LAICALE agg.

0.1 ladicale, laicale, laicali.

0.2 Lat. tardo laicalis (DELI 2 s.v. laico).

0.3 Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi): 1.

0.4 In testi tosc.: Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi); Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.); Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.).

0.7 1 Che riguarda o che è proprio di chi non appartiene alla gerarchia ecclesiastica. 1.1 Che riguarda o che è proprio dell'ambito mondano e secolare (in contrapposizione a quello spirituale ed ecclesiastico; con rif. a un'azione, un'istituzione, un'autorità). 2 Facilmente comprensibile alle persone dotate di scarsa cultura.

0.8 Luca Morlino 30.12.2013.

1 Che riguarda o che è proprio di chi non appartiene alla gerarchia ecclesiastica.

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 423, vol. 1, pag. 286.11: che essi officiali sieno tenuti et debbiano constregnere la detta comunanza rifare et ogne persona, la quale ine trovassero, constregnendo (ma pertanto, la quale vivesse in modo laicale et non avesse abito chericile et tonsura, o vero la quale non abitasse ne le case o vero luoghi de le chiese, o vero ad esse chiese congionte)...

[2] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 4, cap. 38, pag. 285.23: Essendo io anco molto giovane in abito laicale udii da maggiori e savii antichi dire che Pascasio diacono cardinale...

1.1 Che riguarda o che è proprio dell'ambito mondano e secolare (in contrapposizione a quello spirituale ed ecclesiastico; con rif. a un'azione, un'istituzione, un'autorità).

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 27, pag. 466.20: però ch'erano preti, alli quali è interdetto ogni atto laicale, non che di guerra.

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 31, proemio, pag. 531.11: nel XXXIIJ tratta di coloro, che grandi benificii conferirono in essi; ne l'utimo, di coloro che tradirono lo speziale e universale signore, spirituale o laicale.

2 Facilmente comprensibile alle persone dotate di scarsa cultura.

[1] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 30, pag. 531.10: E questo, quanto alla laicale sposizione, e secondo la corteccia di fuori; però che è a littera parola di Vergilio nell'Eneida...