GUADAGNO s.m.

0.1 ghuadagnio, ghuadangno, guaagni, guaagno, guadagne, guadagni, guadagnio, guadagnnio, guadagno, guadagnu, guadangn, guadangne, guadangni, guadangnio, guadangno, guadangnu, guadango, guadanno, guadhagn, guadhagni, guadhanio, guagni, guagno, guandangnio, guandangno, guano, malguadagno, quadangno, quadannio, vaagno, vadagno, vadangno, vagno.

0.2 Da guadagnare.

0.3 Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.): 2.

0.4 In testi tosc. e corsi: Doc. cors., 1242; Mattasalà, 1233-43 (sen.); Doc. pist., 1259; Doc. fior., 1259-67; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Doc. prat., 1288-90; Lett. lucch., 1295; Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.); Doc. cort., 1315-27; Doc. amiat., 1360.

In testi sett.: Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.); Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Caducità , XIII (ver.); Disticha Catonis venez., XIII; Doc. venez., 1309; Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Auliver, XIV c. s.d. (trevis.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; a Doc. ravenn., 1353; Doc. ver., 1356 (2); Doc. padov., 1377; Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Stat. perug., 1342; a Stat. viterb., 1384; Anonimo Rom., Cronica, XIV; f Laude eugub., XIV; Stat. castell., XIV sm.; Gloss. lat.-eugub., XIV sm.; Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Locuz. e fras. andare in guadagno 1.5.1; avere guadagno 1; bel guadagno 2; da guadagno 1.5; dare in guadagno 1.5.3; di guadagno 1.5; fare guadagno 1; fare un guadagno 2; guadagno spirituale 2.2; guadagno temporale 1.5.5; mettere al guadagno 1.5.2; mettere in guadagno 1.5.3; mal guadagno 1; onore e guadagno 1.5.4; vile guadagno 1.5.6.

0.6 A Doc. prat., 1275: Frate Giorgio fratello Guada(n)gni.

N Si include la forma malguadagno (cit. in 1[32]), univerbata nell'ed. ma da assimilare alle occ. in grafia separata.

Cfr. GDT, p. 326 per due att. come antrop. («a te Guadagno fratre meo [...] tibi Guadagno vendo et trado») in un doc. redatto a Pistoia nel 1194.

0.7 1 Ciò che si ottiene da un'attività come profitto materiale (in partic. denaro). [Plur., in partic.:] insieme degli introiti ricavati da un'attività. Avere o fare guadagno: ricavare un profitto materiale (da un'attività). 1.1 Remunerazione corrisposta come compenso di un'attività svolta o per beneficenza. 1.2 Estens. Il denaro o i beni ricavati da un'attività. 1.3 Saccheggio compiuto da uomini armati. Estens. Ricchezza ottenuta col saccheggio, bottino. 1.4 [Econ./comm.] Interesse ricavato sul capitale, usura. 1.5 Locuz. agg. Di guadagno: che costituisce o procura profitti, lucroso (con rif. a beni materiali o ad attività); che ha brama di accumulare ricchezze, avaro (con rif. a persone). 1.6 [Dir.] Tributo in denaro. 2 Vantaggio personale, beneficio. Fare un guadagno: conseguire un miglioramento della propria condizione. 2.1 Condizione conseguita come risultato del proprio agire. 2.2 Fig. Beneficio spirituale. 3 [Prob. per errori di trad.].

0.8 Marco Maggiore 14.01.2016.

1 Ciò che si ottiene da un'attività come profitto materiale (in partic. denaro). [Plur., in partic.:] insieme degli introiti ricavati da un'attività. Avere o fare guadagno: ricavare un profitto materiale (da un'attività). || Spesso in contrapposizione con danno, perdita, spesa e sim.

