FRUTTO s.m.

0.1 ffructi, ffrutto, frocte, fructa, fructe, fructi, fructo, fructora, fructu, fructura, frug, frugi, frugio, frugo, fruit, fruite, fruiti, fruito, frut, frute, fruti, fruto, frutt', frutta, frutte, frutti, frutto, fruttu, fruttura, fruyto.

0.2 Lat. fructus (DELI 2 s.v. frutto).

0.3 Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.): 3.3.2.

0.4 In testi tosc.: Doc. fior., 1236; Doc. sang., 1236 (3); Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Doc. pist., 1285; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Lett. sen., 1294; Lett. lucch., 1297 (2); Doc. prat., 1296-1305; Stat. volt., 1336; Stat. cort., a. 1345; Lett. volt., 1348-53; Doc. amiat., 1360.

In testi sett.: Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.); Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.); Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Pamphilus volg. (ed. Mascherpa), XIII t.q. (venez.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Caducità , XIII (ver.); Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Paolino Minorita, 1313/15 (venez.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Fontana, Rima lombarda, 1343/46 (parm.); Enselmino da Montebelluna, XIV pm. (trevis.); Serapiom volg., p. 1390 (padov.).

In testi mediani e merid.: S. Francesco, Laudes, c. 1224 (assis.); Ranieri volg., XIII pm. (viterb.); St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.); Doc. castell., 1261-72; Regimen Sanitatis, XIII (napol.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Catenacci, Disticha Catonis, XIII/XIV (anagn.); Armannino, Fiorita (12), p. 1325 (abruzz.); Bosone da Gubbio, Capit., c. 1328 (eugub.); Stat. assis., 1329; Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.); Doc. orviet., 1334; Stat. perug., 1342; Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Doc. orviet., 1351; Stat. viterb., 1355; Doc. ravenn., 1372; Doc. castell., 1361-87; Stat. cass., XIV; Gloss. lat.-eugub., XIV sm.; Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Stat. catan., c. 1344; Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Si trattano qui anche i plur. del tipo le frutta e le fruttora. Cfr., in partic. per il tipo le frutte, anche frutta s.f. (dato l'intreccio ineliminabile di forme tra le due voci).

Nota il plur. neutro le frutta. Att. di le frutte, plur. neutro, potrebbero essere identificate nei testi sett. cit. s.v. frutta.

Nota anche il s.f. fruttura, lessicalizzazione del plur. del tipo in -ora, interpretato come un sing. collettivo.

Locuz. e fras. accogliere frutti 2.3; albero da frutti 2.2; albero da frutto 2.2; araccogliere frutto 2.3; avere frutto 4.2, 6.5; avere i frutti 6.5; avere il frutto 6.5; cavare frutto 3.4; cogliere del frutto 2.3; cogliere frutto 2.3; cogliere i frutti 2.3, 2.3.1; cogliere il frutto 2.3.1; con frutto 5.2.1, 5.2.3; dare frutto 3.3; dare il frutto 3.3; di gran frutto 3.6; di grande frutto 3.6.2; essere di frutto 3.6.1, 6.3; essere di gran frutto 3.6.1, 6.3; essere senza frutto 6.3.1; fare frutto 3.3, 5.2.6, 6.1; fare male frutto 3.3; fiore che non fa frutto 3.3.1; frutta da mangiare 2; frutti della terra 3.1; frutti delle terre 3.1; frutto amaro 2.1.3; frutto della terra 3.1; frutto delle femmine 2.6; frutti dello spirito 5.3; frutto dello spirito 5.3; frutto dello spirito santo 5.3; frutto del ventre 4.1; frutto di penitenza 5.1; frutto dolce 2.1.3; frutto fresco 2.1; frutto proibito 1.1.1; frutto saporoso 2.1.3; frutto saporevole 2.1.3; frutto secco 2.1, 2.1.2; frutto soave 2.1.3; frutto umido 2.1.2; frutto verde 2.1.1; in frutti e in contanti 6; mangiare del frutto 2.3; menare frutto 3.3.2; non amare il frutto ma il fiore1.4; partorire frutto 4.3; pigliare frutto 5.2.7; portare frutti 3.3.2; portare frutto 3.3.2, 4.2.1; prendere del frutto 2.3; prendere dei frutti 2.3; prendere frutto 5.2.7, 6.2; produrre frutti 3.3; recare a frutto 5.2.8; rendere frutti 3.5; rendere i frutti 3.5; rendere frutto3.5; ricogliere frutto 2.3; ricogliere il frutto 2.3; ricogliere i frutti 2.3; riuscire a frutto 6.4; senza frutto 3.2, 5.2.2, 5.2.4; tempo dei frutti 3.7; trarre frutto3.4; venire a frutto 5.2.5; vivere dei frutti 6.6.

0.7 1 Corpo vegetale generalmente carnoso e succoso, derivante dalla trasformazione del fiore o di altri organi ad esso vicini, contenente i semi (compresi i falsi frutti e le bacche) (anche in contesti fig. e metaf.). 1.1 [Rif. al frutto dell'albero edenico della conoscenza del bene e del male]. 1.2 Fig. [Rif. a Cristo, pendente dalla croce, rassomigliata a un albero]. 1.3 [Prov.] Fiori con frutti non fanno alberi tutti. 1.4 Fras. Non amare il frutto ma il fiore: fermarsi alle apparenze, trascurando ciò che è veramente buono e vantaggioso. 1.5 Meton. Pianta che produce frutti commestibili; albero carico di frutti. 2 Corpo vegetale generato dal ciclo riproduttivo di piante spontanee o coltivate, che l'uomo raccoglie e utilizza per scopi alimentari (compresi, oltre ai frutti gener. intesi, anche i semi di alcune specie arboree e di alcuni cereali) (anche in contesto fig.). 2.1 Fras. Frutto fresco, frutto secco: qualità di frutti caratterizzate rispettivamente dalla ricchezza o dalla povertà di succo o dal fatto di essere appena colti o di essere fatti appassire. 2.2 Locuz. nom. Albero da frutto, da frutti: albero che si coltiva per i frutti. 2.3 Fras. Cogliere frutto, i frutti; ricogliere (il) frutto, i frutti; accogliere frutti: spiccare frutta da una pianta per mangiarne (anche in contesto fig.). Anche pron. 2.4 Varietà, tipo di frutto. 2.5 [Prov.] Per un frutto piace tutto un orto. 2.6 Fig. Fras. Frutto delle femmine: piacere sessuale (dal punto di vista maschile). 3 Quanto la terra produce di utile per l'uomo. In partic. il prodotto reso da un terreno, da un podere. 3.1 Frutto, frutti della terra, frutti delle terre: ciò che la terra produce (in partic. ciò che produce spontaneamente). 3.2 Locuz. agg. Senza frutto: improduttivo, sterile (rif. a un terreno). 3.3 Locuz. verb. Dare, fare, produrre frutto: fruttificare (rif. a una pianta); produrre raccolto, messi, essere fecondo (rif. alla terra, a un terreno) (anche in contesto fig.). 3.4 Fras. Cavare, trarre frutto: ottenere un raccolto (da una pianta, da un podere). 3.5 Fras. Rendere frutto: trasformarsi in frutto (rif. a un seme, a un fiore); dar luogo a frutti, a un raccolto (rif. a una pianta, a un terreno) (anche in contesto fig.). 3.6 Locuz. agg. Di gran frutto: molto produttivo, molto ferace (rif. a un terreno). 3.7 Fras. Tempo dei frutti: epoca dell'anno in cui matura la maggior parte dei frutti, la stagione estiva. 3.8 Frutta: portata di frutti che conclude un banchetto. 3.9 Estens. Ciò che un animale produce di utile per l'uomo (in partic. rif. ai prodotti dell'ape). 4Il prodotto del concepimento che una donna porta in grembo, feto (rif. in partic. alla Vergine Maria). Estens. Bambino, figlio. 4.1 Fras. Frutto del ventre (rif. in partic. alla Vergine, secondo la formula evangelica dell'Annunciazione). 4.2 Fras. Avere frutto: concepire, rimanere incinta (rif. a una donna). 4.3 Fras. Partorire frutto (rif. alla femmina di un animale). 5 Fig. Ciò che si produce come effetto, come conseguenza; esito, risultato, riuscita. 5.1 L'esito concreto ed evidente di una decisione, di un comportamento, di un'attività; opera, fatto; compimento. 5.2Risultato utile e profittevole che si ricava da qsa (un oggetto, una situazione, un evento); beneficio che si ricava da un comportamento, dalle proprie azioni. 5.3 [Relig.] Fras. Frutto, frutti dello spirito, frutto dello spirito santo: particolari capacità e doti che lo Spirito Santo infonde negli uomini virtuosi. 5.4 [Rif. a un alimento:] sostanza nutriente. 6 [Econ./comm.] Bene che proviene da un altro bene, direttamente (ad es. i prodotti agricoli di un fondo e i parti degli animali) o indirettamente (ad es. il canone di locazione di un podere, gli interessi su di un credito, la rendita di un capitale) (anche in contesto fig.). 6.1 Fras. Fare il frutto: ottenere un guadagno, un interesse su un capitale (anche con indicazione dell'incremento percentuale sul valore iniziale) (in contesto fig.). 6.2 Fras. Prendere frutto: realizzare e godere di un guadagno, di una rendita da capitale. 6.3 Fras. Essere di (gran)frutto: essere redditizio, dare guadagno (anche in contesto fig.). 6.4 Fras. Riuscire a frutto: rendere un guadagno (rif. a un bene). 6.5 Fras. Avere frutto, avere i frutti: ottenere, maturare la rendita di un bene, dell'interesse su un credito (anche con indicazione della percentuale di incremento rispetto al valore investito o prestato) (anche in contesto fig.). 6.6 Fras. Vivere dei frutti (di un bene): sostentarsi tramite una rendita da capitale.

0.8 Zeno Verlato 26.07.2011.

1 Corpo vegetale generalmente carnoso e succoso, derivante dalla trasformazione del fiore o di altri organi ad esso vicini, contenente i semi (compresi i falsi frutti e le bacche) (anche in contesti fig. e metaf.).

[1] Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.), 606, pag. 548: L' arbor qe con le soi rame pur se bate e fere, / tanto che lo so fruito destruçe, vasta, e pere, / poi qe l' om lo cognose, fol è se lo requiere...

[2] Ugo di Perso, XIII pi.di. (crem.), 3.53, pag. 594: A noia m'è ancor [[...]]; / arbor qual fai dano sença fruto...

[3] Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.), son. 6.2, vol. 1, pag. 271: Tutto lo mondo si mantien per fiore: / se fior non fosse, frutto non seria...

[4] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 23, pag. 47.6: E quando lo [[scil. il sole]] trovamo delongato da noi, trovamo e sentimo lo fredo; e pare che la terra sia svedovata [[...]], e le plante la magiore parte denudate, e avere perduto li fiori e le follie e le frutta...

[5] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. III, cap. 8: la biada p(er) troppo fructo c'àe in dela pa(n)nochia cade, et le ramora deli alberi si ronpeno se sono troppi caricati di fructi...

[6] Caducità , XIII (ver.), 107, pag. 658: Dond el no s'è bon fïar al pestuto / en questo mundo puçolento e bruto, / k'el dà la flor né no pò dar el fruito: / ki g'à creer non andarà ello asuto.

[7] Carnino Ghiberti, XIII sm. (fior.), 1.29, pag. 54: com' albore che troppo è caricato, / che frange e perde seve e lo suo frutto, / simile, amore, eo mi disperderag[g]io.

[8] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 4.2, pag. 45: Amore à nascimento e foglia e fiore / e frutto a guisa d'albore piantato...

[9] Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.), 26.2, pag. 144: Qualunque ben si fa, naturalmente / nasce d'Amor, come del fior el frutto, / ché Amor fa l'omo essere valente.

