FORZARE v.

0.1 fforsar, forša, foršÓ , foršada, foršam, foršandosi, foršar, foršare, foršase, foršasi, foršasse, foršati, foršato, foršava, foršavanno, foršay, forššˇ, foršŔ, forciare, forciata, forcino, forsa, forsando, forsare, forsate, forsatevi, forserÓ , forza, forzÓ , forzai, forzaive, forzam, forzando, forzandosi, forzansi, forzanu, forzar, forzare, forzaro, forzarsi, forzasi, forzasse, forzasti, forzat', forzata, forzate, forzati, forzato, forzava, forzaveno, forze, forzerae, forzeremo, forzerommi, forzese, forzianci, forziate, forziraggio, forz˛, forzoe, forzom', forzomi, forzossi; f: foršade, foršandose, forzano.

0.2 Lat. volg. *fortiare (DELI 2 s.v. forte), oppure da forte?

0.3 Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.): 3.

0.4 In testi tosc.: Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.); Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.); Memoriali bologn., 1279-1300, (1288); Rainaldo e Lesengr. di Udine, XIII (ven.); Legg. S. Caterina ver., XIV in.; Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Fontana, Rima lombarda, 1343/46 (parm.); Doc. ver., 1377.

In testi mediani e merid.: Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Angelo di Capua, 1316/37 (mess.).

0.7 1 Rendere pi¨ vigoroso. 1.1 [Con rif. a un luogo:] dotare di opere fortificate o di armi per la difesa o l'offesa bellica. 1.2 Pron. Divenire pi¨ forte. 2 Esercitare violenza fisica o morale (nei confronti di qno). 2.1 Colpire violentemente (qno) provocando una ferita. 2.2 [Con rif. a una situazione di conflitto militare:] assalire con violenza (oltrepassando una linea difensiva). 2.3 Violare (un luogo). 2.4 Trasgredire (una legge). 2.5 Commettere un abuso? 3 Obbligare (qno a fare qsa) contro la volontÓ (anche in contesti fig. e con valore metaf.). 3.1 Costringere con la violenza a un rapporto sessuale, violentare. 4 Portare (qsa) oltre i limiti che gli sono propri. 4.1 Estens. Perseverare in un'azione o in un proposito. 5 Pron. Impegnare energie per compiere un'azione o ottenere un effetto.

0.8 Marco Maggiore 05.11.2015.

1 Rendere pi¨ vigoroso.

[1] Guittone, Rime (ed. Contini), a. 1294 (tosc.), canz. 8.93, pag. 225: Degn'Ŕ donque che ben poder forziate, / ni del ben non dottiate, / poi che nel male aveste ogni ardimento... || Ma cfr. Contini, PD, II, p. 225: źpoder forziate: "vi sforziate"╗.

[2] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 7.37, pag. 32: fe' com'omo salvag[g]io veramente: / quand'ha rio tempo, forza lo cantare / co lo sperare / ca 'l buon vegna, ch'abassi sua doglienza.

[3] Bibbia (05), XIV-XV (tosc.), Pr 31, vol. 5, pag. 790.20: Dice elli appresso, ch' ella s' attornerÓ per mezzo il fianco per grande virtute, e il suo braccio forzoe. || Cfr. Pr 31, 17: źroboravit brachium suum╗.

1.1 [Con rif. a un luogo:] dotare di opere fortificate o di armi per la difesa o l'offesa bellica.

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 74, terz. 51, vol. 3, pag. 325: E non possendo sanza far soggiorno, / salirono al Cerruglio, e forzaro / tutto quel Poggio, e ferlo molto adorno.

[2] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 14, pag. 140.17: a li Troyani so' stati iuncti multi ayutorie e multi succursi, e la citate loro se l'aveno meglyo forciata de stichati e de fossati a lloro defensione et a nostra offensa...

1.2 Pron. Divenire pi¨ forte.

[1] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 2264, pag. 108: Sier Plašidas, io voio ben / Far-ve asaver questa novella, / Con li traditori, che me revella, / Se forša senpre plu a plu / Ognuncha die con gran virt˙...

1.3 Assol. Dare prova di valore?

[1] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), canz. 45.31, pag. 119: E voi, amico, a cui intendo faccia / bisogno assalto d'onni parte, chere / vostro valor vedere [[...]]. / Piacciavi di forzare; / e valor e talento, / non bon cominciamento, / tornano a fin ch'apiacenti e a Dio piaccia.