[1] Doc. cors., 1242, pag. 245.23: Ite(m) lo d(i)c(t)o Petrucc[i](us) dede p(er) mogler(e) la figlola di Tascaraccio a cCucciaruc(cu)lu di Pavese de Navaico co(n) tuctu quello dilo d(i)c(t)o Tascaraccio, alodo (et) feo, facciendo o(n)gni anno ala ecl(esi)a bacini nove di g(ra)no (et) la meza decima di tutti suoi guada(n)gni...

[2] Mattasalà, 1233-43 (sen.), pag. 1r.6: (E) ite(m) j staio di farina che rivene dal mulino del guadangno del mulo del mese di dicenbre p(er) dispesa dela chasa.

[3] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 16 (62), pag. 242.7: (e) speciale m(en)te a noi clerici [[...]] no è licito intendere ad avaricia p(er) caxone d'alcuno guadagno, façando al nostro p(ro)ximo quello che no voravemo ch'altro fesse a noi.

[4] Doc. pist., 1259, pag. 261.28: Ordinomo a(n)ko ke nesuno co(m)pa(n)gno metrà dr. nela co(m)pa(n)gnia meno di l. diece no(n)d' abia quada(n)nio.

[5] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de elymosinis, 331, pag. 249: De quel guadhagn k'el feva per De el deva via, / Perzò Dominodé l'amava a tuta via.

[6] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. III, cap. 1: quelli sono honesti guada(n)gni p(er) li quali nimo è danegiato...

[7] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 49, pag. 53.1: Favellando il dicitore di colui a cui sono venuti molti guadagni di diverse cose, o sogli venute molte ereditadi, dice: «Guarda tu, che molto vedi».

[8] Lett. lucch., 1295, pag. 11.2: p(er) guadangniofare vi potessemo...

[9] Disticha Catonis venez., XIII, L. 1, dist. 33, pag. 52.4: Cum ço sea causa ke dubiosa vita fia stravolta in no certani periculi, met a ti per vadagno lo dì, in çascun ke tu lavore. || Cfr. Dist. Cat., I, 33: «pro lucro tibi pone diem, quocumque laboras».

[10] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 1, quaest. 187, pag. 132.24: Ma la grande partia de lor la canten [[scil. la messa]] per cupidità de guadagno e per fi honoradi da la zente.

[11] Anonimo Genovese (ed. Contini), a. 1311, 4.6, pag. 720: Che gi zöa cresimento / ni a guagno re' intender, / poi che atri de so mar prender / corerà con largo vento?

[12] Doc. cort., 1315-27, pag. 43.2: Avemo auto dal nosstro lavoratore li. iiij de la sua meità de· guadangnio delli castrati, li quali noi vendemmo a Ciofrano da la Fratta.

[13] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 4, cap. 3, vol. 1, pag. 168.31: lu preturi non skittu divia aviri li soy mani continenti da ogni guadagnu, ma eciandeu li ochi da ogni dishunestu sguardu.

[14] Stat. perug., 1342, L. 4, cap. 94, par. 1, vol. 2, pag. 454.11: Conciosiacosaché per ragione de la fiera overo del mercato molte guadangne e biene provengano a le cità, en le quale le fiere s'aduoperano...

[15] a Doc. ravenn., 1353, pag. 448.8: Gle patti fo che 'l guadagno se di' pa(r)tire p(er) mitade, e se dan(n)o gle fosse se di' p(ar)tire p(er) mitade.

[16] Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.), De eodem, vol. 1, pag. 103.19: Lo novem ramo d'avaricia si è marvaxe mester, sicomo è i(n) monte femene, che p(er) um pocho de guagno s'abando(n)nam a peccar...

[17] Doc. ver., 1356 (2), pag. 318.29: Ite(m) che 'l dito maistro Avantin q(uan)to è p(er) lo guagno che seguirà o che de raxon faça(n)do ben devrà seguiro quel te(m)po che durarà la dita co(m)pagnia esser debia p(er) la terça p(ar)to...

[18] Doc. amiat., 1360, pag. 86.10: Ancho adimando la mia pa(r)te di XXXII fior., e q(u)ali Binduccio chonparò vino a Canpagnaticho, e del guadagno de' detti d. tocchami del capitale X fior., XLVI s., VIII d..

