SACRIFICARE v.

0.1 sachrifichato, sacreficati, sacreficò, sacrifica, sacrificà , sacrificaa, sacrificado, sacrificage, sacrificam, sacrificâm, sacrificamu, sacrificando, sacrificandolo, sacrificandosi, sacrificandu, sacrificano, sacrìficano, sacrificante, sacrificanti, sacrificao, sacrificar, sacrificaranno, sacrificare, sacrificargli, sacrificari, sacrificarì, sacrificarli, sacrificaro, sacrificarò, sacrificarono, sacrificasse, sacrificasseno, sacrificassero, sacrificassi, sacrificassino, sacrificassiru, sacrificassono, sacrificaste, sacrificata, sacrificate, sacrificati, sacrificato, sacrificatoli, sacrificatu, sacrificau, sacrificava, sacrificavam, sacrificavan, sacrificavannu, sacrificavano, sacrificavanu, sacrificavate, sacrificaven, sacrifichar, sacrifichare, sacrifichar-lly, sacrifichassono, sacrifichato, sacrifichava, sacrifiche, sacrifichè, sacrificherà , sacrificherai, sacrificherallo, sacrificheranno, sacrificherebbe, sacrificherebbono, sacrificheremo, sacrificherete, sacrificherò, sacrifichi, sacrifichiamo, sacrifichiate, sacrifichino, sacrìfichino, sacrificho, sacrifichò, sacrifico, sacrificò, sacrificó, sacrificoe, sacrificolla, sacrificone, sacrificorono, sacrifiku, sagrifica, sagrificando, sagrificano, sagrificante, sagrificanti, sagrificare, sagrificaro, sagrificarono, sagrificasse, sagrificassero, sagrificate, sagrificato, sagrificava, sagrificavano, sagrifichar, sagrifichare, sagrifichata, sagrificheràe, sagrificherai, sagrificheranno, sagrificherò, sagrifichiamo, sagrifichiate, sagrificò, sagrificòe, ssacrificare.

0.2 Lat. sacrificare (DELI 2 s.v. sacrificale).

0.3 St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.>tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Doc. sen., 1289; Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.); Cronica fior., XIII ex.; a Leggenda Aurea, XIII ex. (pis.); Legg. S. Torpè, XIII/XIV (pis.); San Brendano pis., XIII/XIV; Simintendi, a. 1333 (prat.); f Mino d'Arezzo, Chiose, XIV m. (aret.).

In testi sett.: Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.); Scritti spirituali ven., XIII; Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Legg. S. Caterina ver., XIV in.; Elucidario, XIV in. (mil.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Paolino Minorita, 1313/15 (venez.).

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.>tosc.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); a Catenacci, Disticha Catonis, XIII/XIV (anagn.); Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.); Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Locuz. e fras. da sacrificare 1.

0.7 1 Consacrare e offrire doni o vittime a una o più divinità in un rito religioso. 1.1 Onorare con un sacrificio (una divinità). 1.2 Estens. Consacrare. 2 [Relig.] Celebrare l'eucaristia. Estens. Celebrare la messa. 2.1 [Con rif. specif. alla passione e alla morte di Cristo:] offrire come vittima. 3 [In ambito cristiano:] compiere un atto di lode e devozione a Dio.

0.8 Diego Dotto 13.07.2016.

1 Consacrare e offrire doni o vittime a una o più divinità in un rito religioso.

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.>tosc.), pag. 6.27: fece fare ne la citade uno dio k' abe nome deus Beel ad honore de lo patre e de li soi e ffece sacrificare e offerire munera...

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 1, cap. 10, pag. 45.2: il quale [[Busiride]] sacrificava a' suoi Dei il sangue non nocevole degli osti suoi...

[3] Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), 1, pag. 220.30: Or devez saver en quel guisa il sacrificaven a Deu.

[4] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 2, cap. 11, pag. 57.17: E quando avevano battallie o guerre co' loro avversari, sì facevano sacrificare a' drudi, e facevano sacrificio di uomini...

[5] a Leggenda Aurea, XIII ex. (pis.), 3, pag. 106.40: Et cusì sacrificavano li Romani i(n) febraio a Pultoni, (et) altri dii di inferno...

[6] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 191.33: conzò fosse cossa che 'l renunciasse de sacrificare alle ydole del prefato Maximian...

[7] a Catenacci, Disticha Catonis, XIII/XIV (anagn.), IV, 38.1, pag. 448: Li antiq(ui) sì solevano a Deo sacrificar(e), / con ardere de le bestie loro holocastra far(e)...

[8] Legg. S. Caterina ver., XIV in., 510, pag. 274: [Q]uel segnor de Roma, l'enperaor Maxenço, / a honore dii demonii sacrificava êl templo...

[9] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 6.120, pag. 116: Sacrificà , Meser, vorea / como in antigo se sorea, / ma se tar sacrificio avesi, / no te ge deleterexi.

[10] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 27, pag. 33.14: nè algun podeva metter man al çogo de le tolle, se primamente el no sacrificava al demonio.

