LIBERALITÀ s.f.

0.1 liberalità , liberalitade, liberalitate, liberalitati, libertalitati.

0.2 Lat. liberalitas, liberalitatem (DELI 2 s.v. liberale).

0.3 Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.): 1.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Albertano volg., 1275 (fior.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>.

In testi sett.: Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Paolino Minorita, 1313/15 (venez.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: Stat. perug., 1342.

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Nota libertalitati in Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.) prob. per incrocio con libertà .

Locuz. e fras. fare liberalità 1.1; usare liberalità 1.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

0.7 1 Larghezza nello spendere o nel donare (in partic. come giusto mezzo tra avarizia e prodigalità). Estens. Inclinazione a beneficare, soccorrere o aiutare qno o esaudirne i bisogni o le richieste. 1.1 Azione ispirata da larghezza, benevolenza e generosità.

0.8 Diego Dotto 21.12.2015.

1 Larghezza nello spendere o nel donare (in partic. come giusto mezzo tra avarizia e prodigalità). Estens. Inclinazione a beneficare, soccorrere o aiutare qno o esaudirne i bisogni o le richieste.

[1] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 25 (86), pag. 248.3: Ad odure d(e)la cui lib(er)alità seguram(en)te rec(ur)ro p(er) adoma(n)dare piçola cosa e grande...

[2] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 6, pag. 200.10: Et Cato dice: sie buono ai buoni, in tal modo che non te ne seguiti danno grande. Et non solamente non ti de' nuociere per tua liberalità e larghezza; ma eziandio agli altri.

[3] Gl Albertano volg., 1275 (fior.), L. IV, cap. 57, pag. 287.6: (E) diffiniscesi così [la liberalità e· nela Doctrina di custumi]: «La liberalitade è virtude dell'animo datrice de' benifici; et dicemo k'ella è p(er) lo desiderio beni(n)gnitade (e) p(er) lo co(m)pim(en)to benifice(n)tia; e sta tutta questa virtude i(n) dare (e) in guiderdonare...

[4] Gl Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. IV, cap. 15: [1] Liberalità , cioè cortezia, fa' tua dispensatrice, (et) di dìe (et) di nocte la mecte (con)tra l'avaritia. [2] Et, sì come in nel Moralium doma si co(n)tiene, la liberalità si diffinisce in questo modo: liberalità è vertù d'animo dispensatrice deli benefici...

[5] Gl <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 17, pag. 53.17: E perciò che elli avviene che l'uomo fallisce in fare ispese convenevoli, sì come quelli che è avaro, e avviene che l'uomo fa ispese troppo grandi, sì come quelli che è folle largo, e' conviene avere una virtù mezzana infra avarizia e folle larghezza, e quella virtù è chiamata larghezza e liberalità .

[6] f Brunetto Latini, Pro Marcello, a. 1294 (fior.), pag. 55.20: Per la quale cosa la tua liberalitade e franchezza dèe essere stata più graziosa verso di noi, che quelle cose vedemo... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Cic., Marc., 16: «gratior tua liberalitas».

[7] Gl <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 46, vol. 3, pag. 389.8: Liberalità è una virtù che dona, e fa beneficii. Questa medesima virtù è chiamata cortesia.

[8] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 46, vol. 3, pag. 390.11: Dunque pare bene, che liberalitade è divisa in sette parti: cioè dono, guiderdone, religione, pietà, carità, reverenza e misericordia.

[9] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 182.19: de tanta liberalitade el fo, che a nessun ello non negava chossa alchuna, digando che nessun da l'imperador se doveva partir tristo...

[10] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 17, pag. 371.13: La terza si è Liberalitade, la quale è moderatrice del nostro dare e del nostro ricevere le cose temporali.

[11] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 24, pag. 195.34: Et però solo lo giusto è libero, però che segondo li phylosofi quelli è libero ke serve per propria liberalità , non per altro che 'l faccia volere, ché volentieri non vorrebbe.

[12] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 14, pag. 17.15: E se le richeçe è meçane, quela vertude che ê si dreça ben l'omo è dita liberalitade, la quale à .IJ. extremitade viciose: la una è prodigalitade, l' altra è avaricia.

[13] Gl Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 7, proemio, pag. 103.8: Conciosiacosachè di ciascuna operazione il mezzo sia virtù, dunque le stremitadi, cioè il troppo e il poco, sono vizii: liberalitade, cioè larghezza ch'è 'l mezzo intra 'l mal tenere, ch'è avarizia, e il disordinato spendere, ch'è prodigalità, è virtù...

[14] Gl Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 18, proemio, pag. 408.9: liberalitade è virtude in dare benifizii, la quale per [lo] affetto diciamo benignitade, e per lo effetto beneficenzia.

