LETTISTERNIO s.m./agg.

0.1 lectisterni, lectisternia, lettisterni, lettisternii, lettisternio.

0.2 Lat. lectisternium (DELI 2 s.v. lettisternio).

0.3 Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.).

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 [Nell'antica Roma:] cerimonia propiziatoria in cui si offriva un banchetto agli dei, le cui immagini o statue erano poste a giacere sui pulvinari. 1.1 Meton. Pulvinare.

0.8 Diego Dotto 06.10.2014.

1 [Nell'antica Roma:] cerimonia propiziatoria in cui si offriva un banchetto agli dei, le cui immagini o statue erano poste a giacere sui pulvinari.

[1] Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.), par. 43, pag. 28.30: e che si facessero lectisternia (gl. i) e li giuochi notturni...

[2] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 9, cap. 14, pag. 402.13: E il popolo frequente portò doni alla Dea nel Palagio, e il lettisternio e i giuochi furono fatti chiamati Megalensi.

- Agg.

[3] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 2, cap. 1, pag. 133.19: elli primo coprie con adombramento di veli li seggi di coloro, che stavano a vedere li giochi lettisterni. || Cfr. Val. Max., II, 4, 6: «spectantium consessum».

1.1 Meton. Pulvinare.

[1] Gl Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.), par. 43, gl. i, pag. 29.20: Lectisternia erano i lecti appianati, ove si coricavano le ymagini degl'idii e quindi nacquero li giuochi secolari.

[2] Gl f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa [II.4.5], pag. 41r.2: (lettisternii etc.) Erano letti parati ne li templi delli dii, ne li quali letti mettevano li dei e le dee, e quivi misono la statua di Pluto e quella di Proserpina, e faceano quelli canti e suoni che si fanno la notte de le nozze. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.