FORTEZZA (1) s.f.

0.1 ffortezza, forteša, fortecša, fortešša, forteše, fortecia, fortecza, fortecze, fortesa, fortessa, fortesse, forteza, forteze, fortezza, fortezze, forticza, fortiza, furtiza, furtizza.

0.2 Lat. volg. *fortitia (DEI s.v. fortezza 1).

0.3 Miracole de Roma, XIII m. (rom.>tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Folgˇre, Semana, c. 1309 (sang.); Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi); Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Pietro da BescapŔ, 1274 (lomb.); Scritti spirituali ven., XIII; Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.); Preghiera alla Vergine, XIV in. (ver.); Elucidario, XIV in. (mil.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; a Poes. an. bologn., 1312-15; Paolino Minorita, 1313/15 (venez.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Lett. bologn., XIV pm.; a Doc. ravenn., 1354; Serapiom volg., p. 1390 (padov.); Poes. an. savon., XIV; Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.).

In testi mediani e merid.: Miracole de Roma, XIII m. (rom.>tosc.); Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Storie Exultet barb., XIII ex. (abruzz.); Bosone da Gubbio, Capit., c. 1328 (eugub.); Stat. assis., 1329; Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Stat. perug., 1342; Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Stat. Montecassino, XIV (luc.); Destr. de Troya, XIV (napol.); Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.5 Nota fortezze femm. sing., del tipo che continua la quinta declinazione lat. (cfr. Rohlfs ž 355), in Miracole de Roma, XIII m. (rom.>tosc.), 32, pag. 576.24: źla molta soa forteze╗; Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 11, pag. 87.17: źtutta la fortezze╗.

Locuz. e fras. a fortezza 1.9.1;essere in fortezza 1.7; fortezza d'amore 6.1; fortezza d'animo 1.3, 5.1; fortezza del corpo 1; fortezza dell'animo 5.2; fortezza di corpo 1; fortezza di Dio 5.4; fortezza di gente 3.2; fortezza di membra 1; fortezza di mente 1.3; fortezza virile 5.2.

0.7 1 [Come proprietÓ di un essere animato:] vigoria del corpo e delle membra che garantisce notevole potenza fisica e capacitÓ di sopportare le fatiche. 1.1 [Spec. al plur.:] energia fisica di un essere animato. 1.2 Condizione di salute e buon funzionamento dell'organismo e delle sue membra. 1.3 Fervore delle facoltÓ intellettive. Fortezza d'animo, di mente: saldo equilibrio della mente. 1.4 [Con rif. a una situazione di opposizione o di scontro (spec. militare):] vigoria ed efficacia (spec. offensiva), capacitÓ di attaccare e di combattere validamente. 1.5 [Come caratteristica materiale di un oggetto:] carattere di ci˛ che Ŕ robusto, resistente, compatto. 1.6 [Con rif. a un luogo:] insieme di caratteristiche che ne ostacolano l'accesso o la conquista. 1.7 Insieme delle condizioni che difendono dai pericoli esterni. 1.8 [Come proprietÓ di un'entitÓ concreta o astratta:] idoneitÓ a esercitare validamente un'azione che determina un effetto, efficacia. 1.9 Ci˛ che consente di essere stabile (anche in contesti fig. e con valore metaf.). 2 Moto impetuoso e volontario (applicato contro una resistenza) allo scopo di ottenere un effetto. 2.1 Impiego di energia (fisica o morale) di entitÓ inconsueta (allo scopo di ottenere un effetto). 2.2 Estens. QualitÓ di ci˛ che Ŕ intenso. 3 Costrizione fisica o morale esercitata nei confronti di qno. 3.1 [Con rif. a un conflitto militare:] capacitÓ di piegare l'avversario con le armi. 3.2 Fig. Insieme di truppe armate organizzate gerarchicamente a disposizione di un capo militare. 4 Ci˛ che Ŕ disagevole e faticoso. 4.1 [Con rif. a un testo:] carattere di oscuritÓ o di non facile comprensibilitÓ. 4.2 [Con rif. a un sapore:] carattere di ci˛ che Ŕ aspro, agro, pungente. 5 Insieme di doti morali di un individuo che si manifestano nell'azione virtuosa. 5.1 CapacitÓ di sopportare le tribolazioni della vita o di resistere alle tentazioni. 5.2 CapacitÓ di affrontare i pericoli senza esporvisi con eccessiva temerarietÓ e senza lasciarsi vincere dalla paura. 5.3 CapacitÓ di esercitare una dote morale o spirituale con fervore e costanza. 5.4 [Relig.] Energia spirituale conferita al credente dalla fede in un'entitÓ soprannaturale. 5.5 [Relig.] Una delle quattro virt¨ cardinali e uno dei sette doni dello Spirito Santo. 6 CapacitÓ di imporre la propria volontÓ sulle persone e sulle cose (anche rif. a entitÓ astratte). 6.1 [Con rif. all'amore, anche personificato]. Fortezza d'amore: pervasivo influsso del sentimento amoroso (anche come amore cristiano). 6.2 Estens. Azione che determina un effetto. 6.3 [Astr.] Benefico influsso esercitato da un corpo celeste o da una costellazione in virt¨ della sua posizione relativa nel firmamento (in base alla concezione tolemaica degli astri). 7 La maggior parte o la pi¨ importante, il grosso?

0.8 Marco Maggiore 21.09.2015.

1 [Come proprietÓ di un essere animato:] vigoria del corpo e delle membra che garantisce notevole potenza fisica e capacitÓ di sopportare le fatiche.

