SÙGGERE v.

0.1 suge, sugesse, sugga, suggano, sugge, suggerae, suggere, suggi, suggiare, suggono, sugìa, sugiare, sugono, suiere.

0.2 Lat. sugere (DEI s.v. suggere).

0.3 <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>: 1 [6].

0.4 In testi tosc.: <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Dante, Rime, a. 1321; Doc. aret., 1349-60; Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Anonimo Rom., Cronica, XIV.

0.7 1 Aspirare a sorsi posando le labbra su un punto da cui fuoriesce un liquido. [In partic.:] poppare. 1.1 Fig. 1.2 Estens. Attrarre a sé.

0.8 Diego Dotto 30.12.2013.

1 Aspirare a sorsi posando le labbra su un punto da cui fuoriesce un liquido. [In partic.:] poppare.

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 2, cap. 15, pag. 178.18: E s'elli avviene che 'l garzone sugga altro latte che quello della madre...

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 2.52, pag. 7: Quann'esso te sugìa, - l'amor co te facìa, / la smesuranza sia - esser da te lattata?

[3] Dante, Rime, a. 1321, 48.7, pag. 181: con la tua dritta man, cioè, che paghi / chi la giustizia uccide e poi rifugge / al gran tiranno, del cui tosco sugge / ch'elli ha già sparto e vuol che 'l mondo allaghi...

[4] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 86.19: coloro che ancora il latte suggano...

[5] Doc. aret., 1349-60, pag. 178.29: e dia 'l tenere quanto a esso bisongniarà de suggiare.

- Assol.

[6] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 2, cap. 15, pag. 178.28: che se' garzoni bevono vino nel tempo ch'ellino suggono...

[7] Stat. sen./umbr., 1314/16, cap. [124], pag. 56.15: salvo che se fosse bestia brada che sugesse, che possa andare direto a la vacca domata per la dicta bandita.

[8] f Bonsignori, Metam. Ovid., 1375-77 (castell./tosc.), L. VII, cap. 18, pag. 347.22: intanto che quello montone diventò picculo agnello e cominciò, a mo de agnello, a bellare e domandava le pocce per suggere. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

- Sost.

[9] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1376] lett. 81, pag. 332.19: sì che per timore dell' amaro abbandoni el sugiare, perché 'l fanciullo s' inganna più con l' amaritudine che con altro.

[10] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 30, 82-96, pag. 794.20: cioè lo fanciullo si svegli dal sonno, Molto tardato; cioè indugiato, da l'usanza sua; cioè del lattare e suggere la puppa della sua nutrice...

1.1 Fig.

[1] Cicerchia, Passione, 1364 (sen.), ott. 199.2, pag. 358: O figliuol, tu mi se' sì grande doglia, / che par che morte la mie vita sugga.

[2] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 18, pag. 180.29: Da moiti prelati lettere abbe speciali che sapessi suiere le zinne della santa Chiesia como de pietosa e doice matre.

[3] Neri Pagliaresi, XIV sm. (sen.), pt. 12, 13.4, pag. 153: Però mi consigliate s'io bandisco / oste a dosso a costoro e gli distrugga, / io dico tutti quanti, e poi confisco / lor beni a noi, sì che nul più gli sugga.

1.2 Estens. Attrarre a sé.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 3, cap. 17.3164, pag. 314: Giunta con questa l'elitropia pianta, / Come la calamita il ferro sugge, / Così, sugando, il nostro viso incanta.

- Fig.

[2] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 57.71, pag. 50: in te alor si spande / division, ch'ognor t'abassa e strugge / che, dove posa, sempre ogni mal sugge.