SOFFIONE s.m.

0.1 soffione.

0.2 Da soffio.

0.3 Boccaccio, Decameron, c. 1370: 1.

0.4 In testi tosc.: Boccaccio, Decameron, c. 1370.

N Att. solo fior.

0.6 A Stat. fior., 1334: Ranieri Uguccioni vocato Soffione. || Il soprannome attesta un uso fig. del lemma con rif. a una persona presuntuosa e superba.

N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 Canna con cui si soffia sul fuoco per attizzarlo o ravvivarlo.

0.8 Luca Morlino 11.11.2013.

1 Canna con cui si soffia sul fuoco per attizzarlo o ravvivarlo.

[1] Boccaccio, Decameron, c. 1370, IV, 1, pag. 268.13: e poi quella [[scil. lettera]] messa in un bucciuolo di canna, sollazzando la diede a Guiscardo e dicendo: «Fara'ne questa sera un soffione alla tua servente, col quale ella raccenda il fuoco.»

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 192, pag. 484.30: Buonamico, che ogni cosa avea sentita, si mette in punto col sale, e col soffione per la seguente mattina che venne in giovedě; che sono pochi che in tal mattina non comprino un poco di carne, stando a lavorare tutta la settimana, come facea costui.