[10] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 19.14: Egli à in questo paese una foresta grande e maravigliosa, e piantivosa di frutti di boschi. Uno porco salvatico vi fu nutricato, e sì era grande e fiero che niuno per dotta di lui non osava entrare nella foresta...

[11] Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.), Rubriche, pag. 54.22: Quest libr conten de le proprietà dey herbor e de le herbe e dey frut e de le somenze e de le nature de quey.

[12] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 37.82, pag. 230: como ven marzo e avrir, / tute le cosse veí fiorir, / e venir la gram verdura / per montagne e gram pjanura. / Le vigne, j orti e li jardim / tuti abundam e sum pim / de grande odor chi mostra adesso / che lo fruto vem apresso.

[13] Stat. sen., c. 1318, cap. 20, pag. 29.21: Anco statuimo e volemo, che 'l cellieri de l' Ospitale predetto, nel quale sta et è tenuto el vino, degga avere una chiave, e non più; et in simile modo a la carne insalata e caseo, ova, oleo, noci e fichi e fructa sia tenuta una chiave, e non più...

[14] Armannino, Fiorita (12), p. 1325 (abruzz.), pag. 518.13: Da poi che entrati sono in quei dilecti del beato Liso, quive trovano piene de molte erbe, rose e altre fiori d'ogni mainera, alborcelli con suavi fructi.

[15] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 18, 76-96, pag. 361, col. 2.14: Or, quando avvenía che la contrada avesse secco, che temesseno che lor vigne perdesseno loro frutto, la notte ensíano de for tutti li Tebani, e su per le rive de quisti fiumi andavano cridando: 'Aqua, aqua!'...

[16] Gloss. lat.-aret., XIV m., pag. 295.31: hec ficus, ci et ficulnea, nee, el ficho. hec ficus, cus, ui, el fructo, unde versus: Hec ficus, ci potest pro arbore dici, hec ficus quarte pro fructu stat sine parte.

[17] Dondi dall'Orologio, Rime, XIV (padov.), 28.7, pag. 65: Di certo sapi, et chiascun sapia ch'io / Intra 'l cor mio di ziel ti servo anchore / Tanta radice, che fructo del fiore / Opimo avrai, col piacer di Dio.

- [Rif. al polline di un fiore].

[18] Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.), 518, pag. 545: L' ava sovra le flore mena çoia e desduto, / no per amor del flore mai per amor del fruito; / a l' ava çà no cale se 'l flor reman destruto, / se lo fruito pò tolere et trarlo al so desduto.

- [Rif. ai capolini dei fiori?].

[19] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 22, pag. 27.7: La camomilla è una herba che ha le suò verçele de longeça circha un palmo, pine de fruti.

1.1 [Rif. al frutto dell'albero edenico della conoscenza del bene e del male].

[1] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 159, pag. 35: Dix lo segnior: «Ki t'á monstrao / K'i' t'ó quilló nudho trovao / Se no lo fructo ke tu é mangiadho, / Delo qual t'aveva comandadho / Ke non mangiasi...

[2] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 4, pag. 57.4: la prima femina non peccoe, in prima, quando mangioe lo fructo. Ma, dice santo Augustino, ch'ella si portoe stoltamente et peccoe incontenente ch'ella rispuose al serpente...

[3] Legg. S. Caterina ver., XIV in., 582, pag. 276: vegando questo mondo tuto perigolare / per lo peccato de l' omo k' el fe' en començamento, / quand' el magnò lo fruito contra 'l comandamento, / el mandò Jesù Cristo lo fiol êl mondo...

[4] Storia San Gradale, XIV po.q. (fior.), cap. 71, pag. 76.20: E quando l'uomo ebe trapasato il comandamento del suo Criatore del frutto ched egli mangiò per l'amonestamento de la femina che il diavolo inganò, sì fue incontanente gittato fuori de· Paradiso...

[5] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 22, pag. 105.15: De' disse: "In qualuncha ora tu mangierê del fruito del legno deveao, tu morrê de morte".

[6] f Lionardo Frescobaldi, Viaggio, p. 1385 (fior.), pag. 179.9: Quivi [[scil. nell'Egitto]] è una generazione di frutte che le chiamano muse, che sono come cedriuoli e sono più dolci che 'l zucchero. Dicono che è il frutto in che peccò Adamo, e, partendolo dentro per qualunque modo, vi trovi una croce... || Corpus OVI.

1.1.1 Locuz. nom. Frutto proibito.

[1] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 12, pag. 110.8: molti peccati fece la prima femina innanti che ella mangiasse del fructo prohibito.

[2] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. IV (i), par. 44, pag. 181.4: Ma l'antico nostro nimico [[...]] disse ad Eva che, se ella mangiasse del frutto proibito, ella non morrebbe...

1.2 Fig. [Rif. a Cristo, pendente dalla croce, rassomigliata a un albero].

[1] Bonvesin, De Cruce, XIII tu.d. (mil.), 75, pag. 23: La vergen glorïosa [[...]] / Quiloga se lomenta grandemente del legno dra croxe [[...]]. / «Oi», dise la glorïosa, «quel frugio apresïao / Ke pende in ti, tu crox dime com tu l'he acatao...

[2] Orazione ven., XIII, pag. 130.34: O alboro de la croxe, tu ses tanto bon, ch' en ti ven quelo fructo ch' avrì quela fontana d' amo[r], ch' elo se sparse lo so sangue co tanta passion, per trarde de le mane del dragon.

1.2.1 Fig. [Rif. alla Vergine Maria].

[1] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 6.28, vol. 1, pag. 112: Ave, flore cum bello odore, / fructo cum dolçe savore, / stella cum grande splendore, / madre de nostra salvança.

1.3 [Prov.] Fiori con frutti non fanno alberi tutti.

[1] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 155, pag. 301: Fiori con frutti / non fanno arbori tutti.

1.4 Fras. Non amare il frutto ma il fiore: fermarsi alle apparenze, trascurando ciò che è veramente buono e vantaggioso.

[1] Sacchetti, La battaglia, 1353 (fior.), I, ott. 3.8, pag. 4: poi che giugne la crudel vecchiezza, / donna non è per virtú reverita; / e ciò si vede nel mondano errore / ch' oggi non s' ama il frutto, ma sí il fiore.

1.5 Meton. Pianta che produce frutti commestibili; albero carico di frutti.

[1] Doc. sang., 1236 (3), pag. 154.11: Ite deli fruti che so sopra la terra posta al[e] Canp[o]ra: dall' uno lato sì è -l santo, dale due latora sì è Dietiguardi maestro.

[2] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 199.29: In Numidia morti fuoro in quella pestilentia .viij.c. homini [[...]] e similgiantemente ne le nostre tempora deguastaro li fructi e li arbori e maiurmente le orta e le vinge.

[3] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 45, pag. 62.11: Partendosi di qui, l'uomo cavalca IIJ giornate tra greco e levante, sempre trovando belle terre e belle abitazioni e frutti e biade e vigne.

[4] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 5, cap. 73, vol. 2, pag. 261.32: non facciano guasto o vero talliamento, nè dieno danno in bosco, lama o vero prato, vigna, orto o vero castagneto, o vero arbori, frutti o vero biade...

[5] Ranieri Sardo, 1354-99 (pis.), pag. 267.13: et tornaro la sera al chanpo a Sallorenzo alle Chorti ad alberghare, pigliando ciò che e' potevano togliendo grano, tagliando fructi et vingnie et arbori per aforzarsi al chanpo...

2 Corpo vegetale generato dal ciclo riproduttivo di piante spontanee o coltivate, che l'uomo raccoglie e utilizza per scopi alimentari (compresi, oltre ai frutti gener. intesi, anche i semi di alcune specie arboree e di alcuni cereali) (anche in contesto fig.).

[1] Regimen Sanitatis, XIII (napol.), 128, pag. 567: Et da poi che mundifiche li humuri currupti, / che generati erano da li estivi fructi, / cibi mangia laudabili, guardati da currupti...

[2] Onesto da Bologna, XIII sm. (tosc.), 10.5, pag. 51: Tal frutto è buono che di quello il nocchio, / chi l'asapora, molt'amaror larga...

[3] Giacomino da Verona, Ierusalem, XIII sm. (ver.), 101, pag. 631: li fruiti de li albori e de li prai / li quali da pe' del flumo per la riva è plantai, / a lo so gustamento se sana li amalai...

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 24.119, pag. 88: Mai non se iogne la gola mia brutta, / sapur de condutta sì vol per usanza, / vina esquisita e nove frutta, / e questa lutta non ha mai finanza.

[5] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 82, pag. 93.20: La terra per lo bue è arata e ffessa, li fructi per lui triti e divisi da la pallia, e sono recati a casa del signore.

[6] Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.), D. 125.13, pag. 247: A le guagnele! carich'e 'l somaio, / e porta a Siena a vender cheste frutta, / sì fuoron còlte di buona stagione.

[7] Stat. sen., 1301-1303, Tavola rubr., pag. 4.5: De le mele e de le pere e de' fichi e de le noci e di tucte altre fructa.

[8] Stat. sen., 1305, cap. 25, pag. 40.3: Anco stanziamo e volemo, che débbia el cellieri del Spedale predetto avere una chiave e non più [[...]]. E in chel medesimo modo, a la carne salata e al cascio e a l'uova, noci e fichi e altre frutta sia tenuta una chiave, e non più...

[9] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 34, pag. 220.3: lo fructo dell'erba è lo grano et l'orço et altre simili cose; et di queste cose mangiamo noi tutti.

[10] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 5, cap. 320 rubr., vol. 2, pag. 367.24: Che neuno taverniere o vero tavernaia che venda vino a minuto dia mangiare, excetto che poma et frutta.

[11] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 1, cap. 17, pag. 112.24: E poi apresso il conviene mangiare poco e buone vivande, e chonvienello guardare di chavoli, di frutti e di tutte vivande che ingienerano omori crudi e malvagi...

[12] Cenne de la Chitarra, XIII ex.-a. 1336 (aret.), 11.3, pag. 432: D' ottobre vi conseglio senza fallo / che ne [la] Falterona dimorate, / e de le frutta, che vi so', mangiate / a riglie grand', e non vi canti gallo.

[13] Stat. catan., c. 1344, cap. 1, pag. 29.4: cui saputamenti fallissi in alcuna di li predicti cosi, dica sua culpa in capitulu, e mangi in terra pani et aqua, si si mania dui fiati; ma si si mania una fiata, haia di lu vinu e di li herbi e di li fructi, si si ndi manianu in lu conventu.

[14] Stat. cort., a. 1345, cap. 20, pag. 140.29: E se en quel tempo fosse alcuno fructo, concedemo ke al decto mangiare se ne possa avere deppo le doi vivande.

[15] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 850, pag. 193: in tre jorni véndovi, como vedemmo nui, / Cento lingni carchi de optimi vini boni. / Anco recaro grano, et chi orgio portava, / Chi ducea arangna, et chi fructi scarcava...

[16] Stat. venez., 1366, cap. 99, pag. 46.2: Piada fo parte in Maçor Conseio che li Officiali de Riolto no debia lagar vender sul ponte de Riolto [[...]], pan ni frute...

[17] Senisio, Caternu, 1371-81 (sic.), vol. 1, pag. 234.1: Item di la persica et altri fructi per manu di frati Vinchenzu <flurini> tr. xxiij g.

[18] Stat. cass., XIV, pag. 88.20: due pulmente cocte bastan ad tutti li fratri, et si fosserene poma, voy altri fructi, sia dato (et) lu terczo.

[19] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 159, pag. 295.27: agi q(uan)to te pare d(e) assung(n)a d(e) s(er)pe et d(e) radicina d(e) bruschiali et d(e) le scorce d(e) lu fructo d(e) la castang(n)a...

