INSAZIETĄ s.f.

0.1 insazietade, insazietį.

0.2 Lat. insatietas (DEI s.v. insazietą ).

0.3 Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.); S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Il non essere mai sazio, inappagabilitą (fig.).

0.8 Sara Ravani 31.12.2013.

1 Il non essere mai sazio, inappagabilitą (fig.).

[1] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 19, proemio, pag. 335.21: «L'avaro non s'empierą di pecunia». E possonsi assegnare VIIJ cagioni di questa insazietade.

[2] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 82, pag. 159.7: Anche, come ebbri nel sangue dello immaculato Agnello, vestiti della caritį del prossimo, passarono per la porta stretta, bagnati nel sangue di Cristo crucifisso, e trovaronsi in me, mare pacifico, levati dalla imperfezione, cioč dalla insazietį, e giunti alla perfezione saziati d' ogni bene.

[3] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 93, pag. 183.33: Insaziabili sonno e incomportabili a loro medesimi; e cosa convenevole č che egli sieno sempre inquieti, ponendosi a desiderare e volere quella cosa che lo' dį sempre insazietį, sķ come Io ti dissi.