[11] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 3, vol. 1, pag. 143.4: ma egli vae ove lo festereccio monte Citeron risuonava a fare i sacrifici per li canti e per la chiara voce di coloro che sacrificavano all'onore di Bacco.

[12] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 1, cap. 1, vol. 1, pag. 13.3: E Metellu summu pontifici non sufersi que Postumiu consulu [[...]] ississi di la citati finintantu que issu avissi sacrificatu a li dei.

[13] f Mino d'Arezzo, Chiose, XIV m. (aret.), Cap. VIII.43, pag. 168: là dove entrando una vergine pura / Cirra pregando, a cui sacrifigava, / risponso avea dallo spirto rinchiuso / di quanto la pulzella il dimandava. || LirIO; non att. nel corpus da altre ed.

[14] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 28, pag. 131.4: chi tutti, oy in azimu, comu li Latini, oy tutti in formentatu, comu li Grechi, dianu sacrificari et consegrari...

[15] Boccaccio, Chiose Teseida, 1339/75, L. 1, 60.4, pag. 273.5: né ch'io ti liti: cioè sacrifichi.

[16] a Libru di li vitii et di li virtuti, p. 1347/52-a. 1384/88 (sic.), cap. 167, pag. 235.22: Undi la Scriptura dichi: "Tu non sacrifikirai a Deu nì boi nì crastati nì cosa ki sia maculata, kì Deu l'àvi a grandi abominationi tali sacrificiu".

[17] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 30, pag. 252.27: place a lloro per questa raysone ad honore de lo Dio Apollonio de fare a lo suo tiemplo sacrificare uno sollempne holocasto de multi animali occisi...

- Fig.

[18] f Zanobi da Strada, Moralia S. Greg., a. 1361 (tosc.), L. III, cap. 15, pag. 109.3: Dipoi dice che gli fu comandato che fusse ucciso uno capretto, cioè a dire che fusse sacrificato e morto da noi ogni apetito della carne nostra. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

- Sost.

[19] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 22, 37-51, pag. 491, col. 2.1: Dell'impio culto, çoè del sacrificare all' idoli.

[20] Valerio Massimo, red. V1, a. 1336 (fior.), L. 1, cap. 1, pag. 44.6: furono mandati X figliuoli di principi a ciascuni popoli de la provincia di Toscana per cagione d' imparare la scienza de lo sacrificare.

[21] f Chiose a Valerio Massimo (D - L. I-V), c. 1346 (tosc.), chiosa a [I.1.1], pag. 1r.14: Ma li Toscani ebono pienamente l'arte del sacrificare. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

- Locuz. agg. Da sacrificare: riservato ai sacrifici.

[22] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 13, vol. 3, pag. 122.15: sono venuta non perchè tu dei a me gli dì da sagrificare, nè gli altari da riscaldare co' fuochi. || Cfr. Ov., Met., XIII, 589-90: «diesque [[...]] sacrificos».

1.1 Onorare con un sacrificio (una divinità).

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 7, cap. 11, pag. 455.11: con ciò sia cosa che sanza distinzione avesse comandato che i cristiani trovati fossero constretti a sacrificare l' idole...

[2] Legg. S. Torpè, XIII/XIV (pis.), cap. 6, pag. 59.35: Credi a me e sagrifica [a] li dij sì come tu facei inprima... || Non si tiene conto dell'integrazione ed.

[3] Poes. an. pis., XIV in. (?) (2), 233, pag. 81: «di me no ti curare; / sacrifica tu Giove e süo altare, / e di Mercurio tuo e di Dïana, / ch'è gecha, muta et vana, / e tal sarà chi s'è di lor fidato».

[4] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 43, pag. 375, col. 2: terrazano et forese / vadano ad sacrificare / l'idoli che fece fare.

[5] Libro di Sidrach, a. 1383 (fior.), Prologo, pag. 19.3: Ma lo mio Idio, che creò lo cielo e la terra e l'altre cose che sono, si dee adorare e onorare, lo suo nome sacrificare.

1.2 Estens. Consacrare.

[1] Comm. Arte Am. (A), XIV pm. (pis.), ch. 298, pag. 588.15: Cioè che quine era uno templo in onor di Venus sacrificato.

2 [Relig.] Celebrare l'eucaristia. Estens. Celebrare la messa.

[1] Doc. sen., 1289, pag. 49.29: et di questa vingna la Misericordia sia tenuta di dare et dia annualmente ai frati di sancto Agostino di Siena xl staia di vino del milliore per sacrificare il corpo di Cristo.

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 7, cap. 22, pag. 468.10: quando neuno raccontatore di storie dica che nel Capitolio si salisse a sacrificare il Corpus Domini, secondo l' usanza, se non costui.

[3] Scritti spirituali ven., XIII, pag. 150.12: Eo insteso lo sacrifichè, quando eo dixi: Ecce corpus meum.

[4] Cronica fior., XIII ex., pag. 143.8: Elli fece dicreto ke nella Kiesa di Dio, in ongni cittate o villa o castello, iscomunicata od interdetta, si potesse IIIJ volte dell'anno sacrificare e cantare messa palesemente al popolo cristiano...

[5] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 9, pag. 57.12: e, quando venne ch' elli doveva levare la sacra ostia, ch' elli aveva benedetta per sacrificare...