2 Esercitare violenza fisica o morale (nei confronti di qno).

[1] Bestiario moralizz., XIII (tosc./aret.-castell.), 26.5, pag. 792: Lo lupo [[...]] a lo Nemico Ŕ asemeliato, / de modo, de volere e de natura, / kÚ forša e rape, tanto Ŕ scelerato, / subitamente l'anime devora...

[2] Stat. sen., c. 1318, Tavola delle rubriche. Incipit, pag. 5.14: De tenere portenaio a la porta del detto Ospitale di sotto; e de la pena di quello che forzasse el detto portonaio.

[3] Fontana, Rima lombarda, 1343/46 (parm.), 78, pag. 21: Ungari, Franci e barbar' Allamani / no t'observava treugua ni fidanza, / ma l'un drŔ l'altro, de tri in tri anni, / venia sopra te a guisa d'oste / per rapir e forzare e far to' dampni.

[4] Doc. ver., 1377, pag. 368.26: gram pa(r)to d(e)i diti homeni sý Ŕ stŔ robŔ e foršŔ (contra) raxo(n) e toletoge i pigni e a gra(n) pa(r)to roto i ussi d(e)le soe caxe, ch'Ŕ uno gra(n)do mallo e villa(n)ia.

2.1 Colpire violentemente (qno) provocando una ferita.

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 11, pag. 369.17: Queste cose per certo giÓ da quel tempo fuoro da temere a me, quando io folle appetii coll'armi i celesti corpi, e forzai per ferita la destra di Venus.

[2] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 51, Passione G. Cristo, vol. 2, pag. 446.25: le mani [[...]] sono distese ne la croce e confitte con chiavelli, il corpo Ŕ battuto, il costato Ŕ forzato con la lancia, e che pi¨? non rimase in lui altro che la lingua...

2.2 [Con rif. a una situazione di conflitto militare:] assalire con violenza (oltrepassando una linea difensiva).

[1] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 9, cap. 5, vol. 2, pag. 286.14: il signore [[...]] s¨bito fece prendere il torrione che dava entrata alla rocca, e di fuori a ccampo si misse, fortificando di fossi e palancati il luogo che noĚ potieno essere forzati...

2.3 Violare (un luogo).

[1] a Legg. ss. Piero e Polo, c. 1370 (venez.), 69, pag. 74.25: E sý como le tenebre fuše per li radij del sol e li corseri se parte e quelli che forša le sepolture fuše e li lari che dubita de esser catadi al furto se asconde da lonši [[...]], cossý in quela fiada misier sen Polo, semenando le suo epistole, in ogni parte cašava via ogni eror e dubio e la veritade romagniva...

[2] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 12.174, pag. 83: Cotesti certo in mal ponto fue nati: / da giorni del Batista fin adesso / gli chiostri del bel regno Ónno foršati, / et violente Óe quel dirotto et fesso...

2.4 Trasgredire (una legge).

[1] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 778, pag. 310.9: Ed elessero quarantotto uomini che con loro fossero a fare male, a consigliarsi; e la balýa che fu dato loro per gli loro collegi se la presero eglino, e forz˛ la legge messer Lapo, che rendŔ consiglio.

2.5 Commettere un abuso?

[1] Doc. ver., 1383, pag. 427.18: Unde nuy suplichemo a vuy como el dito Zua(n)o gne forzava en la dita possasion e no haveva algu(n)a raxon en la dita possesion.

3 Obbligare (qno a fare qsa) contro la volontÓ (anche in contesti fig. e con valore metaf.).

[1] Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.), 1452, pag. 74: E sý devem tuti saver / Q'a mantegnir la castitad / Se vol foršar la volontad: / Quel Ŕ b´ato qe s'esforša / E qe quel fogo en si amorša...

[2] Memoriali bologn., 1279-1300, (1288) 28.25, pag. 53: E forzat'ho 'l meo corazo / de voler obidire / lo so comandamento...

[3] Amico di Dante, XIII ex. (fior.), canz. 4.32, pag. 709: Ma ss'or col cor umýle, / Amor, prendo ardimento / di dirvi mio talento, / non vi deve esser grave, / chÚ quei ch'Ŕ segnorile / e dona compimento / di tutto piacimento, / in ci˛ forzato m'ave...

