INFINITO agg./s.m./avv.

0.1 enfenita, enfenito, enfenute, enfinide, enfinita, enfinite, enfinito, infenita, infenito, infinita, infinite, infiniti, infinitissimi, infinitissimo, infinito, infinitu, infinotto, 'nfinita, 'nfinite, 'nfiniti, 'nfinito.

0.2 Lat. infinitus (Nocentini s.v. finire).

0.3 Pamphilus volg., c. 1250 (venez.): 1.5.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.); f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.); Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.); Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.); a Stat. lucch., 1376; f Laude corton. (Triv.), XIV/XV.

In testi sett.: Pamphilus volg., c. 1250 (venez.); Elucidario, XIV in. (mil.); Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.); Vita di S. Petronio, 1287-1330 (bologn.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Enselmino da Montebelluna, XIV pm. (trevis.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Stat. tod., 1305 (?); Stat. assis., 1329; Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Anonimo Rom., Cronica, XIV; Destr. de Troya, XIV (napol.); f Laud. an. pesar., XIV sm.; Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.); Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Locuz. e fras. in infinito 1.1.1, 1.4.1.1, 2.1; per infinito 1.1.2.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

0.7 1 Che non ha o sembra non avere limiti nello spazio o nel tempo; senza un termine. 1.1 Sost. Ciò che non ha limiti nello spazio o nel tempo. 1.2 [In partic.:] senza fondo (anche in contesto fig.). 1.3 [In partic.:] sconfinato (anche in contesto fig.). 1.4 [Rif. a un numero o una serie:] che si protrae senza limiti (anche con valore iperbolico). 1.5 Che non è possibile quantificare con un numero (di norma con valore iperbolico). 1.6 [Anche con rif. alla qualità:] che si manifesta con un'intensità indescrivibile, secondo un grado estremamente elevato, oltre ogni limite. 1.7 Che non si esaurisce (anche in contesto fig.). 1.8 Che non cessa di agire o di essere in un det. modo. 1.9 Privo di compimento (con connotazione neg.). 2 Che non ha limiti nell'azione o nella conoscenza (in genere come attributo di Dio). 2.1 Locuz. avv. In infinito. 2.2 Sost. Dio. 3 Che non è individuato specificamente. 3.1 [Gramm.] Sost. L'infinito verbale.

0.8 Diego Dotto 18.03.2015.

1 Che non ha o sembra non avere limiti nello spazio o nel tempo; senza un termine.

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. I, pt. 1, cap. 9f, pag. 27.11: unde essi ho(min)i particulari recevono molte gratie dal nostro redemptore e molti doni, maximamente paradiso k'è bene infinito...

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 24.178, pag. 90: O omo, or te pensa ch'è altra vita, / la qual è enfenita, - do' n'è opo andare...

[3] Stat. tod., 1305 (?), pag. 288.11: ad la partita nostra gli piaccia de darne piena salvatione e gloria infinita.

[4] Giordano da Pisa, Pred. Genesi 2, 1308 (pis.), 6, pag. 71.32: Or tutto 'l mondo non puote fruttificare quanto l'anima dell'omo, e maggiore frutto fa e puote fare, però ch'ella fa frutto eternale e infinito.

[5] Gl Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 15, 64-81, pag. 293, col. 2.9: E nota ch'el dixe infinito, imperçò che 'infinito' no è pertransibelle, sí cum mostra lo Philosopho nel quarto della Physica.

[6] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 6, pag. 52v.21: L' huomo vede intellectualmente Idio quando l' anima è tutta dal divino splendore in sé medesimo translatata: vedendo come è increato circa 'l principio e infinito circa 'l mezzo e immortale circa 'l fine.

[7] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 2, cap. 7, pag. 73.14: Che se agl' infiniti spazi della eternitade pertratti, che hai che della lunghezza del tuo nome t' allegri?

[8] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 31, pag. 60.12: Sí che comparazione non ci si può ponere se non quella che è dalla cosa finita alla infinita.

