RUGGIRE v.

0.1 roggire, rogiente, ruçe, ruçendo, ruçir, rucise, ruçisse, rugge, ruggente, ruggenti, ruggeran, ruggere, ruggi, ruggì, ruggío, ruggir, ruggirà , ruggiranno, ruggire, ruggiremo, ruggirono, ruggisca, ruggisce, ruggisse, ruggiva, ruggivano, ruggono, rugìen, rugiente, rugischano, rugiss, rugisse, ruzir.

0.2 Lat. rugire (DELI 2 s.v. ruggire).

0.3 Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.): 1.1.

0.4 In testi tosc.: Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.); Zucchero, Santà , 1310 (fior.); Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.).

In testi sett.: Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.).

0.5 Si accorpano qui ruggire e rùggere.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

0.7 1 [Rif. ad animali di grossa taglia, spec. il leone:] emettere un verso rauco, sonoro e possente (che appare violento e minaccioso). 1.1 Estens. [Detto di una persona, di una personificazione (e sim.):] prorompere in grida inarticolate e rauche (che risultano violente e minacciose). 1.2 Estens. [Rif. a un oggetto o un elemento naturale:] produrre un rumore fragoroso.

0.8 Elisa Guadagnini 30.12.2013.

1 [Rif. ad animali di grossa taglia, spec. il leone:] emettere un verso rauco, sonoro e possente (che appare violento e minaccioso).

[1] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 3, cap. 3, pag. 149.22: E la midolla che più vale sì è di bestie che rughomino o rugischano, perciò che donano migliore nodrimento.

[2] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Antonio, cap. 3, pag. 104.11: Ruggiva lo leone dando vista d'andargli addosso...

[3] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 7, pag. 219.16: Di queste foreste s'udivano pianti, e l'ire de' leoni che ricusavano i legami, e ruggivano nella tarda notte...

[4] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 14, pag. 63.17: il diavolo vostro avversario va dintorno come leone che rugge cercando come possa divorare.

[5] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 24, pag. 117.18: Vegniva Cristo innance vraxo pastor e duxe e dré a sì vegniva tuto quel gra[n]de hoste [[...]] liberao da gle ongie de que' serpente antigo, drago e lion fero e chi ruçisse, da quel gran Belçebub.

[6] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 3, cap. 4, pag. 164.2: l' antigo enemigo cum gram voxe, cum gram crî [vene] e parea che rucise como leon e bramase como pegora...

- Sost.

[7] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 30, pag. 227.13: se la loquela non è rationale non è decta loquela humana né è loquela, ma è alcuno ruggire di bestie.

1.1 Estens. [Detto di una persona, di una personificazione (e sim.):] prorompere in grida inarticolate e rauche (che risultano violente e minacciose).

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De Sathana cum Virgine, 432, pag. 45: lo Satanax [[...]] Righinia e mostra i dingi com verr acanezao, / Rugiss e corr a le arme per fá k'el sia svengiao.

[2] Legg. S. Torpè, XIII/XIV (pis.), cap. 5, pag. 59.11: E veggendo custoro venire santo Torpè, incommincionno tutti a stridare e a ruggire co' denti inverso di lui, dicendo: «Questi è quelli ch' ebbe ieri ardimento di negare lo grande nome de la Dyana e delgli altri dii».

[3] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 3, cap. 15.2940, pag. 302: Mira la morte come forte rugge: / Togli il desïo che il cuor ti manduca / E pensa che la vita ognora fugge.

[4] Petrarca, T.C. (Vat.Lat. 3196), 1357-74, 148, pag. 253: So come amor sopra la mente rugge, / E come ogni ragione indi discaccia...

[5] Cicerchia, Passione, 1364 (sen.), ott. 175.7, pag. 352: Chiama Iesù e 'n alte strida rugge, / agiugner no[n] li può: tutta si strugge.

[6] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 30.117, pag. 206: Udendo quel che di', ne rodi et struggi, / perché de Moÿxè dillecti semmo, / né non sentimo quel che parli o ruggi.

1.2 Estens. [Rif. a un oggetto o un elemento naturale:] produrre un rumore fragoroso.

[1] Boccaccio, Rime, a. 1375, pt. II [Dubbie], 29.5, pag. 182: rotti i folli, rotte son le lime, / e la fucina tutta si distrugge; / il foco più nel suo carbon non rugge...

[2] Chiose falso Boccaccio, Purg., 1375 (fior.), c. 9, pag. 340.2: E dicie che quando l'angiolo gli aperse la porta, ch'ella ruggì e stridé perch'era dura ad aprire.

[u.r. 08.10.2014]