[1] Miracole de Roma, XIII m. (rom.>tosc.), 32, pag. 576.24: Et quello nollo lassao per essi, ma se infense levare de quello loco et adcostaose ad lo rege, et per la molta soa forteze desprezao tutti quelli, et prese lo rege co la mano et portaolo pesoli fi ad le mura de Roma...

[2] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 81, pag. 96.8: Da le cose che s'apartengono al corpo si pu˛ dir bene e male d'alcuna persona da quattro cose che son bontÓ del corpo solamente, cioŔ: leggereza, forteza, sanitÓ, e belleza.

[3] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 10, pag. 68.8: la beltÓ e la giovenezza e fortezza e richezza, tutto torna subito a neente...

[4] Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.), pag. 172.13: Rinoceron Ŕ bestia crudel, indomita, et Ŕ de tanta forteza, che benchÚ la fia presa, alcun no la p˛ tegnir...

[5] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 53.210, pag. 313: semper vai corrando forte / jornaa fazando enver' la morte; / unde tu sei, tuta via / aspeti morte e marotia / ni forteza ni zoventura / tojer te p˛ quella ventura.

[6] Nicol˛ de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 362.11, pag. 224: El senno di povero pocho šova, / com'Ŕ de la beltÓ d'una puitana, / o se nel matto fortešša si trova.

[7] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 3, cap. 8, pag. 101.19: Or potrete voi gli elefanti di grandezza, i tori di fortezza, i tigri di leggerezza avanzare?

[8] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 1, pag. 3.11: Cogliesi dunque che l'autore fosse d'etade di XXXV anni, quando cominci˛ questa sua Opera. Questa etade Ŕ perfetta; ha forteza, ed ha cognizione.

[9] Lucidario ver., XIV, L. 3, quaest. 106, pag. 252.2: E la forteša de Sanson serÓ per la maior flevoleša che sia apo la forteša che averÓ li electi del paradiso...

[10] Esopo ven., XIV, cap. 15, pag. 17.6: molte fiade la astucia e 'l scaltrimento venze la forteza.

- Fortezza di / del corpo / membra. || Anche in correlazione con fortezza d'animo e sim.

[11] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 20, pag. 62.27: coloro che l'elezione de' cavalieri fanno, avvegnachŔ nell'approvare, in tutti richieggiano statura di certa grandezza, e fortezzadi corpo, ed allegrezza di volto, in certi Ŕ talotta bisogno ad approvargli che abbiano scienza di sapere fare ragione...

[12] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 23, pag. 24.11: La fortezza del corpo a que' di Numanzia niuna cosa giov˛; il saver dell'arme color di Cartagine difender non potÚ...

[13] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 73, vol. 3, pag. 482.9: ChŔ se tu vuoli comparare li beni del corpo a quelli di ventura, io dico che sanitÓ Ŕ meglio che fortezzadi corpo.

[14] Dante, Convivio, 1304-7, I, cap. 5, pag. 20.13: Quella cosa che pi¨ adorna e commenda l'umana operazione, [[...]] sý Ŕ l'abito di quelle disposizioni che sono ordinate allo inteso fine: sý com'Ŕ ordinata al fine della cavalleria franchezza d'animo e fortezza di corpo.

[15] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 1, cap. 2, par. 1, pag. 35.2: Fortezza di corpo spesso Ŕ contraria a vigore d' animo.

[16] Stat. assis., 1329, cap. 1, pag. 164.13: se sonno de etade legetema, cioŔ de pi¨ de xx anni, entro alla quale etade non volemo che veruno sia recevuto, se no per forteša de corpo o per endustria de senno...

[17] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 9, cap. 12, pag. 667.14: Costoro possono darci ammaestramento, che per soperchia fortezza di membri s' impigrisce il vigore della mente...

1.1 [Spec. al plur.:] energia fisica di un essere animato.

[1] Lapo Gianni, XIII ex./1328 (fior.), 6.60, pag. 583: Se Sofferenza mi venisse meno, / sappiate, donna, che le mie fortezze / non dureranno contra vostr' altezze...

[2] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), 1 Mc 10, vol. 8, pag. 488.8: [71] Ma se tu ti confidi nelle tue fortezze, iscendi a noi al piano campo, e proviamo quivi insieme...

1.2 Condizione di salute e buon funzionamento dell'organismo e delle sue membra.

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. II, pt. 2, cap. 3c, pag. 65.15: se quello del cielo e de le pianete fusse en corso, tutto eĚll'aire subitamente movendosi (et) inpetuosamente nostro reposo turbaria, [[...]] e la nostra natura recevaria grande alteratione, nÚ non posso considerare ke la fortešša e la vertude del nostro cerebro potesse soferire sý tostano movimento.

[2] Purgatorio S. Patrizio, XIV sm. (mil./com.), cap. 25, pag. 39.10: Lo bono kavalere per quello odore recovr˛ sý grande forteza e grande sanitÓ ke lu avreve soferta pi¨ penna e pi¨ travalia ke no aveva vezuo in lo Purgatorio.

1.3 Fervore delle facoltÓ intellettive. Fortezza d'animo, di mente: saldo equilibrio della mente.

[1] Storie Exultet barb., XIII ex. (abruzz.), 9, pag. 124.1: per loro essercitiu et indoctrinamentu, non obstante loro parvitate de corpu, tamen per fortecze de mente componu unu purificatu magisteriu...

[2] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 1, cap. 2, par. 2, pag. 35.5: debilezza di corpo le pi¨ volte Ŕ fortezzad' animo.

1.4 [Con rif. a una situazione di opposizione o di scontro (spec. militare):] vigoria ed efficacia (spec. offensiva), capacitÓ di attaccare e di combattere validamente.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 1: Dipo questo li giovani, confidandosi di loro potentia (et) di lor fortessa (et) dela gra(n)de moltitudine di coloro che sý diceano d'essere amici, [[...]] consigliÓ(n)o di fare guerra...