[19] Giov. Pinciardi, Ricord., 1362-69 (ssep./fior.), 3 [1366], pag. 363.27: e siamo in questi patti e chonvengnia che ongni guadagnio e avanzo che Dio ci conciederà della detta chonpagnia, sì ssi debba partire per mezo tra Paulo e me Giovacchino...

[20] x Lett. lucch., 1375 (?), lett. 5, pag. 141: Ben bizogna sottigliare qui, perchè i guadagni mancano e le spese crescono.

[21] Doc. padov., 1377, pag. 50.34: et og(ni) spexa et og(ni) guadag(no) fato se dibia partire p(er) mità, e mità tochi a B(er)tollamio e mità a Iachomo...

[22] a Stat. viterb., 1384, cap. 3, pag. 182.38: Anque statuimo et ordinamo che 'l rectori novi devano iurare [[...]] che, rimosso prece, amore, guadagno, amicitia, benivolentia et omne utilitade che a lloro rectori tornasse, di fare, adoperare bene et legalmente loro officio...

[23] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 768, pag. 302.36: è d'usanza che i soldati, dove non veggono gran guadagni, mal volentieri si stanno...

[24] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 12, pag. 96.9: Più era questo sottile nella gabella che non fu Aristotile nella filosofia. Per la cui introduzzione onne guadagno, onne capitagna entrava in Communo.

[25] Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.), 7, pag. 226.10: Ieso Cristo [[...]] ne dibia dar gracia che nui façamo in questa vita quelle arte e quî guadagni che nui possamo nurigare li corpi e dare parte per le anime...

[26] Stat. castell., XIV sm., pag. 143.6: Ancho volemo che niuno dela fratenita possa fare niuno enlicito guadangno nè de veruna merchanthia inlicita nè uçare nè m(er)catare.

[27] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 167.23: Et da poi sequitò una grande siccità, in tanto che a li agricole delle loro guadagne fallio omne speranza.

- Fig.

[28] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 28, pag. 446.12: la nobile anima [[...]] si rimembra delle sue diritte operazioni, sanza le quali al porto ove s'apressa, venire non si potea con tanta ricchezza né con tanto guadagno.

[29] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. XV, par. 98, pag. 685.32: Diranno che la poesia non sia lucrativa, la quale dà per guadagno cotanti secoli a coloro che a lei con sincero ingegno s' acostano...

[30] f Laude eugub., XIV, 3.78: Filgliol de Dio seray chiamato / Si serai buom perdonatore: / Chi ce prende fa tal camgno, / Nom può far magior guadagno. || LirIO; non att. nel corpus da altre ed.

- Mal guadagno: profitto ottenuto con mezzi disonesti o in modo riprovevole.

[31] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 110.3: E questo Valerio fue sì giusto e guardò sì le mani da' presenti e da' mali guadagni, che divenne povero per questo officio del comune, lasciando tutte l'uttilitadi sue...

[32] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 26, pag. 204.33: Unde veggio che se l'omo àe facto uno malguadagno ch'elli non farebbe però un furto né un micidio...

[33] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 7, par. 16, comp. 62.57, pag. 151: Coluy fa mal guadagno / ch'altri inganna.

- [Prov.].

[34] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 171, pag. 302: Guadagno con frode / non ha pregio né lode.

[35] a Proverbi e modi prov., XIII/XIV (sen.), pag. 113.21: Di grande guadagno grande perdita.

[36] a Proverbi e modi prov., XIII/XIV (sen.), pag. 114.22: Elgli è tal guadagno k'è danno.

1.1 Remunerazione corrisposta come compenso di un'attività svolta o per beneficenza.

[1] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 6, cap. 47, vol. 3, pag. 145.12: Il guadagno è suvvenimento di indigenza. E gli uomini maggiori debbono dare a' minori guadagno, e' minori debbono fare ai maggiori onore e reverenza...

