NOTERO s.m.

0.1 a: naltero; f: notero.

0.2 Lat. mediev. nauterius (Bertoletti, Testi veronesi, p. 489).

0.3 a Lett. ver., c. 1340: 1.

0.4 Non att. nel corpus.

0.5 Quanto all'origine del tipo lessicale, attestato solo in area settentrionale, una spiegazione di tipo analogico è stata proposta da Borgogno, Studi, p. 61, a detta del quale «La forma notero è rifatta col suffisso di carater (= carrettiere), mulater (= mulattiere), ecc.».

0.6 N Alle attestazioni della voce qui raccolte si dovrà forse aggiungere «una forma nautero nel ms. Laurenziano Gaddiano 115 del Fiore di virtù (di provenienza padovana)» (Bertoletti, Testi veronesi, p. 489) segnalata senza riportarne il contesto da Salvioni, Ann. lomb., p. 417.

Il termine compare anche in documenti in latino: Bertoletti ricorda la forma nauterius attestata «negli statuti veronesi del 1276 [...] e negli statuti veronesi delle navi del 1319», cui si aggiunge una forma Nalterii «in numerose occorrenze nel Liber de divisionibus paludis comunis Verone scritto nel 1199 dal notaio Enverardo» (p. 489).

0.7 1 Lo stesso che nocchiero.

0.8 Marco Maggiore 29.07.2013.

1 Lo stesso che nocchiero.

[1] a Lett. ver., c. 1340, pag. 297.24: Façove asavero ch'e' ve ma(n)do po(r)çi IJ p(er) Bonage(n)to naltero; pagay el dito Bonage(n)to del so nolo.

[2] F Lett. mant., 1399: mandove la fodra e 'l pano, che vui me scriveseve, p(er) Mingola notero. || Borgogno, Studi, p. 43.