ENTRATA s.f.

0.1 antrata, antrate, entrà , entrâ, entraa, entrada, entrade, entradha, entradhe, entrae, entrata, entrate, erata, etrata, etrate, imtrate, intrà , intrâ, intraa, intracia, intracta, intrada, intrade, intradha, intradhe, intrae, intrata, intrate, intrati, itrata, jntrata, ntrata, 'ntrata, 'ntrate.

0.2 Da. entrare.

0.3 Ugo di Perso, XIII pi.di. (crem.): 1.3.

0.4 In testi tosc.: Mattasalà, 1233-43 (sen.); Doc. pist., 1240-50; Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Lett. sen., 1262; Doc. prat., 1275; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Doc. cort., 1315-27; Stat. sang., 1334; Stat. volt., 1336.

In testi sett.: Ugo di Perso, XIII pi.di. (crem.); Serventese Lambertazzi, XIII u.v. (bologn.); Anonimo Genovese (ed. Contini), a. 1311; Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.); Stat. venez., c. 1330; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Stat. vicent., 1348; Framm. Milione, XIV pm. (emil.); Poes. an. friul., 1350/51; a Doc. ver., 1356 (2); Doc. imol., 1362; Doc. padov., 1372; ; a Codice dei beccai, 1385 (ferr.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: Doc. castell., 1261-72; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); a Catenacci, Disticha Catonis, XIII/XIV (anagn.); Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.); Stat. assis., 1329; Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.); Stat. perug., 1342; Doc. orviet., 1339-68, [1354]; Anonimo Rom., Cronica, XIV; Stat. cass., XIV; Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Angelo di Capua, 1316/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Doc. palerm., 1361.

0.5 Locuz. e fras. fare l'entrata 1; mettere ad entrata 4.1; porre ad entrata 4.1; prendere l'entrata 1; scrivere ad entrata 4.1.

0.7 1 L'atto di passare dall'esterno all'interno. [Introducendo un'indicazione di carattere temporale:] alla, nella entrata di qno: nel momento in cui qno entra. 1.1 [In contesti in cui si allude ad un permesso o ad un divieto:] possibilità di entrare. 1.2 L'inserimento all'interno di un'associazione con funzioni compartecipi. 1.3 [Con rif. locale rappresentato da un indumento o da una calzatura:] l'atto di indossare qsa. 2 Spazio attraverso cui si accede ad un nuovo ambiente, ingresso. 2.1 [Dir.] [Econ./comm.] L'ufficio che espleta funzioni doganali. Estens. Il passaggio attraverso l'ufficio doganale collocato nei punti di accesso ad un territorio pubblico. 3 Fase iniziale. 3.1 [Dir.] [Rif. ad una carica pubblica:] l'avvio del servizio. Entrata del reggimento / dell'ufficio. 3.2 [Rif. ad un testo scritto:] parte iniziale, introduzione, esordio. 4 [Econ./comm.] [Parlando delle attività economiche di istituzioni pubbliche e private, così come di singoli individui:] incasso, rendita, guadagno. Estens. Importo da riscuotere, tassa. L'entrata e l'uscita / le entrate e le spese. 4.1 [Econ./comm.] Fras. Mettere, porre, scrivere ad entrata. 4.2 [Rif. ad un bene materiale:] l'atto e il risultato dell'acquisto.

0.8 Mariafrancesca Giuliani 14.04.2011.

1 L'atto di passare dall'esterno all'interno. [Introducendo un'indicazione di carattere temporale:] all'entrata di qno: nel momento in cui qno entra.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. IV, cap. 3: Et beato A(n)brogio disse: la scita del visio opra la intrata dela vertù.

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 24.14, pag. 83: Da me è comenzato un novo pianto: / esto 'l primo canto en quista mia entrata.

[3] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 2, pag. 610.6: come di lui usciamo chiamando e gridando con voce piangente e di lamento, manifestando, alla intrata che facciamo nel mondo, la miseria la qual troviamo!

