SCHIZZARE (1) v.

0.1 ischizzato, ischizzi, schiza, schizando, schizza, schizzando, schizzare, schizzata, schizzati, schizzato, schizzava, schizzi, schizzò, schizzoe, schizzòe.

0.2 Etimo incerto: voce onom. (DELI 2 s.v. schizzare) o men prob. lat. volg. *coactiare (Nocentini s.v. schizzare). || La connessione semantica (se non già etimologica) con schiacciare è evidente alla luce di signif. come 'soffiarsi il naso' (cfr. almeno DES s.v. iskišare 2 'soffiarsi il naso', che pure distingue da iskišare 1 'schizzare').

0.3 Trattato de' falconi, XIV in. (tosc.): 1.1.

0.4 In testi tosc.: Trattato de' falconi, XIV in. (tosc.); Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.); Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.).

0.5 Locuz. e fras. schizzare fuori 4.1, 5.2.

0.6 N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 Emettere (gen. un liquido) a spruzzi, o almeno con una certa energia, di norma per l'effetto di una forte pressione. Estens. Riversare. 1.1 [Di volatili:] espellere (escrementi). Anche assol. 1.2 Sprigionare (faville). 2 Proiettarsi o essere proiettato verso l'alto spargendosi a spruzzi (su qsa) o conficcandosi con una certa energia (in qsa). 2.1 Estens. Piegarsi verso l'alto. 3 Bagnare (qno) a spruzzi. 4 Fig. [Con connotazione espressiva:] muoversi di scatto (per l'effetto di uno stimolo). 4.1 Locuz. verb. Schizzare fuori: uscire fuori in modo fulmineo (da un luogo nascosto) manifestandosi alla vista di un osservatore. 5 [Con connotazione espressiva:] cambiare repentinamente posizione. [In partic.:] scivolare. 5.1 [Degli occhi:] uscire dalle orbite (per indicare con iperbole una condizione di acuto stravolgimento prossimo alla morte). 5.2 Locuz. verb. Schizzare fuori: uscire fuori in modo subitaneo (da un corpo).

0.8 Diego Dotto 30.12.2013.

1 Emettere (gen. un liquido) a spruzzi, o almeno con una certa energia, di norma per l'effetto di una forte pressione. Estens. Riversare.

[1] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 22, pag. 81.4: e Tristano ferì lui di tale vigoria sopra dello suo bacinetto, ch'egli gli fece schizzare lo sangue per lo naso e per la bocca, e per dilivera forza egli lo mandò in terra del cavallo...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 144, pag. 323.17: e Stecchi disserra la cateratta, e schizza a costoro ciò che avea beùto di sotto, e tanto più, quant' era la lavatura, che erano alquante dramme, di feccia, che parve una doccia di mulino...

1.1 [Di volatili:] espellere (escrementi). Anche assol. || Per influsso del prob. germanismo sett. schitar 'defecare' (detto di volatili)?

[1] Trattato de' falconi, XIV in. (tosc.), cap. 2, pag. 8.4: e non gli si vuol rimettere se prima non schizza, e quand' egli avrà schizzato, incontenente gli si vuol rimettere il cappello.

[2] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 4, pag. 79.2: una rondine trapassante li schizzòe nelli occhi il suo sterco, ond'elli perdè la veduta; non si turbòe, ma referìe grazie a Dio.

1.1.1 Estens. [Di animali:] espellere (escrementi).

[1] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 9, cap. 23, vol. 3, pag. 68.12: Quando l'uomo s'accorge due o tre volte, che 'l cavallo schizza sterco a lungo a modo d'acqua fatto, con l'orzo non ismaltito...

1.2 Sprigionare (faville).

[1] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 340.32: ma faccendola pure d'osso sanza cenere va consolato al fuoco com' olio sanza schizzare...

[2] Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.), cap. 112, pag. 225.26: Dice Iosefo che 'l ranno à questa natura che molte volte schizza fuoco e arde quello, che si trova d'intorno.

2 Proiettarsi o essere proiettato verso l'alto spargendosi a spruzzi (su qsa) o conficcandosi con una certa energia (in qsa).

[1] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 9, pag. 505.19: E al postutto il padre della serena parte gridò; e una saetta, schizando per le tempie di Remolo, l'uccise. || Cfr. Aen., IX, vv. 633-34: «perque caput Remuli uenit et caua tempora ferro / traicit».

[2] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 367.11: piovendo in sulla terra la terra schizza in sul cotone ch'è nella noce aperta, allora prende colore di terra...

[3] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 168, pag. 416.7: Fu nel contado di Prato un contadino di forte natura, chiamato l' Atticciato; il quale nel mese di luglio battendo fave, gli ne venne schizzato una nell' orecchia...

2.1 Estens. Piegarsi verso l'alto.

[1] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 4, cap. 18, pag. 152.16: Anche dice, che diveranno le mele grandissime, se una pentola di terra si sotterri a piè dell'arbore, e in quella un ramo de' suoi co' fiori si rinchiuda, piegandolo, e legandolo ad un palo sicchè non schizzi in su...

3 Bagnare (qno) a spruzzi.

[1] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 163, S. Elisabetta, vol. 3, pag. 1452.20: tornavasi a casa e, posandosi lui in un luogo a lato ad un altro infermo, vidde in sogno uno che venìa a lui, che lo schizzava al tutto d'acqua.

4 Fig. [Con connotazione espressiva:] muoversi di scatto (per l'effetto di uno stimolo).

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 84, pag. 189.34: colui, avvedutosi, schizza con un salto, dicendo: - Non ischerzar con l' asce.

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 166, pag. 413.2: di che, sentendolo il gottoso che appena sul letto stare non potea sanza gran guai, prestamente schizzoe del letto...

4.1 Locuz. verb. Schizzare fuori: uscire fuori in modo fulmineo (da un luogo nascosto) manifestandosi alla vista di un osservatore.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 76, pag. 167.25: - Giunte le brache in terra, il topo schizzafuori. Li fanciulli gridano: - Eccolo, eccolo: al topo, al topo...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 83, pag. 184.31: - E così ragionando Tommaso col Toso, giunsono alla camera, e Tommaso aprendo la cassa, dov' era il cappone, e la gatta schizza fuori...

5 [Con connotazione espressiva:] cambiare repentinamente posizione. [In partic.:] scivolare.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 209, pag. 540.9: io v' ho creduto recare una bella anguilla, che è nella fonte, che è grossa come quell' asta di lancia; e credendola più volte avere presa, ella m' è schizzata di mano, che sapete com' elle sdrucciolano.

5.1 [Degli occhi:] uscire dalle orbite (per indicare con iperbole una condizione di acuto stravolgimento prossimo alla morte).

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 2, cap. 36, pag. 177.19: e i suoi occhi, infiammati di laida rossezza, parea che della testa schizzare gli dovessero...

[2] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 25, 25-33, pag. 645.9: et afferratoli la gola lo strinse sì forte, che li fece schizzare li occhi della testa...

[3] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 12, S. Silvestro, vol. 1, pag. 155.1: poi che Zambri ebbe detta la parola ne l'orecchie del toro, immantenente [mise] un grande mugghio e, schizzati gli occhi de la testa, cadde morto.

5.2 Locuz. verb. Schizzare fuori: uscire fuori in modo subitaneo (da un corpo).

[1] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 25, pag. 170.5: e là nasce il decimino, ch'è un'erba che cava i ferri della carne, e questa trovaro le bestie, che quando sono saettate ne mangiano e 'l ferro schiza fuori...