[15] Gl f Chiose a Valerio Massimo (A - FN1), a. 1336 (fior.), chiosa a [IV.8.1], pag. 31r.11: Liberalità è virtù in fare benefici, le cui parti sono due: l'una è nell'effetto dell'animo, e questo à nome benivolenza, l'altro ne l'effetto, ciò è compimento, e questa à nome benificentia, ciò è fare benificio... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[16] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 4, cap. 4, vol. 1, pag. 174.26: Issu medemmi lu Senatu per sua libertalitati vindicau li filgi di Luscinu Scipiuni da nozzi non dotati ca nulla cosa avianu qui putissiru dari a maritu di la hereditati di sou patri, salvu grandissima gloria di bona nominata.

[17] Stat. perug., 1342, L. 2, cap. 20, par. 6, vol. 1, pag. 384.25: conciosiacosaché molte citadine peruscine de loro propria liberalità sé e gl biene loro per diverse uneversetade e collegie e non suiecte de diverse condictione siano obigate...

[18] Gl f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa a [IV.8.1], pag. 120r.15: «Liberalità » è una virtù in fare beneficii, le cui parti sono ii: l'una è ne l'affetto de l'animo e à nome «benivolentia», l'altra sta ne l'effetto del dare e à nome «benificentia». || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[19] Gl f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa h [IV.8.ext.1], pag. 121v.4: (Hiero etc.) La liber[ali]tà sta in dare e in remunerare... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[20] Gl f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa i [IV.8.ext.2], pag. 122r.4: Liberalità è mezzana tra prodigalità e avaritia, ma più s'accosta a prodigalitade. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[21] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 1, pag. 5.17: Robertus Guiscardus [[...]] fu homu di grandi consiglu et di grandi ingeniu et di liberalitati et audacia...

[22] Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 33, pag. 48.11: Dice che non si debbe appellare virtù di liberalità , uno scialacquare e donare sanza ordine e misura.

[23] f Etica di Aristotele volg., XIV t.q. (tosc.>sett.), L. II, cap. 35, pag. 69r.8: Liberalità , mangnificiençia, mangnianimità ont intra loro comunità. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[24] Gl Francesco da Buti, Par., 1385/95 (pis.), c. 33, 1-21, pag. 859.2: et è benignità disposizione d'animo a ben fare al prossimo, et invitante li altri co la sua dolcezza, et è spezie di carità; e liberalità è larghezza di donare da sè medesimo mossa.

[25] f Libro de' beneficii volg., XIV/XV (fior.), L. II, pag. 31.26: Io dovea più ricevere, ma non fu lieve il più dare; la cortesia e liberalità di colui si convenia dividere in più persone: poco fece, ma farà più volte. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Sen., Ben., II, 28, 2: «in multos dividenda liberalitas erat».

- [Come attributo di Dio].

[26] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81 (fior.), Sp. 17, pag. 172.33: Adunque dico che Dio, che è somma liberalità , perché Adam non avesse peccato, serebbe venuto a prendere carne umana per darci il dono libero e intero, per congiugnere la Deità sua con l'umanità nostra...

- [Personificata].

[27] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 20, cap. 3.72, pag. 425: Seguitan lei Severità, la prima; / E lla siconda, Liberalitade...

[28] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 3, par. 14, comp. 43.135, pag. 126: e dietro a tal temone / seguia Benignità mite e vivace, / e la Misericordia e la Pietate / e Mansuetudo e Liberalitate.

- Usare liberalità : essere largo nello spendere o nel donare.

[29] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 47, vol. 3, pag. 394.6: Usiamo dunque liberalità in tal maniera, che vaglia a noi, ed a' nostri amici, ed a niuno non nuoccia.

[30] Boccaccio, Decameron, c. 1370, X, 6, pag. 661.5: Chi potrebbe pienamente raccontare i varii ragionamenti tralle donne stati, qual maggior liberalità usasse, o Giliberto o messer Ansaldo o il nigromante, intorno a' fatti di madonna Dianora?

1.1 Azione ispirata da larghezza, benevolenza e generosità.

[1] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 1, pag. 679.13: Altri, con più superbo intendimento ne' beni amplissimi fortunali, le inestimabili imprese di Serse, le ricchezze di Dario, le liberalità d' Alessandro e di Cesare i prosperi avvenimenti con continua lettura sentendo...

[2] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 131-40, pag. 60.11: e oltre alla natura delle femmine, lei s' ingegnava di mostrare essere uno Alessandro, alcuna delle sue liberalità raccontando, le quali, per non consumare il tempo in novelle, non curo di raccontare.

- Fare liberalità : compiere un beneficio.

[3] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 32, pag. 405.31: e però volendo conoscere chi maggiore liberalità overo cortesia facesse, conviene considerare quale di queste tre cose sia più cara.

[4] f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa [IV.8.ext.1], pag. 121v.8: imprima pone lo stato di colui al quale fu fatta la liberalità ... || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.