INTERZARE v.

0.1 interza.

0.2 Da terzo.

0.3 Guido da Pisa, Declaratio, a. 1328 (pis.): 1.

0.4 In testi tosc.: Guido da Pisa, Declaratio, a. 1328 (pis.); Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.).

0.6 N Att. solo nei commenti della Commedia.

Doc. esaustiva.

0.7 1 Inserirsi come terzo (in un rapporto tra altri due). Anche pron.

0.8 Rossella Mosti 30.12.2013.

1 Inserirsi come terzo (in un rapporto tra altri due). Anche pron.

[1] Guido da Pisa, Declaratio, a. 1328 (pis.), c. 7.16, pag. 64: ché, come quici lo roffian s'interza / tra l'amante et l'amato con inganno, / così quivi con lui 'l demonio scherza.

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 18, pag. 329.21: E come qui il ruffiano s'interza tra l'amante, e l'amata con inganno; così qui col dimonio sta.

[3] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 18, pag. 333.1: anticamente la ferza solea avere tre corde, per le quali si denota quivi che lla ferza, di che è battuto il roffiano, disegna le tre persone, che nel suo peccato, dov'elli sè interza, intervengono, cioè l'amante, l'amata, ed elli.