[2] Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.), 12.5, pag. 417: E di novembre a Petrïuolo, al bagno, / con trenta muli carchi di moneta: / le rughe sien tutte coperte a seta; / coppe d' argento, bottacci di stagno; / e dare a tutti stazzonier' guadagno...

[3] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 3, cap. 2, pag. 183.8: E molti guadagni lasciava, e molte paci facea, per avere gli animi degli uomini pronti a quello che egli disiderava.

[4] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 3, pag. 8.11: et mandau comandandu a lu Princhipi di Salernu [[...]] chi li mandi agenti in sforczu et aiutu, a zo chi pocza vinchiri li innimichi di lu Inperiu, promittendu a quilli di remunerarili et darili bonu guadagnu.

[5] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 36.44, pag. 244: Il nobile huomo al tornar prexe il regno, / et feo clamar gli servi a gli qual pria / dato ave la pecunia, qual fue degno. / Il guadagno de ognun sapere il volse, / et se [ne] il ne aveva securtate o pegno.

1.2 Estens. Il denaro o i beni ricavati da un'attività.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio musce cum formica, 173, pag. 94: Eo fo com fa l'om iusto, k'ascond lo so guadhanio / In tal part ke i demonij zamai no 'g pon trá dagno.

[2] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 21, pag. 64.17: essendo egli nutricato della pubblica annona, cresce di tutto il soldo che gli è dato, e chiamasi questo guadagno peculio castrese, cioè il guadagno che nell'oste si fa.

1.3 Saccheggio compiuto da uomini armati. Estens. Ricchezza ottenuta col saccheggio, bottino. || Anche associato a preda.

[1] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 75 rubr., pag. 144.17: Sì li contia come Paris e sua compagnia erano arrivati a Thenedon e com'ellino aveano in Grecia prochacciato, e 'l grande guadagno e la gran preda che avevano racolta...

[2] Filippo da Santa Croce, Deca prima di Tito Livio, 1323 (fior.), L. 4, cap. 31, vol. 1, pag. 405.30: nientemeno alquanti ne ragunaro, i quali vennero per loro volontade, a speranza di preda e di guadagno.

[3] Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362, pag. 55.10: Siena colla nostra giente, e ogniuno tornò en suo paese e con vitoria e con guadagnio di prigioni e di bestiame.

[4] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 11, pag. 82.3: Granne fu lo guadagno de questo stormo. XL milia corpora de Saracini fuoro presi, maschi e femine, li quali fine nello dìe de oie staco siervi de Spagnuoli.

1.4 [Econ./comm.] Interesse ricavato sul capitale, usura.

[1] Doc. fior., 1272-78, pag. 459.23: E deono dare in fiorini p(er) guadangno e p(er) prode di questi d. infini in ka. gienaio nel lxxvi lib. CClx, fatt'a otto livere per c(ientinaio), e llascamone livere sedici loro.

[2] Novellino, p. 1315 (fior.), 25, pag. 189.1: Pochi giorni dimorò, che venne a llui un borgese e domandolli dieci marchi in prestanza et offersegliene due marchi di guadagno a certo termine.

[3] Libro segreto di Giotto, 1308-30 (fior.), [1324], pag. 441.20: a quale de' conpagni di questa conpagnia mancase danari per adenpiere quelo che dè dare per lo fornimento de la parte ch'à meso nel corpo di questa conpagnia che ne doni a la conpagnia per buono e lecito guadagnio a ragione di sette per cientinaio l'anno benedetti da Dio.

1.5 Locuz. agg. Di guadagno: che costituisce o procura profitti, lucroso (con rif. a beni materiali o ad attività); che ha brama di accumulare ricchezze, avaro (con rif. a persone).

[1] Caducità , XIII (ver.), 69, pag. 656: Mo l'altre creature è de vaagno: / la carno e l'oso, la lana e 'l coramo; / mo tu, trist'omo, ei peço ke loamo: / de ti no pò, homo, ensir se no dampno.