[9] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 2, cap. 3, vol. 1, pag. 136.14: Ma il crescere delle piante dicono alcuni essere infinito, pigliando che la pianta cresca, infino che dimora ed ha le sue radici nella terra...

1.1 Sost. Ciò che non ha limiti nello spazio o nel tempo.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 9, pag. 314.2: Dunque la giurisdizione della natura universale è a certo termine finita - e per consequente [del]la particulare -; e anche di costei è limitatore colui che da nulla è limitato, cioè la prima bontade, che è Dio, che solo colla infinita capacitade infinito comprende.

[2] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 4, pag. 44r.28: Hor che farete voi per amore del vostro redemptore vedendo per vostro amore lo invisibile facto visibile: e il creatore facto creatura: e l'infinito terminato: e lo impassibile passibile...

[3] Torini, Brieve collezzione, 1363-74 (fior.), pt. 3, cap. 27, pag. 324.1: Or che comparazione è dallo infinito al finito? Neuno fu mai o fia, che 'l potesse o possa vedere, né 'l sapesse o sappia mai dire; però che tanto è la disaguaglianza che v' è, che comparazione non vi si può porre.

1.1.1 Locuz. avv. In infinito.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, I, cap. 3, pag. 15.5: E questo fa la terza ricevitrice e la quarta, e così in infinito si dilata.

[2] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 234.12, pag. 150: e poi che l'erro sia in infinito, / ancor è peço la molta vergogna / che 'l papa perda, dovunque si pogna.

[3] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 4, pag. 59.23: Altri negavano il movimento, dicendo che ogni moto retto non potea essere, perchè bisogna che lla cosa mossa passasse per ispazio, e ogni spazio, sì è divisibile in infinito, fosse impossibile cosa a passare in infinito.

[4] Savasorra, XIV pm. (pis.), pag. 87.19: E de lo misuratore de la terra saper menare la linea ricta da un punto ad altro e posca quella linea de saper menare da l' una parte e da l' altra rictamente in infinito.

[5] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 29.2: A volere riducere ad unità il partito corpo della sua republica, pose Dante ogni suo ingegno, ogni arte, ogni studio, mostrando a' cittadini più savi come le gran cose per la discordia in brieve tempo tornano al niente, e le picciole per la concordia crescere in infinito.

[6] a Stat. lucch., 1376, L. II, cap. 6, pag. 92.10: et non si convegna che per li subterfugi altercationi et subtilità et gavillationi di leggi si protragano et cavinsi et in infinito perdurino per bene et acrescimento della mercadantia...

[7] Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.), c. 32, 28-42, pag. 783.33: ma ne la sua lunghezza s'inalsa in fine a Dio: più su non può montare, perch' elli è principio e fine; ma dilatare si può in infinito, cercando la creatura nel suo essere che è come uno mare che non à fondo.

[8] f Chiose a Alberto della Piagentina, Cons. filos., XIV sm. (fior.), chiosa ç, pag. 494.6: (La tua eternità). Cioè la tua fermeçça, perdurabile in infinito, tutta insieme abracciata, fa che 'l tempo qui nel mondo misuratamente succede... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

- [Con valore elativo in unione con un agg.].

[9] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 30, vol. 1, pag. 263.32: Onde se l' uomo aiuta chi non lo serve, grande misericordia è; ma chi aiuta chi mal gli vuole, e disservelo continuamente, è in infinito maggiore.

1.1.2 Locuz. avv. Per infinito.

[1] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 10, vol. 1, pag. 38.16: Quanta esti la obligacioni, tanta esti la transgressiuni, et tanta esti la culpa: addunca omni anima obligata a Deu per infinitu, quandu pecca contra Deu, pecca infinitu.