[2] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 7, cap. 15, pag. 218.9: Qui si mostr˛ la fortezza de' due grandissimi duchi: ciascuno aveva grande possa e gran vert¨.

[3] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 219.30: e in verita l'altro deli filgioli, zoŔ Karlo, don fina tanto che 'l volesse provar la soa forteza con alguno, incauta mente fo morto.

[4] Pistole di Seneca, XIV m. (fior.), 66, pag. 149.1: Tu dei credere, che igual vert¨ sia in colui, che combatte coraggiosamente la fortezza del su' nimico, e in colui, che con grande pacienza sostiene l'assedio.

1.5 [Come caratteristica materiale di un oggetto:] carattere di ci˛ che Ŕ robusto, resistente, compatto.

[1] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 17.27, pag. 126: O rocca de fortezza, / en qual Ŕ gran tesoro, / da for pare asperezza / e dentro Ŕ mŔl savoro...

[2] Armannino, Fiorita (08), p. 1325 (tosc.), pag. 509.43: Questo Ŕ castello di gran fortešša murato d'intorno di mura di ferro tutto cerchiato d'intorno d'uno fiume di fuocho...

[3] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 1, cap. 6, pag. 39.13: Or hammi ingannato mancare alcuna cosa, per la quale, come mancando la fortezza del muro, nell' animo tuo infermitÓ di perturbazione sia sottentrata?

[4] Cino da Pistoia (ed. Marti), a. 1336 (tosc.), 161.9, pag. 852: Prova la nave nel mar sua fortezza / quando in alto la coglie tempesta.

[5] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 3, cap. 16, pag. 165.20: ChŔ perchŔ [[la fune]] era congiunta alla catena del ferro di Martino, parve che ricevesse in sŔ natura e fortezza di ferro, sý che pi¨ non si ruppe.

[6] Esopo tosc., p. 1388, cap. 14, pag. 105.5: percotevala col becco e con gl' unghioni: ma tanto era la fortezza de la sua corazza che in veruna maniera la poteva offendere.

[7] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 2, cap. 4, vol. 1, pag. 140.17: E nella midolla Ŕ la fortezza spirituale della pianta, imperocchŔ altrimenti le parti, le quali son di lungi dalla radice, non sarebbono ben fortificate...

1.6 [Con rif. a un luogo:] insieme di caratteristiche che ne ostacolano l'accesso o la conquista.

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 6, cap. 1 rubr., pag. 171.9: Pompeo pose il campo sopra a Durazzo, molto confidando nella fortezza del luogo...

[2] PalamedÚs pis., c. 1300, pt. 2, cap. 45, pag. 101.16: quando Febus vide la grande fortessa di quel castello, elli non sapea che ssi fare...

[3] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 44, pag. 120.1: Tale era la fortezza di quel sasso, che nullo ingegno vi potea essere menato apresso per nulla maniera.

[4] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 4, vol. 1, pag. 188.2: Quegli dice che sotto lo gialato monte Atalanta ee una valle sicura per la fortezza del monte, nell'entramento della quale narra che abitavano due serocchie...

[5] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 2, cap. 12, vol. 1, pag. 214.30: Villanuova, e Gagliano, e lLatera, e altre terre circustanti, che non erano di gran fortezza, nÚ guardate da gente d'arme del Comune di Firenze, feciono il comandamento del capitano de l'oste...

1.7 Insieme delle condizioni che difendono dai pericoli esterni. || Spesso in combinazione con guardia, sicurtÓ e sim.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 2, cap. 4, pag. 82.30: emperci˛ che quando lo ree vole andare da uno regno ad un altro, per rascione dea mandare uno capetano enanti cum cavalieri armati per pi¨ nobiltÓ e per pi¨ fortezza, per prŔndare li malfattori e per asigurare la via eĚllo regname...

[2] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 18, 10-18, pag. 458, col. 1.5: dintorno a quel castello ch'Ŕ circuito de pluxur circulazioni de fosse per guardia e forteza...

[3] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 9, cap. 78, vol. 2, pag. 150.26: e aveano tanto carreggio, che di loro carri per loro fortezza e sicurtade si chiusono intorno intorno tutta loro oste, che girava pi¨ di III miglia...

[4] a Doc. ravenn., 1354, 10, pag. 442.12: Anchora Óne de fora da porta Adriana, [[...]] uno pešo de tereno [[...]] lo quale Ŕne posto dal primo lado apÚ dela via del chanale (e) dal segondo apÚ del fosso che fo fato p(er) forteša del borgo...

[5] Libro Jacopo da Cessole, XIV m. (tosc.), III, cap. 7, pag. 107.17: debbono andare veggendo e cercando la cittade per notificare a' rettori quelle cose che si pertengono a fortezza e sicurtÓ di quella...

[6] Boccaccio, Epist., 1361, pag. 1127.12: Vivente adunque con meno grassa fortuna, concedendolo Dio, in maggiore fortezza trarrete la vostra famiglia.

[7] Doc. fior., 1362-75, [1366] 149, pag. 173.17: e quelle [[stanghe]] faranno mettere ove sarÓ di bisongno per forteza de la detta chiesa.

[8] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 13, pag. 105.23: Puoi fu fatto intorno a questo murato, per pi¨ fortezze, una fossa moito esmesuratamente larga, sý che, quanno era bisuogno, metteva lo mare intorno allo luoco.

- Essere in fortezza: trovarsi in una condizione sicura.

