SCENA (1) s.f.

0.1 scena, scene.

0.2 Lat. scaena (DELI 2 s.v. scena).

0.3 Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.); Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.).

In testi sett.: Arte Am. Ovid. (D), a. 1388 (ven.).

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 Parte del teatro in cui ha luogo la rappresentazione. 1.1 Ciascuna delle parti (caratterizzata dalla presenza continua di det. personaggi e det. elementi ambientali) di cui si compone una rappresentazione teatrale.

0.8 Elisa Guadagnini 07.10.2015.

1 Parte del teatro in cui ha luogo la rappresentazione.

[1] Gl Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), L. I, pag. 228.5: Quivi erano frondi d'alberi nate nelli boschi e scena (luogo delle recitazioni de' poeti) semplicemente sanza maestria quivi era. || Cfr. Ov., Ars am., 106: «scena sine arte fuit».

[2] Gl Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.), par. 47, pag. 30.22: Raconta Valerio che Celio e Antonio e Petreio e Catulo adornarono da prima la casa chiamata «scena», ove si facevano li giuochi scenichi.

[3] Comm. Arte Am. (B, Laur. XLI 36), XIV t.d. (fior.), ch. 34, pag. 820.26: Teatro, dice Papia, è quello nel quale s'inchiude la scena; hae figura di mezzo cerchio [[...]] In quello stando il popolo in sulle gradora guatava i giuochi che ssi faceano di sotto.

[4] Gl Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 3, cap. 7, pag. 240.20: Euripide [[...]], venuto nel logo delle recitazioni, detto scena, disse: «Io soglio comporre favole acciò ch'io vi ammaestri, non acciò ch'io impari da voi». || Cfr. Val. Max., III, 7, ext.1: «progressus in scaenam dixit...».

[5] f Chiose a Valerio Massimo (A - FN1), a. 1336 (fior.), chiosa e [II.4.5], pag. 10v.13: Compuosero libri e 'l vero sotto certe favole scrissero; poscia raunaro il popolo e li nobili in uno luogo detto 'scena' e tante persone figuravano di quante elli voleano trattare ne la favola e in quello medesimo abito ch'era scritto nella favola... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[6] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 8, cap. 10, vol. 2, pag. 172.19: Certa cosa esti que Esopu et Rossiu, li quali foru peritissimi in arti di ioki, quandu parlavannu stavannu con li coruni in testa per tal que issi ripurtassiru in la scena li gesti adimandati a la curti. || Cfr. Val. Max., VIII, 10, 2: «...ut foro petitos gestus in scaenam referrent».

[7] Gl f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa p [II.4.1-2], pag. 39r.13: Così nel teatro erano due luoghi: uno per spazio contenente li raguardatori; l'altro, che chiamavano «scena», era per lo poeta che recitava la favola o il fatto onde nascea il giuoco, e quindi uscivano persone contrafatte in quello abito e abiti che richiedea la materia. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[8] Gl f Chiose a Valerio Massimo (D - L. VI-IX), c. 1346 (tosc.), chiosa c [IX.14.4], pag. 246v.5: (scena) Ciò è uno luogo dove uno giuco di gran diletto si facea, del quale è detto di sopra. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[9] Gl f Chiose a Valerio Massimo (C - L. III-IV), c. 1346 (tosc.), chiosa c [III.7.ext.1], pag. 54r.1: «Scena», come è detto, era uno luogo dove il poeta recitava e atteggiava la favola, e quivi saltavano e trastullavano li giocolari e lli travagliatori e ' buffoni. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[10] Gl Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 468, pag. 786.22: le donne romane allora aveano in pronto tutti quelli modi di coloro per le recitazioni d'i poeti nella scena, dove faceano gli atti de le persone le quali introduceano in loro recitare.

[11] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. III, pag. 119.13: Le maestre del lato fanno veditorghio in scena, tanto ha di piacevileza quella nobilità. || Cfr. Ov., Ars am., 351: «Artifices lateris, scenae spectacula».

[12] Gl f Chiose interl. a Arte Am. (A), XIV pm. (pis.), pag. 119.11: scena [interl. quel luogo]. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[13] Gl Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, Accessus, par. 23, pag. 5.35: recitando li comedi quelle nel luogo detto «scena», nel mezzo del teatro, quante volte introduceano varie persone a ragionare tante della scena uscivano i mimi trasformati da quegli che prima avevano parlato e fatto alcuno atto, e, in forma di quegli che parlar doveano, venivano davanti dal popolo riguardante e ascoltante il comedo che racontava...

[14] Arte Am. Ovid. (D), a. 1388 (ven.), L. I, pag. 482.10: Lì le fronde, le quali li boscosi palaçi si avea dutte, era mettude simplamente; la scena era sença arte; lo puovolo sede in li gradi fatti de erba, çascuna fronde covrando li soi cavelli. || Cfr. Ov., Ars am., 106: «scena sine arte fuit».

[15] Gl f Commento a Ars am. (D), a. 1388 (ven.), L. I, [vv. 103-6], pag. 19v.12: Scena è quello luogo ove se çuoga dele bagactelle, lo qual è facto a modo de semicirculo intorniado de drappo de lin. E lì antigamente se presentava li scripti deli poeti, verbigratia s'el disea li poeti de alguna battaia, quello dela scena fasea cum le bagattelle combattere li cavalieri ensembre; e s'el poeta disea de alguna ruffiana, over de altro facto, quello dela scena faseva cum le bagattelle tucto lo ruffianeço e ll'altro facto, sì ch'el se vedeva ad ochio çò che se disea cum parole. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[16] Gl f Chiose al Libro de' beneficii, XIV/XV (tosc.), chiosa 8, pag. 164.1: Scena era quello giuoco di buffoni che si trasfiguravano, e diceano favole; ovvero il luogo dove i poeti si trasfiguravano, e dicevano quelle favole al popolo. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[17] f De officiis volg., XIV/XV (tosc.), L. I, cap. 49, pag. 91.24: Adunque farà l'istrione nella scena, quello che non fa il savio uomo nella vita? || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Cic., De off., I, 114: «ergo histrio hoc videbit in scena, non videbit sapiens vir in vita?».

1.1 Ciascuna delle parti (caratterizzata dalla presenza continua di det. personaggi e det. elementi ambientali) di cui si compone una rappresentazione teatrale.

[1] Gl Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, Accessus, par. 23, pag. 5.34: Chiamano, oltre a tutto questo, i comedi le parti intra sé distinte delle loro comedìe «scene»...