1.1.3 Avv.

[1] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 38, pag. 804.21: 10 però che a lei pareva dopo la matura pregnezza, invocata Lucina, quale ad Astiage parve che Mandane una vite, tutta Asia adombrante, partorisse, cotale partorire uno nuvolo di maravigliosa grandezza, le cui estremità l' una era premuta dal cielo e l' altra la terra premeva, e infinito la circunferenzia di quella si stendea...

[2] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 10, vol. 1, pag. 38.17: Quanta esti la obligacioni, tanta esti la transgressiuni, et tanta esti la culpa: addunca omni anima obligata a Deu per infinitu, quandu pecca contra Deu, pecca infinitu.

- [Con valore elativo in unione con un agg.].

[3] f Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342: se l' uomo aiuta chi non lo disserve, misericordia è; ma chi aiuta chi mal li vuole e disservelo continuamente, è infinito maggiore. || GDLI s.v. infinito 1; l'ed. inclusa nel corpus legge: «in infinito»: cfr. Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 30, vol. 1, pag. 263.32.

1.2 [In partic.:] senza fondo (anche in contesto fig.).

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 60, pag. 299.6: Quivi mostrò Idio tutto 'l savere suo, e è abisso infinito, che sempre ci truovi più e più abissi di sapienzia.

[2] Gl Metaura volg., XIV m. (fior.), L. 2, cap. 16, ch., pag. 255.7: E non s'intende che 'l suo profondo non abbia fine perché sia infinito e sanza termine neuno, imperciò che in questo mondo neuno corpo è sanza fine...

[3] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), Prologo, cap. 2, vol. 1, pag. 14.23: Deu esti principiu senza principiu et senza fini, primu essiri, prima substancia, prima vita, prima beata vita, prima viritati, prima sapiencia, prima buntati, infinitu abissu di buntati...

1.3 [In partic.:] sconfinato (anche in contesto fig.).

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 71, pag. 348.3: a dire de l'altezza de la purità sua, de l'anima e del corpo, e a dire come amò Idio e come ella fu amata da Dio, e a dire de' doni suoi e de la larghezza de la sua cortesia, e de la moltitudine de' benificii suoi: tutte queste cose catuna per sé è uno mare, un pelago quasi infinito.

1.4 [Rif. a un numero o una serie:] che si protrae senza limiti (anche con valore iperbolico).

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 24, pag. 280.2: ma imperciò che' perversi malagevolmente si correggono, secondo che dice Salamone nell'Eclesiastico; il numero de li stolti è infinito.

[2] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 8, cap. 24, pag. 251.30: e questi altri mondi multiplicati per questa via medesma potaràno èssare circundati entorno entorno d'altri mondi multiplicati, [e] anco questi potaranno èssare da altri, e poi altri d'altri, e poi altri da altri; e questi mondi non potareano èssare così, emperciò che sareano in infiniti...

[3] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 1, quaest. 153, pag. 124.25: M. Doncha poy ke la Soa vita è più degna ke quangi mondi se porave dire, in-così la Soa morte è più preti[o]xa ke no è mondi infiniti.

[4] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 8, cap. 15, vol. 2, pag. 183.30: Lu quali dissi ad Anaxarcu, so cunpagnuni, qui dicia per acturitati di Democritu so mastru que li mundi eranu infiniti...

[5] f Zanobi da Strada, Moralia S. Greg., a. 1361 (tosc.), L. XVII, cap. 5, pag. 677.20: Il numero di questi angeli puote essere ditto infinito, e diterminato, overo finito; imperciò che tale multitudine, come che, quanto a noi, sia infinita, nientedimeno quanto a Dio, ella è finita e diterminata. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[6] f Agostino da Scarperia (?), Città di Dio, a. 1390 (tosc.), L. XII, cap. 18, vol. 5, pag. 61.5: Però che certissima cosa è che li numeri sono infiniti: però che in qualunque numero tu penserai di fare fine, quello medesimo, non solamente arrogendo uno si cresce, ma quantunque sia grande e di quantunque smisurata moltitudine di numeri o di scienzia da numerare, non solamente si può raddoppiare, ma eziandio si può multiplicare. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[7] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 8, par. 8, pag. 154.15: come se io ponesse questo verbo 'impretro', che sta per «impetrare», consonante con questo nome volgare 'Pietro', e cossì altre parole litterale le quale sono infinite.