- Frutta da mangiare: qualità di frutti di cui l'uomo si può nutrire.

[20] Novelle Panciatich., XIV m. (fior.), 153, pag. 190.1: lae avea intorno belli prati, et grandi et ricchi giardini, pieni di tutte le gioe del mondo, cioè frutturada mangiaredi tutte guise.

- [Prov.].

[21] Prov. pseudoiacop. Aggiunte, XIV pm. (umbr.), 338, pag. 59: De vite torta et piccola nasce l'u[v]a matura, / albeta ricta, altissima, sença fructo à statura...

2.1 Fras. Frutto fresco, frutto secco: qualità di frutti caratterizzate rispettivamente dalla ricchezza o dalla povertà di succo o dal fatto di essere appena colti o di essere fatti appassire.

[1] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 173, pag. 270.7: Ancora no mangiano niuna cosa verde, né erba né frutti infino tanto che non sono secchi, perché dicono anche ch'ànno anima.

[2] Stat. pis., a. 1327, L. 3, cap. 19, pag. 134.5: da quello cantone ch' è della casa che fue de Federicho del Frabo [[...]], si possa et licito sia ad ogni persona di potere vendere ogni fructofrescho et secce...

[3] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 180, vol. 2, pag. 71.4: E tutto l' anno ci truovi frutti novelli, cioè verdi e freschi, e di molte maniere, come fave, ceci, piselli, fagiuoli e poponi e cedriuoli e altre cose assai...

[4] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 59, pag. 69.6: quando el se tuole del fruto del pino frescho e triase, e po se cuoxe cum el sugo so, e tuolese po de questa decocio(n) [[...]], çoa a la tosse...

[5] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 88, pag. 93.6: Diascorides dixe che la vertù de la mirtella e de l'arbore è stiptica. E magnase el fruto so humido e secco da quili che spùa sangue che ven dal pieto e dal polmom.

2.1.1 Fras. Frutto verde: frutto ricco di succo, frutto non appassito.

[1] Stat. sen., 1301-1303, pag. 28.12: D'ogne soma di cerascie e fichi e simili fructi, IIIJ denari. D'ogne gierla di similianti fructiverdi, IJ denari. De' fichi secchi arrechi la pulizia.

[2] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 1, cap. 14, pag. 106.7: chi ssi vuole di pistolenzia guardare, ciò è ch'elli s'afretti di purghare e di flebotomare [[...]], e no mangi nulla vivanda fatta di mèle nè niuno fruttoverdedolcie...

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 12, cap. 12, pag. 283.9: abbiendo vasi di terra forata dall'una parte, e mettendovi entro il frutto così appiccato al ramo [[...]], e rinchiudendo la bocca, e ingessando bene, e sospendendo questi vasi su l'arbore, basteranno verdi e' frutti su l' arbore lunga etade.

[4] Doc. pis., 1368, pag. 356.3: Lo diricto e la 'ntrata dei fructiverdi e secchi che vegnano a la cità di Pisa per terra overo per acqua dèno pagare e paghano denari due per ciaschuna soma...

[5] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 266, pag. 278.27: quando questo fruto è fresco e verde, el se tira fuora el sugo, el qualle fa grande çoamento al dolore de la ancha...

- [In contesto fig.].

[6] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), 14, pag. 54.6: non solo de' primi semi ragione avaremo a rendere al Signore, ma eziandio degli abundanti frutti già nati e verdi...

2.1.2 [Med.] Fras. Frutto umido, frutto secco: frutto rispettivamente ricco o povero di umidità (secondo la teoria medievale degli umori).

[1] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 116, pag. 122.38: Ma universalementre quisti fruti [[dell'albero sadar]] è fridi e sicchi in lo primo grado.

[2] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 319, pag. 356.33: E dixe che queste raìxe co(n)fectè cum miele sì è calde e seche [[...]]. E sì ha proprietè de minuire le humiditè del stomego generè per li fruti humidi, como è li molóm e li fructi consimele.

2.1.3 [Rif. al gusto o alla fragranza:] frutto dolce, amaro, saporoso, saporevole, soave (anche fig. e in contesto fig.).

[1] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 69, pag. 34: Possa de terra formó l'om / [[...]]. / Dé cinque seni e li ge spiró, / In paradiso i alogó, / El g'è d'ogni fructo d'arborxello, / Dolce e delectevele e bello...

[2] Guinizzelli (ed. Contini), a. 1276 (tosc.), 11.7, pag. 473: e dicemi Isperanza: « Sta' a la dura, / non ti cessar per reo sembiante dato, / ché molto amaro frutto si matura / e diven dolce per lungo aspettato».

[3] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio musce cum formica, 215, pag. 96: L'arbor dé fí guardao s'el fa frugprecïoso, / On s'el fa frug amaro on frug fastidïoso.

[4] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 14, pag. 182.17: O che dolci e delettozi e savorevili frutti gustati avete già in del giardino di pacie, e che crudeli e amarissimi e venenosi in el dezerto di guerra!

[5] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 40.174, vol. 1, pag. 286: Fin a lunidì ke 'l sole nasce / de quello cibo gaudioso pasce: / benedecto Iesù, ke noi sì lasce / così dolce fructosavorare!

[6] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 49, pag. 67.25: Uno arbore è in una terra, lo fructo del quale arbore è molto dolce et molto suave da columbi...

[7] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 113.5: tutte l'altre virtudi sono rami di questa [[...]]. Questo albero porta molto belli frutti, e molto savorosi, cioè pace di cuore...

[8] Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 5, pag. 60.6: La tersa cosa si è che pone che frutti facea. Dice «suave»: era molto suave ad mangiare. Unde diceno i Santi che uve, fichi e andattali vi funno posti e piantati, però che fanno suavi frutti...

[9] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 99.11, pag. 644: Ond' io a voi [[...]], / pregandove per quel deletto fino / che dona amor, en ver de me meschino, / che me mostriate. sì accolto; / savendo veramente [[...]], / ch' è dolce amor de frutto e l' altro amaro.

2.2 Locuz. nom. Albero da frutto, da frutti: albero che si coltiva per i frutti.

[1] Doc. pist., 1270-1310, pag. 120.9: Co(n)peramo da Lunarduccio [[...]] un peçço di terra [[...]], lo qual peçço dela terra è querciato ed altri albari, oilmi ed arbori da fructi...

[2] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 11, vol. 1, pag. 42.17: El suo distretto non à selve, nè boschi; albori da frutti, e vigne sì v' à assai, e 'l suo terreno si è molto prezioso...

[3] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. IV, cap. 11, pag. 632.6: Li tagliatori de le arbore da fructo e delle vite e chi danno altri dampni sianno puniti ad arbitrio del zudese...

2.3 Fras. Cogliere frutto, i frutti; ricogliere (il)frutto, i frutti; accogliere frutti: spiccare frutta da da una pianta per mangiarne (anche in contesto fig.). Anche pron..

[1] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 24 (85), pag. 247.20: Andato sono al prato d(e)la phylosophya [[...]]. Unde [[...]], voglatime ma(n)dare pecu(n)ia i(n) p(re)sente, scì che i(n) lo çardino i(n) lo quale sono i(n)trato possa stare e coglere fructop(re)tioso.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio mensium, 353, pag. 15: Frug inverneng acoio, pom e codogn e pere, / Maron gross e castegne eo sí ge faz avere, / Ke mangia a pe del fogo Zené descovenevre...

[3] Poes. an. (ed. Panvini), XIII (tosc.), 54.22, pag. 581: l'amor, crescendo, mess'à foglie e fiore, / e ven[e] l'ore - e 'l fruttono ricoglio.

[4] Onesto da Bologna, XIII sm. (tosc.), 11.12, pag. 55: Se mai cogliesti frutto di tal pianta, / mandatilomi a dir, ch'i' n'ho tal sede / ch'esto disio tutto lo cor mi schianta.

[5] Sonn. ann. Vat.Lat. 3793, XIII/XIV (tosc.), 44.6, pag. 124: Dicol per me, ch'era in sun una rama / credendo coglier frut[t]o de la cima, / e poi venne un vento di sì gran fama / che me ne mise in terra pe· rapina.

[6] Legg. S. Caterina, XIV in. (tosc.), str. 36.8, pag. 498: poi che la semente sia col lutto, / con grande gaudio si ricoglie il fructo.

[7] Libro Jacopo da Cessole, XIV m. (tosc.), III, cap. 1, pag. 69.5: Al lavoratore che s'affatica si conviene di ricoliere i frutti, ma in tale maniera soprasteano alla fatica che ne' santi dì si reposino.

[8] Dom. da Monticchiello, Rime, 1358 (sen.), 3.478, pag. 66: Ancor vidi Ianson ch'e frutticolse / de l'orto d'Issiphele, e menar scorno...

[9] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. 266, pag. 278.32: Uno altro autore [[...]] dixe che quellù che arcoie questo fruto, lo dé arcogire quando l'è ben maùro e sì comença deventare citrino.

- Fras. Cogliere del frutto, prendere del frutto, dei frutti, mangiare del frutto: cogliere frutta per mangiarne (anche rif. a frutta già spiccata); trarre nutrimento dai frutti di una pianta.

[10] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 118, pag. 34: Dix quella figura soça e rea: / «Perqué no mangi, madona Eva, / Del fruito bon del paradiso?

[11] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 49, pag. 67.25: li columbi si delectano molto di stare in quello arbore, perché mangiano molto voluntiere del fructo de quello arbor...

[12] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 3, cap. 9, pag. 117.24: quine oltre àe uno ricco verziere, e non vuole che neuno v'entri dentro, et àvi uno arbolo che chi mangia del frutto non può morire.

[13] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 33, pag. 248.11: se io ti dicesse: 'Prendi dei fructi', et arrecasseti l'albore acciò che tu n'avessi li fructi, certo volentieri li piglieresti.

[14] San Brendano pis., XIII/XIV, pag. 65.11: due dela torma dei giovani portavano uno cuofino pieno di fructo chiamato " scalte" porporee, et misonolo in nave, dicendo loro: «Prendete del fructo del' Yzola deli Homini Forti...

2.3.1 Fig. Cogliere il frutto, i frutti di qsa: portare a effetto qsa; godere sino in fondo di qsa.

[1] Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), pag. 360.23: Io vidi quella fedita, la qual prima si potea sanare, tanto perlungata, ch' avea portato danno per dimoranza; ma però ch' elli ci diletta di cogliere il frutto de la lussuria, continuo diciamo: « Domani sarà altretale».

[2] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 1, par. 25, pag. 51.24: lieta sopra tutte l' altre compagne, scherniva li loro amori [[...]] fra me sovente dicendo: «Niuna è amata come io, né ama giovine degno come io amo, né con tanta festa coglie gli amorosi frutti come colgo io».

2.4 Varietà, tipo di frutto.

[1] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 69, pag. 34: Possa de terra formó l'om / Et Adam sí ge mete nom / E sí li dá una conpagna [[...]]. / Dé cinque seni e li ge spiró, / In paradiso i alogó, / El g'è d'ogni fructo d'arborxello, / Dolce e delectevele e bello...

[2] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 15, pag. 89.23: capitammo in uno molto dilettevole luogo ov'era bellissimi prati [[...]], perciò che quello luogo era chiuso d'albori d'ogni frutto e d'ogne odore, de' quali catuno menava frutto secondo ch'era.

2.4.1 [Rif. alle sue caratteristiche, come conseguenza dell'albero che l'ha generato].

[1] Pamphilus volg. (ed. Mascherpa), XIII t.q. (venez.), pag. 173.15: Et è usada causa qe de dolce arbore dibia caçer dolçe fruito...

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio musce cum formica, 193, pag. 95: Ni da brutura alcuna no pò descend neteza. / Re arbor fa re frugio; l'un spin fa l'oltro spin.