[9] a Lionardo Frescobaldi, Viaggio, p. 1385 (fior.), pag. 206.31: E appresso al fiume Giordano trovamo la chiesa di San Giovanni Battista, la quale Ŕ divota e bella e forte; ed Ŕ bisogno ch'ella sia in fortezza, perci˛ che ell'Ŕ in mezzo fra 'l detto fiume e la terra di Gerico, dove sono i maggiori ladri di quel paese.

1.7.1 Elemento, qualitÓ o risorsa determinanti nel successo di qno.

[1] a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 31, pag. 25.7: Q[u]esto peccatu est la fortiza di lu diavulu undi illu guarda et nutrica tucti li peccati spirituali.

1.8 [Come proprietÓ di un'entitÓ concreta o astratta:] idoneitÓ a esercitare validamente un'azione che determina un effetto, efficacia.

[1] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 33, vol. 1, pag. 310.9: l'Angelo confort˛ Elia attediato, e malinconico, e dielli mangiare, e bere, sicchŔ per fortezza di quel cibo and˛ per fin al monte di Dio...

[2] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 140, S. Michele, vol. 3, pag. 1232.21: e seguita poi come Elia mangi˛, e and˛, per fortezza di quello pasto, infino al monte di Dio Oreb.

1.8.1 [Dir.] [Con rif. a una legge, a uno statuto o a un documento giuridico:] l'essere operativo e vigente.

[1] Stat. sen., c. 1318, cap. 38, pag. 50.11: Et a maior cautela e guardia e perpetua fermeza di forteza fermaro le predette cose per iuramento prestato e facto per lo syndico del detto Capitolo e convento...

[2] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 74, par. 1, vol. 1, pag. 274.8: e la dicta electione valgla e tenga e aggia de forteša fermeša co' se comunamente da tucte fosse electo...

1.9 Ci˛ che consente di essere stabile (anche in contesti fig. e con valore metaf.).

[1] Brunetto Latini, Pro Ligario, a. 1294 (fior.), pag. 182.21: Ch'io ti posso mettere avanti i fortissimi uomini di Savina, i quali tu hai molto provati, e tutta la terra di Savina, ch'Ŕ il fiore d' Italia e fortezza del Comune... || Cfr. Pro Lig., 32: źrobur rei publicae╗.

[2] Poes. an. urbin., XIII, 13.63, pag. 568: Alta regina nostra forteša, / ne lo mio core pun' tanta dulceša, / c'onn'altra cosa li paga amareša...

[3] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 11, proemio, pag. 263.16: la povertade Ŕ medicinale, ella purga il male dell'auro e dell'argento. Ella Ŕ fortezza de' Santi; li poveri rimagnono nella chiesa, quando li ricchi sono portati nel regno del diavolo.

[4] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 2, cap. 2, vol. 1, pag. 84.12: e fici lu nostru jmperiu furtiza di tuttu lu mundu, lu quali era statu incumenzatu da una pizula casa di Romulu. || Cfr. Val. Max. II, 8, praef.: źortumque e parvula Romuli casa totius terrarum orbis fecit columen╗.

[5] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1376] lett. 60, pag. 247.31: siamo privati di Dio, che Ŕ nostra fortezza, per la ingiuria che facciamo alla sposa sua...

[6] Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.), 13, pag. 231.5: Essendo madona sancta Maria [[...]] luxe d'i confessuri, avocata d'i peccaturi, alturio e conforto d'i iusti, forteša d'i martyri, salvarixe de quilli ch'Ŕnno in purgatorio, paura de lei n'Ó l'inimigo...

1.9.1 A fortezza (di qsa): al fine di accrescere o potenziare (qsa).

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 4, vol. 1, pag. 41.14: noi esse [[leggi]], le quali di beata ricordanza Innocentio IIIJ et Alexandro quarto, romani pontefici predecessori nostri, volsero che fussero osservate a forteza de la fede et salute de li fedeli cristiani, [[...]] comandiamo, che esse [[...]] facciate scrivere...

[2] Stat. fior., c. 1324, cap. 80, pag. 102.33: E le predette cose s'intendano e sieno a fortezza e accrescimento degli Ordinamenti de la Justizia del populo di Firenze...

[3] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 37, pag. 170.28: li quali Sagramenti si danno a fortezza ed a miglioramento dell' anima.

2 Moto impetuoso e volontario (applicato contro una resistenza) allo scopo di ottenere un effetto.

[1] Folgˇre, Semana, c. 1309 (sang.), 21.5, pag. 380: e percuotere grue, ed alghironi / iscendere e salire 'n grand'altezza; / ed a l'oche ferir per tal fortezza / che perdan l'ale, le cosce e' gropponi...

[2] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. II, cap. 32, pag. 273.32: Ma da l'altra parte del fiume si stava un uomo grandissimo, il quale [[...]] con tanta fortešša cominci˛ a menare lo ponte dell'oro, che spesse volte il ponte sotto l'acqua non si potea vedere. || Cfr. De amore, II, 8: źpontem [scilicet] aureum tanta coepit fortitudine agitare╗.

2.1 Impiego di energia fisica di entitÓ inconsueta (allo scopo di ottenere un effetto).

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 42, pag. 186.10: I quali corrimenti con grande scaltrimento si vogliono schifare, perchŔ non si vincono per neuna fortezza di remare, ma ritornando addietro per la fortezza del corso in diverse regioni fanno arrivare...

2.2 Estens. QualitÓ di ci˛ che Ŕ intenso. || Spesso contrapposto a debilitÓ e sim.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 7, cap. 2, pag. 180.27: questo vapore igneo [[...]] fuge per l'aere qua e lÓ, e s¨ e gi¨, secondo la fortezza e la debilitÓ del suo contrario, dando luoco a la fortezza e fugendo enverso la debilitÓ ...