[2] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. I, cap. 4, pag. 5r.7: El mercatante non pone ad terra el disiderio dele cose ch'à a comperare per lo quale possa raunare richeççe di maggiore guadagno, imperò che indarno desiderebbe il guadagno se nonn avesse presa la via di pervenire ad esso. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Cass., Col., I, 4: «Negotiator quoque conparandarum mercium desiderium non deponit, per quod possit quaestuosius divitias congregare».

[3] Dante, Rime, a. 1321, 27.11, pag. 88: Ma ben m'è detto che tu sai un'arte / che, s'egli è vero, tu ti puoi rifare, / però ch'ell'è di molto gran guadagno...

[4] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 3, cap. 60, vol. 1, pag. 397.14: Ed era una mercatantia tra tutti di guadagno, ma di maggiore danno e vergogna del Comune nostro, e molto se ne dolieno i cittadini.

[5] Marchionne, Cronaca fior., 1378-85, Rubr. 628, pag. 226.8: Questo inquisitore fu uomo di guadagno, e per denari molti cittadini avea condannati per eretici quasi per nonnulla...

- Locuz. agg. Da guadagno.

[6] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 68, vol. 3, pag. 460.4: Li reditaggi sono contadi, edifici, e terre da guadagno.

1.5.1 Locuz. verb. Andare in guadagno: dedicarsi a un'attività che assicura profitti.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De anima cum corpore, 171, pag. 60: Perzò m'è dao lo cor k'eo pens dre mee vexende, / Le man per tò dra roba, la boca per ben spende, / Li pei pr'andá in guadhanio, la lengua per contende...

1.5.2 Locuz. verb. Mettere, mettersi al guadagno: introdurre (qno) o dedicarsi a un'attività che assicura profitti.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 30, pag. 156.16: L'uomo che vuole ben vivere e a onore, questo è il fine: allora fa l'opere ordinate a questo fine, allora si metterà a' guadagni e ad ogni cosa.

[2] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 20, 25-33, pag. 399, col. 1.17: in quella cità era uno gentil omo lo quale avea tre figliole molto belle, ed era caçudo in tanta povertà, ch'el se fermò una sera de meter queste soe figliole a lo guadagno in logo desonesto, açò ch'el podesse trarre soa vitta.

1.5.3 [Econ./comm.] Locuz. verb. Dare, mettere in guadagno: investire beni o somme di denaro affinché rendano un profitto.

[1] Doc. venez., 1309, pag. 61.26: ancora lasso a Natalim figlo de mio frar Thomado Roman natural lib. dexe de gss. cum questa (con)dicione ch'ele sia metute, le dicte lib. dexe de gss., in vadagno in sta tera in chi a ch'el fante hebia anni vinti.

[2] Doc. venez., 1312 (4), pag. 89.14: et queste libr. duxento se debia dar in vadagno dapò ch' ela serà maridhadha et entendasse che digo de entrame doe, chadhauna per si, no possando metre soi maridi man ad essi per nessum modo in vita d' esse...

[3] Doc. venez., 1314 (5), pag. 105.22: et voio che la dita mia fiia eba de tuti li mei beni sì mobele co' stabele libr. L che li la soa mare e questi dineri se debia meter en vadagno açò che ela possa aver otilitade de issi...

1.5.4 Onore e guadagno.

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 4, pag. 10.2: Da ind'innanzi m'abandonâr l'amistadi e li onori e' guadagni e tutti li altri beni della Ventura, e sopravennermi tante e sì diverse tribulazioni...

[2] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 3, cap. 291, vol. 2, pag. 135.16: aciò che li onori et li guadagni a suo luogo et tempo devengano et sieno ne li cittadini et contadini di Siena...

[3] Doc. sen., 1321, pag. 110.3: Al nome di Dio e de la Vergine Maria, che ci dia e conceda a fare quello che sia a loro lade e loro salute e nostro onore e guadagnio per l' anima e pe· lo corpo, amen.

[4] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 10, vol. 1, pag. 61.2: gli uomini diventano valenti per speranza di onore e di guadagno.