[4] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 11, pag. 195.11: et si in la prima intrata di li baptagli supravegna alcuna pagura...

[5] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 21, pag. 734.26: con lei più volte tentata l'entrata degli alti cieli, non conceduta loro, per l'aria vagabundi in voce altiera faccendola risonare, andavano questi versi cantando...

[6] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 13, pag. 62.36: né mae in quelle contrae era stachio visto né cognessuo, e a lla prumera intraa de quella citae el començò a criar forte e pricar e dir ad alta voxe: "Anchor tri dì e Ninive firà suvertia".

[7] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 2, cap. 18, pag. 131.18: E parlandoge lo vesco de l'entrâ de lo re Totila in Roma e de la destrucium de Roma...

[8] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 4, pag. 71.26: e con gran forza assaglyva li Troyani e, a la intrata che fece, la vattaglya plu duramente se renovava.

- Locuz. verb. Fare l'entrata: entrare.

[9] Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.), 296, pag. 29: Disse sanctu Petro: «Fecciamo mo la entrata; / la cosa mo vedémo como ène apparecchiata».

- Locuz. verb. Prendere l'entrata.

[10] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 6, pag. 112.6: Allura Eneas, durmendu lu guardianu, insembla cum la Sibilla prisi la intrata et passau sanu et salvu.

[11] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 6, pag. 205.14: Così aveva detto Sibilla, e, ugualmente andando per luoghi oscuri, prendono il mezzo del viaggio, e appressano alle porte. Enea prende l'entrata, e lava il corpo suo d'acqua viva, e fisse il ramo nella porta.

[12] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 11, cap. 153, vol. 2, pag. 714.17: Quegli di Modana, conoscendo il luogo, uscirono fuori francamente, e presono l'entrata del detto prato, e rinchiusono i detti cavalieri...

- [Rif. al passaggio del sole per le costellazioni dello zodiaco].

[13] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 3, cap. 2, pag. 8.6: e, quando il sole entra nel segno di cancer, ch'è a' dieci dì all'uscita di giugno, quel fiume comincia a crescere, e dura infino all'entrata di leone. E quando il sole è dentro a leone, egli ha sì grande forza...

[14] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 1, 37-48, pag. 18.32: chi ben ragguarda vede che la foce, che è allato all'Equatore, può essere quando lo Sole è all'uscita di Pisces et a l'entrata d'Aries...

1.1 [In contesti in cui si allude ad un permesso o ad un divieto:] possibilità di entrare.

[1] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 9, pag. 43.13: mostra che Virgilio si studiò di confortarlo a rimuovare lo 'ndizio che preso avea di suo isdegno per lo vietamento dell' entrata, e ciò fecie perchè vedeva Dante fortemente temere.

[2] Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.), pag. 238.24: E fuoro tutta la gente fina a la terra, ed alcuno fante entrò dentro a la citade. La 'ntrata se devea avere per porta Buia; tutta fiada fo sentito el trattato, non venne fornito.

[3] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 35, pag. 798.11: questa è quella che, con lieto aspetto, graziosa mi promise l' entrata di questa città...

[4] Bibbia (10), XIV-XV (tosc.), 2 Pt 1, vol. 10, pag. 445.4: Chè così abbondevolmente sarà apparecchiata a voi l'entrata nel regno eternale del nostro Signore e del nostro Salvatore Iesù Cristo.

- Avere (l')entrata.

[5] Detto d'Amore, XIII u.q. (fior.), 279, pag. 501: Ben ci à egli un camino / Più corto, né 'l camino, / Perciò ch'i' nonn ò entrata / Ched i' per quell'entrata / Potesse entrar un passo.

[6] Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 61, pag. 74.14: Però si conviene essere molto cauto e molto umile nelle dette prosperità, acciò ch' el diavolo non abbia entrata al nostro cuore per veruna via...

[7] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 5, cap. 7, pag. 21.30: patire non poteva l'ozio, nel quale troppo lungo gli pareva invecchiare, trovò modo d'avere l'entrata agli stadichi tarentini, li quali erano guardati nell'atrio della Libertà con non troppa sollecitudine...