[2] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 6, cap. 52, vol. 3, pag. 165.7: Dunque quando il sentimento Ŕ forte, e le cose che si sentono sono pi¨ dilettevoli; grande dilettazione si apprende da quelle; per˛ che la bontÓ dell'operazione si Ŕ nella fortezza del sentimento, e nel cominciamento della cosa che si sente...

[3] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 82, pag. 401.17: L'amore di Cristo pass˛ in fortezza l'amore di tutti i serrafini, onde fu amore sommo quello di Cristo.

[4] Bosone da Gubbio, Capit., c. 1328 (eugub.), 86, pag. 379: Et fa tra essi [[gradi della penitenza]] quella differenša / di color di fortešša et di vertute / che descrive la chiesa et la credenša.

[5] Metaura volg., XIV s.-t.d. (fior.), L. 2, cap. 23, pag. 273.20: e muterebbesi come si muta il fuoco quanto ad acrescimento e scemamento, e quanto a fortezza e a debilitate.

[6] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Bestiario, cap. 34, pag. 448.40: E perš˛ no se conven fare questa cura, se no cum paura e cautella [[...]], e atendere a la velloce sensibillitŔ del membro, in lo qualle se aministra questo fiele, e a la forteša de la acuitŔ soa.

3 Costrizione fisica o morale esercitata nei confronti di qno.

[1] Trattato di virt¨ morali, XIII/XIV (tosc.), cap. 24, pag. 63.26: Fellonia Ŕ dipartita in due cose, in Fortezza et in Inganno. Ma neuno uomo non dee aver questi due vizii, perchŔ Inganno si pertiene a volpe e Fortezza a leone.

- [Prov.].

[2] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 198, pag. 303: Ingegno con prodezza / fa perire fortezza.

[3] a Proverbi e modi prov., XIII/XIV (sen.), pag. 120.9: Minaciare per forteša non Ŕ gentileša.

3.1 [Con rif. a un conflitto militare:] capacitÓ di piegare l'avversario con le armi.

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 4, pag. 42.13: Il nome delle legioni Ŕ in piede, ma per negligenza de' nostri maggiori la loro fortezza Ŕ fiaccata...

3.2 Fig. Insieme di truppe armate organizzate gerarchicamente a disposizione di un capo militare.

[1] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), 1 Mc 10, vol. 8, pag. 488.8: Ma se tu ti confidi nelle tue fortezze, iscendi a noi al piano campo, e proviamo quivi insieme...

- Fortezza di gente.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 3, cap. 12, pag. 206.5: quellino ch'avessero ei beni del corpo cioŔ fortezza di corpo e bellezza e fortezza di gente e somiglianti beni, signoreggiassero quellino che non l'avessero...

[3] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 1, cap. 3, pag. 9.26: Di quegli delle ville si dee fortezza di gente pigliare, acciocchŔ l' oste sia verace... || Cfr. Veg., Mil., I, 3, 5: źEx agris ergo subplendum robur praecipue uidetur exercitus╗.

4 Ci˛ che Ŕ disagevole e faticoso.

[1] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 8, pag. 499.29: Questi boschi i Fauni e ninfi quindi nati teneano: gente nata in tronchi e in crudeli fortezze... || Cfr. Aen. VIII, 313-314: źgensque virum truncis et duro robore nata╗.

[2] Stat. Montecassino, XIV (luc.), pag. 106.19: A li fratri i(n)firmi voy delicati tale op(er)acione voy arte le sia i(m)posita, che no(n) siany ociosi, (et) nŔ p(er) forticza de labore siani agravaty, che no(n) se partene... || Cfr. lat.: źnec violencia laboris opprimantur╗ (Romano, Regola, p. 169).

[3] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 23, pag. 151.20: lu cavallo assiduam(en)te in loco vasso quasi appresso alli pedi, sý cche con alcuna fortešša piglie lo feno voi l'annona.

4.1 [Con rif. a un testo:] carattere di oscuritÓ o di non facile comprensibilitÓ.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, I, cap. 4, pag. 19.19: conviemmi che con pi¨ alto stilo dea [al]la presente opera un poco di gravezza, per la quale paia di maggiore autoritade. E questa scusa basti alla fortezza del mio comento.

4.2 [Con rif. a un sapore:] carattere di ci˛ che Ŕ aspro, agro, pungente.

[1] Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Erbario, cap. [35.5], pag. 48.2: E qua(n)do el se beve el vino, drio a q(ue)lo se dÚ bevere l'aqua, a mitigare la forteša soa e a taiare [.i. remuovere] la vert¨ soa noxevole.

[2] <a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.)>, L. 5, cap. 25, vol. 2, pag. 182.14: Bevuta con l'aceto, e unta e fregata, [[la polvere del pepe]] vale alle posteme della milza, e provoca l'orina, e manda fuori la creatura, e dopo il coito corrompe la creatura con la sua fortezza.

5 Insieme di doti morali di un individuo che si manifestano nell'azione virtuosa.

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 184.15: Noi potemo acquistare la benivolenza delli uditori [[...]] lodando le loro opere per fortezza e per franchezza e per prodezza, per senno e per mansuetudine...

[2] Pietro da BescapŔ, 1274 (lomb.), 431, pag. 41, col. 1: Jesu Criste de ti [[scil. Maria]] verß, / Filiol del'altissimo clamao firß; / E lue darß segnio de forteša, / Lo segnor De, ki regna in alegreša.

[3] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 128.6: Dal troppo e dal poco si corrompe castitade e fortezza e dal mezzo si salva.

[4] Disputatio roxe et viole, XIII (lomb.), 239, pag. 109: Questo [[scil. le spine della rosa]] Ŕ segno de forteza e de grande honestÓ / contrastÓ alli vizij e a omicha iniquitÓ, / angelicha esse in ovra no pure in so parlÓ...