[4] Dante da Maiano, XIII ex. (fior.), 1.14, pag. 6: S' io chero oltraggio, donna di valore, / chero perdon con grande umilitate, / ch' eo son forzato da forza d' Amore.

[5] Stat. pis., 1304, cap. 17, pag. 666.33: E li consuli possano et debbiano forsare quelli mercatanti di prendere in prestansa, come dicto est, li dicti denari, cum carta publica.

[6] Paolino Pieri, Cronica, 1305 c. (fior.), pag. 4.25: Segnori Fiorentini noi non vi vogliamo forzare, che voi non facciate la Segnoria sopra il vostro, et de' vostri cittadini. [[...]] Ma almeno di questo noi vi pur forzeremo, almeno che voi non lo impiccherete in sul nostro.

[7] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 124.6, pag. 493: Se, per trepar manescamente [[...]] / se corroza tante gente, / tegnandose in furor ardente, / ognomo dÚ so cor forzar / e refrenasse, per schivar / cossý mortar accidente...

[8] Stat. pis., a. 1327, L. 3, cap. 63 rubr., pag. 165.43: Delli servi et ancilli nati in Sardigna, che non si forcino di scire di Villa.

[9] Cavalca, Specchio de' peccati, c. 1340 (pis.), cap. 2, pag. 14.19: l' uomo debbe avere raccomandato il corpo suo come l' asino suo, al quale, volendo quello che non fa bisogno, Ŕ da negare, e non volendo quello che gli Ŕ di bisogno, n' Ŕ da forzare.

[10] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 21, pag. 102.11: E po' su la croxe quando Cristo volse mandar lo spirito fora a demostrar ch'el non era vichio nÚ aquistˇ nÚ forššˇ a murir, [[...]] el but˛ for una sý gran voxe...

[11] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 179.11, pag. 236: Se partenza da voi, donna, ora faccio / Non colpa in me, ma in voi, credo, regna; / Amor mi forza ch'io deggia partire.

[12] Contemptu mundi (I), XIV sm. (tosc.), cap. 16, pag. 93.1: El servo Ŕ ispaventato dalle minacci, Ŕ affaticato dalle angarie, estorsioni, Ŕ afflitto dalle piaghe, Ŕ spogliato delle ricchezze, le quali, se non ha, gli Ŕ forzato avere, [e se ha, gli Ŕ forzato non avere].

[13] Tristano Cors., XIV ex. (ven.), pag. 86.38: źMiser, questi cavalieri ve pregano che vuj non li foršay de saver lor nomi╗.

3.1 Costringere con la violenza a un rapporto sessuale, violentare.

[1] Rainaldo e Lesengr. di Udine, XIII (ven.), 239, pag. 164, col. 1: źSi Deo m'aý╗, dis lo Lion, / źQuesta fo grant offension, / a foršar l'altrui muier; / eo so' tegn¨ de šustiser╗.

[2] Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.), De le cative parole qua(n)to male fano in audirle, vol. 1, pag. 208.5: E si dixe che se una vergem fosse forzÓ , che ella no p(er)dereva la soa virginitae...

[3] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 3092, pag. 130: Santa Maria, mare de Dio, / ăa nonn Ŕ questo mio mario, / Quando ello m'Ó cossÝ foršada, / Con s'el m'avesse ša spoxata...

[4] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 30, pag. 448.6: Costui per la vergogna sen fugý e quella, como falsa, grid˛ che Iosep la vollea forzare: onde che fo posto in pregione per essere condempnato.

[5] f Commento a Ars am. (D), a. 1388 (ven.), L. I, [vv. 681-86], pag. 49v.20: Questo Ŕ lo teršo exempio per lo qual Ovidio prova che sia a grado ale fante a fir foršade e sostegnir un pocho de forša... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

4 Portare (qsa) oltre i limiti che gli sono propri.

[1] Poes. an. (ed. Panvini), XIII (tosc.), 49.32, pag. 571: unde forsando dico mia natura, / che 'n tal mainera foi adesso prizo / del vostro vizo...

[2] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 21, vol. 3, pag. 293.5: lÓ ove virtude si forza oltra suo potere senza ritenimento di ragione, allora cade ella pericolosamente.