[3] Matteo Paterino, a. 1294 (tosc.), 34, pag. 92: E bben contra natura par che sia / che da bon albor reo frut[t]odiscenda...

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 90.153, pag. 372: arbore sì è provata per l'ordene del frutto, / lo qual demostra tutto de onne cosa el valore.

[5] Diatessaron veneto, XIV (tosc.-ven.), cap. 38, pag. 47.8: Non è chi colga de le spine huve, over de triboli spinoxi fige; (17) ogno bono arboro fa bono fruto et la ria fa rio fruto.

[6] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 89, pag. 206.19: Che diremo che fosse quella ostia da sì devoto cherico sacrata e portata? Io per me non credo che cattivo arbore possa fare buon frutto.

2.4.2 [Prov.] L'albero si riconosce dal frutto.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio mensium, 213, pag. 10: La somma sí è questa: in log k'e' fo bon frugi, / Zené sí fa pur mal e vor supergiá tugi / [[...]]. / A quel frug ke fa l'arbor el pò fí cognoscudho...

[2] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 10, pag. 72.10: I pazzi, di lui si diportavano, et i savi li facìeno onore, che per le buone opare che elli faceva, sie manifestava il suo essare, secondamente che l' uomo conosce l' arbore al buono frutto.

2.5 [Prov.] Per un frutto piace tutto un orto.

[1] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), 11.32, pag. 148: Se l'amor ch'eo vi porto / non posso dire in tutto, / vagliami alcun bon motto, / che per un frutto - piace tutto un orto...

[2] Novellino, XIII u.v. (fior.), Prologo, pag. 119.4: E se i fiori che proporremo fossero mischiati intra molte altre parole, non vi dispiaccia: ché 'l nero è ornamento dell' oro, e per un frutto nobile e dilicato piace talora tutto un orto, e per pochi belli fiori tutto un giardino.

2.6 Fig. Fras. Frutto delle femmine: piacere sessuale (dal punto di vista maschile).

[1] Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.), 687, pag. 552: Donato à Deu a 'sto seculo sasone cun dreitura, / e dé fruitar li arbori per tempi e per natura; / mai lo fruitde le femenese colçe for mesura, / qé de l' iverno colçese e d' istate con calura.

3 Quanto la terra produce di utile per l'uomo. In partic. il prodotto reso da un terreno, da un podere.

[1] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 216.6: «Che è la terra?» «La terra è basole del cielo, tuorlo del mondo, guardia e madre de' frutti...

[2] Stat. assis., 1329, cap. 4, pag. 166.33: Niuno etiamdio agia audacia dei fructi, overo altre cose del nostro luoco torre [[...]], salvo a quilgle che lì habitassero, che di fructi del dicto loco, cioè erbe e folgle, per loro necessetà possano torre.

[3] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 7, cap. 1, vol. 2, pag. 104.30: Quistu era lu plù puvirissimu homu di tucta Archadia, ma era ià multu vechu et nunca may avia passati li termini di lu so campitellu, contentu di li fructi et di li delecti di unu pizulillu campu.

[4] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 9, pag. 40.13: lo reverendissimo e santissimo Bonifazio, grandi grazie rendette a Dio che si vide più costringere a povertade, perduto lo frutto per la maggior parte che sperava di quella vigna.

- Fig. [Rif. alle virtù procedenti dalla Vergine Maria].

[5] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 43.130, pag. 158: O terra senza tribulo né spina, / germinatrice de onne bono frutto: / de vertute e grazia si pina, / ponisti fine ne lo nostro lutto, / li qual per lo peccato eramo en pina / de Eva, che magnò lo veto frutto...

3.1 Frutto, frutti della terra, frutti delle terre: ciò che la terra produce (in partic. ciò che produce spontaneamente).

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 8, cap. 20, pag. 232.13: e per questa cascione non se trovaro più spezie e generazioni d'animali sopra la terra, emperciò che· lla terra no 'nde potarea più règiare né pàsciare; ché 'l fruttode la terra, come so' l'erbe e li arbori, dea èssare per rascione proporzionato a li animali e al loro mestieri...

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 3, cap. 6, pag. 196.18: E siccome le piante e gli arbori sono ordinati a nudrire bestie, così esse, cioè le bestie domestiche e i fruttidella terra sono ordinati a sostenere la vita umana...

[3] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 2, cap. 5, pag. 62.15: La fortuna non farà mai esser tuoi quelli che la natura ha da te fatti strani. I fruttidelle terresanza dubbio son debiti agli alimenti degli animali.

[4] Framm. Milione, XIV pm. (emil.), 23, pag. 518.34: Per tute le montagne de questa provincia se atrova reobarbaro in grande habundancia, e li mercadanti lo conparano lì e po' lo portano per tuto lo mondo. Illi no sano fare altre mercadandìe, ma viveno dello frutodela tera.

[5] Preci assis., XIV pm., 14, pag. 142.2: Anchi per tucti gli fructidella terrache esso benegno Redemptore dingne [[...]] de mandarce le temperançe oportune [[...]] che se possano recolglere et tenere secondo la sua sancta voluntate...

3.2 Locuz. agg. Senza frutto: improduttivo, sterile (rif. a un terreno).

[1] Stat. sen., c. 1303, cap. 61, pag. 111.8: imperciò che per modo non convenevole a chi adietro servato in fare fosse [[...]], esso Padule non sia in quella dovuta attitudine e disposizione la quale bisogna; et se 'l modo predetto più si servasse, el detto Padule diventerebbe sterile e senza frutto per inondazione dell' aque [[...]] ordiniamo, che tutte le fosse maestre [[...]] del detto Padule si votino...

[2] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 14, pag. 74.22: Landa si è luogo sterile, senza fructo, circundato di boscho, a modo di prato.

3.3 Locuz. verb. Dare (il) frutto, fare frutto, produrre frutti: fruttificare (rif. a una pianta); produrre raccolto, messi, essere fecondo (rif. alla terra, a un terreno) (anche in contesto fig.).

[1] S. Francesco, Laudes, c. 1224 (assis.), 22, pag. 34: Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, / la quale ne sustenta et governa, / et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

[2] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 614, pag. 197: lavorero di terra, / astio, invidia e guerra, / omicidio a peccato / di ciò fue coninciato: / ché 'nanti questo tutto / facea la terra frutto / sanza nulla semente / o briga d' on vivente.

[3] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 23, pag. 38.5: E cercando sotto la revoluzione del cancro, trovamo la terra stemperata en grandissima calura [[...]] de non fare frutto a cascione che 'l sole li va sopra capo...

[4] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 1, quaestio 21, pag. 93.12: La tera sente Deo in zo ke a certi timpi la produxi li soy frugi e lo so ingeneramento.

[5] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 32, pag. 210.2: Or così addiviene della terra dell'anima, però che lo freddo la fa diventare dura, sì ch'ella non puote ricevere lo seme di Dio, né fare fructo.

[6] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 34, pag. 223.10: Et così addiviene delle buone operationi: ché non appare incontenente lo fructo, ma sono come erbe verdi che denno dare fructo.

[7] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 4, cap. 6.3902, pag. 355: S'una natura v'è in tutta la terra, / Perché in un loco, di due simil piante / Insieme poste, è l'una che si atterra, / E l'altra cresce producendo frutti?

[8] Cavalca, Specchio de' peccati, c. 1340 (pis.), cap. 5, pag. 38.31: Onde, come chi vuole del vino, e dell' olio, e de' frutti, ama, e notrica quelli albori, li quali questi fruttiproducono, così chi vuole guadagnare per pazienzia, dee amare le pene, e le sue cagioni.

[9] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 3, ott. 6.8, pag. 330: le sue braccia le piante novelle / avean di fronde rivestite, e stretti / eran dal tempo gli alberi a fiorire / e a far frutto e 'l mondo ribellire.

[10] Passione genovese, c. 1353, pag. 27.29: vegando [[...]] in questo mondo monte pyamte non far fructo per deffecto de humor e de aygue, he' sì me som metuho a prender de quella celestial fontanna viva della scriptura saynta...

[11] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 2, pag. 56.33: Questa Medea [[...]] li arbore faceva florire e producere fructi in tiempo de vierno...

- [Con indicazione della resa in rapporto al numero di semi seminati (anche in contesto fig.)].

[12] Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.), cap. 6, pag. 387.29: Intendano adunque a queste nozze quelli, li quali in sudore del loro volto mangiano lo loro pane, e la cui terra genera triboli, e spine, e lo cui seme è soffogato dalle spine. Lo mio seme voglio, che faccia fruttocentesimo.

[13] Bibbia (09), XIV-XV (tosc.), Mt 13, vol. 9, pag. 74.14: Li altri [[semi]] cadettero nella buona terra; e davano il frutto: alcuno fu centesimo, e alcuno sessagesimo; l'altro trigesimo.

- Fare male frutto: produrre un raccolto scarso o di cattiva qualità.

[14] Arrigo di Castiglia, 1267/68 (tosc.), 39, pag. 208: membriti com' face male frutto / chi mal coltiva terra c'ae a sua mano.

3.3.1 Fig. Fras. Fiore che non fa frutto: causa da cui non sortisce alcun effetto utile.

[1] Poes. an. mant., XIII/XIV, Madona mia.19, pag. 231: Vu si falsa e inoyosa / e non avì pont d'amor, / sempr[e] volant, steriosa, / e no cognes[é] chi mor, / ch'è un flor che no fa frut / lo vostr'inamorament.

3.3.2 Locuz. verb. Menare frutto, portare frutto, frutti: fruttificare (rif. a una pianta o a un terreno) (anche in contesto fig.).

[1] Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.), 19, pag. 600: E [en] l'inferno è un albro maior, / q'è [m]aior de negun ch'omo vedhes ancor, / né çamai no portà nigun fruito ni flor...

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio mensium, 173, pag. 9: E' plant le vie novelle, dond exe lo bon vin [[...]]. / Le vie za meten fora, ke voren frugportar...

[3] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 23, pag. 39.17: quella terra per la grandissima calura e per la grandissima siccità è arsa e non mena frutto e non se pò abetare...

[4] Poes. an. (ed. Panvini), XIII (tosc.), 54.19, pag. 581: poi c'om guarda cosa di talento, / al cor pensieri abonda / e cresce con disio im[m]antenente, / e poi dirittamente / fiorisce e mena frutto.

[5] Giacomino da Verona, Ierusalem, XIII sm. (ver.), 106, pag. 631: D'oro e d'arïento è le foie e li fusti / de li albori ke porta quisti sì dulçi fruiti, / floriscando en l'ano doxo vexende tuti, / né mai no perdo foia né no deventa suçi.

[6] Folgóre, Semana, c. 1309 (sang.), 33.2, pag. 392: Amico caro, non fiorisce ogni erba, / nè ogni fior che par, frutto non porta; / e non è vertudiosa, ogne verba, / né ha vertù ogne pietra ch'è orta...

[7] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 32.4: Onde 'l cuore che riceve questo dono, concepe una dolce rugiada che 'l fa germogliare una radice soave e temperata, cioè buono amore; onde nasce un albero bello e alto, e ben portante frutto...

[8] Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.), pag. 92.8: A femena che non porta fanti faça questo scrito in carta vergene e portallo sovra de si che lo marido non lo sepia. E se tu lo vos provare, fa'-llo e metillo ad un alboro che non porta fruto e vederas la veritade che cossì è.

[9] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 27, pag. 132.21: Guai a tuti quî chi no portan 'sto fruito, ogne arbor chi no fa lo fruito del sancto amor firà tagliao al dì de la morte e mandao a bruxar e arder in fogo eternal!

[10] Diretano bando, XIV (tosc.), cap. 66, pag. 47.16: voi dovete pensare che nullo albero porta fructo se non v'à sua stagione.

