SERMONARE v.

0.1 semonemo, sermona, sermonammo, sermonando, sermonandolo, sermonar, sermonare, sermonasse, sermonato, sermonava, sermoneroe, sermoni, sermonna, sermono, sermonò, sormonando, sormonare, ssermonar-llo; a: sermonari.

0.2 Lat. sermonari (Nocentini s.v. sermone).

0.3 Cielo d'Alcamo, Contrasto, 1231/50 (sic.>tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.); f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.); Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.); Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.).

In testi sett.: Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.).

In testi mediani e merid.: Anonimo Rom., Cronica, XIV.

In testi sic.: a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.).

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

0.7 1 Parlare a qno per indurlo a compiere qsa o a credere in qsa. 1.1 Parlare ammonendo, rimproverando o incoraggiando. 2 Parlare come tenendo un discorso. 2.1 Pronunciare un discorso pubblico in ambito religioso o civile. 2.2 Esporre distesamente con un discorso. 2.3 Intessere un discorso con qno. 3 [Ret.] Sost. Figura di pensiero per cui il locutore riporta le parole di un altro in forma diretta (lat. sermocinatio).

0.8 Cristiano Lorenzi Biondi 11.11.2015.

1 Parlare a qno per indurlo a compiere qsa o a credere in qsa.

[1] Cielo d'Alcamo, Contrasto, 1231/50 (sic.>tosc.), 109, pag. 182: [...] Be· llo mi sof[f]ero pèrdici la persone, / ca meve se' venuto a sormonare; / parente néd amico non t'ha aitare.

[2] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 525, pag. 542.14: Elli lo pregha e lo sermona e congiurò molto, ma li vale, cosa che dicesse, niente...

[3] Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.), De amare Dio, vol. 1, pag. 130.13: Cossì lo nostro Segnor beneyto jorno e noyte ne fa p(re)icare e ne s(er)mo(n)na e ne dixe, p(er) la Sancte Scripture, che noy Li someiemo.

1.1 Parlare ammonendo, rimproverando o incoraggiando.

[1] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 3.9: perciò non ci fina elli di sermonare che noi 'l preghiamo, e molto ne promette...

[2] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 4502, pag. 167: Santo Eustadio glorioxo / Era molto dexiroxo / De ssermonar-llo e chastigar, / Che ello se fesse batiçar.

[3] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 427, pag. 450.34: Poi s'assise a lato a sua madre, sì la comincia a sermonare e confortare molto saviamente. Ma ciò che vale? Nulla cosa no la può riconfortare.

[4] a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 88, pag. 114.17: Perçò non fina illu di sermonari ki nui lu pregamu et multu ni promitti...

2 Parlare come tenendo un discorso.

[1] Contempl. morte, 1265 (crem.>sen.), 537, pag. 89: ch'è Dio nostro signore / Fe<ce> questo mond<o> co[n] tanto amore / Che ffe' la giente sermonare / E convertire he doctrinare...

[2] Fiore, XIII u.q. (fior.), 194.1, pag. 390: Così à quella vec[c]hia sermonato.

2.1 Pronunciare un discorso pubblico in ambito religioso o civile.

[1] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 8, cap. 50, vol. 4, pag. 172.16: Quest'uomo è leggiere come il tigro; e questo prete dovrebbe sermonare al popolo come san Piero.

[2] Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.), cap. 11, pag. 422.4: il lor prelato, e principale di tutti si leva, e comincia a sermonare, e a parlare loro delle sagre Scritture.

[3] ? Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 27, pag. 128.29: lo baxar de l'altar, lo dar paxe in gesia, lo pricar lo sermonar lo cantar lo sonar d'organ... || Si potrebbe forse ipotizzare il significato 'cantar salmi, salmodiare'.

[4] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, Accessus, par. 34, pag. 8.13: s'avanzò tanto che, fatti e una e altra volta certi atti scolastici, sì come sermonare, leggere e disputare, meritò grandissime laude da' valenti uomini.

[5] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 18, pag. 150.5: Facevanollo sallire in pede e sì llo facevano sermonare.

- Sost.

[6] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. III, rubricario, pag. 41v.11: Del sermonare di quel vechio et dela nostra risponsione. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[7] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 18, terz. 20, vol. 1, pag. 205: Lasciò il sermone, e gridando diceva: / Siate alle strade, che 'l nimico mio / è sconfitto, ed il sermonar taceva...

2.1.1 [Con l'ogg. diretto:] dire pronunciando un discorso (con solennità o autorità).

[1] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 21.8, pag. 78: e credetelo, gente: / glorificando me in grande stato, / fate sì come apone / lo savio, sormonando / che, la cera guardando, / lo voler dentro si può giudicare.

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 11, cap. 227, vol. 2, pag. 795.26: egli sermonò in piuvico concestoro per più volte dinanzi a tutti suoi cardinali e prelati di corte che niuno santo, eziandio santa Maria, non può perfettamente vedere la beata speme...

[3] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 83, terz. 58, vol. 4, pag. 95: cioè, che prima aveva sermonato, / che non potea per sua santitade / alcun di questa vita trapassato / vedere il vero Dio...

2.2 Esporre distesamente con un discorso.

[1] Fiore, XIII u.q. (fior.), 17.8, pag. 34: A voler racontar de' suo' sembianti / E de la sua tranobile faz[z]one, / Sareb[b]e assai vie più lungo sermone / Ch'a sermonar la vita a tutti i santi.

- Sost.

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 1, terz. 2, vol. 1, pag. 1: E perchè attedia il lungo sermonare, / e par, ch'alcuna volta se ne doglia / colui, che legge, e chi lo sta a ascoltare...

2.3 Intessere un discorso con qno.

[1] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 66, pag. 147.10: E con tutto, ch'io stessi pochi dì con lui insieme, noi parlammo, e sermonammo assai, de' quali sermoni te ne manderò una parte.

[2] a Ceffi, De amicitia volg. 1325/35 (fior.), cap. 1, pag. 56.5: ov'io posi Cato maggiore in persona de l'uomo vecchio sermonando e disputando della vecchieza...

- Fig.

[3] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 67, pag. 156.13: Io parlo, e sermono il più del tempo co' libri miei.

3 [Ret.] Sost. Figura di pensiero per cui il locutore riporta le parole di un altro in forma diretta (lat. sermocinatio).

[1] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 47, pag. 49.20: È un'altra sentenzia che s'appella sermonare, e à luogo quando il dicitor favella in luogo d'un'altra persona, in questo modo...

[2] Gl a Ceffi, De amicitia volg. 1325/35 (fior.), cap. 1, pag. 56.15: Questa maniera di sermonare, cioè d'inducere altre persone di grande auctoritade che parlino, è stata usata e confermata da molti antichi e savi huomini...