GRAFFIARE v.

0.1 grafà-me, graffi, graffia, graffian, graffiando, graffiandogli, graffiandola, graffiandosi, graffiano, graffianti, graffiar, graffiare, graffiari, graffiarsi, graffiata, graffiati, graffïati, graffiato, graffiatogliele, graffiava, graffiavano, graffiavansi, graffino, graffio, graffiò, graffiolla, graffiomi, grafia, grafiare, grafiome.

0.2 Da graffio 2.

0.3 Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.); Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.); Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.); Simintendi, a. 1333 (prat.); Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.); Mino Diet., Sonn. Inferno, XIV m. (aret.).

In testi sett.: Lio Mazor, Appendice 1312 (venez.); Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.).

In testi mediani e merid.: Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.).

0.7 1 Procurare lacerazioni superficiali alla pelle (con le unghie o qsa di appuntito); anche pron. 1.1 Sost. Atto del graffiare. 1.2 Produrre dei solchi (in una superficie). 1.3 Fig. [Detto del cuore:] ferire. 2 Fig. Danneggiare gravemente, affliggere.

0.8 Sara Ravani 03.03.2012.

1 Procurare lacerazioni superficiali alla pelle (con le unghie o qsa di appuntito); anche pron.

[1] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 19, pag. 244.10: e forse, non fusse stato acompangniato bene, l'unghie vostre averìano graffiato mene.

[2] Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.), 9.118, pag. 516: Quilli ke nne le pene so' mandati, / ke nnon se confessàr de li peccati, / da l' infernal' demunia so' pillati; / e ssì so' ne lo foco strascinati, / e ppoi ne la freda acqua so' bagnati, / e ppoi so' co li graffii graffïati / e nnocte e dia.

[3] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 9.7: E quando la 'nperadricie vide ch' ella non potea avere parola da lui, sì misse le mani a un drappo di seta ch' ella avea vestito e alla cotta e alla camiscia, e stracciolla infino a mezzo il petto, e per malizia cominciò a fare romore e a trarsi i capegli e a graffiarsi.

[4] Lio Mazor, Appendice 1312 (venez.), pag. 44.25: et così dis Felipo a mi che mentiva et en questa he' levai la man e de'-li sot lo nas; e così me branchà-l cole man et grafà-me la bocha sì che sango li n' esì...

[5] Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), L. III, pag. 341.4: Vegnano le lagrime a li occhi e il dolore infinto d'altra amica che 'l tegna, e co li suoi diti li graffi il viso.

[6] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 319, pag. 340.13: Ella piange e grida e percuote sue mani insieme, ella tira suoi capelli e dirompe sua robba, ella graffia suo viso e fa tal duolo come s'ella fusse femina arabbiata.

[7] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 1, vol. 1, pag. 30.13: O me misero! io temo che tu inchinevole non caggi, e che le spine non graffino le gambe indegne d'essere offese, e ch'io non sia a te cagione di dolore.

[8] Mino Diet., Sonn. Inferno, XIV m. (aret.), 14.10, pag. 26: Secondo che grappir mo son grappiti, / et se graffiar graffiati retenuti, / et se fuor caldi et presti et mo bolliti, / et se ne' lor pensier fuor molti aguti / a barattar, e sì ne son puniti, / chè ben sarìa che non fusser mai essuti.

[9] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 9, cap. 39, vol. 3, pag. 82.8: Ma se quella callositade sarà invecchiata e indurata, rasa prima via, si graffi minutamente sì che faccia sangue.

1.1 Sost. Atto del graffiare.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 34.59, vol. 1, pag. 590: A quel dinanzi il mordere era nulla / verso 'l graffiar, che talvolta la schiena / rimanea de la pelle tutta brulla.

[2] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 6, 13-18, pag. 178, col. 2.8: E sozunze ... che grafia li spirti, ecc. e per opposito sí come se delectavano per li cibi, cossí per lo grafiare s'attristano.

[3] Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.), pag. 320.17: A ttanta chrudele e chiocciante risposta s' udiron infinite boci e percosse di mani, urli e pianti e graffiari di visi quali a l' ultima piagha de 'ghuto.

[4] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 9, 49-54, pag. 255.25: E per questo l'autor manifesta li tre loro propri ufici: imperò che per lo graffiare del petto s'intende li lor mal pensieri, che cruenta et insanguina lo cuore...

1.2 Produrre dei solchi (in una superficie).

[1] Boccaccio, Amorosa Visione, c. 1342, c. 13.43, pag. 66: Appresso lui tutto 'l monte graffiava / Pignaleon con uno uncino aguto, / e molto giuso a sè ne ritirava.

1.3 Fig. [Detto del cuore:] ferire.

[1] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), 88.2: Venuto è 'l dì che 'l vano amor sotterro / che m'à già tanto el cor graffiato e ponto; / oggi è quel giorno ov'io percoto e sponto / la friza d'or che passa ogni dur ferro...

2 Fig. Danneggiare gravemente, affliggere.

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 4, cap. 11.59, pag. 285: La guida mia, parlando, a me si volse: / «Vedi 'l paese che la Fame graffia / e donde l'Oreade già la tolse.