[5] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 36, cap. 8, par. 2, pag. 517.21: ammollarsi per adulazione non solamente non Ŕ cosa di fortezza, anzi Ŕ cosa di grande miseria.

[6] a Poes. an. bologn., 1312-15, 3, pag. 372: Quel omo che no Ó in sÚ fermeša / e seque senša freno el so volere, / men pres´o valer s÷a forteša, / ch'Ŕ de colui ch'Ó perd¨ 'l so avere...

5.1 CapacitÓ di sopportare le tribolazioni della vita o di resistere alle tentazioni.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 26, pag. 352.19: De' sapere, che la sofferenza Ŕ specie de la forza, la quale fortezza [[...]] Ŕ considerata ricevimento di periculi, e lungo sofferimento di fatiche.

[2] Legg. S. TorpŔ, XIII/XIV (pis.), cap. 4, pag. 59.4: ź[[...]] Unde per˛ ti priego che tu mi dÚi fortessa a sostenere li tormenti, acci˛ che, chi non crede, sý creda lo tuo nome altissimo╗.

[3] Preghiera alla Vergine, XIV in. (ver.), 387, pag. 97: Mo tuta la mia speranša, pulcella beneeta, / sý como ancilla endegna en vui l' ˛ messa, / dondo marcŔ ve clamo ke vui me dai forteša / contra tuti quellor ke quer la mia grameša.

[4] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 3, cap. 33, pag. 117.30: e finuta la sua oratione, Deu mantanente dede tanta fortiza e confortau tantu lu stomacu de sanctu Gregoriu, ki gli levau omni memoria, tantu de infirmitate, quantu de omni bisognu de chivu.

[5] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Ero, pag. 182.8: avvegna dio che noi siamo innamorati igualmente, non sono per˛ tua pari in fortezza. Io penso che gli uomini sono pi¨ forti per natura.

[6] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 10, vol. 1, pag. 60.10: Onde la fortezza dei cristiani non Ŕ fortezza di martello, cioŔ, che ripercuota, ma Ŕ fortezza di ancudine, cioŔ che pur pate.

[7] Lett. bologn., XIV pm., pag. 57.30: Se te v˛i che Cristo te dia forteza ne le aversitÓ, di' trecento volte questo verso ch' Ŕ scrito de cenabrio, ingenogiandote tutavia...

- Fortezza d'animo: capacitÓ di sopportazione. Estens. Perseveranza.

[8] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 34, pag. 60.7: Pazienzia Ŕ fortezza d'animo per la quale l'uomo soffera in pace le fatiche e i pericoli de le tribulazioni del mondo.

[9] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 21, pag. 269.9: Che Ŕ, che, duro e forte tanto, che fortessad'animo grande in continua e saggia operassione non metta a fine bona e vittoria aggia?

[10] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 5, cap. 10, pag. 399.24: Il quale caso con quanta fortezzad'animo sostenesse, nella diceria, la quale fece al popolo delle cose fatte da sŔ, a niuno lasci˛ in dubio...

[11] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 214.126, pag. 278: Forse che si convene / D'accostarse a fortezza / Dell'animo e l'asprezza - comportare?.

5.2 CapacitÓ di affrontare i pericoli senza esporvisi con eccessiva temerarietÓ e senza lasciarsi vincere dalla paura. || Anche personificato.

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 1296, pag. 221: źQui dimora Fortezza, / cui talor per usaggio / Valenza-di-coraggio / la chiama alcuna gente╗.

[2] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 11, pag. 13.2: ╚ dunca oficio de forteša de refrenar e tropo ardimento e tropo paura, sý che l'omo tegna el mešo e no schive li perigoli plu de š˛ ch'el de' segondo raxone.

[3] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 34.21, vol. 1, pag. 585: d'innanzi mi si tolse e fÚ restarmi, / źEcco Dite╗, dicendo, źed ecco il loco / ove convien che di fortezza t'armi╗.

[4] Filippo da Santa Croce, Deca prima di Tito Livio, 1323 (fior.), L. 1, cap. 12, vol. 1, pag. 26.3: gli altri Romani presero cuore ed ardimento della grande fortezza di Romolo, tanto che i Sabini furono sconfitti.

[5] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 2, cap. 6.1133, pag. 196: Fortezza non Ŕ altro definita / Che alma costante nuda di paura / In ogni avversa cosa della vita.

[6] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 15, pag. 151.36: Chisto Hector fo cavaliere de gran securitate e de maraveglyosa forteze, homo de gran corayo intanto che iamay vattaglya ove illo fosse stato non se perdio...

- Fortezza dell'animo.

[7] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 2, pag. 27.10: Donde se l'uomo vuole acquistare forza d'animo, elli si die pi¨ ritrarre da la paura, perci˛ che pi¨ contraria a la virt¨ de la fortezza de l'animo, e diŔssi pi¨ inchinare all'ardimento che Ŕ male contro virt¨ de la forza d'animo.

- Fortezza virile: coraggio considerato come attributo tipico dell'uomo (rispetto alla donna).

[8] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 5, cap. 15, pag. 313.6: le quali [[scil. le donne di Gallia]] se e loro figliuoli con furore di femmina, ma con fortezza virile, s' uccisero.

[9] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 7, cap. 69, vol. 2, pag. 93.33: [[Madonna Cia]] intese coĚ sollicitudine a provedere la difesa e la guardia di quella rocca che rimasa l'era a guardare, noĚ sanza ambizione del padre, e di chi udý la fortezza virile dell'animo di quella donna.