1.5.5 Guadagno temporale.

[1] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 15 (58), pag. 241.17: E se çohe avesse gua(r)dato do(n) prè Ma(r)tino, p(er) caxone d'alcuno guadagno te(m)porale i(n) p(er)iculo d(e)la sua a(n)i(m)a, no avrave recevuto e no receverave li mei pa(r)rochiani...

[2] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 63.29: Primo si è di donare buono consiglio a quelli che n'hanno mistiere per l'amor di Dio primieramente, non niente per cupidità, e per disiderio di guadagnotemporale, come fanno i malvagi avvocati che prendono a destra e a sinistra...

1.5.6 Vile guadagno.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 65.93, pag. 269: Or ecco, che tu n'abbi - parme sì vil guadagno: / demanda l'auro stagno - per mustrar sua belleza?

[2] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 7.11, pag. 9: Povera et nuda vai, Philosophia, / dice la turba al vil guadagno intesa.

[3] Esopo ven., XIV, cap. 56, pag. 54.18: io non voio vender lo mio volere né la mia francheza per cossì vile guadagno como è quelo dela gola...

1.6 [Dir.] Tributo in denaro.

[1] Gl Gloss. lat.-eugub., XIV sm., pag. 122.6: Hoc lucar id est lo guadagno del busco.

2 Vantaggio personale, beneficio. Fare un guadagno: conseguire un miglioramento della propria condizione. || Spesso in contrapposizione con danno.

[1] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 79, pag. 563: Cossì avien a tuti, e fai cotal guadagno / con' quel qe çeta fora l'a[igu]a marça del bagno, / q'el' [a]pudora tuti, e ig blastema qi 'l fir: / sì pud lo so çançar q'el no cala de dir.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De falsis excusationibus, 234, pag. 185: Intant, se tu perdoni, tu fe' maior guadhanio: / Ki no perdona a tugi, trop è quel mat e zanio...

[3] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 7, cap. 46, pag. 530.2: Che cose del malavventurato Attalo favelleroe, a cui essere morto tra' tiranni fue onore, e morire fue guadagno?

[4] Inghilfredi, XIII sm. (lucch.), 3.17, pag. 97: doglio quando più miro / lo guadagno che perdo, / che più mi pura ca l'aigua la spungia.

[5] Conti morali (ed. Segre), XIII ex. (sen.), 7, pag. 497.35: E così p[ren]de el Nemico el suo guadagno, chi mesfae al suo creatore, chi non si confessa spessamente...

[6] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 16, cap. 4, par. 6, pag. 285.13: Se uomo te ne renderà alcuna cosa, è guadagno; se non te ne renderà, non è danno.

[7] Doc. fior., 1274-1310, pag. 303.10: Dio il cci dea buono questo e tutti gli atri, e possa esse inn acrescimentto di persone e d'avere e inn allegreçça e in buona venttura che Dio ci dea, amen, e possa essere in grande guadangno de l'anima e del corppo.

[8] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 14.275, pag. 162: A queli chi fam questo ben / cinque guagni gi ne vém. / Lo primer guagno dir voi' e': / grazia e gloria da De'.

[9] Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), pag. 384.16: ristrigniti e comporta: saratti per guadagno avere ritenuta la lingua.

[10] Cavalca, Specchio di croce, a. 1333 (pis.), cap. 8, pag. 35.22: Quelle cose che in prima mi parevano guadagno, ora per amore di Cristo mi reputo danno...

[11] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 8, cap. 13, vol. 1, pag. 431.20: i quali, tutto che d'animo di parte fossono divisi, sotto coverta di falsa ipocresia furono in concordia più al guadagno loro propio ch'al bene comune...

[12] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 101, pag. 401.23: Dinadano, che rimase a tavola a mangiare e mangiava fortemente, dicendo: - Questo guadagno non farà Tristano sopra di me, ch'io non mangi la parte mia -.