1.4.1 [Mat.] Sost.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 36, pag. 187.11: Tutte le dette cose hanno numero terminato, avegna che nol sappi tu, ma numero hanno, ma quello non ha numero. E che aguaglio hae da la cosa che ha numero finito a lo infinito?

[2] a Jacopo da Firenze, Tract. algorismi, 1307 (fior.), Prologo, pag. 9.13: Avemo detto del rappresentamento de le figure da una figura insino in 7; ora diremo da sette insino in infinito.

[3] Dante, Rime, a. 1321, 49.73, pag. 187: Corre l'avaro, ma più fugge pace: / oh mente cieca, che non pò vedere / lo suo folle volere / che 'l numero, ch'ognora a passar bada, / che 'nfinito vaneggia. || Se non va inteso come avv. generic., v. 1.1.3.

1.4.1.1 Locuz. avv. In infinito.

[1] a Savasorra (ed. Feola), XIV pm. (pis.), pag. 38.22: E dè lo misurato(r)e d(e) la t(er)ra saper menare la linea ricta da u(n) pu(n)to ad altro, e posca q(ue)lla linea dè saper menare da l'una pa(r)te e da l'alt(ra) rictam(en)te in i(n)finito.

1.5 Che non è possibile quantificare con un numero (di norma con valore iperbolico).

[1] Pamphilus volg., c. 1250 (venez.), [La Vecchia], pag. 69.19: E la fe' sì è adeso spoliada en çascun logo per lo antigo colore dela pecunia, la qual causa fi cuverta com no enfinide arte de felonie. || Testo incerto: cfr. Pamphilus, 538: «sceleris artibus innumeris».

[2] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 133.23: mandavali proferendo infinita pecunia de auro se li tradessi Roma...

[3] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De doctrina, cap. 2: Et certo infiniti exe(m)pli sopra questa paraula 'Che cosa' (et) a suo isponime(n)to et intendime(n)to dire si potrebbeno, ma quest[i] dicti presenteme(n)te ti vastino.

[4] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 41.1, pag. 548: I' vegno 'l giorno a te 'nfinite volte / e trovoti pensar troppo vilmente...

[5] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 14.38, pag. 50: Or vidissi terre, vigne, orta, silve per lennare, / auro, argento, ioie e gemme ne li scrigni far serrare, / e molina a macenare, - bestie grosse e menute, / case far fare enfenute, - per servar suo guadagnato.

[6] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 191.1: Questo chon muri più forti Roma cense, el templo del Sole lu edificà, in lo qual infinito oro e gemme el messe...

[7] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 30, pag. 150.21: Non sono cose vere, che sieno, ma sono cose immaginate: la mente può immaginare cose infinite che non sono.

[8] Vita di S. Petronio, 1287-1330 (bologn.), cap. 1, pag. 6.18: infinite persone de molte infirmitade e deverse, ch'ello i aidava, vignando a lui confessi e pentidi di soi peccadi e colpe, segnadi da quello, per la vertude e gratia de Cristo erano perfectamente liberadi.

[9] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 2, pag. 35.14: Multi et infiniti corpi stanu abactuti per li rugy... || Cfr. Aen., II, 364-365: «plurima perque vias sternuntur inertia passim / corpora».

[10] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 18, pag. 85.12: Et gh'à promisso la dota inextimabel e infinita d'annima e de corpo, lo regno eternal coronna celestial dyadema regal vita sençça morte gouço sençça fine e 'l deleto de paraixo.

[11] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 29, pag. 138.14: Li Sarrachini, fachendu pachi cum lu Conti, et illi li apresentaru tutti li loru muli et li loru cavalli et omni cosa chi havianu et pecunia infinita.