5.3 CapacitÓ di esercitare una dote morale o spirituale con fervore e costanza.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), Liber cons., cap. 34: no(n) abizog(n)erÓi di pu(n)te di ferri nÚ d'aiuto altrui colui ch'Ŕ siguro di fortessa di virt¨.

[2] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 18, pag. 84.14: De' [[...]] vol che con tuto 'l cor con tuta l'annima con tuta la mente con tuta la fortešša e con tute le virtue nostre lo debiamo amar...

[3] Ceffi, Dicerie, XIV pm. (fior.), cap. 26, pag. 49.23: il savio uomo si conosce e pruovasi: nell'avversitadi per costanza di cuore e, in allegrezza, per fortezza di umiltade.

5.4 [Relig.] Energia spirituale conferita al credente dalla fede in un'entitÓ soprannaturale.

[1] Scritti spirituali ven., XIII, pag. 152.10: Se vu volŔ far ben, nesun no ve lo [p˛] contradiar, k' eo sun cum vui. E d˛ve tanta forteša, k' eo voio ke vu vignŔ a vita eterna, a veder la mia beleša...

[2] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), Vita di Antonio, cap. 10, pag. 122.31: Le quali parole poichÚ ebbe finite Antonio, tanto fervore e fortezza e lume rimase e crebbe nel cuore di tutti gli uditori, che dire non si potrebbe...

[3] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 17, pag. 83.24: De' [[...]] a hi so' servi dÓ tanta fortešša ch'i venšan la morte con tuti hi so' tormenti e tenan per niente hi crudel tirani.

[4] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), [1373/74] lett. 17, pag. 68.19: sarete fatto forte della fortezza della gratia, che allora abitarÓ in voi, e sarete unito col vostro padre.

[5] Poes. an. savon., XIV, 1.32, pag. 15: ch'eli seam ben ferventi / en servý Te, o Creatore; / fane sempre De' amare / e servir cun alegreza; / noi no poemo alchun bem fare / se Ti no ne dai forteza.

[6] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 8, S. Stefano, vol. 1, pag. 100.13: Stefano, pieno di grazia e di fortezza, facea maraviglie e segnali grandi nel popolo.

- Fortezza di Dio: interpretazione del nome dell'arcangelo Gabriele.

[7] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 72, pag. 353.26: questo angelo ha nome GabriŔl, ch'Ŕ a dire fortezzadi Dio; in lei si mostr˛ pi¨ la potenzia di Dio e la sua fortezza, che in altra cosa.

[8] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 1, quaest. 31, pag. 95.10: Tanto vare a dir Michael quanto grandeza de Deo; Gabriel fortezade Deo; Rafael sanitÓ e medisina de Deo...

[9] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 28, proemio, pag. 606.31: Di questi Arcangioli alcuni sono nominati per speziale nome, come Ŕ Gabriel, che viene a dire fortezza di Dio: elli Ŕ mandato quando la fortezza di Dio si manifesta.

5.5 [Relig.] Una delle quattro virt¨ cardinali e uno dei sette doni dello Spirito Santo. || Anche come personificazione.

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 32, pag. 56.18: E i quattro segnori che son guidatori de le dette quattro osti [[...]] son quattro Virt¨ principali laonde nascono tutte l'altre Virtudi -. E io dissi: - E come hanno nome? - Ed ella disse: - Prudenzia, Giustizia, Fortezza e Temperanzia -.

[2] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 7, vol. 3, pag. 233.5: la virt¨ morale si Ŕ divisa in quattro membra, cioŔ prudenza, temperanza, fortezza e giustizia.

[3] Giostra virt¨ e vizi, XIII ex. (march.), 63, pag. 325: Queste armature clamase la Fede e la Speranša / e vera Caritate; / Iustitia e Prudentia, Fortecša e Temperanša; / e fina Humilitate, / cor de MansŘetudine, spirituale Alegranša, / sinšera Castitate.

[4] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 22, pag. 401.3: Veramente l'uso del nostro animo Ŕ doppio, cioŔ pratico e speculativo [[...]]. Quello del pratico si Ŕ operare per noi virtuosamente, cioŔ onestamente, con prudenza, con temperanza, con fortezza e con giustizia...

[5] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 11.23: e ci˛ non puote l'uomo fare sanza il quarto dono del Santo Spirito, ch'Ŕ appellato dono di fortezza, che arma il cavaliere di Dio, e fallo correre al martirio...

[6] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 4, pag. 3.19: per ese [[virt¨]] se ordena la moltitudene de li homini a viver hordenadamentre l' un con l' oltro. Queste si Ŕ: Prudencia, Justicia, Forteša e Temperanša.

[7] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 2, pag. 611.29: Dove Ŕ la iustizia e prudenzia? Dove Ŕ la fortezza e la temperanza?

[8] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 12, par. 2, vol. 2, pag. 18.12: Nota ki fortecza esti una di li quatru virtuti cardinali, et avi tri gradi di buntati: bona fortecia, miglur fortecia, et macxima fortecia.

[9] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81 (fior.), Sp. 28, pag. 207.14: queste sono le tre [[virt¨]] teologiche e le quattro cardinali: Fede, Speranza, CaritÓ, Prudenza, Iustizia, Fortezza e Temperanza, o gli sette Doni de lo Spirito Santo.

6 CapacitÓ di imporre la propria volontÓ sulle persone e sulle cose (anche rif. a entitÓ astratte).

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 18, pag. 248.16: venuto Annibale per pigliare e disfare Roma, difese Roma la loro fortezza e potenzia, ovvero sola la misericordia di Dio?

[2] Poes. an. (ed. Panvini), XIII (tosc.), 17.38, pag. 500: Amore, poi teni per me amarore, / ver cui non val nes[s]una esicuranza, / tu che travai e passi ogni forteza / e vinci tutto, / tu c'Ói potenza in ogne segnore...

