RUGGITO s.m.

0.1 ruggiti, ruggito, rugito, rugitu; cfr. (0.6 N) rugidi.

0.2 Lat. rugitum (DELI 2 s.v. ruggire).

0.3 Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.); a Piero de' Crescenzi volg. (ed. S. Eugenia), XIV (fior.).

In testi sic.: Mascalcia G. Ruffo volg., a. 1368 (sic.).

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

È forse da ricondurre a questo lemma anche un'occ. di rugidi nel Diatessaron veneto, XIV (tosc.-ven.), all'interno di un passo prob. corrotto: «E llo terzo dì [[...]] lle bestie marine vegnerà sovra l'aqua del mare, ed avrà li brazi rugidi e grandessimi ch'anderà de chi al zelo».

0.7 1 Verso rauco, sonoro e possente caratteristico del leone. 1.1 Estens. Suono fragoroso. 2 [Med.] Forte gorgoglio (del ventre, degli intestini), borborigmo.

0.8 Elisa Guadagnini 30.12.2013.

1 Verso rauco, sonoro e possente caratteristico del leone.

[1] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Ilarione, cap. 2, pag. 158.15: incominciò a udire come [[...]] mugghi di buoi, pianti di femminelle, ruggiti di leoni, strepito e romore come d'oste...

[2] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 1, pag. 95.5: 'l superbo sempre va [[...]] con fame e con rabia contra li poveri e umili, sì che non solo li omini, ma l'aire ne teme. E così fanno tuti li altri animali non solo a la vista, ma al rugito del leone.

1.1 Estens. Suono fragoroso.

[1] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 27, 139-148, pag. 728.25: Ruggeran; cioè quando faranno sì fatto ruggito e romore, strefinandosi insieme, questi cerchi superni; cioè questi cerchi celesti...

2 [Med.] Forte gorgoglio (del ventre, degli intestini), borborigmo. || Accezione già del lat. rugitus.

[1] Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.), cap. 4, pag. 375.13: Io non dico però, che 'l benigno Iddio Creatore, e rettore dell' Universitade si diletti del ruggito del nostro ventre, nè dell' ardore de' polmoni, nè che voglia, che l' uomo faccia più, che non può portare.

[2] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. S. Eugenia), XIV (fior.), L. 4, cap. 19, pag. 389.17: [14] Ancora l'uva il chui sapore è dolcie e grosso e al mele vicino, più calda è e sete genera ed è di più grosso nodrimento e a smaltire più dura, einfiagione facciente e rugito e oppilazione della milza e del fegato.

- [Vet.]

[3] Mascalcia G. Ruffo volg., a. 1368 (sic.), cap. 14, pag. 585.28: Altra infirmitati naxi in la ventri di lu cavallu e fa rugitu in la ventri di lu cavallu, zò esti in li budelli...

[u.r. 08.10.2014]