LETTORÌA s.f.

0.1 lettoria.

0.2 Da lettore.

0.3 Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.): 1.

0.4 Att. nel corpus solo in Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Insegnamento universitario (anche in contesto fig.). 2 [Eccles.] Uno degli ordini ecclesiastici minori, lettorato.

0.8 Zeno Verlato 30.12.2013.

1 Insegnamento universitario (anche in contesto fig.).

[1] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 24.3, pag. 146: Mal vedemmo Parisci, - che hane destrutto Asisi: / co la lor lettoria - messo l' ho en mala via.

[2] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 24.4, pag. 146: Chi sente lettoria, - vada en forestaria; / gli altri en refettorio, - a le foglie coll' olio.

2 [Eccles.] Uno degli ordini ecclesiastici minori, lettorato.

[1] F Cavalca, Vite SS. Padri (ed. Sorio-Racheli), a. 1342 (pis.): Allora il vescovo irato lo dispuose dell'ufficio della lettoria e cacciollo via.