PLÀCIDO agg.

0.1 placida, placide, placidi, placidissima, placido.

0.2 Lat. placidus (DELI 2 s.v. placido).

0.3 Ant. da Tempo, Rime (ed. Grion), 1332 (tosc.-padov.): 2.

0.4 In testi tosc.: Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.); Guido da Pisa, Fatti di Enea, XIV pm. (pis.); Petrarca, Canzoniere, a. 1374.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

A Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.): Placido.

0.7 1 Che si presenta calmo e tranquillo; [in partic.:] privo di aggressività. 1.1 [Rif. a soggetti inanimati:] che si trova in uno stato di calma e di tranquillità. [In partic.:] che non è scosso dagli agenti atmosferici (detto di un luogo); anche in contesto. 2 Non sottoposto a turbamenti e ad alterazioni; solido, stabile.

0.8 Cosimo Burgassi 11.12.2014.

1 Che si presenta calmo e tranquillo. [In partic.:] privo di aggressività.

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 3, pag. 84.8: O Dei, vetate le minacce! Cessate da noi cotale caso, e voi placidi servate noi pietosi!

[2] Canzoniere del sec. XIV, a. 1369 (tosc.occ.), 22 [ser Ciano del Borgo a San Sepolcro].62, pag. 49: sia largo a perdonar la propria ingiuria, / non tenace né acido, / ma sempre ai servi placido...

[3] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 351.1, pag. 434: Dolci durezze, et placide repulse, / piene di casto amore et di pietate; / leggiadri sdegni, che le mie infiammate / voglie tempraro...

[4] f Bonsignori, Metam. Ovid., 1375-77 (umbr.-tosc.), L. XV, cap. 7, pag. 674.10: Ma, o voi pecore placide, che avete voi meritato? e voi capre, che ci date insieme con le pecore el vestire e dateci el dolce latte, più utile facete voi essendo vive che morte e più ci giovate. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

1.1 [Rif. a soggetti inanimati:] che si trova in uno stato di calma e di tranquillità. [In partic.:] che non è scosso dagli agenti atmosferici (detto di un luogo); anche in contesto fig.

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 3, pag. 76.14: Qui so apportato; questa isola placidissima riceve noi lassi de le fadighe nel sicuro porto...

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 5, pag. 175.20: Deh! vuoli tu ignorare il volto del placido mare, e l'onde quiete?

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 3, cap. 9, pag. 87.23: Ma regione, e luogo, e contrada placida, serena e buona riceverà ogne generazione di viti.

[4] f Zanobi da Strada, Moralia S. Greg., a. 1361 (tosc.), Pistola a Leandro, pag. 3.32: La qual cosa cognosco io che fu fatta per divina dispensazione, acciò che per loro esemplo io mi ristrignessi, quasi come per una fune di ferma ancora, alla placida riva della orazione... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

1.1.1 Che avviene con dolcezza.

[1] Guido da Pisa, Fatti di Enea, XIV pm. (pis.), cap. 36, pag. 66.5: All'ultimo, ucciso ch'ebbe quello capitano d'un colpo che li diè nella gola, gittossi a morire in sul corpo del suo diletto compagno, dove con placida morte prese riposo.

[2] Torini, Rime, 1342/98 (fior.), [a. 1398] 8.11, pag. 368: Dammi [[Dio]] di te conoscere intelletto, / te chieder diligenzia, e 'n te cercare / saper, placida a te conversïone...

1.1.2 Che spira con soavità, mite (detto del vento).

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 5, pag. 171.23: E già la gente aveva ine mangiato nove dì, e l'onore era fatto alli altari, e i venti placidi quietaro il mare...

[2] f Bonsignori, Metam. Ovid., 1375-77 (umbr.-tosc.), L. XV, cap. 43, pag. 699.22: Allora el mare sentì el peso dello dio, li nocchieri presero li remi e li artificii e le funi, acciò che le navi per lo peso non abissassero, e navigaro con placido vento. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

2 Non sottoposto a turbamenti e ad alterazioni, solido, stabile.

[1] Ant. da Tempo, Rime (ed. Grion), 1332 (tosc.-padov.), 24.7, pag. 111: Quel'amor è placido, / Che dui voler genera. || Cfr. Sal., Cat., 20, 3: «Idem velle et idem nolle, ea demum firma amicitia est».