[12] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 11, pag. 80.25: Puoi lo cuorpo de questa donna revennéo allo marito infinita quantitate de moneta.

[13] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 1, pag. 52.7: E quisto èy chillo Hercules de lo quale multe cose incredibile per diverse parte de lo mundo se contano, lo quale per la sua robusta potentia infiniti gigante in tiempo suo accise.

[14] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 138.16: Et possedea lu ditto Iob grandi et infinite richeze, per che avea allora grandissima quantità de bestiame...

1.5.1 [In partic.:] composto da un'incalcolabile quantità di persone.

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 128.17: E Pirro adunata infinita multitudine de genti passao in Ytalia.

[2] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 5.25, pag. 76: Mia è Sardenna e regno Cipri, / Corseca e quel de Criti, / de là da mar gente enfinite, / che non saccio là 've stia.

[3] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. V, cap. 15, pag. 87v.14: Et se tu vorrai vedere coli occhi spirituali quelle infinite schere de' nemici... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.; cfr. Cass., Conl., V, 16: «Si autem et illas innumerabiles hostium catervas spiritalibus oculis contempleris».

[4] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 181.13: Infinita parte del senado ello alcise, ali boni homini lu fo inimigho. || Cfr. Mart. Pol., Chron., p. 444: «Infinitam senatus partem interfecit».

[5] San Brendano pis., XIII/XIV, pag. 73.9: Ed ecco infinita moltitudine di dimoni coperse la faccia del' abisso, mectendo gran voci...

[6] Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.), 90, pag. 117: Se dietro torne, e pense del veleno / di Persia, di Siria, e de la Tana / et de gli altre, ch'al viver non han freno, / melgli'è tacer, che dir ch'en mente sana / gienera el pensier confusione / sì è infinita quilla giente vana.

[7] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 6, pag. 87.34: Ancora, se la plu gran parte de li huomini de lo mundo ne fosse incontra, simmo bene accompagnati de infinita multitudene de gente a ccavallo et a piede...

[8] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 209.16: Lo quale Totillia venendo delle tramontani parti con infinita gente armata destrusse Puruscia, Spoleto et Crotonia...

1.6 [Anche con rif. alla qualità:] che si manifesta con un'intensità indescrivibile, secondo un grado estremamente elevato, oltre ogni limite.

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. V, pt. 11, pag. 175.21: ingiuriando la miserichordia di Dio che udendo ch'elli morio per dare all'uomo vita ciello uccide; e inperò che infinitamente offende merita pena infinita.

[2] Poes. an. urbin., XIII, 27.6, pag. 601: E' la fontana la confessïone, / ke rrende l'anema blanca e cclarita; / ki la receve cun devotïone / fa termenare la pena infinita...

[3] Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.), 9.67, pag. 64: son di ciascun ben vero / e ddi speransa d'aver gioi luntano, / ma non istrano - di dogl[i]a 'nfinita, / ov'io consommo com'al foco cero...

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 16.2, pag. 55: Aio mal ch'è enfenito, - onne ben sì m' è fugito: / lo cielo sì m'ha bannito - e lo 'nferno m'ha albergata».

[5] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. X, cap. 3, pag. 169r.9: essendo ripieni d'infinita letitia noi tucti et l'abate Pafnunçio... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.; cfr. Cass., Conl., X, 3: «infinita vel abbatem Pafnutium vel nos omnes laetitia».

[6] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 33, pag. 250.34: Or quanto è maggiore lo dolore del coltello di Dio che sempre si ficca et è infinito!

[7] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 2, 1-9, pag. 49, col. 2.4: chi va a l'Inf. non speri requiare ma apparichisse de sostiniere infinita bataia, guerra e pena.

