INGOLLARE v.

0.1 ingolla; f: ingollano.

0.2 Lat. parlato *ingullare per *ingulare, con influsso di collum (DELI 2 s.v. ingollare).

0.3 f Pistole di Seneca, a. 1325?: 1; Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.): 1.

0.4 Att. nel corpus solo in Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Inghiottire in fretta e con avidità, quasi senza masticare o gustare. 1.1 Fig. Far sprofondare, sommergere.

0.8 Rossella Mosti 15.04.2013.

1 Inghiottire in fretta e con avidità, quasi senza masticare o gustare.

[1] f Pistole di Seneca, a. 1325?: Credi tu che l'altre cose piene di fracidume, che i ghiottoni ingorgiano ed ingollano tantostochè le hanno gittate sulla bragia, si possano nel corpo stendere senza nocimento? || Crusca (1) s.v. ingorgiare. L'ed. inclusa nel corpus legge «che' ghiottoni ingojano incontanente»: cfr. Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 95, pag. 301.32.

1.1 Fig. Far sprofondare, sommergere.

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 9.72, pag. 29: Or, perché veggi in fino a la merolla, / le Sirti, ch'io nomai, son acqua e terra / che sempre tira e ciò che prende ingolla.

[2] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 3, cap. 8.60, pag. 207: Noi eravamo sopra l'Era, quando / mi fu mostrata un'acqua e per alcuno / contato, a cui di novità domando: / «Usanza è qui tra noi che ciascheduno / che fa cerchi da vegge, ivi gl'immolla / e che sempre, di diece, ne perde uno. / E niuno può veder chi questo tolla: / l'un pensa ch'è 'l dimonio che l'afferra, / l'altro ch'è il lago, che da sé l'ingolla».