farlo ricordare, perpetuarne la memoria, la fama (anche iron.). 2.2 Fig. Dare, conferire decoro, onore, pregio a qsa (anche assol.). 3 Distinguere con un segno. 3.1 Estens. Fig. Incidere su una superficie scrittoria; scrivere. 3.2 Fig. Bollare, marchiare d'infamia. 4 Fig. Dotare, fornire un discorso di ornamenti retorici. 5 Fig. Rivolgersi a qno in modo suadente e interessato allo scopo di ottenere il suo favore; blandire, lusingare (anche assol.).

0.8 Diego Dotto 12.06.2010.

1 Ornare una veste o un panno con fregi.

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 5, cap. 199, vol. 2, pag. 317.15: che non portino nè portare possano piastrelle d'oro o vero d'ariento, nè pierle; et che esse donne possano fregiare le pelli et li panni, ma per tanto che non pongano ne la guarraccia, mantello o vero pelle, fregio di valuta o vero d'estima oltre V soldi di denari, per braccio.

1.1 Estens. Ornare una parte del corpo allo scopo di darsi vanto.

[1] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 3, 3.4, pag. 91: Benchè l' avaro ricco con profondo / Novero d' oro raguni ricchezza, / Che le voglie non empie qui nel mondo, / E 'l collo fregi con grande adornezza / Di pietre e bacche...

1.1.1 Fig. Illuminare.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 1.38, vol. 2, pag. 7: Li raggi de le quattro luci sante / fregiavan sì la sua faccia di lume, / ch'i' 'l vedea come 'l sol fosse davante.

1.2 Fig. Ornare, rendere più pregiato.

[1] Boccaccio, Caccia di Diana, c. 1334, c. 18.57, pag. 43: E torno a contemplar quella pietate / ne' verdi prati e l'altra gran virtute / che questa donna fregia di biltate, / da cui ancora spero aver salute.

1.2.1 Fig. Ornare, rendere più gradevole un luogo grazie ad alcuni elementi (anche pron.). || Att. solo in Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.).

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 3, cap. 2.63, pag. 188: Se tra' cristian questa città si pregia, / maraviglia non è, sì per lo sito, / sì per li ricchi alberghi onde si fregia.

[2] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 3, cap. 7.80, pag. 204: L'Arno, la Sieve, il Mugnone e la Pesa / fregiano il suo contado con più fiumi, / che sono a la cittade gran difesa.

1.2.2 Fig. Ornare qno con un attributo o un bene in modo da assegnarglielo.

[1] Gianni Alfani, XIII/XIV (fior.), 5.3, pag. 611: De la mia donna vo' cantar con voi, / madonne da Vinegia, / però ch' ella vi fregia / d' ogn' adorna bellezza che vo' avete.

[2] Poes. an. fior., XIV m. (3), 41, pag. 288: poi delle tue ricchezze adorna e fregia / qual figliuol te più pregia, / non retando tuo ben chi non n' è degno...

1.2.2.1 Fig. Attribuire a qno una det. qualifica, un titolo.

[1] Tommaso di Giunta, Conc. Am., XIV pm. (tosc.), son. 6.12, pag. 24: Però del tuo spronarmi tucto indegnone, / considerando l'una et l'altra storia, / et altre molte ch'al dir mi ritegnone. / Ond'io non son chi te fregia di boria, / ma come di tuo mage in me desegnone / tu 'l vedi chiar sanz'altra grave storia.

1.2.3 Pron. Fig. Ornarsi di qsa in modo da darsene vanto.

[1] Gl Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.), c. 8, 121-132, pag. 187.24: Che vostra gente; cioè quelli di casa vostra, ornata non si fregia; cioè ella è adornata; ma non di denari, nè di violenzia, come sono molti signori che sono nominati per molto ricchi, dicendosi che elli ànno molti millioni di fiorini; e per molto violenti, dicendosi che elli ànno sotto di sè cotante cittadi prese per forsa; la quale cosa non si può dire de la vostra casa, e però dice: non si fregia; cioè non s'adorna... || Cfr. Petrocchi, Commedia, vol. III, p. 135 per la lezione erronea «fregia», anziché «sfregia» 'perdere il fregio'.

2 Ornare qno (con sogg. l'ornamento).

[1] ? Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.), 288, pag. 535: E femena qe vendese como mercaandia / no pò unca bon' esere ni aver cortesia. / Quest' è vera paravola, no la tegno bausia: / se la frisase auro, serïa vilania. || Testo incerto, cfr. Contini, PD, I, p. 535 dove si avanza dubitativamente l'ipotesi alternativa di un emendamento: «s'ela pesase».