[8] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Medea, pag. 111.10: Deh! or perchè mi piacquero, oltre agli onesti termini, li tuoi biondi capelli e la tua beltade e la infinita grazia della tua lingua? || Ma cfr. f Ceffi, Pistole di Ovidio Nasone, c. 1325 (fior.): «la 'nfinta grazia della lingua» a fronte di Ov., Her., XII, 12: «linguae gratia ficta tuae»: lez. deteriore da scalare cronologicamente.

[9] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 2, cap. 37, pag. 74.8: E paria a kisti monachi ki illi vidisseru una via cuverta de pallii et illuminata de infiniti lampi...

[10] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 5, cap. 5, vol. 2, pag. 47.31: Antiocu, filyu qui fu di lu rigi Zalencu, prisu di infinitu amuri di Stracuniti sua marastra, aricurdandusi commu issu ardia di pachu amuri, cupria la spiatata plaga di so pectu per piatusu sfingiri. || Cfr. Val. Max., V, 7.ext., 1: «infinito amore correptus».

[11] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 6, pag. 209.6: al postutto è bisogno che molti mali per lungo tempo raccolti crescano e si conglutinino per infiniti modi. || Cfr. Aen., VI, 738: «modis [[...]] miris».

[12] Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.), pag. 320.16: A ttanta chrudele e chiocciante risposta s' udiron infinite boci e percosse di mani, urli e pianti e graffiari di visi quali a l' ultima piagha de 'ghuto.

[13] Enselmino da Montebelluna, XIV pm. (trevis.), 85, pag. 7: però ch'io fu tanto plena de guai, / che la mia pena iera infinita e chruda...

[14] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 107.14, pag. 652: Esso degno signor per me permette / a li non degne dolor, noia e pene, / ed enfinito bene ai suoi perfette.

[15] Gillio Lelli, Rime (ed. Mancini), XIV pm. (perug.), App. II, 5.2, vol. 1, pag. 216: La spietata novella al cor mi versa, / dilletto amico, 'nfinito dolore...

[16] f Zanobi da Strada, Moralia S. Greg., a. 1361 (tosc.), L. IV, cap. 1, pag. 122.35: Dice adunque che l'antico nimico sia involuto d'amaritudine, però che alla sua superbia è aparecchiato non solamente ogni supplicio, ma eziandio infinito... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[17] f Bonaventura di Demena (?), Cons. filos., XIV (ven.), Cap. 13, pag. 14, col. 12.6: quello soverchio non te dona altro che enfenita briga e travaia. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[18] Destr. de Troya (ms. Parigi), XIV (napol.), L. 32., pag. 270.3: Ma alcuni, a li quali place la morte altrui, e che nella loro malicia si gloriarono, in altro modo testificarono la morte de Palamides a lo re Naulo et a lo suo figlyolo Oecto, trovando nuove menzogne ornate de infinita falcitate... || Cfr. G. Colonne, Hist. dest. Tr., p. 246: «subornatis in multa ficcione commentis».

[19] f Laud. an. pesar., XIV sm., Tornate peccatori..., 48: Non son peccati al mondo tanto gravi / Una lacrima sola, un cor contrito, / Dinanti al tuo signor hoggi non lavi / Che lavato ha l'error ch'era infinito? || LirIO; non att. nel corpus da altre ed.

1.6.1 Che non si sazia (anche in contesto fig.).

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 64, pag. 316.29: l'anima ha virtù e sete infinita, e Idio può fare creature infinite...

[2] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 11, pag. 91.19: Et così l'appetito dell'anima è infinito, et lo sensuale è picciolo segondo natura.

[3] Jacopo Alighieri, Inf. (ed. Bellomo), 1321-22 (fior.), 1, pag. 92.5: il terzo avarizia, formata in lupa, a significazione di sua bramosa e infinita voglia...

[4] Epist. a Quinto volg., XIV (tosc.), Prosa, pag. 32.24: Ma oltre a questo mi tira pel singulare amore ch'io ti porto una infinita cupidità di gloria, la quale io ora desidero in te...