[3] Ciuccio, Rime, XIII ex. (umbr.>tosc.), ball. 4.1, pag. 24: [Ma]donna, eo forzirag[g]io lo podere, / contando mio renovato desire / tutto en vostra laude.

[4] f Accio Zucco, Esopo versif., XIV ex. (tosc.-ven.), 17a.15, pag. 397: A forzar la natura non Ŕ licito, / E spiace il mato nel piacer solicito. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

4.1 Estens. Perseverare in un'azione o in un proposito.

[1] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 1, pag. 5.6: Ma no per questo nu staremo nÚ haremo cessar de trar a conpimento quel chi ˇmo proposo; anše per lor cason saremo per forzar de confermar quel chi ˇmo miso inanše...

5 Pron. Impegnare energie per compiere un'azione o ottenere un effetto.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 26: da schifare Ŕ lo carico socto lo quale in dela via viene meno, imp(er)˛ che chi si forsa di volare ansi che mecta le penne cade sensa remedio.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 30, pag. 79.29: ChÚ alcuni sono che desiderano di sempre fare ridare le genti, e forzansi pi¨ a far ridere che a dire belle parole ed oneste...

[3] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 10, pag. 129.21: Forsatevi, merciŔ!, donque, forsate in quanto potete, trare de voi amore, amando e onorando Lui, onni solicitudo stando a cci˛.

[4] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 6, cap. 26, vol. 3, pag. 91.10: E forzasi il signore della giustizia di recare a mezzo il soperchio e 'l meno nelle cose utili...

[5] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), cap. 52, pag. 293.26: quigi chi eram d'una terra chi aveva nome Gabaom et eranno andati a JosuŔ, [[...]] se foršavanno de fare credere a lue ch'igi eranno altri ch'igi no eranno...

[6] Legg. S. Caterina ver., XIV in., 294, pag. 266: da quel tempo en šae k' el vostro sý v' Ŕ morto / ognomo se forša a farve engano e torto...

[7] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 50.27, pag. 300: Pensa che De' t'Ó remuo, / moirando per ti salvÓ: / forzate de meritar, / e de render l'enpremuo.

[8] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 4, cap. 10.4491, pag. 387: źPerchÚ dormendo l'uomo alla supina / Sente accidente che non puo' far mutto / E pi¨ si forza, pi¨ la voce inclina?╗

[9] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 96.10: lo mortale freddo [[...]] chiuse le vie che danno la vita, e quelle del fiato. E non si forza di parlare: e perch'ella si ne fosse sforzata, non averebbe auta via di voce.

[10] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 9, pag. 163.11: Undi tucti killi di Turnu primamente turniaru una turri di li Truyani et cumbacterula fortimenti; da l' autra parti li Truyani si forzanu putirila et vulirila difendiri a lor putiri...

[11] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 2, 24, pag. 46.12: unde quelli, che era suso, se messe a nodar per scampar, e certi omini de la contrada, che era su lo lido, movudi de compasion, se foršÓ cum soe barche ad aydar li prediti...

[12] Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.), 1509, pag. 78: kÚ non podea stare deritta, / tutta de dolore afflicta, / et la parola li falia / per lo grande dolore k'avea. / Quando podea se foršava / et lo suo filiolo clamava...

[13] Legg. Sento Alban, c. 1370 (venez.), pag. 68.17: E quanto plu Alban se foršÓ de ocultar plu la soa intencion de la muier, tanto plu con mašor ardor la dona se sforšÓ de volerlo saver...

[14] a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 120, pag. 162.2: et perš˛ lu cori liali et humili, altrusý comu illu si forša ad ben fari, cusý si sforša di fugiri li laudi...

- Assol.

[15] Guido Orlandi, 1290/1304 (fior.), 3b.23, pag. 112: e se ben ama, facciane mostranza / con uso di leanza, / chÚ spes[se] volte vedut'˛ venire / amante e al salire in alto loco / d'aver sollazzo 'n gioco - permanere, / forzando di valere / in vita tal ch'Ŕ detta virt¨ prima.

[16] Purgatorio S. Patrizio, XIV sm. (mil./com.), cap. 21, pag. 36.8: in uno flume fregisimo [[...]] piangeveno e sofrivano grando frego k'el pariva k'ele [[scil. le anime]] moriseno. E forzaveno de insý fora del flume...