[11] Gl Gloss. lat.-eugub., XIV sm., pag. 113.15: Hec sico[mo]rus, ri id est l'arbore che mena fructu.

3.4 Fras. Cavare, trarre frutto: ottenere un raccolto (da una pianta, da un podere).

[1] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 166.9: 'n questo mo' ama l'uomo pratora, pecora e possessioni per lo frutto che ne trae, ma l'amistà delli uomini dee essere di grato per dibuonarità d'amore.

[2] Bonafé, Tesoro, 1360 (emil.), 156, pag. 108: Li lupini è un' altra biava / Che poco frutto de lor se ne cava...

3.4.1 Fig. Ottenere un beneficio, un vantaggio.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 13, pag. 65.10: E però de le limosine che fai, Idio le si pur toglie, e ordina l'elimosina tua altrove, in luogo e in modo che nne trae frutto.

[2] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 8, cap. 2.92, pag. 256: Ma sì tti volglio, per indurre al bene, / Una Novella d' una santa donna / Contare in sulla fine d' esta Parte. / Tra'ne quel frutto che tti tocca in parte.

[3] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Antonio, cap. 1, pag. 98.9: E per una santa invidia tutti con ardentissimo desiderio istudiava di seguitare [[...]]. E per questo modo ciascuno visitando, e di ciascuno frutto ed esemplo traendo, tornava al suo abitacolo.

[4] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 3, cap. 14, pag. 149.8: La qual cosa vedendo uno delli guardiani della predetta chiesa, enfiato di superbia scandalizossene, e quindi trasse danno onde dovea e poteva trarre frutto.

3.5 Fras. Rendere (il) frutto, (i)frutti: trasformarsi in frutto (rif. a un seme, a un fiore); dar luogo a frutti, a un raccolto (rif. a una pianta, a un terreno) (anche in contesto fig.).

[1] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 9, pag. 117.20: non già solo [[il seme]], sementando grano, grano presioso e sonmo rende; ma, sementando gioglio, tribuli, spini, presiozissimo e utile rende frutto; ché doglia spargie e mettere fae letisia...

[2] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), son. 207.10, pag. 251: Catun recoglier de' de ch'el somenza, / ché 'l mal frutt'ha renduto el crudel seme, / che tanto fo sementato in comenza.

[3] Caducità , XIII (ver.), 66, pag. 656: Tu be' 'l cognosci en parto, e forsi en tuto, / cum' lo to corpo rendo amabel fruto: / pïocli e vermi e fango molto bruto / enxo de lei vivo e morto al pestuto.

[4] Monte Andrea (ed. Contini), XIII sm. (fior.), canz. 2.27, pag. 461: Donna, invano labora / in cui non è dirit[t]ura: / far tal sementa già fruttono rende...

[5] Nocco di Cenni, XIII sm. (pis.), 50, pag. 321: Aggio per vista - assai d'àlbor' venire / che 'n flor' mostra gioire, / e fanne assai, e pochi a ben ne stende; / ma poi conquista - l'altr'anno 'n fiorire / frutto, per ben seguire / ciò che dimostra in fior che 'n fruttorende.

[6] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 3, cap. 2, pag. 8.17: E però dicono quelli d'Egitto, che quando il Nilo cresce tanto troppo che nel suo accrescimento si dismisura oltre diciotto piedi, che li loro campi non rendono assai frutto...

[7] Legg. S. Torpè, XIII/XIV (pis.), cap. 12, pag. 65.19: per lungho tenpo stette che no piove sopra la terra né acqua né rugiada, unde la terra diventoe sterile e arida in tanto che non rendea quasi nullo frutto...

[8] Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 6, pag. 77.8: Se lo grano non sarà seminato e mortificato sotto la terra, non renderà frutto, ma se sarà morto e infracidato sotto terra, molto fruttorenderà .

[9] Intelligenza (ed. Berisso), XIII/XIV (tosc.), 227.7, pag. 93: è gente che non pregia argent' ed oro. / È sanza case o veste o sepolture; / hanno lor vita, sanz' altro lavoro, / de' frutti che la terra per sé rende...

[10] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 3, pag. 66.18: Partita adunque la tentazione, l' uomo di Dio Benedetto, quasi come terra ben coltivata cacciate e gittate le spine, cominciò a rendere e dare più copioso frutto di virtude.

[11] Passione genovese, c. 1353, pag. 27.40: Conven doncha a queste piante adur aygua che le faza acender in l' amor de Dhee e render fructo de caritae.

[12] Lucidario ver., XIV, I, pag. 16.4: La terra lo [[scil. il potere di Dio]] sento, che çascauno anno rendo li fruti e le somençe.

3.6 Locuz. agg. Di gran frutto: molto produttivo, molto ferace (rif. a un terreno).

[1] Boccaccio, Decameron, c. 1370, X, 7, pag. 671.18: il re, oltre a molte gioie e care che egli e la reina alla giovane donarono, gli donò Cefalù e Calatabellotta, due bonissime terre e di gran frutto...

3.6.1 Locuz. verb. Essere di (gran) frutto: produrre abbondanza di frutti (rif. a una pianta).

[1] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 1, cap. 6, pag. 14.26: Più è di frutto la [[vite]] picciola e ben lavorata, che la molta anneghittita.

- Estens. [Rif. a un fiume, a uno specchio d'acqua:] essere pescoso.

[2] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 3, cap. 22.75, pag. 247: Per questi luoghi, donde io t'ho condutto, / si trovan laghi e assai fonti e fiumi / belli a vedere e che son di gran frutto.

3.6.2 Fig. Locuz. agg. Di grande frutto: utile, vantaggioso.

[1] Lett. bologn., XIV pm., pag. 53.13: io te prego che questo che se contene in questo libro a tute le persone e tribulate debie manifestare [[...]], inperò che ci à suso multe cose utelissime e de grande fruto.

3.7 Fras. Tempo dei frutti: epoca dell'anno in cui matura la maggior parte dei frutti, la stagione estiva.

[1] Metaura volg., XIV m. (fior.), L. 2, cap. 8, ch., pag. 233.18: che è la cagione che la gragnuola non s'ingenera il verno se non rade volte, ma ingenerasi dopo la primavera il più, od al tempo de' fructi ai quali è molto nociva?

3.8 Frutta: portata di frutti che conclude un banchetto.

[1] Conv. papa Clemente, 1308 (?) (fior.), pag. 13.6: Chetato il canto e levata l'ultima vivanda, venono le frutta di diverse maniere...

[2] Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.), par. 60, gl. i, pag. 38.3: Li Gioni furono una gente di Grecia [[...]]. Questi furono trovatori dell'unguento dilicato e delle corone ne' conviti [[...]], e delle seconde mense, cioè di dare da sezo le fructa...

[3] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 33, pag. 172.15: E quando venne al dietro del mangiare, su l' ora quasi di dovere dare le frutta, frate Alberigho disse: «Venghano le frutta!» e allora [[...]], usciro de la camera molti fanti armati, e uccisero tutti choloro cho li quali s' era pacifichato...

[4] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 11, cap. 28, vol. 2, pag. 552.4: Alberghettino [[...]] rubellò e tolse la signoria de la detta città di Faenza al padre e a' frategli [[...]]; e così mostra che non volesse tralignare e del nome e del fatto di frate Alberigo suo zio, che diede le male frutta a' suoi consorti, faccendogli uccidere e tagliare al suo convito...

3.9 Estens. Ciò che un animale produce di utile per l'uomo (in partic. rif. ai prodotti dell'ape).

[1] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 2, pag. 21.14: L'apa si è una creatura di picciola apparença e di grande fructo et è molto savia creatura, che 'l suo fructo si è lo melle e cera...

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 17, pag. 376.15: così bene [non] si verrebbe alla conoscenza delle api per lo frutto della cera ragionando come per lo frutto del mèle, tutto che l'uno e l'altro da loro procede.

[3] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 21, pag. 205.5: Ma poscia che [[le donne]] sanno che [[l'uomo]] nonn à più nulla e che non possono più atignere, sì llo inodia [[...]], e rifiutano come fosse una pecchia da non far frutto...

[4] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 31, 1-12, pag. 687, col. 1.14: S'infiora, çoè che [[lo sciame d'api]] [se] passe de fiuri, o ver s'informa de fiuri. Là dove, çoè al cuviglio dove fae so frutto mele e cera.

- Prov.

[5] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 32, pag. 297: Ape raporta / frutto che conforta.

3.9.1 [Rif. al corallo].

[5] Libro pietre preziose, XIV in. (fior.), pag. 319.23: E nel secreto d'Aristotile narra e dice, che 'l corallo è fructo e cima di pietra...

4 Il prodotto del concepimento che una donna porta in grembo, feto (rif. in partic. alla Vergine Maria). Estens. Bambino, figlio.

[1] Poes. an. ven. (eug.>umbr.-march.), XIII t.q., 16, pag. 9: Eo Ve saluto, / mes(er) Je(s)u Cr(ist)o [[...]], / alegra(n)ça d(e)' s(an)c(t)i, / fructu d(e)lla V(ir)gine...

[2] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 8.10, vol. 1, pag. 119: Cristo [è] incarnato nel tuo ventre bello, / fructo novello cum gran delectança.

[3] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 15, pag. 74.21: Cusì le fruite che portan le done in lo ventre, hi fantin chi son tanto tenerin e fraola cossa, se convenan aiar con bagni d'aiva calda spesso...

4.1 Fras. Frutto del ventre (rif. in partic. alla Vergine, secondo la formula evangelica dell'Annunciazione).

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 1, cap. 7, pag. 38.11: E questo farai a· ssimiglanza dell'Angelo Gabriel [[...]], el quale [[...]] disse, grazia plena, cioè piena d'ogne grazia, Domenedio è con teco e benedetto 'l fruttodel ventre tuo...

[2] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 417, pag. 41: Et intra l'angelo lá o' era la polçella, / La salutança le faxe molte bella / E dix: «[[...]] / Benedicto lo fructodel to ventre, / Filiol de Deo omnipoente!»...

[3] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De doctrina, cap. 6: piena sè di gratia, lo Signore sia teco, benedicta tu tra le fe(m)mine et benedecto lo fructodel tuo ventre...

[4] Storia San Gradale, XIV po.q. (fior.), cap. 64, pag. 68.15: tu sse' benedetta in tra tute le femine e 'l frutodel tuo ventre è benedetto".

[5] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 20, pag. 90.20: "Tu è' beneechia sovre tute le done e beneechio fruito è quello bon Yesu chi nasse del to' ventre vergin".

[6] Enselmino da Montebelluna, XIV pm. (trevis.), 1133, pag. 73: Tu me dizesti, benedeto el fruto / del ventre tuo, - et anchuoi in questo zorno / da molti maledir io l' ai veduto...

[7] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 10.26: come che alquanti figliuoli e nepoti e de' nepoti figliuoli discendessero [[...]], uno ne nacque, il cui nome fu Alighieri [[...]]; la cui donna gravida [[...]] per sogno vide quale doveva essere il fruttodel ventre suo...

4.2 Fras. Avere frutto: concepire, rimanere incinta (rif. a una donna).

[1] Fiorio e Biancifiore, 1343 (ven.>tosc.), st. 5.8, pag. 81: La reina disse: - Donna mia, / [[...]] / se tu se' grossa non me lo celare [[...]]. / Or ti conforta e sta' al[l]egramente: / credo ch' aremo frutto insiememente.

4.2.1 Fras. Portare frutto.

[1] Poes. an. bologn., XIII, 18, pag. 9: Lo fruto che portasti, madona, in Betelèm, a nu la vita ha data.

[2] Laudi Battuti di Udine, XIV m. (tosc.-ven.), 7.12, pag. 43: Laudemo la gloriosissima raina, / como dolce fructoportassi cun dotrina, / ch' al vostro fio tutta zente inchina, / ch' el de nui abia mercè e piatanza.

