LECCONE s.m.

0.1 leccone, lecconi, licconi.

0.2 Da leccare.

0.3 Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.): 1.1.

0.4 In testi tosc.: Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.); Ingiurie lucch., 1330-84, [1352].

In testi sic.: Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.).

0.7 1 Chi eccede nel peccato della gola. 1.1 Estens. Persona disonesta, imbroglione (anche come ingiuria). 2 Piacere sessuale.

0.8 Rossella Mosti 18.06.2013.

1 Chi eccede nel peccato della gola.

[1] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 33, pag. 55.8: cussì sono alquante gente li quali tutto tempo non fanno né non pensano se none in vile cose e in brutte e in puççulente, sì come sono li briachi e li lecconi

[2] Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 57, pag. 62.5: kì quilli bivituri et quilli licconi, intra li altri mali ki illu fanu, fanu unu peccatu lu quali est propriamenti misteriu di lu diavulu,

[3] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 34, Quaresima, vol. 1, pag. 299.26: Abbi misericordia di me peccatore", confessa la scurrilitade; però che scurri si sogliono chiamare i peccatori ovvero lecconi maggioremente.

1.1 Estens. Persona disonesta, imbroglione (anche come ingiuria).

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. II, cap. 4: etia(n)dio pió ti dico: non avere l'amistà del savio h(om)o che fi notricato tra li macti (et) coli lecconi, che, sì come disse uno savio, meglio è la co(m)pagnia di uno simplici che sia notricato tra li savi che del savio notricato tra li lecconi.

[2] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 3, cap. 4, pag. 92.9: Or tu eziandio a tanti tuoi pericoli aggiugner potesti, che tu riputassi con Decorato reggere il magistrato, con ciò sia che in lui ragguardassi mente di malvagissimo leccone e falso rapportatore?

[3] ? Ingiurie lucch., 1330-84, 127 [1352], pag. 43.10: - Tu se' pappatore leccone, rubbatore furo, traditore (e) compratore di officii.

2 Piacere sessuale.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 85, pag. 193.14: ed essendo l'ora d'andarsene al letto, n'andò alla camera, là dove Gherardo ancora si rappresentò, com'è d'usanza; e serrato, monna Ermellina, accostandosi al leccone, comincia a ragionare amorosamente col detto Gherardo...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 131, pag. 289.17: - Tu sai bene quello che 'l medico disse; - e accostandosi al leccone, convenia che Salvestro consumasse il matrimonio.

[u.r. 29.01.2022]