[5] f Paradosse volg., XIV (tosc.), P. 6, pag. 24.7: Colui ha i tetti dorati in villa e gli spazii di marmo: egli ha le figure di rilevo e dipinte e masserizie e veste d'infinita concupiscenzia. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

1.7 Che non si esaurisce (anche in contesto fig.).

[1] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 7, pag. 58.5: Salomone insegnava lo discorrimento et li fiumi ma non la fonte unde vegnono, la quale è infinita...

[2] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 12, cap. 6, pag. 83v.10: sedendo solo in silentio, riposandosi nella speculatione della infinita fonte della sapientia eterna...

[3] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 7, cap. 4, pag. 504.15: Per la quale cosa maravigliati li Galli, credendo che li nostri avessero ancora infinita abondanza di grano, costretti furono di venire alli patti di lassare l' assedio.

[4] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 10, pag. 326.9: E Aba III.C, isola nobile d'infiniti metalli. || Cfr. Aen., X, 173-174: «ast Ilva trecentos / insula inexhaustis Chalybum generosa metallis».

[5] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 71, pag. 189.11: et mictela p(er) lla n(ar)a dellu d(ic)to cavallo, sì cch(e) entra b(e)n dent(r)o et lassalo star(e) uno poco et poi ne lo trai, cha viderai subito iscire sania i(n)finita della testa dellu cavallo...

1.8 Che non cessa di agire o di essere in un det. modo.

[1] Antonio da Ferrara, XIV s. e t.q. (tosc.-padano), 33.31, pag. 297: Odi, infinito traditor e reo, / Parìs, Acchille, Architra e Palamone...

1.9 Privo di compimento (con connotazione neg.).

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 17, pag. 82.6: che l'uomo no le de' seguitare le cose infinite; perciò che, colà dove nonn è fine nonn è riposo, et colà dov[e] non à risposo non à pace, et colà dove non à pace, non può essere Domenedio.

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. IV, cap. 2: Et est l'arte finito abbreviame(n)to di cose infinite; uvero l'arte è raiuname(n)to di coma(n)dame(n)ti che va(n)no a una fine.

[3] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 10, pag. 49.9: Dice: 'Non si ne può assegnare ragione nulla', e la ragione si è che questa questione è infinita, ché così potrei fare questione di ciò ch'avesse fatto, s'egli avesse comandato che ssi facesse otto volte o dieci volte o cento volte...

[4] Gl Boccaccio, Chiose Teseida, 1339/75, L. 10, 18.6, pag. 573.3: [infinito]: cioè non compiuto. || Commenta Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?): «pensando che l' amore / il qual m' ha dato già tanto tormento / per la giovane donna, che nel core / ancora come mai per donna sento, / lascio infinito».

2 Che non ha limiti nell'azione o nella conoscenza (in genere come attributo di Dio).

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 8, cap. 24, pag. 252.7: Ma impertanto la potenzia de Deo altissimo, soblime e grande, lo quale regge e conserva lo mondo, e pò fare tutte le cose che piaciono a lui colla sua potenzia, la quale è infinita.

[2] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. I, pt. 3, cap. 1, pag. 43.14: ancora, quello k'ène infinito non si puote conprendare da cosa finita, Dio ène infinito e l'a(n)i(m)a finita, non pare ke sia vero ke si possa conprendare de l'a(n)i(m)a...

[3] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. I, cap. 15, pag. 15v.7: quando col tremoroso quore contempliamo la sua potentia, cola quale tucte le cose governa et tempera et rege, et ancora la sua sientia infinita, et l'ochio al quale non si possono celare verun segreti del quore... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[4] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 39, pag. 204.25: Se dunque la misericordia di Dio è infinita a perdonarti sempre ogne tua offesa...

[5] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 9, pag. 314.2: Dunque la giurisdizione della natura universale è a certo termine finita - e per consequente [del]la particulare -; e anche di costei è limitatore colui che da nulla è limitato, cioè la prima bontade, che è Dio, che solo colla infinita capacitade infinito comprende.

