INCOMODITÀ s.f.

0.1 incommodetade, incommoditade, incomodità ; f: incommodità , incomoditati.

0.2 Lat. incommoditas, incommoditatem (DEI s.v. incomodo).

0.3 Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.): 1.

0.4 In testi tosc.: Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Stat. lucch., XIV pm.; f Consolazione a Elvia, XIV/XV (fior.).

In testi sett.: f Frontino volg., a. 1381 (bologn.).

In testi mediani e merid.: Stat. perug., 1342.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 Ciò che procura una condizione o una situazione di sofferenza o difficoltà. 1.1 [In partic.:] azione o comportamento che reca un danno o un disagio. 2 Caratteristica di ciò che non risulta utile, adatto o corrispondente a un det. modello o a un det. scopo.

0.8 Diego Dotto 16.03.2015.

1 Ciò che procura una condizione o una situazione di sofferenza o difficoltà.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. II, cap. 3 rubr.: Dei danni (et) incomodità del'amore. || Albertano, De amore, II, 2, rubr.: «De incommodis amoris pravi».

[2] Stat. perug., 1342, L. 2, cap. 20, par. 6, vol. 1, pag. 384.27: conciosiacosaché molte citadine peruscine de loro propria liberalità sé e gl biene loro per diverse uneversetade e collegie e non suiecte de diverse condictione siano obigate, danne e incommodetade per cotale obigagione molte aggiano sostenute e patere podessero...

[3] Stat. lucch., XIV pm., pag. 78.34: Adgiungiamo ancora che in ciaschuna rugha delli infermi poveri facciano li lecti et loro da ogni incommoditade guardino menando et reducendo loro infermi reggendo et sostenendo ad quello luogho là 've l'umana natura constringerà d'andare...

[4] f Frontino volg., a. 1381 (bologn.), L. II, [cap. 2], pag. 28r.14: Et a questa loro faticha çiumse altre incomoditati ordinando per tal partito la soa gente che le exercito de' nemici era occupato dal sole contrario e dala polvere e dal vento. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.; cfr. Fr., Strat., II, 2, 8: «fatigationi deinde eorum incommodum aliud obiecit».

[5] f Declamazioni di Seneca, a. 1392 (tosc.), L. II, declamazione 1, pag. 28.6: Tu debbi fuggire e vietare le tue e mie incomodità , e disagi e bisogni accettando d' essere figliuolo adottivo di questo ricco cittadino. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[6] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 32, 115-126, pag. 847.3: ma la passione di Cristo ce n'à liberato, se noi vorremo credere a lui; e molte altre incomodità di quinde sono seguitate a l'omo.

[7] Epist. a Quinto volg., XIV (tosc.), Prosa, pag. 23.25: E questo farai in questo modo, che tu provveghi e consigli a tutti, che tu medichi le incomodità e i disagi degli uomini, provveghi alla loro salute e che un padre d'Asia tu voglia esser chiamato e tenuto. || Cfr. Cic., Q. fr., I, 31: «ut medeare incommodis hominum».

[8] f Consolazione a Elvia, XIV/XV (fior.), pag. 36r.4: primamente e' mi pareva che io dovessi por giù tucte le incommodità , quando le tue lagrime, se io ancora non havessi assai disecchate, almeno in questo meço io certamente l'havessi forbite... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.; cfr. Sen., Cons. Helv., 1, 1: «depositurus omnia incommoda».

1.1 [In partic.:] azione o comportamento che reca un danno o un disagio.

[1] f Consolazione a Polibio, XIV/XV (fior.), pag. 237.22: Tu vedi tucte queste inmagini, le quali hanno ripieno la stança di Cesare? Non è alchuna tra queste la quale non sia molto conosciuta per qualche sua incommodità ... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.; cfr. Sen., Cons. Polyb., 14, 3: «Nulla non harum aliquo suorum incommodo insignis est».

2 Caratteristica di ciò che non risulta utile, adatto o corrispondente a un det. modello o a un det. scopo.

[1] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 18, 127-136, pag. 487.11: E comunemente per li savi uomini ammaestrati di poesia si muove quivi uno dubbio, riprendendo l'autore che di questa materia à parlato sì bruttamente; e massimamente inducendo a parlare Virgilio, al quale non si convenia questa incomodità di sermone...