[13] Petrarca, Trionfi, 1351(?)-74, T. Cupidinis III.143, pag. 221: Errori e sogni ed imagini smorte / Eran d' intorno a l' arco triumphale / E false opinioni in su le porte, / E lubrico sperar su per le scale / E dannoso guadagno ed util danno, / E gradi ove più scende chi più sale, / Stanco riposo e riposato affanno...

- Bel guadagno (in senso iron.).

[14] Auliver, XIV c. s.d. (trevis.), 49, pag. 511: a nïent ven quel ch'in amor s'incrùcola; / [[...]] quelui ha 'l mal, che trop se n'incavigla. / Al bel guadangn, ch'eu n'ai, me 'n pos percorger, / che cent se 'n part da lui çença 'l son scorger.

[15] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 213.149, pag. 273: Or ti vesti di vento. / Ma io non mi spavento - e non mi lagno. / Che bel guadagno - è quello d'una simia! / Rade volte l'alchimia - empie la tasca.

2.1 Condizione conseguita come risultato del proprio agire.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 24.129, vol. 2, pag. 421: Sì accostati a l'un d'i due vivagni / passammo, udendo colpe de la gola / seguite già da miseri guadagni.

[2] Stoppa de' Bostichi, Se la Fort., XIV pm. (fior.), 63, pag. 681: O buon re Carlo Magno, / che per la fede nostra combattesti / e a sí gran guadagno / Orlando e Ulivier teco volesti...

2.2 Fig. Beneficio spirituale.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De scriptura aurea, 355, pag. 163: S'eo no calass de dire per cento milia anni, / Cuintar no se porave li gaudïi tamagni / Com è mirar quii angeli. Oi De, quent bei guadhagni; / Quellor ke no li acatano, quii en trop mat e zagni.

[2] a Leggenda Aurea, XIII ex. (pis.), 2, pag. 96.3: l'a(n)gelo Gabriel no i(n)vita a salutare la n(ost)ra Do(n)na p(er) exsemplo, la gioia che (santo) Ioh(ann)i Battista fé i(n) del ventre dela madre, et lo guadangno dela resalutassio(n)e.

[3] Preghiera alla Vergine, XIV in. (ver.), 431, pag. 99: Li frai e le serore k' e' ò segundo carno / et amisi e parenti et ogn' om ke me servo / dage gratia e ventura de far qui tal guaagno, / dondo igi en paraiso ne trovo santo albergo.

[4] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 4, cap. 61, pag. 185.23: eciamdio poy ke ne avimu comunicatu ni divimu guardare de omne layda cogitacione e de omne vana allegricza, a zo ki la anima non perda lu guadagnu ki aspecta pir virtute de lu sacramentu.

[5] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1330 (pis.), L. 3, cap. 14, pag. 154.14: ciascuna santa anima viene a grande guadagno di virtù e di fermezza per alcuno piccolo danno e difetto del quale molto si umilia.

[6] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 28, pag. 137.33: ma meglior batesmo si è suffrir ingiurie con lo volto allegro per amor de Cristo chi te manda tal guagno, e no voler mal a chi te tol la roba a torto e a peccao né a chi te desfama...

- Guadagno spirituale.

[7] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. I, cap. 20, pag. 20r.2: socto spetie d'edificatione di molte persone, et per amore di guadagno spirituale, induce a disiderare el sancto officio dela chericia... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[8] Cavalca, Specchio di croce, a. 1333 (pis.), Prologo, pag. 2.8: ciascheduno di quello potere, e di quello sapere, o d' altro bene che Iddio gli ha commesso debbe cercare guadagnospirituale.

3 [Prob. per errore di trad.].

[1] Bibbia (10), XIV-XV (tosc.), 1 Pt 2, vol. 10, pag. 430.19: Ma voi siete generazione eletta, sacerdozio reale, gente santa, popolo di guadagno... || Cfr. 1 Pt 2, 9: «vos autem, genus electum, regale sacerdotium, gens sancta, populus adquisitionis».