LEVIARE v.

0.1 lebbiare, leviare, leviasse.

0.2 Lat. leviare.

0.3 Boccaccio, Filocolo, 1336-38: 2.

0.4 In testi tosc.: Boccaccio, Filocolo, 1336-38; Stat. pis., 1322-51.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Rendere liscia una superficie. 2 Attenuare, diminuire l'intensità di qsa (con rif. a un dolore, un male, una sofferenza).

0.8 Luca Morlino 14.06.2013.

1 Rendere liscia una superficie.

[1] Stat. pis., 1322-51, Aggiunte, pag. 579.29: Et che li comsuli della dicta corte li quali sono et per li tempi saranno, siano tenuti et debbino avere in de la dicta corte una tascha, in della qual pognano tutti li homini aventi piatte o scafe da lebbiare, et far tante pulixe quanti sono li homini padroni delle dicte piacte et scafe...

2 Attenuare, diminuire l'intensità di qsa (con rif. a un dolore, un male, una sofferenza).

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 5, cap. 54, pag. 622.18: il bue per vendere acciò che le spese sostentasse del parto, e l' asino per leviare l' affanno del cammino.

[2] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 30.16, pag. 769: e dalli male in fuor gittati ardori / del perfido Tifeo e dal momento / che fanno i monti per li suoi dolori / quando vuol leviare il suo tormento, / difende forte con ardito petto / Bellona, cui servire io m' argomento.

[3] Doc. gross.>sen., 1372, pag. 80.14: Anco, co(n) ciò sia cosa che la decta i(n)mu(n)ditia, come detto è, dàn(n)o molta putredine (e) se no(n) si leviasse i(n) breve te(n)po anco più molto crescierebbe la infermità...