TENUITÀ s.f.

0.1 tenuità .

0.2 Lat. tenuitas, tenuitatem (DEI s.v. tenue 1).

0.3 Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.): 1 [2].

0.4 Att. unica nel corpus.

0.6 N Voce redatta nell'ambito del progetto DiVo.

0.7 1 L'essere esiguo, scarso.

0.8 Diego Dotto 21.12.2015.

1 L'essere esiguo, scarso.

[1] a Piero de' Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), L. 2, cap. 13, vol. 1, pag. 162.8: Ed imperciò vedemo alcune piante non solamente mutarsi per lo cibo in altra maniera di sapore de' frutti loro, ma eziandio spesse volte passano, e si mutano in altre spezie per la tenuità del cibo e del letame...

- [In contesto fig.].

[2] Andrea Cappellano volg. (ed. Ruffini), XIV in. (fior.), L. I, cap. 17 lett., pag. 135.23: Come l'antica usanza mostra apertamente e l'ordine degli antichi il vuole, che quando s'adomandi giustizia ove per certo il senno à trovato albergo e piutosto è d'adomandare la verità della ragione della piena fonte, ch'adomandare cercando aiuto della tenuità de' piccioli rivicciuoli. || Cfr. De amore, I, 17: «ex parvorum tenuitate rivorum».