- Dare, donare (l')entrata.

[8] Distr. Troia, XIII ex. (fior.), pag. 172.17: che lla sua terra riconosciesse da lloro, e lliberamente darebbe loro l'entrata e cconducerebbe loro la vivanda all'oste.

[9] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 5, cap. 4, vol. 2, pag. 38.8: et amenazavalu di aucidiri so patri se non li dassi intrata intra la terra...

[10] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 10, cap. 225, vol. 2, pag. 408.8: per tradimento fu loro data l'entrata del castello...

[11] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 37, pag. 315.7: Et in questa porta ferrea chyamata Theta, secondo dice Dares, Anthenore Enea e Pollidama recepero li Greci e donaroli la 'ntrata...

- Negare, vietare l'entrata.

[12] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 3, cap. 13, pag. 154.16: pensò di volere Bisanzio, nobile e antica cittade, acconcia a lui per le dette cose compiere, acciocchè della terra e del mare gli fosse sicuro rifugio. E negatagli per li cittadini l'entrata, incontanente d'assedio la cinse.

[13] Fiore, XIII u.q. (fior.), 232.4, pag. 466: Che del camin c[h]'à nome Troppo-Dare / Le pia[c]que di vietarmene l'entrata!

[14] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 172, vol. 1, pag. 158.29: Sia tenuto ancora la podestà, et giuri non fare o vero permettere chiudere, o vero stare chiuse, l'uscia del palazo o vero de la casa, nel quale o vero ne la quale starà, excetto la camera ne la quale giacerà; senza fraude, excetto el tempo del mangiare et di notte, se vorrà. Et che in neuno modo vieti o vero vietare lassi l'entrata a sè podestà, se non ne li tempi sopradetti.

[15] Stat. perug., 1342, L. 3, cap. 143 rubr., vol. 2, pag. 208.17: De la 'ntrata deglie palacça vetata aglie grande.

[16] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 9, pag. 247.23: Io Dante avendo veduto turbato et adirato Virgilio, perché gli era negata l'entrata della città Dite, dubitai e temetti...

1.2 L'inserimento all'interno di un'associazione con funzioni compartecipi.

[1] Stat. fior., 1334, L. II, cap. 26, pag. 311.10: Intendansi essere dell'Arte di Calimala tutti coloro che pagarono la libra di soldi cento alla detta Arte per entrata all'Arte...

[2] Stat. castell., a. 1366, pag. 131.6: e p(ar)te deli homini d' essa co(n)pagnia sia tenuto de pagare ennante ch' esso esscha dela co(n)pania la 'ntrata sua...

1.3 [Con rif. locale rappresentato da un indumento o da una calzatura:] l'atto di indossare qsa.

[1] Ugo di Perso, XIII pi.di. (crem.), 3.27, pag. 593: et enl temp oscur dar del pe 'n falo; / calçadhura q'è streta a l'entradha...

2 Spazio attraverso cui si accede ad un nuovo ambiente, ingresso.

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 155.6: la pistola nella quale non à salutazione è altrettale come la casa che non à porta né entrata e come 'l corpo vivo che non à occhi.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 18, pag. 57.16: così come conviene che la fontana abbia più larga entrata, con più di gente vi debbono attégnare dell'acqua...

[3] Doc. sen., 1294 (3), pag. 28.2: Inp(r)ima due case nel cassaro all'entrata dela Porta p(ro)p(r)ie di Gull(ielm)ino.

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 42.12, pag. 148: «La via per entrare 'n vilanza, è molto stretta l'entrata: / ma puoi che dentro serai, lebbe t'è puoi la iornata...

[5] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.), cap. 99, pag. 193.6: e ditele ched io sì l'aspetto al'entrata del bosco».

[6] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 2, cap. 12, pag. 101.17: poneva capopiede la grossezza e le cime, e facevale legare con catene di ferro, e mettevale davanti all'entrata del porto.