[3] Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.), 1660, pag. 82: Morire vorea en tutto, / puoi k'ò perduto quello fructo / entro êllo ventre meo ò portato, / ke non fece nullo peccato.

4.3 Fras. Partorire frutto (rif. alla femmina di un animale).

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 3, pag. 89.15: quando all'onde del secreto fiume sarà trovato da te sollicito una troia molto grande [[...]], la quale giacerà avendo parturito frutto di trenta capi [[...]]: questo sarà il luogo della città...

5 Fig. Ciò che si produce come effetto, come conseguenza; esito, risultato, riuscita.

[1] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 111, pag. 564: Ognucan' om se guarde qe reu dito no porte, / qé lengua à bailia de dar e vita e morte: / del fruito de soa boca çascun se pagarà...

[2] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 16.1: chi ssi parte da sapienzia e da le vertudi e studia pure in dire le parole, di lui adviene cotale frutto che [[...]] conviene che di lui avegna male e danno a ssé et al paese...

[3] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 46.59, pag. 182: O fede lucente, preclara, per te so venuto a sti frutti: / bendetta sia l'ora e la dìne ch'eo sì credetti ai toi mutti...

[4] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 1, pag. 20.35: Provedenti dovemo essere saviamente; ché nostra provedentia de' essere verace; ché tucto quanto noi faremo di buono fructo in questo mondo di saperlo sì governare che non possa infracidare né che 'l perdiamo...

[5] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 19, pag. 384.11: buono e ottimo segno di nobilitade è, nelli pargoli e imperfetti d'etade, quando dopo lo fallo nel viso loro vergogna si dipinge, che è allora frutto di vera nobilitade.

[6] Catenacci, Disticha Catonis, XIII/XIV (anagn.), I, 33.4, pag. 212: Poy chi la n(ost)ra vita cotanto fragile ène / [[...]] / guarda pe che rayone si fay alcuno ben(e), / qua(n)do fatigi i(n) cosa donde alcunu fructu bene.

[7] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 4, pag. 7.29: La quale cosa serebbe più grave che s'elli avesse avuta speranza ed ella no lli avesse portato niuno frutto, perciò ch'è magiore dolore perdere le cose ch'egli àe, che quelle in cui àe avuta speranza.

[8] Legg. S. Caterina, XIV in. (tosc.), str. 34.4, pag. 497: Lo re fece dare lo giuditio, / che nel fuoco fossono distructi, / e disse a lloro: «Del vostro servitio / questi sieno li meriti e li fructi ».

[9] Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), pag. 390.22: quello fu grandissimo frutto d' invidia; però che colui giurava ad Achille per la verga reale che giamai Briseis non fu toc[c]a da lui, elli non pensa che la verga reale sia iddii.

[10] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 50, pag. 71.23: ma quelli ke [[...] desira en le mujer quello ke [se] sol cerchar en le putane, receve fioli li quali è inobedienti et a Dio et a li parenti, et receve no fructo de matremonio ma fructo de peccado.

[11] Fontana, Rima lombarda, 1343/46 (parm.), 166, pag. 26: E la cità dapresso, ch'è Novara, / partita ha tenuta mala via, / per que devenne ala sorte amara. / An' quella del Texin, ciò è Pavia, / de cotal fructi non è stata senza, / nì g'à valù bona cavalaria.

5.1 L'esito concreto ed evidente di una decisione, di un comportamento, di un'attività; opera, fatto; compimento.

[1] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 25, pag. 78.3: S'ell'à vero [[...]] ke l'omini se recognoscono per li lor fructi, credemo ke verace amore e firma stabilitate de core sia [[...]] cum tuta raxone intra li nostri communi...

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 16, pag. 369.14: E però si legge nel Vangelio di santo Mateo - quando dice Cristo: «Guardatevi dalli falsi profeti» -: «Alli frutti loro conoscerete quelli».

[3] Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), L. III, pag. 327.6: Quella cosa che sta nascosa no è cognosciuta e neuno disidera quello ch'egli non conosce; il frutto non c'è quando la buona faccia è sanza testimonio.

[4] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. III, pag. 121.10: La cosa nascosta non si conosce e di quel che non si conosce non è desiderio; lo frutto vien meno, quando la buona non ha testimonia.

- Fras. Frutto di penitenza: la contrizione e la liberazione dal peccato che si ottiene tramite la penitenza.

[5] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 18, pag. 169.15: lo cherico è tenuto [[...]] di confortare il suo popolo [[...]] nella vera fede e cattolica, la qual cosa, se per neghienza no 'l fanno, non potranno cessare le pene eternali, se non forse amendino il pecato con fruttodi penitenzia.

[6] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 19, pag. 351.29: In questo comiato, che Adriano dà a l' Autore, dimostra quanto è caro il tempo della penitenzia, con la quale matura quello, sanza il quale a Dio tornare non puossi, cioè il fruttodella penitenzia.

[7] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 1, 3, pag. 11.25: Cesario de le cose pasade fe' penitentia, e, frutode penitencia pagando, merità de montar a la summa alegreça.

[8] Stat. fior., 1354, cap. 30, pag. 27.27: al comandamento de' capitani ciascuno che è sano si vesta la veste disciplinale [[...]], e prieghi Iddio che la disciplina che si farà con quello abito sia a noi degno fruttodi penitenzia...

[9] Jacopo Passavanti, Specchio, c. 1355 (fior.), dist. 2, cap. 7, pag. 33.18: E [[san Giovanni Battista]] anche diceva: Facite fructus dignos paenitentiae: Fate fruttidi penitenzia degni...

[10] Stat. castell., XIV sm., pag. 154.12: Ma volemo emp(er)tanto che se prieghi Dio p(er) loro, che Dio le retorni a frutto de fare verace penetentia en quessto mondo.

5.1.1 [Rif. all'amore:] piacere, godimento.

[1] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 18, pag. 161.31: niuno si è sì scaltrito e sì ingegnoso, se per lungo tempo pena aver lo frutto dell'amore e che spesse volte sia inganato di promesse...

[2] Boccaccio, Filostrato, 1335-36 (?), pt. 3, ott. 94.7, pag. 108: ella gli volse la faccia crucciosa / per nuovo caso, sì com'egli avviene, / e sottosopra volgendo ogni cosa, / Criseida gli tolse e' dolci frutti, / e' lieti amor rivolse in tristi lutti.

5.2 Risultato utile e profittevole che si ricava da qsa (un oggetto, una situazione, un evento); beneficio che si ricava da un comportamento, dalle proprie azioni.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio musce cum formica, 212, pag. 96: El fa la negra pegora blanc lag e 'd gran dolceza: / No segu' ke tut coss negre habian in si reeza, / Anz ghe porrav ess frugio, bontá e grand neteza.

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 4, pag. 74.5: E lungo temporale insieme combattuti [[...]], con mortalità di molta gente, ma sanza frutto di vittoria da catuna delle parti, insieme alla fine s' accordaro.

[3] Lett. lucch., 1297 (2), pag. 47.3: no(m) volavamo che elli ve(n)nisse [[...]], p(er)ciò che [[...]] pareaci che sua venuta no(m) po(r)tasse alcuno frutto...

[4] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 18, pag. 59.13: E perçò disse bene lo doctore: «Quelle cose ke dal core non vene non potrà valere né frutto portare».

[5] Elucidario, XIV in. (mil.), Prologo, pag. 87.6: si eio le [[scil. le preghiere dei discepoli]] refudasse eio sereve someiante a lo servo descognosente, lo qualle no vose adovrare lo talento receudo dal Segnore, anze l'ascondé soto tera, senza utilità ni per frugio ni de si ni de altrui.

[6] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 4, vol. 1, pag. 46.2: comandiamo li pattarini et altri eretici [[...]] patire morte la quale desiderano [[...]]: nè ci dolemo che in questo sodisfaciamo a la loro volontà, de la quale cosa la pena solamente, nè altro frutto d'errore aquistano.

[7] Rime Mem. bologn., 1301-24, [1314] 67.6, pag. 96: lo amico che in prosperitate / conserva per lo fructol'amistança, / no ten d'amico vera simiglança, / chi muta fede per l'aversitate.

[8] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 20.19, vol. 1, pag. 331: Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto / di tua lezione, or pensa per te stesso / com' io potea tener lo viso asciutto, / quando la nostra imagine di presso / vidi sì torta...

[9] Bosone da Gubbio, Capit., c. 1328 (eugub.), 1, pag. 376: Però che sia piú fructo et piú dilecto / a quei che ssi dilectan di savere / de l' alta comedìa vero 'ntelletto, / intendo in questi versi profferere / quel che si voglia intender per li nomi / di quei che fan la dricta via vedere / di questo auctor...

[10] Stat. fior., 1333, cap. 36, pag. 32.1: ciascuno sforzi se medesimo di dirli, e di pagare, e d' andare alle prediche, come potrà, per fructo e per merito dell' anima sua...

[11] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 2, cap. 3, pag. 43.28: Sanctu Gregoriu rispundj et dichi: «O Petru, eu pensu ky tandu si dìvunj, insemblamenti, subportarj li pirsuni malvase, quandu intra li malvasj sunchj alcuni bonj; ma si illj su tucti malvasj, et non ch'è speranza de nullu fructu de benj, avirj cura de talj pirsunj si è vacanti et inutile...

[12] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 8, cap. 7, vol. 2, pag. 162.21: Eciandeu la industria di li Greci, però ca issa valsi multu a la nostra, recippa da la latina lingua fructu lu quali issa amerita.

[13] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 7, pag. 24.8: Rogeri [[...]] audendu chi Sichilia era cussì incredula [[...]], pensandu di aquistari dui utilitati, di anima et di corpu, revocandu li genti indulatri a lu cultu divinu et richipendu fruttu et utilitati di la rendita di la terra di Sichilia temporalimenti, omni modu deliberau in so animu di passari lu mari....

[14] Laud. Battuti Modena, a. 1377 (emil.), 3, pag. 10.2: Sença la gratia e del dom de Spirito Sancto nu no porem fare chosa nesuna che fosse né fructo né consolamento de le aneme nostre.

5.2.1 Locuz. agg. Con frutto: giovevole, utile, profittevole.

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 76, pag. 118.11: qual è meglio tra che [[l'anima]] lavori a Dio o al mondo, con ciò sia cosa che 'l lavorio che si fa a Dio sia con frutto, e quel che si fa al mondo sia sanza frutto per innanzi?

[2] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 3, pag. 70.15: li santi uomini, quando la lor fatica vedono esser senza frutto, passano ad un altro loco e ad altra opera, dove la lor fatica sia con frutto.

5.2.2 Locuz. agg. Senza frutto: che non apporta alcun risultato utile e profittevole, che non reca alcun giovamento.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 11, pag. 68.14: cului che leggie de' guardare, e pongasi a cura, che egli non studi nè non perda l'opere sue negli studii che son senza frutto.

[2] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 5, pag. 25.22: in fin a tanto che 'l peccatore dimora in del peccato, tutte le sue opere sono sença fructo dinançi Dio...

[3] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 15, pag. 76.8: Due cose hae il peccato: l'una ch'è vano e sanza frutto, l'altro ch'è nocivo.

[4] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 13, pag. 51.19: Ma se lla mia speranza fosse sanza frutto, dopo la molta pena e ancostia mi converebe morire, se lla speranza forse no m'atasse...

[5] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 6a, cap. 3, vol. 2, pag. 489.21: Et imperciò che l'officio de li signori Nove senza frutto sarebbe et senza utilità del comune [[...]], statuimo et ordiniamo che se la podestà [[...]] fusse negligente [[...]] in mandare ad essecutione li consèlli [[...]] de' Nove predetti [[...]], che esso missere la podestà per ciascuna volta perda del suo salario XXV libre di denari...