[6] Stat. assis., 1329, pag. 162.5: Avengha Dio dilectissimi che la immensa e la infinita bontà de Dio a tucte agia sé donato abondevelemente...

[7] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 6, pag. 53r.2: Lo infinito Idio si manifesta nella potentia infinito in operare...

[8] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 3, pag. 615.13: Pensa [[...]] come per lo suo infinito amore cenò con loro, e diede se medesimo in cibo e poto...

[9] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 1, cap. 6, vol. 1, pag. 51.4: cun chò sia chosa que nuy sachamu que dritamenti issa, chò la natura, avi grandissimu putiri, apressu la quali esti infinita fatiga di ingendrari ogni cosa. || Cfr. Val. Max., I, 8.ext., 18: «infinitus cuncta gignendi labor».

[10] Deo Boni, Rime, XIV pm. (tosc.), 6a.1, pag. 159: Egli è sì grande la 'nfinita possa / dell'amoroso dardo di Cupido, / che trasse Pluto dell'oscuro nido / sanz'aspettar la seconda percossa...

[11] f Bonsignori, Metam. Ovid., 1375-77 (umbr.-tosc.), L. VIII, cap. 34, pag. 404.19: Tu non te debbia meravigliare perciò che la potenza delli dii è infinita, perciò ch'elli commandano ed è fatto. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[12] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 169.25, pag. 172: O 'l filosofo grande sì perfetto, / o chi 'l seguì, o più diverse sette, / Pittagorici, Stoici, o l'infinita / d'Ercole forza venne a tale stretto?

[13] f Laude corton. (Triv.), XIV/XV, 79 [84].15: Potença infinita / sopr'onni creatura / vedemo Dio padre omnipotente... || LirIO; non att. nel corpus da altre ed.

2.1 Locuz. avv. In infinito.

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 34, pag. 592.3: Falsissima cosa è, ch'elli debbano essere più presso al sommo bene, conciosiacosachè lla misericordia, essenzia di Dio in infinito, sia di lungi e remota da essi...

2.2 Sost. Dio.

[1] ? Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc.), L. I, pt. 1, cap. 8, pag. 15.9: Chon ciò sia chosa che ll'uomo offendente fosse vilissimo, quia terra, e ll'offeso fosse infinito nobilissimo, perciò che ffu Iddio... || (Geymonat).

[2] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 25.46, pag. 150: Sì l' atto de la mente / è tutto consupito, / en Dio stando rapito, / che 'n sé non se retrova; / de sé reman perdente, / posto nello 'nfinito, / ammira co' c' è gito, / non sa como se mova...

3 Che non è individuato specificamente.

[1] Comm. Rim. Am. (B), a. 1313 (fior.), ch. 189, pag. 877.22: Questo capitulo puote avere nome infinito e indeterminato e però il testo il dirà, ma egli ci ha cose che altresì sono gravi come il forte amore.

[2] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 2, pag. 339.7: E se li amanti lettere si mandano tra loro, non vi scrivano loro nomi, e se per alcuna quistione d'amanti si richiede sentenzia nella corte delle donne, non si debbano nominare le persone, ma deesi preponere la quistione in persone infinite.

[3] Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 13, 130-142, pag. 407.26: Non creda donna Berta, e ser Martino; cioè alcuno uomo e donna; e pone lo nome finito per lo infinito...

3.1 [Gramm.] Sost. L'infinito verbale.

[1] f Giovanni dalle Celle, Summa pisanella, 1383: Quando questa parola voglio si congiugne collo infinito del verbo sustantivo scilicet esse; ovvero del verbo, che non significa atto, ma relazione scilicet habere, ovvero tenere. || Crusca (4) s.v. infinito.

[2] f Giovanni dalle Celle, Summa pisanella, 1383: Ma non sarebbe così se questa parola voglio si giungesse collo 'nfinito, che significa alcuno atto. || Crusca (4) s.v. infinito.

[u.r. 13.12.2017]