[7] Palamedés pis., c. 1300, pt. 2, cap. 78, pag. 139.10: E da poi ch'elli si funo messi al camino, elli cavalcono tanto, che perveneno a la intrata d'una foresta...

[8] Doc. venez., 1313 (2), pag. 99.25: ài le case de Barbaria et l'arsenà ca de' aver intradha et insidha per la corte de ca' Bon...

[9] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Ilarione, cap. 8, pag. 179.9: rimase quivi in una terra, che si chiama Pachino in sul mare all'entrata di Cicilia.

[10] Framm. Milione, XIV pm. (emil.), 5, pag. 505.36: Ello era uno castello al'intrada del çardino, sì forte chi tuto lo mondo no lo avrave prexo.

[11] Poes. an. friul., 1350/51, 34, pag. 326: E de la patria sempre fo servitore / Da mantener le entrade a grant honore / La chasa d' Aquilea cum grant valore / a mya possanza.

[12] Doc. palerm., 1361, pag. 240.30: et la dicta mitati di casa consisti in kisti membri: la intrata pir undi stava Salbeti Cusintinu, cum una casecta a banda manca trasendu et lu usu di la cuchina et a lu cantu una casecta cum unu puzu...

[13] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 3, pag. 14.21: Bene scrissero lettere della entrata de Roma. Fra tanto la porta dello brunzo stava enzerrata.

- Estens. [Rif. alla cavità auricolare].

[14] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 2, cap. 3, pag. 127.15: e fecie [[scil. la natura]] l'entrata degli orechi a volte, aciò che lla bocie potesse meglio risonare, e aciò che l'aire non vi entri subittamente, che ll'udire potesse gravare nè oqupare.

- Fig.

[15] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 48.6: Et che ciò sia la verità dice lo sponitore che gramatica è intrata e fondamento di tutte le liberali arti...

[16] a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 170, pag. 243.1: la prima est via et intrata a la sicunda, kì nullu po ben veniri a la vita contemplativa si illu non est beni provatu in la vita activa, sì comu dissi sanctu Gregoriu.

2.1 [Dir.] [Econ./comm.] L'ufficio che espleta funzioni doganali. Estens. Il passaggio attraverso l'ufficio doganale collocato nei punti di accesso ad un territorio pubblico.

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 515, vol. 1, pag. 322.32: difendere tutti li officiali de la Cabella et de l'entrata vecchia et nuova nel loro officio, e' quali sono o vero saranno a la detta Cabella o vero entrata ordinare, fare o vero ricolliere...

[2] Doc. orviet.-umbr.merid., 1312, pag. 23.23: Per ciascuna soma de opera facta de calçolari page all'essita et all'entrata, Dudici s..

[3] Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.), pag. 43.11: L'oro val lbr. V, s. VIIJ lo carato, doncha vien a costar la marcha lbr. CXXVJ, s. XVIIJ e paga a la intrada del fontego s. IJ per marcha, che vien lbr. CXXVIJ la marcha de Venexia.

[4] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 224.22: e costa il mundino in Ieviza soldi 15 di Maiolica dagli uomini d'Ieviza, ed altrettanto ne vuole d'entrata lo re di Maiolica.

[5] Doc. fior., 1361-67, [1365], pag. 360.12: f. mille quarantasei s. due auri, de quali dè pigliare il d. per l. i regholatori de l'entrata e de l'uscita del chomune di Firenze...

3 Fase iniziale.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 1: Et certo la vendecta (et) la gue(r)ra la quale dè essere, così lunga àe intrata, (et) lo inconi(n)ciame(n)to suo a catuno è manifesto...

[2] Trattato di virtù morali, XIII/XIV (tosc.), cap. 35, pag. 89.9: Chè quelli, che crede essere nel cominciamento de la sua vita, è nel cominciamento e nella intrata de la sua morte.

- [Specificato da un'indicazione di carattere temporale].