[6] San Brendano pis., XIII/XIV, pag. 48.19: Disse sancto Blandano ai frati: «Facciamo qui opra divina et sacrifichiamo qui l'angnello immaculato, che oggi è la cena di Dio».

[7] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 2, quaest. 56, pag. 164.12: Com è zo che illi vixitano sovenza fiada logi santi, illi sacrificano volontera a Deo e fan molte elemoxene?

[8] Storia San Gradale, XIV po.q. (fior.), cap. 9, pag. 15.21: in quel giorno, cioè il venerdì santo, no 'l sacrifica l'uomo mia, ch'egli non à mai punto di significanza poscia ch'e' fu veracemente sacrificato.

[9] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 10, pag. 628.20: Ancora per questa santa fede dovemo onorare e in riverenza avere tutte le cose di chiesa [[...]] e tutti altari e cappelle, dove è chiamato e adorato e venerato Cristo, e sacrificato a lui...

[10] Tratao peccai mortali, XIII ex.-XIV m. (gen.), De eodem, vol. 1, pag. 177.14: Sença pacientia no ve(m) nigum a p(er)feciom, e monti esempij de zo ge n'è, che avanti che lo carexo s'è sacrificao, ello receyve corpi asay co(m) lo ma(r)tello...

[11] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81 (fior.), Sp. 44, pag. 259.9: Nota che ' Greci sacrificano il corpo di Cristo nel pane lievito levando una fetta dal pane loro di grano, e noi nel pane azimo...

[12] f Commento a Ars am. (D), a. 1388 (ven.), L. III, [vv. 703-704], pag. 118r.43: Et dise dela vide «sacra» perché la vide è sacrada al domenedio Bacho, et se Ovidio fosse stà cristian, nuy poressemo dir più verasiamente e più veraxe rason, perché del vin, lo qual escie dela vide, fi sacrificado lo sangue de Cristo. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed.

[13] Lucidario ver., XIV, L. 1, quaest. 183.3, pag. 97.14: Fa'-melo meio intendere che l'ostia ch'à sacrificaa lo sacerdote supra l'altare sia veracemente lo corpo de Deo...

- Sost.

[14] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 257, vol. 2, pag. 211.6: e quando lo sacerdote loro viene al punto del sacrificare...

2.1 [Con rif. specif. alla passione e alla morte di Cristo:] offrire come vittima.

[1] f Cassiano volg. (A), XIII ex. (sen.), Collaz. IX, cap. 17, pag. 155v.19: io per loro sacrifico me medesmo, acciò ch'egli sieno sacrificati nela verità. || DiVo; non att. nel corpus da altre ed. Cfr. Cass., Conl., IX, 17: «et pro eis sanctifico me ipsum, ut sint et ipsi sanctificati in veritate».

[2] Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.), 512, pag. 36: [E·] [l]lu meo sudario, che vui avete bene guardate, / de quisto proprio sangue che vui sacrificate, / nella valle de Iosaphacta la mia matre portate...

[3] Storia San Gradale, XIV po.q. (fior.), cap. 9, pag. 15.20: ma tutti gl'atri giorni il sacrifica l'uomo in sembianza ch'e' fu sacrificato per noi...

[4] Cicerchia, Risurrez., XIV sm. (sen.), cant. 1, ott. 34.4, pag. 391: - Figliuol, vien, c' obidente andasti al monte / per te sacrificar, servo felice!

3 [In ambito cristiano:] compiere un atto di lode e devozione a Dio.

[1] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 23, pag. 73.15: Ancora dice in altra p[ar]te: «Lo començamento de la bona vite è fare iusticia, et è plù acetevole a Deo ke sacrificare».

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 69.24, pag. 285: Da lo sesto fui tirato, - e de tacer ammaiestrato; / obedir al mio prelato, - me li ho che sacrificare.

[3] Gl Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 14, pag. 336.13: elli conobbe che esso litare, cioè sacrificare, cioè referire divote grazie a Dio, era stato acetto, bene aventurato apo il Creatore...

[4] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 8, vol. 2, pag. 194.32: E però soggiunge: Immola Deo sacrificium laudis, et redde Altissimo vota tua. Sacrifica, dice, a Dio sagrifizio di laude, e rendigli li tuoi voti; cioè commettigli la tua volontà, e li tuoi desideri.

- Pron.

[5] Giovanni Campulu, c. 1315 (mess.), L. 4, cap. 61, pag. 185.19: «Si nuj volimu ki kistu sacrificiu ni sia utili, nuj ni divimu sacrificare a Deu pir grandi cuntricione de core, a zo ki nuy faczamu zo ke nuy representamu.

[6] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1330 (pis.), L. 3, cap. 26, pag. 186.4: in ciò che sè medesimi mortificavano ed ogni dì a Dio si sacrificavano eziandio in tempo di pace furono martiri...

- Sost.

[7] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 14, pag. 336.11: Dice l'Autore: il disiderio di quello sagrificare non era vòto ancora del suo petto, che elli conobbe che esso litare, cioè sacrificare, cioè referire divote grazie a Dio...