2.1 Fig. Ornare qsa o qno in modo da farlo ricordare, perpetuarne la memoria, la fama (anche iron.).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 8.47, vol. 1, pag. 132: Quei fu al mondo persona orgogliosa; / bontà non è che sua memoria fregi: / così s'è l'ombra sua qui furïosa.

[2] Gl Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 8, pag. 195.26: [46-48] / Qui dice V. che questo spirito fo al mondo persona rigogliosa e mai non ebbe alcuna bontà la qual fregi, cioè adorni la soa memoria d'alcun bene.

[3] Gl Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 8, 43-51, pag. 232.21: Bontà non è, che sua memoria fregi; cioè adorni; cioè non à veruna fama di bontà...

[4] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 202.9, pag. 229: Priam, figliuol di suora di Priamo, / con Antenor fuggendo la lor noia / e con alquanta compagnia egregia / venon in Talia per far nuova gioia, / e lì fondoron Padova e Vinegia, / nascendo poi di Priamo un figlio, / Priamo il terzo, e questo nome il fregia.

2.2 Fig. Dare, conferire decoro, onore, pregio a qsa (anche assol.).

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 24, pag. 69.9: E puoi che noi avemo detto, che cosa è magnanimità e come ella adorna e fregia le altre virtù, noi diciaremo della virtù d'amare mezzano onore.

[2] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), canz. 10.129, pag. 109: Chi vol vera sentenza di me, or n'à: / pensando tuto ciò che frescia e orna, / a ffar valere ömmo e por[r]e al colmo / (ed ongne vertudioso be[n] n'è colmo!), / nel contrado per me ongnor si monta.

[3] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 263.14, pag. 327: L'alta beltà ch'al mondo non à pare / noia t'è, se non quanto il bel thesoro / di castità par ch'ella adorni et fregi.

2.2.1 Pron. Fig. Acquisire pregio.

[1] Canzoniere del sec. XIV, a. 1369 (tosc.occ.), 23 [Ciano del Borgo a San Sepolcro].97, pag. 51: perché s'adrappa, fregiasi et inporpora / el servo, quando col signor s'incorpora.

3 Distinguere con un segno.

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 8, terz. 32, vol. 1, pag. 90: L' Ambasciador, ch'era bene a cavallo, / mai non ristette, che fu in Vinegia, / ed entrò in mar sanza far lungo stallo. / Di ner la vela, e se, col legno fregia, / e da Manfredi di lungi guardato / fu conosciuto...

3.1 Estens. Fig. Incidere su una superficie scrittoria; scrivere.

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 90, terz. 2, vol. 4, pag. 166: La lega fu confermata in Vinegia / con gl' infrascritti patti, che contare / udrai leggendo, ove la penna fregia.

3.2 Fig. Bollare, marchiare d'infamia.

[1] F Cecco Angiolieri (ed. Contini), XIII ex. (sen.), Lassar vo' lo trovare de Becchina, 14: Ed eo per me ne conterò novelle / al bon re Carlo conte de Provenza, / e per 'sto modo i fregiarò la pel[l]e. || Contini, PD, vol. II, p. 384. L'ed. inclusa nel corpus legge frigiarò: v. frìggere 2.1. Il testimone unico di origine ven. reca frisarò.

4 Fig. Dotare, fornire un discorso di ornamenti retorici.

[1] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 213.56, pag. 271: Ma l'animo cortese - del donar gode. / Così s'acquista lode - e vero pregio. / Mie parole non fregio: tu te 'l vedi.

5 Fig. Rivolgersi a qno in modo suadente e interessato allo scopo di ottenere il suo favore; blandire, lusingare (anche assol.).

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 18, pag. 337.16: nella quale la frodolente qualità de' lusinghieri si punisce. Li quali sì come gente per vilissimo intelletto, e con melate parole fregiano, e blandiscono...

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 70, terz. 87, vol. 3, pag. 284: Queste parole tutte furon fregi, / che sempre il popol veniva fregiando, / perchè ciascuno ogni suo fatto pregi.

[3] A. Pucci, Noie, a. 1388 (fior.), 115, pag. 9: A noia m' è chi dinanzi mi fregia / di tal verttude che nientte mi tocha, / e poi di diettro con gli alttri mi spregia.

[4] Torini, Rime, 1342/98 (fior.), [a. 1398] 9.5, pag. 369: Il mondo e le sue cose fa dispregi, / e nul, quantunque miser, dispregiare: / dispregia te medesmo e 'l tuo oprare, / e chi ti spregia, lui vo' ami e pregi. / Ma qual vedi di lucciole ti fregi / lodando, qual nemico debbi odiare, / però che cerca volerti furare / l' acquesito tesoro e' beni egregi.

[u.r. 27.02.2023; doc. parzialm. aggiorn.]