[3] Mattasalà, 1233-43 (sen.), c. 17v.19: saldosine raçone domenicha xij die al'entrata di gugno nela signoria di Pietro Parenti podestà.

[4] Doc. pist., 1240-50, framm. 1, pag. 61.3: Debo dare a mese Miliore l. lxiiij, che mi prestò x dì ala '[n]trata d'ogosto.

[5] Doc. castell., 1261-72, 6, pag. 26.17: Detesalvi da Valmorta dé dare X s., ke le li prestammo ......... carta die IJ ala 'ntra[ta] de giunio MCCXLVJ...

[6] Serventese Lambertazzi, XIII u.v. (bologn.), 210, pag. 855: corando gli ani de Cristo milli doxento otanta, / del mese de septembr[e] a' tri dì a l'entrada...

[7] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 5, cap. 11, pag. 101.1: Grifagni son quelli che son presi all'entrata di verno, che sono mudati, e che hanno gli occhi rossi come fuoco.

[8] Lett. lucch., 1303, 1, pag. 143.20: Avemo i(n)teso che Lupa(r)do no era ancho a[n]dato i(n)n Irlanda alla ['n]trata di Quaresima, di che noi pesa assai p(er)ché se Ghira[r]do (e) Rapo(n)do de vegnono lassano lo nosso i(n) mano del tresorieri.

[9] Doc. cort., 1315-27, pag. 44.3: Cungio da Turgnia dea dare x l. xij s. e d. vj per la metà de j vaccha e d'una vitella, e Tofano notaio de Ragnaldo n' à carta del mese de novenbre a l'entrata.

[10] Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.), pag. 85.14: sapiando per çerto che ogno mexe se lleva in levante a l'intrada del mexe allguna stella...

[11] Stat. perug., 1342, L. 4, cap. 23, par. 2, vol. 2, pag. 366.3: ciascuno anno en l'antrata del mese de septembre cercare deggano tucte le forme del suo destrecto...

3.1 [Dir.] [Rif. ad una carica pubblica:] l'avvio del servizio. Entrata del reggimento / dell'ufficio.

[1] Doc. pist., 1259, pag. 260.9: Saldomo rasione i· kl. macio nela se(n)gnoria di mesere Cecio di Kerardini di Fiore(n)se, ala '(n)trata dela sua segnoria mesi quatro, korea ani Domini MCClviiij.

[2] Stat. fior., 1294, pag. 652.22: siano tenuti e debbiano infra quattro dì a la 'ntratadel loro officio di chiamare e de eleggere quattro buoni uomini de la detta conpamgnia...

[3] Stat. sen., 1280-97, par. 88, pag. 26.13: E chesto facciano da ine ad VIIJ dì di po' l'entrata del loro offizio.

[4] Stat. pis., 1302, cap. 25, pag. 966.18: Ancho, che li consuli, per loro iuramento, sian tenuti, infra xv dì proximi all'entrata del loro officio, fare raunare tutti li omini de la suprascripta arte in uno certo luogo...

[5] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 3, vol. 1, pag. 31.31: Et anco la podestà, capitano, consoli o vero rettore, o vero quali ti vuoi altri somellianti, infra otto dì prossimi dipo l'entratadel suo regimento, sieno tenuti ordinare XIJ buoni huomini cattolici et due notari et due servitori...

[6] Stat. pis., 1321, cap. 23, pag. 213.3: Et iuro che, infra uno mese dalla intratadel mio regimento, comanderò u comandare farò...

[7] Stat. pis., 1330 (2), cap. 78, pag. 514.13: Et questo capitulo noi Ansiani siamo tenuti di leggere et di far leggere in tra noi, infra octo [dì] dalla intrata del nostro ansianato.

[8] Stat. pis., 1334, cap. 2, pag. 1026.6: e facciansi e publichinosi infra uno mese dal dì de la 'ntrata dei dicti nuovi consuli...

[9] Stat. sang., 1334, 30, pag. 125.5: e dalla 'ntrata del suo ufficio d' essere co' Nove e di fornire ciò che ne lo statuto si contiene.