[6] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 75, pag. 188.10: Veramente i' non voglio, che sermone di gran cosa sia sanza frutto, conciossiacosaché filosofia non rifiuta sottilità d'ingegno, ma ella non ha bisogno di troppo pulito parlare.

[7] Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.), pag. 23.14: Como vani giano de terra in terra pilligriny senza alcuno ben fare. L'olmo che vidi sì grande et fronduto demustra loro vagecza senza fructo, imperzò che l'olmo fructo may non mena, cusì questoro fecero in loro vita.

[8] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 4, ott. 77.2, pag. 377: E così vivo in speranza dubbiosa, / e 'l mio adoperare è sanza frutto...

[9] Cavalca, Rime (ed. Simoneschi), a. 1342 (pis.), 24.9, pag. 43: Nel mondo ha pena dura e senza frutto; / ma chi per Cristo è in pena, o è tentato, / se egli ha senno, megliorane tutto...

[10] Lett. volt., 1348-53, pag. 201.33: considerata la grave e continua spesa che quella mura richeggiono di strecta necessità in raconciare [[...]], e la continua spesa nela guardia sença fructo e utile alcuno [[...]], tucti e nostri di casa [[...]], ce ne sconfortano...

5.2.3 Locuz. avv. Con frutto: in modo utile, profittevole, con successo.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 90.174, pag. 374: da che perde la sua qualitate, / non pò la cosa da sé operare; / com' è formata, sì ha potestate, / opera sì con frutto pote fare...

[2] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 29, pag. 760.27: io non trascorsi la puerile età oziosa, né tutta la diedi solamente alla conocchia: diversi studii m' ebbero, de' quali passai la fatica con frutto.

[3] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 3, pag. 70.27: vedendo qui molta fatica e pericolo di morte, e nullo frutto, servossi ad affaticarsi e morire poi quando a Dio piacesse con frutto...

[4] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 6, par. 16, pag. 197.7: Non una sola volta, ma molte usò verso me la savia balia cotali parole, credendosi da me potere cacciare li dolori e l' ansietà riservate solamente alla morte; ma di quelle poco o nulla toccava con frutto l' occupata mente...

5.2.4 Locuz. avv. Senza frutto: in modo vano; in modo poco utile; in modo inconcludente.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 3, cap. 13, pag. 154.22: Filippo, dipoi lungo assedio fatto sanza frutto, acciò che la pecunia, che assediando avea ispesa, predando la potesse racquistare, imprese a rubare coloro ch' andavano per mare...

[2] Lett. sen., 1294, pag. 67.3: Cianpolo è al Vignone chon tuta sua famiglia; e a me non ne giuova, per ciò che vi sta chon grande ispese e sanza fruto.

[3] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 8h.11, pag. 89: Ma sì feci a l'Amor cotale chesta, / c'ogn'om d'amor ferisse ch'est'amato, / sì che null'omo amasse sanza frutto...

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 3.40, vol. 2, pag. 41: State contenti, umana gente, al quia; / ché, se potuto aveste veder tutto, / mestier non era parturir Maria; / e disïar vedeste sanza frutto / tai che sarebbe lor disio quetato, / ch'etternalmente è dato lor per lutto...

[5] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 2, pag. 35.13: In questa parte l'Autore [[...]] amonisce li rozzi e nuovi scolari, che non si mettano ad afaticare in questa parte della Commedia, però che sanza fruttopotrebbonsi disviare dalli studi d'essa.

[6] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 2, pag. 13.30: Qui era Libertino in orazione e tacea; e quelli miravano e cercavano [[...]], e non lo potevano vedere nè conoscere. E così scherniti per questa cecitade dipartironsi del monasterio senza frutto.

5.2.5 Locuz. verb. Venire a frutto: produrre risultati buoni e utili (anche in contesto metaf.).

[1] Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 20, pag. 156.8: Lo legno verde sono li giusti, che fanno frutto, e l'opere loro vienno a frutto, ma li peccatori sono legno secco per più ragioni.

[2] Trattato di virtù morali, XIII/XIV (tosc.), cap. 40, pag. 103.16: Perciò si deve questo libro soventemente richiedere, ch' elli non àe guare buoni motti ne' libri de' costumi, che vegna a frutto di parlare, ch' elli non n' abbia qua entro qualche piccola parte.

5.2.6 Locuz. verb. Fare frutto: produrre un esito favorevole, utile.

[1] Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 2, pag. 45.3: Quando l'omo mangia, si fa frutto per tutte le membra, e li spiriti dell'anima menano lo cibo per lo corpo.

[2] Poes. an. pis., XIV in. (?) (2), 10, pag. 74: san Torpè, / noi ricoriamo a tte / perché tu sia di noi sempre avocato / dinasi alla divina Sapïentia, / [[...]] / sì che noi posian dir [[...]] / in rima la tua devota legenda, / acciò c'ongni devoto ben la 'ntenda / et fructofaccia dentro da lor petti...

[3] Lett. napol., 1356, 2, pag. 126.10: credemo che no(n) fora honore né utile ad vui né ad nui che la vinuta n(ost)ra non facesse alcuno fructu.

5.2.7 Fras. Prendere, pigliare frutto: cogliere quanto di buono e benefico può offrire qsa (anche pron.).

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 18, pag. 337.20: Adunque non dei celare le cose utili per invidia, anzi le dei mostrare a ciascuno; perciò ke, facendo questo, la tua scienza fa prode a te e altrui, e pillie frutto del tuo ingengno.

[2] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 40, pag. 451.1: nulla vale avere molto di bono, non bene fructo savere prendere d'esso.

[3] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 3, cap. 9, par. 6, pag. 95.21: In verità ti dico che lo scontrare medesimo de' savi uomini giova, e ancora è alcuno frutto che si prende dal buono, eziandio quando giace...

[4] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 2, 2.51, vol. 2, pag. 39: E sanamente intendi detto altrove / ch'amor non può durare / sença fructopigliare...

[5] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 20.19, vol. 1, pag. 331: Se Dio ti lasci, lettor, prender frutto / di tua lezione, or pensa per te stesso / com' io potea tener lo viso asciutto, / quando la nostra imagine di presso / vidi sì torta...

[6] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Antonio, cap. 15, pag. 137.25: vinto per li preghi de' frati [[...]], vedendo che di ciò prendevano frutto [[...]], alcuna volta revelava di queste cotai cose.

[7] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 9, pag. 467.4: La sua speranza prendea vero e certo frutto di quello che disiderava.

[8] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 44, pag. 826.21: quando per legge comune il colpo la dividerà d' Antropòs, sanza impedimento la salita le mostri a' luoghi onde già venne, sì che per le sostenute fatiche fruttoprenda, quale ha sperato, ne' regni tuoi.

[9] Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.), Antiprologo, pag. 4.2: E' quarti adunque, che desiderano solamente di sapere per sapere, sono quelli, che possono sapere, imperciocchè elli attendono al vero fine [[...]]. E questi sono quelli, che prendono il frutto di quello, che sanno.

5.2.8 Fras. Recare a frutto.

[1] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 166.6: L'amistade, se la rechiamo a nostro frutto e non a utilità di colui cu' noi amiamo, nonn è amistà, ma una mercatanzia a sua utilità...

5.3 [Relig.] Fras. Frutto, frutti dello spirito, frutto dello spirito santo: particolari capacità e doti che lo Spirito Santo infonde negli uomini virtuosi.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 51.55, pag. 204: Li Fruttide lo Spirito sì fanno gran romore: / «Vendeca nostra eniuria, alto, iusto Segnore...

[2] Barlaam e Iosafas (S. Genev.), XIV pi.di. (pis.), cap. 9, pag. 272.30: Lo fructodelo spirito est carità, gaugio spirituale, pacientia, benignitade, mansuetudine, adtenperansa, credensa, continentia, adificatione del'anime e dele corpora, humilità, contritione di cuore, limozina, vigilare, ama[re] penetentia per lo peccato trapassato [[...]], e perseveramento di buone opere infine ala fine...

[3] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 27, pag. 128.8: Tute 'ste sciencie valan e scuxan foglie del vraxo e sancto amor chi è lo primo fruitodel Spirito Sancto.

5.4 [Rif. a un alimento:] sostanza nutriente.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 74.69, pag. 314: Lo 'ntelletto sì è menato a lo gusto del sapore; / l' Affetto trita coi denti ed enghiotte con fervore, / poi lo coce co l'amore, tràine 'l frutto del paidato, / a le membra ha despensato donne vita possan trare.

6 [Econ./comm.] Bene che proviene da un altro bene, direttamente (ad es. i prodotti agricoli di un fondo e i parti degli animali) o indirettamente (ad es. il canone di locazione di un podere, gli interessi su di un credito, la rendita di un capitale) (anche in contesto fig.).

[1] Doc. fior., 1236, pag. 146.22: Ite ded[i] p(er) lo puronu[n]çiame(n)to s. ii dei fruti. Ite(m) de(m)mo ad u· messo s. ii, ke ve(n)ne a dare i fruti Dietifecie.

[2] Ranieri volg., XIII pm. (viterb.), pag. 230.35: da ine na(n)çi sì ssi d'entri tenuta, a vendare tanta k'ella si sbriçi de la dota e dela donatio(n)e, oi a ttenere ta(n)ti d(e)' vostri beni k'ella si b(r)ihi d(e)la dota (e) d(e)la donatio(n)e; e li fructi sì lli co(n)ced(e)te p(er) nome di pena no co(m)pitat' a noi nè la dota nè la donatio(n)e.

[3] Doc. castell., 1261-72, 3, pag. 20.17: Anco àne con noi IIJ capre, ke n' è nostra la meità, e den' arendare la meità del frutti...

[4] Doc. pist., 1285, pag. 126.31: Lo Milliore del Prete lascioe alli opera(r)i di Santa Maria Fuorlepo(r)te lb. xij, le quali lascioe lo Milliore s(oprascrip)to p(er) comperare iij omine di grano (et) dello fructo di q(ue)llo afficto ut vero di q(ue)llo afficto l' operari [[...]] debiano comperare ceri...

[5] Doc. fior., 1281-87, pag. 22.33: Guido Dietisalvi da Ripole [[...]] ci à dato p(er) co(n)p(er)are terra p(er) li poveri xiij dì di março nel'ottantasei lib. C, (e) de avere in tenpo di sua vita del podere de' poveri dei frutti ogn'a(n)no livre otto, (e) dipo la sua vita debbono rimanere ai poveri il capitale (e) ' frutti...

[6] Doc. fior., 1281-97 (2), pag. 22.38: Faccio memoria che noi avemo dati o(n)gn'a(n)no i danari a Guido in sua mano [[...]], (e)d à a(n)cora avuti i frutti deli altri danari o(n)d'è carta p(er) mano di s(er) Graçiano o(n)gn'a(n)no...

[7] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 43.229, pag. 162: «Non se trovò null'omo ancora degno / d'albergare sì nobele tesaro: / albergovo con Cristo e dolvo 'n pegno, / e vui sì l'averite molto caro; / li frutti vo daraio puoi nel regno...

[8] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 2, cap. 11, pag. 58.5: Tante dote dava lo marito, quante la femmina; li frutti si mettevano in salvo e non si lassavano toccare, se non per comune prode.

[9] Doc. pist., 1302-3, pag. 308.30: E de avere p(er) terzodi fiorini iiijClxxxiij d' oro avuti da Tomasello Cemini di Rieti p(er) la ..........ti, overo p(er) li frutti, q(ue)sti denari sono iscritti a· libro della chamera ......... chome al' arancino alle lviiij car(te), fiorini Clxj d' oro.