[3] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 30.89, vol. 1, pag. 207: Tu, dolšore cum dolšeša, / tu, suave cum piageša, / tu, potente per forteša, / come signor poderoso...

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 65.99, pag. 269: Amor esmesurato, - grande sý hai forteza, / che la divina alteza - p˛i tanto abbassare...

[5] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 1, cap. 19, vol. 1, pag. 56.1: Due regni furono in terra principalmente, che d'altezza e di fortezza e di nobilitade e di signoria sormontarono tutti gli altri...

[6] Poes. an. pis., XIII ex. (4), 1.81, pag. 29: Tu scaltro, tu ricchesa, / tu vertute, tu larghesa, / mise imperial fortesa / per corona risplendente. || Ma cfr. CLPIO, p. 53a: źTu [te]sauro, tu ricchesa, / tu vertude, tu larghesa, / tu se' 'mperial fortesa / per corona risplendente╗.

[7] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 11, pag. 75v.16: Io veggio per mio amore Idio [[...]] facto debile, obediente, servo, peregrino e in breve obscurata prigione imprigionato. Et io procuro fortezza inobediente vivendo e voglio esser servito.

[8] Cavalca, Specchio de' peccati, c. 1340 (pis.), cap. 9, pag. 72.22: E cosý molti forti, ed astuti di mondana fortezza e scienzia, spesse volte sono vinti da deboli, e da semplici...

[9] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. II, cap. 3, pag. 539.24: Avendo in desiderio de accrescere lo cultivamente et l' oservancia de la iusticia sý s' acrescha, specialmente a le persone miserabile e de tore da la forteša del magiore zudice la cagione de peccare, quando no per amore de justicia, almeno per tema de la pena...

[10] Fioretti S. Francesco, 1370/90 (tosc.), cap. 10, pag. 91.11: e perci˛ [[Dio]] ha eletto me per confondere la nobiltÓ e la grandigia e la fortezza e la bellezza e la sapienza del mondo, acci˛ che si conosca ch'ogni virt¨ e ogni bene Ŕ da lui...

[11] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 26, pag. 228.28: Don Gilio Conchese de Spagna fece sio fonnamento e residenzia in Ancona. E per avere pi¨ fortezza bannýo la crociata.

- [Prov.].

[12] a Proverbi e modi prov., XIII/XIV (sen.), pag. 117.10: Ingiengnio e acorteša fa regnio e forteša.

6.1 [Con rif. all'amore, anche personificato]. Fortezza d'amore: pervasivo influsso del sentimento amoroso (anche come amore cristiano).

[1] Esp. Pseudo-Egidio, XIV pi.di. (tosc.), pag. 216.11: l'amore Ŕ forte come morte, perci˛ che paura di morte non menoma fortezzad'amore, nÚ per morte non si vince amore.

[2] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 5, ott. 31.1, pag. 392: Io vado tratto da quella fortezza / d' amor che trasse Pluto a innamorarsi / sopra Tifeo della tua gran bellezza...

[3] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 10, vol. 1, pag. 66.36: Cosý disposto e valente era s. Paolo, lo quale per fortezzad' amore diceva, che era confitto con Cristo in croce...

[4] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 29.14, pag. 574: non despero, / considerando che mai gran bellezza / non dur˛ contra d' amor la fortezza.

6.2 Estens. Azione che determina un effetto.

[1] <a Piero de' Crescenzi volg. (ed. S. Eugenia), XIV (fior.)>, L. 4, cap. 47, pag. 420.28: inpossibile Ŕ l'operazione della vert¨ digestiva confortarsi sanza forteza del calore naturale...

6.3 [Astr.] Benefico influsso esercitato da un corpo celeste o da una costellazione in virt¨ della sua posizione relativa nel firmamento (in base alla concezione tolemaica degli astri).

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 1, cap. 6, pag. 61.9: E anco la luna, perch'ella Ŕ veloce, passa vaccio lo male loco, e spesso riceve fortezza da li boni planeti; e ella de sÚ non p˛ dare fortezza a loro, emperci˛ emperci˛ che de sÚ Ŕ debele...

[2] Libri astron. Alfonso X, c. 1341 (fior.), Libro delle stelle fisse, L. 2, pag. 128.9: E per˛ chi della vertude di questo segno si vuole giovare, ae mestier che ponga mente nella pianeta di Venus, e ne' suoi stati e ne' suoi movimenti e nelle sue debilecše e nelle sue fortezze e nelle sue allegrezze e nelle sue tristezze.

[3] Libro fiesolano, 1290/1342 (tosc.), pag. 39.23: E fue fondato sotto pianeta d' allegreza e di forteza a tutti quelli che v' abitano, magiormente c' a gli altri c' abitano in un' altra contrada d' Europia.

6.3.1 [Astr.] Posizione particolarmente propizia di un astro che ne amplifica l'influsso?

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 1, cap. 6, pag. 60.22: e se noi damo uno segno ad uno de costoro [[scil. di questi pianeti]], lo quale segno l dea Ŕssare sua casa e sua gloria e sua fortezza, starÓ male, che pugnerÓ uno grande tempo ad andare a la sua casa e a la sua gloria e a la sua fortezza...

7 La maggior parte o la parte pi¨ importante, il grosso?

[1] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 340.1: Allora gitta via l'acqua chiara e prendi la cenere che della chiara acqua sarÓ rimasa al fondo, che Ŕ buona cenere ed Ŕ lavata, e mettila a colare in uno colatoio, e mettivi l'acqua 10 o 12 volte tanto che la fortezza della cenere n'esca...