3.2 [Rif. ad un testo scritto:] parte iniziale, introduzione, esordio.

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 154.15: Et nota che dice «porta», cioè entrata della pistola, e che chiarisce le nomora, cioè del mandante e del ricevente...

[2] Dante, Vita nuova, c. 1292-93, cap. 30 parr. 1-3, pag. 125.7: E questo dico, acciò che altri non si maravigli perchè io l' abbia allegato di sopra, quasi come entrata de la nuova materia che appresso vene.

[3] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 32, pag. 155.9: habiando tante bonne cose chom'è dichio desovre a l'intraa de questa sancta ystoria, tanti aitorij e mohi da far ben chomo gli havevan intorno defor da sì no ghe poèn çovar niente né tirar lo cor né l'annimo lor a stao de virtue...

4 [Econ./comm.] [Parlando delle attività economiche di istituzioni pubbliche e private, così come di singoli individui:] incasso, rendita, guadagno. Estens. Importo da riscuotere, tassa; registrazione relativa ad una rendita. L'entrata e l'uscita / le entrate e le spese.

[1] Doc. prat., 1275, pag. 501.9: Belli(n)cione (e) Berli(n)chieri ij quaderni di pechora p(er) l'e(n)trata (e) p(er) l'uscita. Belli(n)cione (e) Berli(n)ghieri j quade(r)no di ba(n)bagia p(er) schrivere l'e(n)trata ( e) l'uscita.

[2] Doc. sen., 1277-82, pag. 86.33: Ancho LI sol. et II den. nel dì i quali trovamo più a le nostre etrate ch' a le nostre iscite in fino al sopra detto dì.

[3] Doc. fior., 1281-87, pag. 16.12: deono avere i frutti di questa terra a(n)nualmente ogn'a(n)no, (e) sono iscritti in sul libro del'entrate (e) del'uscite p[er] li poveri p(er) s(er) Rinaldo Canbi.

[4] Doc. fior., 1286-90, [1287], pag. 124.27: Avemmo d'entrata, i quali fuoro di grano ke vendemmo di quello ke s'ebbe a Moriano in questo anno, ke sono iscritti a ispesa ne la ragione vechia e non a intrata, vj fiorini d'oro...

[5] Lett. lucch., 1297 (2), Appendice, pag. 66.24: Und'elli no(n) si nde achontenta, (e) vuole vedere tutte le partite (e) della 'ntrata (e) della scita.

[6] Fiore, XIII u.q. (fior.), 113.11, pag. 228: À 'ncor di gentil gente discacciata, / Che non son costumati a lavorare, / Ma son vi[v]uti sol di lor entrata.

[7] Doc. prat., 1296-1305, pag. 267.1: Anche diedi a frate Sta(n)te p(er) V operate d' asina, ch'a(n)dò col pane, VIIIJ staia di cruscha. Questa è ll'entrata de' denari delli altri sei mesi.

[8] a Catenacci, Disticha Catonis, XIII/XIV (anagn.), I, 40.1, pag. 229: Si tu ày grande intrate e no sup(er)che spese / no ta(n)to a li toy amici lo dar(e) no te pese, / ma tale hora a li stranii dona e sey co(r)tese...

[9] Anonimo Genovese (ed. Contini), a. 1311, 16.239, pag. 759: E tante galee pò armar / pur de soa gente nostrà / che per grevi accidenti / ne armarà ben duxenti; / e sì richi e de grande entrae, / de grande honor e franchitae...

[10] Stat. assis., 1329, cap. 12, pag. 177.4: Ma, en la fine del suo offitio, de tucte l'entrate e le spese denante al priore nuovo e sopriore e offitiagle nuove dega rendere generale ragione...

[11] Stat. venez., c. 1330, cap. 42, pag. 47.1: E lo romagnente de tutta l'entrada e dele rendede del Comun se salve en Procuratia.