[10] Doc. prat., 1296-1305, pag. 235.23: Questi sono li quattro spirituali consilieri trovati (e) dati a Salvato Mati (e) a Lotto mess(er) Donati, camarli(n)ghi del Ceppo, da frate Belli(n)cio(n)e (e) frate Simonetto, ministri dela Regola deli frati di penite(n)tia, a consilliare come li fructi del Ceppo si debbiano spende(re) p(er) l' a(n)no p(re)se(n)te.

[11] Doc. bologn., 1287-1330, [1305] 10, pag. 71.20: eo intendo aver in vita mia [[...]], tuti li fruti de tute le possessiuni, ch'eo moe òe overo per inanci aquistasse in Bologna e for de Bologna...

[12] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 6, pag. 51.21: La pecunia non è facta là unde del suo uso possa escire fructo, però ch'ella non si parte dalla sustantia.

[13] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 6a, cap. 45, vol. 2, pag. 511.32: per trovare li pervenimenti, rendite, censi et frutti del comune di Siena et beni et possessioni et cose altre del detto comune acrescere et mantenere...

[14] Stat. pis., 1321, cap. 115, pag. 291.9: di queli denari cusì in diposito lasati, la corte dei Mercatanti nullo fructo ne seguiti...

[15] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 1624, pag. 394, col. 2: Anche te prego, Christo, / [[...]] / che ciaschuna citade / o castella o villate, / che faccia de mi storia / che me agia in memoria, / tu li accrisci omne bene / de ciò que mistero li ene, / de fructu et de guadagnia / et de ciò que gente magna.

[16] Doc. orviet., 1334, docum. 28 luglio, pag. 175.5: Ancho che il detto Conte debia e possa ponare uno factore che li piacerà a ricogliare i fructi de la parte che fu di Tomazzo e darli come e a chi piacerà al detto Conte Jacovo.

[17] Stat. volt., 1336, cap. 14, pag. 17.27: Item è ordinato che i fructi et rendite del terreno della decta arte [[...]], debbano pervenire al camarlingho di decta arte per la decta arte ricevente.

[18] Doc. aret., 1337, 770, pag. 655.14: Anco se domanda [[...]] che per alcuno malifitio che se commettesse per alcuno de loro non possano essere guasti o desfacti li beni comuni ma solamente tolti li fructi de la parte del malfactore.

[19] Stat. pis., a. 1340, pag. 709.25: Et ogni volta, incontenente che saranno tornati, lo chamarlingo vegga lo fructo che aranno recato a la fraternita; et poi li proveggha della fatica loro come li parrà che si convegna.

[20] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 67, par. 1, vol. 1, pag. 264.14: Tucte ei conpagne dei conparatore overo conductore de le comunançe del comuno de Peroscia overo dei fructe, rendute e provente d'esse [[...]] siano tenute [[...]] a pagare la dicta quantitade al comuno de Peroscia...

[21] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 33.15: Era alcuna particella delle sue possessioni dalla donna col titolo della sua dote dalla cittadina rabbia stata con fatica difesa, de' frutti della quale essa sé e i piccioli figliuoli di lui assai sottilmente reggeva...

[22] Stat. viterb., 1355, cap. 22, pag. 45.27: ordinamo che la decta fraternita aia unu generale cammorlengu buonu e ydoneu, el quale mantenga e guardi li bieni stabili e mobili dell'ospidali e aia cura di loro; e a mmanu d'essu cammorlengu devanu venire tucti li fructi e ll'entrate del decti hospidali. E 'l dectu cammorlengu deva scrivare tucti li fructi e l'entrate che ricepe e tucte le spese del decti hospidali...

[23] Doc. amiat., 1360, pag. 85.13: adimando dal dì in q(u)a che maestro Fuccio mio avulo morì, cioè denari, e q(u)ali fuoro del maestro Giovanni mio padre, e la mia parte de' frutti de le nostre possessioni chomunali...

[24] Doc. perug., 1364, pag. 262.10: Giovangne de Amatuccio de Proscia [[...]] vendette a Francescho de Cecharello de Ciuccio de Proscia de por' S. Pietro [[...]] del m(er)chato stipulante (e) recevente p(er) sé e p(er) le suoie rede overo a cuie volesse (con)cedere le suoie ragione, tucte e sing(u)le fructe, reddite e p(ro)vente che se p(er)cep(er)ano e p(er)cip(ere) e avere se poderan(n)o [[...]] de una camora posta e· llo palaçço del p(o)p(o)lo...

[25] Doc. ravenn., 1372, pag. 453.8: eo Zuan(n)i Sigha [[...]] doma(n)do [[...]] cl ducati d'oro, i quali [[...]] Bene (et) Iacomo [[...]] p(ro)mexeno a mi d(e) dare [[....]] p(er) casone d'(i) fructi recevudi da loro d(e) c(er)ti mei beni (et) pos(e)s(i)o(n)e...

[26] Doc. castell., 1361-87, pag. 201.3: It. tolse Gio(n)ta da Beri(n)baffa p(er) noy la meytà d'una troya e d'una cio(n)cola f. [[...]], e [[...]] o(n)nuno la meità e(n)fra el dicto te(n)po d'o(n)ni fructo ch'elle faciessaro se dey p(ar)tire p(er) meyto (con) luy.

- Fras. In frutti e in contanti: in prodotti agricoli e in denaro (rif. a un pagamento effettuato).

[27] Doc. fior., 1291-98, pag. 615.13: Pilucchino f. Biliotto nostro lavoratore da Rovezano à dato lb. IIIJ s. VIJ pici. : dielgli a monna Nella in frutta e in contanti e ch' elgli lasciò per Dio.

6.1 Fras. Fare il frutto: ottenere un guadagno, un interesse su un capitale (anche con indicazione dell'incremento percentuale sul valore iniziale) (in contesto fig.).

[1] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 12, pag. 52.36: Onde el ghe [[scil. a Giuda]] comise la dispensation d'ogne peccunia chi ghe fiseva offerta adçoché [[...]], saciasse e conpisse la soa cupidixia e quella passion pestelential cessasse [[...]], e che per lo fructo ch'el faseva continuo el no vendesse Cristo...

6.2 Fras. Prendere frutto: realizzare e godere di un guadagno, di una rendita da capitale.

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 3, cap. 9, pag. 201.9: Ma se l'uomo prende frutto di cosa, donde l'uso ne la propietà non sia sua, cioè che dando l'uso d'essa cosa si dà la propietà, questa cotale è usura e rapina...

[2] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 3, pag. 34.16: «No è più iniqua cosa che amar moneta; e chi ama divisie fruttonon prende d'esse».

[3] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 301-10, pag. 92.2: da qualunque d' alcuna mia possessione aveva il governo, essa convenia che la ragione rivedesse e i fruttiprendesse e distribuisse secondo il piacer suo...

[4] Stat. fior., 1355 (Lancia, Stat. podestà ), L. 3, cap. 1, pag. 364.24: sia tenuto o colui che farà ingiuria inquietando cotale lavoratore [[...]] o il signore a fare ristituire al signore et al lavoratore [[...]] tutti li provenimenti et frutti, li quali per cotale vietamento prendee...

[5] Stat. fior., 1356/57 (Lancia, Ordinamenti), cap. 8, pag. 140.8: Chi occupasse o in qualunque modo ingiuriasse o dannificasse beni o frutti di beni [[...]], sia sanza pena e contra lui non si possa procedere [[...]], excetto li beni che si possedessoro o fructi che se ne prendessoro per lo Comune di Firenze.

[6] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 36, pag. 247.29: Chi raguna ricchesse non prende frutto d'esse.

[7] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 8, cap. 110, vol. 2, pag. 275.14: Io no· sso s'egli è da lodare o da biasimare il plelato che spende nelli edifici magnifichi il danaio che trae del benificio a llui conceduto [[...]]: ma considerato che tutti coloro che prendono frutti de' beni della Chiesa dilicatamente ne vivono [[...]], assai è da considerare intorno a cquello che qui è nel principio proposto.

6.3 Fras. Essere di (gran) frutto: essere redditizio, dare guadagno.

[1] Giovanni Villani (ed. Moutier) a. 1348 (fior.), L. 12, cap. 70, vol. 7, pag. 175.19: Nel detto anno e tempo si partirono quaranta galee armate da Genova in Romania [[...]]; e presono la terra di Sinopoli , e quella rubarono e guastarono [[...]]; e simile feciono all'isola di Scio in Arcipelago di Romanía [[...]], ove nasce la mastica, la quale è di gran frutto e rendita.

[2] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 9, pag. 50.7: Li fusti della fava de questo buono omo fuoro puosti nella ara, nelli quali cosa nulla de fruttoera.

6.3.1 Fras. Essere senza frutto: non produrre guadagno (rif. a un fondo).

[1] Doc. sen., 1339, pag. 138.29: Ne la detta valle uno peço di terra a ppè il Pogio di Chastillione, da le due parti Franciescho d'Andreoccio, da lato il Sentino, d'altro l'erede di messer Nocio. Questo è terçço istaio, per lla deta soma di XXVI lb. lo staio, somma VIII lb., XIII s., IIII d. Questo è sença fruto unguano.

6.4 Fras. Riuscire a frutto: rendere un guadagno (rif. a un bene).

[1] Doc. aret., 1349-60, pag. 168.7: e sono questi patti da lui a me che, se 'l detto podere me ressce a frutto sì buono che me piaccia, ch' ei debbia remanere a me libero p(er) lo detto preçço...

6.5 Fras. Avere (il) frutto, avere i frutti: ottenere, maturare la rendita di un bene, dell'interesse su un credito (anche con indicazione della percentuale di incremento rispetto al valore investito o prestato) (anche in contesto fig.).

[1] Doc. fior., 1274-84, pag. 493.12: Dato f. del detto Rom[a]nacio dea fare simile venditione (e) mado(n)na Amata mollie del detto Ma(n)no ci dea (con)sentire (e) deaci dare i(n) questo agosto ke viene uno mogio di grano (e) dea avere i fruti di qui ad Ogna Santi...

[2] Doc. fior., 1281-87, pag. 16.10: Ave(n) dato a s(er) Gianbono medesimo cinqua(n)tasei fiorini d'oro (e) u(n) tornese grosso (e) quattro d.. piccioli ventisei dì d'aprile: fuoro le cento livre che diede Rinaldo Benvenuti ai ministri p(er) co(n)p(er)are terra p(er) li poveri, (e) deono avere i frutti di questa terra a(n)nualmente ogn'a(n)no...

[3] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 96.8: Quelli che sono in matrimonio, e guardallo, siccome debbono, hanno il trentesimo frutto; quelli che sono in istato vedovile e guardanlo come debbono, hanno il sessantesimo frutto; ma quelli che sono in istato di verginitade hanno il centesimo frutto...

[4] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 5, cap. 37, vol. 1, pag. 222.22: i Fiorentini tornaro a oste a Montedicroce, e per tradimento l'ebbono, e disfeciollo infino alle fondamenta; e poi le ragioni che v'aveano i conti Guidi venderono al vescovado di Firenze, non possendole gioire né averne frutto.

[5] Doc. orviet., 1351, pag. 66.1: Anco che i gentili huomini e' quali sonno di fuore d'Orvieto degano stare a (con)fine [[...]], avendo e' fructi e la rendita de' loro bieni...

6.6 Fras. Vivere dei frutti (di un bene): sostentarsi tramite una rendita da capitale.

[1] Stat. sen., 1305, cap. 32, pag. 47.12: Anco stanziamo, che ciascuno frate del Spedale, el quale abita nella città de Siena di fuore dal detto Spedale a sua abitazione e masarizia, e vivarà de' suoi frutti, sia tenuto di venire ciascuna dimenica, la mattina, al detto Spedale, quando se canterà la magiore messa e dirà nel detto Spedale...

[u.r. 15.02.2022]