[12] Stat. moden., 1335, cap. 3, pag. 372.12: E sian tenuti li dicti masari de fare raxone de la soa intrada e de le soe spese...

[13] Stat. volt., 1336, cap. 2, pag. 8.29: ne lo possano et debbano condennare nel doppio della quantità e cosa riceuta et non scripta alla sua entrata o fratenuta et non renduta come è detto a restitutione di tale quantità o cosa alla decta arte.

[14] Stat. palerm., 1343, cap. 3, pag. 11.10: E sianu tinuti li cambirlingy di rendiri raiuni a li nostri ricturi di la intrata e di la issuta, per quanti volti la vulissiru vidiri...

[15] Stat. catan., c. 1344, cap. 7, pag. 36.26: e divindi assignari raxuni omni misi a lu abbati; et similimenti di tucti li spisi e li intrati.

[16] Stat. vicent., 1348, pag. 26.6: siano obligati render resone a li subsequente Gastaldi de le intrade e spese sue in el tempo de la sua Gastaldia infra otto dì da poi la deposition della sua Gastaldia.

[17] a Stat. viterb., 1355, cap. 22, pag. 45.27: e a mmanu d'essu cammorlengu devanu venire tucti li fructi e ll'entrate del decti hospidali.

[18] a Doc. ver., 1356 (2), pag. 320.4: sui gualli libri e çaschaum de quigi debio esro scrito tuta l'entrà e la spesa de quella staçon sego(n)do l'usança de q(ui)gi de quella arto.

[19] Doc. imol., 1362, pag. 329.4: Queste eno raxone d'entrade de spexe e ogni raxone del spedale di devvoti da Ymola prevegnude e fate per me fra Brochardo...

[20] a Codice dei beccai, 1385 (ferr.), Statuti, pag. 242.37: Item ch'i masari novi con li vechi siano tegnudi de rescoder l'entrade e le spese de la dicta scola e le pene in le quale eli foseno incurse denanci.

- Scritta d'entrata.

[21] Lett. sen., 1262, pag. 285.32: (e)d ànoci di rimanente intorno di quaranta l.; ma no ne farò neuna iscrita d'entrata p(er)q(ué) i portarà s(er) Gherardo in Fiandola...

4.1 [Econ./comm.] Fras. Mettere, porre, scrivere ad entrata.

[1] Doc. fior., 1286-90, [1289], pag. 305.2: prestogli fra Giovanni Tedesco, cinque fiorini d'oro. ... vj fiorini d'oro. It. da la Compangnia Maggiore, lib. iiij; sono scripti a intrata.

[2] Libro segreto di Giotto, 1308-30 (fior.), [1312], pag. 446.2: Ponemo la detta quarta parte a mia entrata in questo libro nel CXXVI.

[3] Stat. volt., 1336, cap. 17, pag. 23.2: il debba et possa el decto camarlingo mettere a entrata per la decta arte.

[4] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 42, par. 4, vol. 1, pag. 158.3: tenuto sia e degga mectere a entrata cinque solde de denare per lo comuno per ciascuno camorlengo e rectore del quale el pengno averà per le predicte cose...

[5] Doc. orviet., 1339-68, [1354], pag. 140.12: e ve(n)demola p(er) prezzo di duo fior. d' oro, sichome apare la ve(n)dita scritta p(er) mano di s(er) Neri di Manetto notario, a dì XI di agosto. E cossì sonno scritti a entrata.

[6] Stat. castell., a. 1366, pag. 131.8: seco(n)do che è tenuto de pagare onni novità o p(er) hordini dei nostri .... sì che sia messo ad entrata al decto dì p(er) lo camorle(n)go dela casa che sirà p(er) li tenpi.

4.2 [Rif. ad un bene materiale:] l'atto e il risultato dell'acquisto.

[1] Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.), De sacrilegio, vol. 1, pag. 101.9: De questo peccao de luxuria no è miga fora quelli chi spandem in ree entrae li bem de Scancta Zexa in lecharie o in iotonie...